Non ho letto le 700 pagine del libro di Paolo Cucchiarelli su piazza Fontana. Le leggerò. Però ho letto la vasta pagina che il Corriere della Sera gli ha dedicato, e in particolare il minuzioso compendio firmato da Aldo Cazzullo. Che mi è bastato a concluderne che, qualunque cosa dica del dicembre del 1969, il libro dice molto sulla primavera del 2009. Dunque: vanno alla volta della Banca dell’Agricoltura un taxi con su l’anarchico Valpreda che porta la sua bomba a tempo, e un taxi con su un fascista ordinovista scelto per la somiglianza con Valpreda (non il famigerato Sottosanti, bensì un altro sosia, Orsi) con la sua bomba a miccia, le collocano ambedue, e la bomba a miccia corta fa esplodere anzitempo anche la bomba a timer di Valpreda. Il tutto, “teleguidato” da Freda. “Furono due i taxi sospetti che arrivarono in piazza Fontana”. Se si fossero tamponati, la strage sarebbe avvenuta a cielo aperto. Fa un gran caldo, nella primavera del 2009, sul serio, non come il 15 dicembre del 1969. Caldissimo.
giugno 12, 2009 alle 12:32 pm |
Caro adriano, ho letto il volume di cucchiarelli e ti dico…perchè no! Il libro è documentatissimo e apre uno sguardo su quella stagione; dalla recensione sul corriere la sensazione è veramente che la storia delle due bombe sia una bufalata ma leggendolo ti rendi conto che non è così, dopo il libro di Boatti, molto bello e attento mi sembra che Cucchiarelli scavi molto più dentro finoad arrivare a dire dei nomi forti(uno per tutti Saragat).
un caro saluto
massimo
PS ti ringrazio, ho letto il tuo volume su Pinelli edito da sellerio e l’ho trovato bello e commovente