Dicembre 19, 2009 di sottoosservazione
Bobo Maroni è il leghista bifronte. Gli piace mostrarsi ragionevole ed equilibrato, quando indossa i panni ministeriali. Coraggioso, quando fa il ministro dell’Interno che lotta contro la mafia. Perfino simpatico e divertente, quando infila gli occhiali scuri e suona l’organo Hammond nel gruppo soul Distretto 51. Del resto, uno degli slogan gridati a Milano nel 1994, alla manifestazione del 25 aprile, era: “Maroni, Maroni, arresta Berlusconi!”. Ma quando deve fare i fatti, quando deve parlare alla pancia della Lega, si trasforma.
Sa che cosa piace alla sua gente. Ricorda bene che la prima volta che andò a Pontida, non lo fecero nemmeno salire sul palco del raduno leghista: “Nella prima edizione il servizio d’ordine mi bloccò perché non ero ancora papabile per diventare un dirigente. Poi è cambiata la vita”. Sì, Bobo l’ex militante di Democrazia proletaria è diventato il leghista che sa fare la faccia feroce. Tanto da non lasciarsi scavalcare neppure da un Gianfranco Miglio ancora ideologo del secessionismo. Quando Miglio, nell’aprile 1994, proclama: “Avremo una nuova Costituzione federale entro settembre”, Maroni subito rilancia: “A me sembra un po’ troppo in là”. Leggi il seguito di questo post »
Tag: roberto maroni
Pubblicato in ritratti | Lascia un commento »
Dicembre 19, 2009 di sottoosservazione
Alla dirigenza iraniana piacciono le provocazioni. I seguaci del presidente Ahmadinejad pensano di trarne dei vantaggi, di compattare i ranghi davanti agli avversari e di mostrare coraggio. Così l’ultima sortita l’hanno riservata al vicino Iraq. Un reparto militare ha occupato un’importante installazione petrolifera al confine tra i due Paesi. Con un’incursione, preceduta nei giorni scorsi da manovre simili, i soldati si sono impossessati del Pozzo numero 4 di Fakka, 230 chilometri a sud est di Bagdad. Un mini blitz effettuato senza sparare un colpo ma dal valore simbolico: tanto è vero che gli invasori — sostengono gli iracheni — hanno piantato una bandiera iraniana sulle strutture per rimarcare che è roba loro. Leggi il seguito di questo post »
Tag: iran, iraq
Pubblicato in esteri | Lascia un commento »
Dicembre 19, 2009 di sottoosservazione
Il recente incendio appiccato da coloni ebrei a una moschea in Cisgiordania è solo l’ultimo campanello d’allarme del fondamentalismo ebreo ortodosso che si sta impadronendo dello stato di Israele – scrive l’analista israeliano Akiva Eldar – un fondamentalismo che richiama alla mente l’episodio degli zeloti che perirono nella fortezza di Masada
Per decenni i coloni hanno rubato le terre di inermi contadini palestinesi, e i governi israeliani hanno pavimentato le strade dei coloni. Ogni anno, durante la raccolta delle olive, malfattori ebrei compiono incursioni negli uliveti della Cisgiordania, e la “longa mano” delle forze di sicurezza israeliane si rivela troppo corta per aiutare i palestinesi. Nei rari casi in cui esse catturano i colpevoli, un giudice caritatevole “prende in considerazione le circostanze attenuanti”.
Ma appiccare il fuoco a una moschea – e in occasione della Festa delle Luci (l’episodio si è verificato venerdì 11 dicembre, quando alcuni coloni hanno appiccato il fuoco in una moschea nel villaggio palestinese di Yasuf, scrivendo messaggi minatori in ebraico sul soffitto dell’edificio (N.d.T.) )? Questa volta hanno davvero esagerato. Neanche il presidente ha potuto ignorare un simile “atto deplorevole”, come lo ha definito. Tuttavia, egli è lo stesso Shimon Peres, che come ministro della difesa ebbe l’onore di piantare il primo albero nell’insediamento di Ofra in Cisgiordania, le cui case sono costruite per la maggior parte su terreni privati palestinesi. Leggi il seguito di questo post »
Tag: coloni ebrei, israele, palestina
Pubblicato in esteri | Lascia un commento »
Dicembre 18, 2009 di sottoosservazione
La luce che entra dai vetri della stanza del direttore di Repubblica non restituisce l’idea del covo dei mandanti morali. Come il discorso composto, pacato per via delle radici, fermo per via della convinzione. Eppure Ezio Mauro dovrebbe essere uno dei capi del network dell’odio, evocato da Fabrizio Cicchitto nell’aula di Montecitorio.
Direttore, che effetto le ha fatto essere indicato come istigatore?
Mi ha colpito molto per il momento e per la sede. Cicchitto non si è reso conto che parlava in un’aula parlamentare o ha questa concezione del Parlamento? Era interesse di Berlusconi raccogliere i segnali positivi, arrivati dall’unanime condanna del gesto di un folle, dalla tempestiva solidarietà di tutti. Ma Cicchitto non rappresenta una corrente del Pdl, quanto piuttosto una pulsione interna al partito.
L’ha anche rivendicato: “Ho dato voce al popolo del Pdl”.
Certamente l’istinto profondo di Berlusconi è questo. Ed è facile per queste persone mettersi al riparo di una pulsione. Così non fanno politica, salvo che non abbiano un disegno: far saltare il tavolo. E andare alle urne, tentando un’ennesima prova di forza. Come se l’agire politico della destra in Italia si realizzasse in una serie di forzature successive, nell’ incapacità di esercitare la legittimità del governo per il quale hanno ottenuto mandato dagli elettori. Hanno una maggioranza straordinaria e la loro macchina non produce politica. In questi otto mesi, da Casoria in poi, si sono succedute diverse fasi. Prima quella della verità: Berlusconi ha mentito sui suoi scandali. Poi è diventata una questione di libertà: ha definito eversori i giornali di tutta Europa. E ora di legalità, perché attacca Corte costituzionale e capo dello Stato. E questo potrebbe essere ciò che muove i suoi verso il ribaltamento del tavolo. Andare alle elezioni con una piattaforma estrema: cambiamo la Costituzione e facciamola aderire all’anomalia Berlusconi. L’anomalia non è risolvibile: costituzionalizziamola. È come se Berlusconi dicesse al sistema politico: introietta la mia anomalia, sarai sfigurato per sempre. Ma così tutto diventa coerente. È la biografia del premier trasformata in ultima ideologia del paese. La tentazione suprema potrebbe essere andare al voto su questo. Leggi il seguito di questo post »
Tag: ezio mauro, marco travaglio
Pubblicato in interviste | Lascia un commento »
Dicembre 18, 2009 di sottoosservazione
Si chiama “shirk”, idolatria, il peccato che l’islamismo considera il più imperdonabile da parte di Allah. E’ questa l’accusa terribile che un eminente accademico e teologo dell’Università di al Azhar ha appena scagliato contro il cristianesimo. Secondo la visione islamica fondamentalista, anche solo affermare che “Gesù Cristo è figlio di Dio” è politeismo passibile della pena di morte. Il libro “Contro i cristiani”, pamphlet inquisitorio dietro alla pretesa di essere un “Rapporto scientifico”, porta la firma di Muhammad Imarah, membro del comitato scientifico di Al Azhar e dell’Islamic Research Academy dell’ateneo, il più prestigioso dell’intero mondo islamico. Il libello sostiene che la cristianità è “una religione politeista” e che per questo va combattuta. Leggi il seguito di questo post »
Tag: cristianesimo, idolatria, shork, università di al azhar
Pubblicato in religioni | Lascia un commento »
Dicembre 18, 2009 di sottoosservazione
Tag: israele, pier paolo pasolini
Pubblicato in video | Lascia un commento »
Dicembre 18, 2009 di sottoosservazione
Ecco la confessione dell’imprenditore che ha pagato un milione di euro all’assessore lombardo per vendere otto pescherecci al regime africano: tangenti del 5 per cento finite sul conto svizzero del politico del Pdl. L’accordo con gli eritrei siglato nell’ufficio di Prosperini al Pirellone in un clima da suk
L’assessorato regionale trasformato in suk eritreo. Con i rappresentanti di un feroce regime dittatoriale africano che trattano affari milionari dentro l’ufficio del leader lombardo della corrente ‘Nordestra’, che intanto cavalca il razzismo facendo incetta di spot elettorali e interviste anti-immigrati nelle tv locali foraggiate dal suo assessorato. E fuori dalla porta, una fila di imprenditori italiani che sperano di guadagnare appalti d’oro in Eritrea, uno degli Stati più poveri del mondo, grazie alle raccomandazioni a pagamento del politico lombardo, ora in carcere per altre tangenti.
Le accuse di corruzione che mercoledì notte hanno portato in cella Pier Gianni Prosperini (tra cui spiccano la presunta tangente di 230 mila euro pagatagli estero su estero dall’imprenditore televisivo Raimondo Lagostena Bassi e i 200 mila euro di fondi pubblici dirottati alle tv amiche per pagarsi decine di comparsate elettorali) sono soltanto il primo capitolo di un’inchiesta molto più ampia. Motivando le ‘esigenze cautelari’ che impongono di tenere in carcere l’assessore al Turismo, sicurezza, sport e giovani della giunta Formigoni, il gip Andrea Ghinetti scrive, tra l’altro, che negli ultimi mesi la procura ha avviato altre indagini, delicatissime, per il reato di “corruzione di funzionari di Stati esteri”. Il giudice si limita a precisare che per queste tangenti internazionali sono indagati “Prosperini ed altri” e che il pm Paolo Storari e il procuratore aggiunto Alfredo Robledo hanno già interrogato diversi “testimoni e coindagati”. Leggi il seguito di questo post »
Tag: pier gianni prosperini
Pubblicato in cronaca | Lascia un commento »
Ferrara: come si fabbrica un Tartaglia
Dicembre 19, 2009 di sottoosservazioneDietro l’intolleranza violenta di un momento c’è la farsa mite, strisciante, della tolleranza universale. Qui è lo scandalo. Quando per la prima volta la residenza privata di un uomo politico fu presa di mira da una folla inferocita e mentalmente insana, quando al termine di un comizio dell’opposizione il manipolo dei linciatori e lanciatori di monetine si trasferì sotto l’Hotel Raphael di Roma dove abitava l’uomo nero del momento, Bettino Craxi, nel nostro Paese era in pieno corso una rivolta plebea contro i partiti e le classi dirigenti, animata e nutrita da un pezzo dell’establishment con l’appoggio codino, reazionario, di un manipolo di gazzettieri e togati decisi a tutto, perfino a servirsi di un poliziotto dai comportamenti assai discutibili, in cerca di gloria politica, chiamato Antonio Di Pietro. Il cocco di Enzo Biagi e dell’avvocato Vittorio D’Ajello, il beniamino della salotteria milanese più intrisa di mediocrità. Leggi il seguito di questo post »
Tag: silvio berlusconi, tartaglia
Pubblicato in commenti | Lascia un commento »