“Mussolini e Hitler. La Repubblica sociale sotto il Terzo Reich”, uno studio della storica Monica Fioravanzo
Le quinte propongono l’immagine di un’Italia ridotta come la Polonia, preda bellica devastata. Su cui infierisce Adolf Hitler, più esagitato del solito. Deciso a farla pagare cara all’alleata fellona. Al centro, una commovente aureola di nobiltà morale cala e incornicia la testa nuda di Benito Mussolini. E il suo ultimo parto, la Repubblica di Salò. Buono, il capo dei fascisti. Sino ad affrontare il sacrificio. Ad immolarsi sull’altare di uno stato inesistente per salvare la patria dalle feroci ritorsioni dei nazisti, ansiosi di vendetta per il tradimento dell’8 settembre. E’ il mito revisionista pompato da un consistente filone storiografico, che insignisce di presunta dignità intellettuale un’ammirazione per il dittatore che in Italia non si è mai spenta. (continua…)
Escono in un unico volume per i Meridiani di Mondadori le tragedie dello scrittore e drammaturgo francese
CONVERSAZIONE. Il meretricio? Un ottimo rimedio «per alleviare insopportabili impulsi». Ma scoprirsi hijos de puta è una «condanna da cancellare». Come i cittadini argentini scomparsi, il cui ricordo è stato annullato dal “Ministero dei casi speciali”. E l’Italia? «Molto confortevole per uno scrittore, avete il Papa e il Papi…»
La storia della moglie del Maresciallo Tito, tra intrighi e miserie
Parte il nuovo tour di Bono & C, con due date a Milano. All’insegna dell’universo Web. E con mille diavolerie hi-tech. Ecco come la leggendaria rock band irlandese reinventa se stessa e la modernità
I libri, osservava il poeta Jean Paul, «sono lunghe lettere che inviamo agli amici». Nel 1999, in apertura di Regole per un parco umano, saggio tratto da una conferenza su Heidegger e destinato a provocare non poche polemiche nel contesto delle riflessioni sulla bioetica e la natura umana, Peter Sloterdijk non mancava di citare uno degli autori che, a suo dire, meglio incarnerebbero lo spirito e i limiti dell’umanismo moderno e contemporaneo, quell’umanismo basato su un’«etica dell’alfabeto» e un assoluto primato del libro come oggetto di mediazione fra l’uome e la sua, forse insopprimibile, «animalità». Ciò che Cicerone chiamava humanitas – osservava il filosofo tedesco – nella sua essenza altro non è che una complessa strategia di «telecomunicazione», ossia la capacità di creare «amicizie a distanza», di legare e «addomesticare» la specie attraverso il medium della scrittura.
«Hallo, sono Bob». Il computer porta la voce sorprendentemente chiara, dall’angolo di mondo dove lo 007 che dirigeva la stazione Cia di Milano presta ora la sua opera. All’anagrafe si chiama Robert Seldon Lady, 56 anni. Ma a Milano tutti – colleghi, poliziotti, carabinieri, magistrati – lo chiamavano Bob. Gioviale, volpone, efficiente, ricco di risorse.
CARLO FEDERICO GROSSO
Il Nobel lo ritiene troppo giovane per aver dipinto gli affreschi di Assisi. Il prelato: no allo show
In questi giorni si è consumato un fatto molto grave nel silenzio totale di quotidiani come Il Sole 24Ore e delle principali reti televisive. Ne vogliamo dare notizia ai lettori sperando che i siti indipendenti, le radio e i giornalisti liberi ne diano notizia. La posta in gioco è molto importante. Comporta la riconquista da parte degli editori di giornali (segnatamente quelli economici, oggi più volte invitati dal Governo a fornire un’immagine tranquillizzante della crisi) di un business temporaneamente perduto del valore di circa 50 milioni di euro e la delegittimazione delle autorità indipendenti e in particolare di coloro che, fra i quattro commissari Consob, si sono trovati in rotta di collisione con il loro presidente. Ma vediamo i fatti.
JAY McINERNEY. Parla lo scrittore Usa, ospite alle Conversazioni di Capri. Dall’ultimo libro a Berlusconi: «In America uno come lui sarebbe già collassato»
L’orazione funebre del giornalismo parlamentare scritta da Enzo Forcella ha cinquant’anni (e un po’ li dimostra). Se ne parlò per un’estate intera e oggi ce n’è abbastanza per parlarne ancora
DA CONSULENTE AZIENDALE A CONSIGLIORI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI – LE MANI SULL’EXPO: STANCA E SALA – CONTRASTI CON TREMONTI PER L’EXPO – E CONFA LO BUTTEREBBE GIÙ DALLA SCALA
La patriota romana fu uccisa col figlio dai soldati pontifici. La sfortunata rivolta del 1867 nel nuovo libro di Claudio Fracassi
Commento di Giampaolo Pansa
giugno 30, 2009Tra quelli che hanno creduto nel Pd c’è anche il sottoscritto. Avevo poca fiducia nel suo leader, Walter Veltroni. Mi sembrava un peso piuma a confronto di un Berlusconi peso massimo. Per di più, aveva alle spalle una serie di sconfitte. Tanto che scrissi un Bestiario intitolato: “La favola del Perdente di successo”. Confesso che, lì per lì, mi sembrò un pezzo carogna. Poi mi dissi: per chi scrive sui giornali la cattiveria non è mai troppa. (continua…)
Etichette: pd
Pubblicato in commenti | 4 Commenti »