Il governo Berlusconi ha promesso di battere la crisi rilanciando il business del mattone. In realtà dietro ai piani dell’esecutivo, a cominciare da quello sulla casa, non c’è altro che un nuovo sacco edilizio. Regione per regione ecco la mappa della nuova speculazione
Più cemento per tutti. Con il cosiddetto piano casa, e con altri interventi ispirati alla stessa ideologia della deregulation edilizia, il governo Berlusconi promette di battere la crisi rilanciando il business del mattone. Ma la ripresa resta dubbia. La crisi e il crescente indebitamento delle imprese e delle famiglie compromettono le capacità di investimento dei privati. A guadagnarci sicuramente saranno pochi grandi speculatori. Mentre per la maggioranza dei cittadini il nuovo boom dei cantieri rischia di produrre danni a lungo termine molto più gravi dei benefici apparenti e immediati. Un colpo di grazia per il già moribondo territorio italiano. Un’ipoteca pesante sul futuro del turismo, dell’agricoltura di qualità e della nuova economia verde. A lanciare l’allarme,insieme a tutte le più importanti associazioni per la difesa dell’ambiente e del paesaggio, sono autorevoli studi tecnicoscientifici e perfino gli asettici rapporti dell’Istituto nazionale di statistica. A differenza dei politici, gli esperti concordano che gran parte delle regioni hanno già raggiunto un livello di «saturazione edilizia ». Una nuova ondata di cemento «in un Paese come l’Italia, in cui il territorio è da sempre molto sfruttato», avverte l’Istat, «non può essere considerata in nessun caso un fenomeno sostenibile». Ma il peggio è che il piano casa è come una scommessa al buio: l’Italia è l’unico Stato occidentale dove già ora l’edilizia è fuori controllo, perché mancano perfino le misurazioni di quanti boschi, prati e campi vengono ricoperti ogni giorno dalla crosta inquinante del cemento e dell’asfalto. (continua…)
Quartiere di Petah Tikva di Tel Aviv. Ore tre di notte, lezione sulla kabbalà condotta dal professor Rav Laitman, fondatore e presidente del Centro Bnei Baruch (kabbalah.info). La kabbalà può sembrare una dottrina misteriosa e magica ma in realtà è un insieme di correnti esoteriche e mistiche dell’ebraismo che riguardano l’interpretazione simbolica del senso segreto della Bibbia. Non è una religione: è una scienza, un metodo. Il centro si trova in via Jabotinski n.112. Edificio vecchio e sproporzionato. All’ultimo piano c’è una falegnameria, un’officina, una palestra, una mensa, una cucina, uno spazio giochi per i bambini. In basso c’è una porticina, c’è una telecamera. Inizia la lezione del professor Rav Laitman. La sala è stracolma di persone. Matite, blocchetti, gente che scrive e ascolta. Domande e risposte si alternano. Come superare il nostro ego? Come avvicinarsi all’altro? Il metodo dato dalla kabbalà li aiuta a rispondere e a capire. Per loro l’uomo non può accontentarsi, è necessario che si ponga delle domande e si confronti con l’altro. Non esiste nessuna soluzione a qualsiasi problema se l’uomo non considera l’altro come se stesso.
La polizia irachena attacca i militanti dissidenti iraniani in Iraq. Che accusano Baghdad e gli Usa di sacrificarli al dialogo con Teheran
alcune pagine dal romanzo, inedito in Italia, «Master Chaos» di Evgenij Popov
Il magghid di Meseritch, uno dei più grandi maestri dell’ebraismo khassidico diceva: «Ora, nell’esilio, lo Spirito Santo scende più facilmente che nel tempo in cui era in piedi il grande Santuario di Gerusalemme. Un re fu scacciato in esilio e se ne andò ramingo, se arrivava allora in una povera casa dove veniva alloggiato malamente, e malamente cibato, ma accolto da re, il suo cuore era lieto e parlava con la gente di casa così familiarmente come una volta faceva nella propria corte soltanto con i suoi più intimi. E così fa anche D-o da quando è in esilio».
tassa sullo spinello! è LA ricetta olandese per la crisi – NON è UNA FREGNACCIA: GRAZIE AI “TURISTI DELLA CANNA”, ogni anno si vendono 265mila chili tra marijuana e hascisc per un giro d´affari da due miliardi di euro
Una «cella di punizione» descritta da testimoni e da chi ha potuto verificarne l’esistenza come «stretta, buia, dall’odore nauseabondo». Qualcosa che assomiglia più a una segreta medievale che a una moderna camera di sicurezza, molto lontano dai requisiti di legge che stabiliscono dimensioni, caratteristiche architetturali, condizioni igieniche e arredo di una normale «camera di pernottamento», come l’ordinamento e il regolamento penitenziario si ostinano a definire – non senza un tocco di perfida ipocrisia – una normale cella penitenziaria. In gergo carcerario si chiama «cella liscia», il non plus ultra della punizione. Una cella completamente vuota, senza mobilio, senza branda, senza tubi, maniglie o qualsiasi altro oggetto o manufatto che possa svolgere funzione di appiglio. Senza finestra, con piccole feritoie al suo posto, oppure – l’immaginario del supplizio è pieno di fantasia – senza infissi, nude sbarre senza vetri e ante col freddo che d’inverno aggredisce i corpi non di rado lasciati nudi (col pretesto di non offrire vantaggi a chi avrebbe intensione di suicidarsi), magari anche bagnati.
SFIDA APERTA A CORRUZIONE E MAFIE O SOLO L’ULTIMO EPISODIO DELLA GUERRA TRA I CLAN CRIMINALI PER IL CONTROLLO DEL COMMERCIO IN RUSSIA? – LA CINA FURIOSA, A RISCHIO DECINE DI FABBRICHE NEL SUD DEL PAESE
di Cesare De Michelis
Non si sa se fu nel 1884 o nel 1885. Quello che si sa con certezza è che il grande scrittore scozzese Robert Louis Stevenson si trovò un giorno – sembra a casa di un amico – a tenere per le mani un libro appena tradotto, opera di uno sconosciuto scrittore fiorentino di nome Carlo Collodi.Il romanzo raccontava le avventure di uno strano burattino che parlava, camminava, correva senza nessun bisogno di fili. C’erano molte contraddizioni in quel libro, ma Stevenson, che non era uno stupido, comprese di trovarsi di fronte a un capolavoro pari se non superiore a quello che recentemente aveva dato la fama a lui: L’isola del tesoro.
ECCO COME FU ISTRUITO IL FALSO PENTITO: I “SUGGERIMENTI” DI UN POLIZIOTTO SUL PRIMO VERBALE “ANOMALO” DI SCARANTINO CHE HA PORTATO ALLE CONDANNE PER LA STRAGE DI VIA D’AMELIO
A NAPOLI NON C’HANNO UN EURO, MA ‘O GOVERNATORE DONA 500MILA € AL TEATRO DI NINO D’ANGELO – LA CAMPANIA COME IL TITANIC, AFFONDA MENTRE SUONA L’ORCHESTRINA – A VARI OPERATORI DELLO SPETTACOLO SONO STATI ASSEGNATI 886 MILA €…
Le perduranti difficoltà di accesso al credito, denunzia il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, favoriscono fenomeni di usura e scalate alla proprietà di aziende, grazie alla disponibilità di liquidità acquisita illegalmente.
Il giorno dopo l chiusura del carcere segreto di Kahrizak, il “garage Olimpo” di Teheran, il centro di torture in versione iraniana, i riformisti dell’Onda verde di Mir-Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi costretti a rifugiarsi all’estero per sfuggire alle squadracce basji, accusano il regime di Ahmadinejad di aver aperto altre prigioni segrete dove sono rinchiusi i detenuti politici più importanti.
Anni di piombo, quei terroristi pentiti con la pappa nel cuore
luglio 31, 2009Il prossimo settembre sarà presentato a Toronto il film «Prima linea» di Renato De Maria, tratto dal libro autobiografico di Sergio Segio, l’ex terrorista colpevole dell’assassinio dei magistrati Emilio Alessandrini e Guido Galli, della guardia giurata Francesco Rucci e di William Vaccher. Del film si potrà parlare solo dopo averlo visto. Con Segio sono stato brevemente in contatto perché, quando era in carcere, mi aveva scritto alcune lettere, che ho letto e cui ho risposto. Con quel rispetto che si deve ad ognuno, anche macchiato di efferati delitti—perché nessun crimine cancella la dignità umana di chi l’ha commesso— e col rispetto che, in quel caso specifico, meritavano quelle lettere per il loro tono. Non mi è mai passato per la mente di considerarmi migliore di chi ha commesso degli assassini. La vita non mi ha mai posto in una situazione in cui potessi essere spinto all’omicidio e dunque non so e non posso sapere come mi sarei comportato. So però che l’assassinio è un delitto — atroce e quasi sempre idiota— di cui il responsabile deve pagare le conseguenze, sempre tutelato nei suoi diritti umani e civili. (continua…)
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