Archivio per giugno 2009

Salò, il mito del male minore. Come si smonta una leggenda

giugno 30, 2009

AYS65HKCA4SA0NSCAMC0KUXCA104C84CAKOOSM6CAJUHTG1CA3MG5ZVCAC6EJGPCA5TZE22CANXSKS4CA28N8IICAPSUWLNCAP4H44SCAKUJDUACAFYN668CAL31CPICAFGL0WYCADCF6DCCAEEE1WG“Mussolini e Hitler. La Repubblica sociale sotto il Terzo Reich”, uno studio della storica Monica Fioravanzo

 

Le quinte propongono l’immagine di un’Italia ridotta come la Polonia, preda bellica devastata. Su cui infierisce Adolf Hitler, più esagitato del solito. Deciso a farla pagare cara all’alleata fellona. Al centro, una commovente aureola di nobiltà morale cala e incornicia la testa nuda di Benito Mussolini. E il suo ultimo parto, la Repubblica di Salò. Buono, il capo dei fascisti. Sino ad affrontare il sacrificio. Ad immolarsi sull’altare di uno stato inesistente per salvare la patria dalle feroci ritorsioni dei nazisti, ansiosi di vendetta per il tradimento dell’8 settembre. E’ il mito revisionista pompato da un consistente filone storiografico, che insignisce di presunta dignità intellettuale un’ammirazione per il dittatore che in Italia non si è mai spenta. (continua…)

Il teatro di Jean Racine, il libertino amico di re e devoti

giugno 30, 2009

imagesEscono in un unico volume per i Meridiani di Mondadori le tragedie dello scrittore e drammaturgo francese

Finalmente possiamo leggere, con testo a fronte, il teatro di Jean Racine (1639-1699). E’ da poco uscito un Meridiano Mondadori, intitolato Jean Racine, Teatro , curato dal noto studioso di Marcel Proust, Alberto Beretta Anguissola, con una presentazione di René Girard e le traduzioni di Giovanni Raboni – a cui si deve l’idea – di Mario Luzi e di poeti come Maurizio Cucchi, Luciano Erba, Milo De Angelis e Riccardo Held.
Il tomo consta di millenovecento e sessanta pagine, di cui trecento di fittissime note stilate dal curatore. Raccoglie dieci tragedie, sia le profane che le sacre, provviste ognuna di una presentazione dell’autore, a volte davvero esaustiva. (continua…)

Desaparecidos e prostitute: il Karma ebraico di Englander

giugno 30, 2009

imagesCONVERSAZIONE. Il meretricio? Un ottimo rimedio «per alleviare insopportabili impulsi». Ma scoprirsi hijos de puta è una «condanna da cancellare». Come i cittadini argentini scomparsi, il cui ricordo è stato annullato dal “Ministero dei casi speciali”. E l’Italia? «Molto confortevole per uno scrittore, avete il Papa e il Papi…»

di Luca Mastrantonio
Ebreo-americano da Mayflower, cioè di quarta generazione, Nathan Englander mescola umorismo yiddish ed erotismo cerebrale da newyorkese, Philip Roth e Woody Allen, la letteratura russa e quella israeliana. Ospite last minute, ma di casa alle Conversazioni di Capri – gia due anni fa partecipò all’appuntamento organizzato da Antonio Monda e Davide Azzolini – ci racconta divertito di come si trovi perfettamente a suo agio nell’Italia di oggi, di cui gli parlano i suoi colleghi giornalisti, in particolare Rachel Donadio del New York Times. Perché? Perché nell’opera di Englander la prostituzione è un ottimo rimedio Per alleviare insopportabili impulsi, come si intitola un suo racconto e la raccolta d’esordio, e restare fedele alla propria mogliettina. In questa stupenda short-story, infatti, il protagonista è sull’orlo di una crisi di nervi e non solo, perché la moglie si nega ad ogni rapporto sessuale. Il rabbino gli consiglia prima di divorziare, e poi lo autorizza, con una dispensa speciale, a frequentare una prostituta. In altri casi, come nel romanzo Il ministero dei casi speciali, la prostituzione è una condanna. Essere figli di puttana, letteralmente, è una colpa per cancellare la quale si è disposti a tutto, anche a profanare le tombe e la memoria che recano. Allo stesso tempo, è una condizione di religiosissima innocenza. Si è macchiati senza colpa di un peccato originale. Come se Adamo fosse andato a puttane. (continua…)

Una storia Jugoslava

giugno 30, 2009

imagesLa storia della moglie del Maresciallo Tito, tra intrighi e miserie

Alcuni giorni fa i riflettori dei media serbi si sono riaccesi sulla figura di Jovanka Broz, vedova 85enne del presidente jugoslavo Tito. Le dichiarazioni di Ivica Dačiċ e Rasim Ljajiċ, rispettivamente ministri serbi degli Interni e del Lavoro e delle Politiche Sociali, secondo le quali alla signora Broz starebbe per essere consegnato un passaporto, hanno riportato agli onori della cronaca la controversa vicenda della ex first lady jugoslava, che nei giorni successivi ha rilasciato una delle sue rarissime interviste al quotidiano belgradese Politika. (continua…)

Astronave U2

giugno 30, 2009

imagesParte il nuovo tour di Bono & C, con due date a Milano. All’insegna dell’universo Web. E con mille diavolerie hi-tech. Ecco come la leggendaria rock band irlandese reinventa se stessa e la modernità

 

Ho scoperto che moltissimi oggi confondono gli U2 con YouTube… spiegava mesi fa il bassista Adam Clayton, ospite del ‘David Letterman Show’, assieme a Bono e compagni: “Dev’essere per questo che in tanti ci inviano i loro videoclip”. Ovviamente scherzava. Il nome della band e quello del noto sito di condivisione audio-video si pronunciano quasi allo stesso modo, in inglese. Ma ora la battuta si carica di una inaspettata valenza profetica. Infatti, sebbene il tour a 360 gradi che segue la pubblicazione dell’album ‘No Line on the Horizon’ debba ancora partire (comincia il 30 giugno dal Camp Stadium di Barcellona e farà tappa in 14 città europee tra cui Milano, il 7 e 8 luglio), già da un pezzo, cliccando sul sito http://www.u2.com, chi vuole può farsi un giro virtuale ammirando l’immenso modulo spaziale posto al centro dello stadio dove è collocato il palco. E godersi in anteprima un assaggio del concerto osservando gli U2 ripresi da ogni prospettiva sul mega schermo ad anello che sovrasta l’avveniristica struttura disegnata da Mark Fisher, lo stesso architetto dello Zoo Tv Tour, di Pop Mart e del Tour Vertigo. (continua…)

Sloterdijk E I SUOI IMPERATIVI

giugno 30, 2009

imagesI libri, osservava il poeta Jean Paul, «sono lunghe lettere che inviamo agli amici». Nel 1999, in apertura di Regole per un parco umano, saggio tratto da una conferenza su Heidegger e destinato a provocare non poche polemiche nel contesto delle riflessioni sulla bioetica e la natura umana, Peter Sloterdijk non mancava di citare uno degli autori che, a suo dire, meglio incarnerebbero lo spirito e i limiti dell’umanismo moderno e contemporaneo, quell’umanismo basato su un’«etica dell’alfabeto» e un assoluto primato del libro come oggetto di mediazione fra l’uome e la sua, forse insopprimibile, «animalità». Ciò che Cicerone chiamava humanitas – osservava il filosofo tedesco – nella sua essenza altro non è che una complessa strategia di «telecomunicazione», ossia la capacità di creare «amicizie a distanza», di legare e «addomesticare» la specie attraverso il medium della scrittura. (continua…)

Commento di Giampaolo Pansa

giugno 30, 2009

imagesÈ meglio che il Pd muoia

 

Tra quelli che hanno creduto nel Pd c’è anche il sottoscritto. Avevo poca fiducia nel suo leader, Walter Veltroni. Mi sembrava un peso piuma a confronto di un Berlusconi peso massimo. Per di più, aveva alle spalle una serie di sconfitte. Tanto che scrissi un Bestiario intitolato: “La favola del Perdente di successo”. Confesso che, lì per lì, mi sembrò un pezzo carogna. Poi mi dissi: per chi scrive sui giornali la cattiveria non è mai troppa. (continua…)

L’ex capo della Cia a Milano: “Così rapimmo Abu Omar”

giugno 30, 2009
images«Hallo, sono Bob». Il computer porta la voce sorprendentemente chiara, dall’angolo di mondo dove lo 007 che dirigeva la stazione Cia di Milano presta ora la sua opera. All’anagrafe si chiama Robert Seldon Lady, 56 anni. Ma a Milano tutti – colleghi, poliziotti, carabinieri, magistrati – lo chiamavano Bob. Gioviale, volpone, efficiente, ricco di risorse.
La spia Bob Lady era l’amico che tutti – in un certo mondo – avrebbero voluto avere. Fino a quel giorno di primavera di quattro anni fa in cui Bob dovette precipitosamente lasciare l’Italia per non finire arrestato dalla Procura di Milano. Il mandato di cattura che lo insegue ancora oggi lo accusa di sequestro di persona. Fu la Cia, dicono i pm Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, a rapire a Milano l’imam estremista Abu Omar, a caricarlo a forza su un aereo ad Aviano e consegnarlo al governo egiziano. Da quel giorno, Bob in Italia è latitante. Ora racconta la sua verità. Il sequestro di Abu Omar, dice, non fu «un’operazione criminale» ma un «affare di Stato», deciso e attuato (molto maldestramente, ammette) nell’ambito della guerra al terrorismo. E io, dice, ero un soldato di quella guerra. (continua…)

Ma da noi sono tutti impuniti

giugno 30, 2009
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Bernard Madoff, il finanziere americano accusato di avere frodato i suoi clienti per un totale di oltre sessantacinque miliardi di dollari con una sorta di colossale catena di sant’Antonio, è stato condannato da un tribunale di New York a 150 anni di galera. Una condanna indubbiamente esemplare, che segue ad altre condanne altrettanto esemplari pronunciate negli anni scorsi dalla giustizia americana nei confronti di altri finanzieri malfattori (si pensi, per tutti, al caso Enron). Al di là della entità della pena irrogata, colpisce d’altronde la rapidità del giudizio: Madoff era stato arrestato nel dicembre scorso, non appena erano emerse le sue malefatte. In poco più di sei mesi si è arrivati alla sua condanna penale. Anche sotto questo profilo la sentenza americana costituisce un esempio di incisività ed efficienza. (continua…)

“Giù le mani da Giotto”. Il vescovo caccia Dario Fo

giugno 30, 2009

imagesIl Nobel lo ritiene troppo giovane per aver dipinto gli affreschi di Assisi. Il prelato: no allo show

ALESSANDRA CRISTOFANI
ASSISI (Perugia)
Giotto non si tocca. Parola di vescovo. Monsignor Domenico Sorrentino, presule delle 63 parrocchie di Assisi, lo ha detto a chiare lettere. Poco importa se Dario Fo è un premio Nobel. Lui, pastore di oltre ottantamila anime, all’artista ha consigliato di cambiar aria, di portare altrove lo spettacolo «Giotto o non Giotto?», che avrebbe dovuto andare in scena nella piazza davanti alla basilica superiore di Assisi. Perché il veto? Qualche motivo di natura religiosa, neppure troppo sorprendente in un autore come Fo, mai troppo tenero con il clero? Tutt’altro: a irritare il vescovo Sorrentino è il contenuto «culturale» del monologo, nel quale Fo afferma che gli affreschi della basilica con le storie di San Francesco non sono attribuibili a Giotto come vorrebbe la tradizione. (continua…)

EDITORI SENZA TRANSPARENCY

giugno 29, 2009

imagesIn questi giorni si è consumato un fatto molto grave nel silenzio totale di quotidiani come Il Sole 24Ore e delle principali reti televisive. Ne vogliamo dare notizia ai lettori sperando che i siti indipendenti, le radio e i giornalisti liberi ne diano notizia. La posta in gioco è molto importante. Comporta la riconquista da parte degli editori di giornali (segnatamente quelli economici, oggi più volte invitati dal Governo a fornire un’immagine tranquillizzante della crisi) di un business temporaneamente perduto del valore di circa 50 milioni di euro e la delegittimazione delle autorità indipendenti e in particolare di coloro che, fra i quattro commissari Consob, si sono trovati in rotta di collisione con il loro presidente. Ma vediamo i fatti. (continua…)

Sesso, cocaina e loft. «Il lato B della religione»

giugno 29, 2009

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Ci sono molte manifestazioni culturali che presentano temi e argomenti di discussione come puri e semplici pretesti. Altrove, i contesti sono soverchianti rispetto a chi interviene, ai testi che propone. Non è il caso delle Conversazioni di Capri, non quest’anno, non questo sabato, ieri per chi legge. L’isola è blindatissima per la presenza del presidente della Repubblica, seduto su una panchina di via Tragara, che unisce il mitico Quisisana alla bellissima punta Tragara, con affaccio mozzafiato sui faraglioni, come un felicissimo pensionato. «Amò», dice uno degli uomini della scorta, «sono un momentino impegnato con il Presidente». La tensione è comunque minore rispetto all’arrivo di Roberto Saviano, ospite a sorpresa annunciato un paio di giorni fa, che parla dell’Invidia. Ovvero il sentimento che difficilmente trova un buon alibi nelle critiche di tanti scrittori, o aspiranti tali, narratori di cose di cosa nostra e camorra, verso questo portento di vendite. (continua…)

Millecinquecento lettori per un incesto politico quotidiano

giugno 29, 2009

imagesL’orazione funebre del giornalismo parlamentare scritta da Enzo Forcella ha cinquant’anni (e un po’ li dimostra). Se ne parlò per un’estate intera e oggi ce n’è abbastanza per parlarne ancora

 

Certe ribellioni, alla mia età, sono onorevoli e un poco ridicole. Mi sembra di soffrire per cose che altri, arrivati qualche anno dopo, hanno sempre saputo”. Si chiude così uno dei pezzi più famosi del giornalismo italiano, Millecinquecento lettori. Confessioni di un giornalista politico, che l’allora 38enne Enzo Forcella pubblicò nel giugno di cinquant’anni fa su “Tempo presente”, la rivista di Nicola Chiaromonte e Ignazio Silone (Donzelli lo ha ristampato nel 2004 con ottimi lavori di accompagnamento di Guido Crainz). L’attacco era fulminante: “Un giornalista politico, nel nostro paese, può contare su circa millecinquecento lettori: i ministri e i sottosegretari (tutti), i parlamentari (parte), i dirigenti di partito, sindacalisti, alti prelati e qualche industriale che vuole mostrarsi informato. Il resto non conta, anche se il giornale vende trecentomila copie. (continua…)

ERMOLLI ER DURO, IL PIÙ POTENTE LOBBISTA DEL NORD ITALIA

giugno 29, 2009

imagesDA CONSULENTE AZIENDALE A CONSIGLIORI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI – LE MANI SULL’EXPO: STANCA E SALA – CONTRASTI CON TREMONTI PER L’EXPO – E CONFA LO BUTTEREBBE GIÙ DALLA SCALA

 

È da tempo uno degli uomini più ascoltati da Silvio Berlusconi. Ogni lunedì va ad Arcore e incontra oltre al grande capo gli altri fedelissimi dell’entourage berlusconiano, a seconda delle necessità, dispensando consigli e suggerimenti preziosi molto spesso agli uomini che lui stesso ha contribuito a inserire negli organigrammi che contano, si tratti di manager o di coordinatori del Partito delle Libertà. (continua…)

Giuditta, l’«ossessa rivoluzionaria», storia vera della ribelle anti Papa Re

giugno 29, 2009

imagesLa patriota romana fu uccisa col figlio dai soldati pontifici. La sfortunata rivolta del 1867 nel nuovo libro di Claudio Fracassi

 

Bella («alta, aitante nella persona, sguardo scintillante»), romana di buona famiglia, seguace di Garibaldi. Gli spioni papali nei loro rapporti la definivano«sciagurata donna», «invasata dallo spirito d’abisso», «ossessa rivoluzionaria». E’ morta combattendo, pistola in pugno. Giuditta Tavani Arquati, uccisa a colpi di baionetta dagli zuavi pontifici venerdì 25 ottobre 1867, mentre tenta l’ultima disperata resistenza dopo la fallita sortita dei fratelli Cairoli. Uccisa insieme al figlio undicenne Antonio: asserragliata in quel “covo” di ribelli che è il lanificio Ajani in via della Lungaretta 97, a Trastevere, aveva cercato, insieme al marito e altri pochi combattenti, di coprire la fuga dei patrioti che si erano rifugiati in quel luogo, purtroppo ormai accerchiato dalle truppe papaline. Traditi da una delazione, sorpresi senza scampo, Giuditta e gli altri resistono fino all’ultimo, ed «è lotta corpo a corpo,», finché scatta la carneficina. «A colpi di revolver e di fucile, e poi di baionetta, uno dopo l’altro i ribelli furono uccisi e scannati dagli zuavi». Anche Giuditta e il suo bambino. (continua…)


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