Archivio per luglio 2009

Una cascata di cemento

luglio 31, 2009

imagesIl governo Berlusconi ha promesso di battere la crisi rilanciando il business del mattone. In realtà dietro ai piani dell’esecutivo, a cominciare da quello sulla casa, non c’è altro che un nuovo sacco edilizio. Regione per regione ecco la mappa della nuova speculazione

Più cemento per tutti. Con il cosiddetto piano casa, e con altri interventi ispirati alla stessa ideologia della deregulation edilizia, il governo Berlusconi promette di battere la crisi rilanciando il business del mattone. Ma la ripresa resta dubbia. La crisi e il crescente indebitamento delle imprese e delle famiglie compromettono le capacità di investimento dei privati. A guadagnarci sicuramente saranno pochi grandi speculatori. Mentre per la maggioranza dei cittadini il nuovo boom dei cantieri rischia di produrre danni a lungo termine molto più gravi dei benefici apparenti e immediati. Un colpo di grazia per il già moribondo territorio italiano. Un’ipoteca pesante sul futuro del turismo, dell’agricoltura di qualità e della nuova economia verde. A lanciare l’allarme,insieme a tutte le più importanti associazioni per la difesa dell’ambiente e del paesaggio, sono autorevoli studi tecnicoscientifici e perfino gli asettici rapporti dell’Istituto nazionale di statistica. A differenza dei politici, gli esperti concordano che gran parte delle regioni hanno già raggiunto un livello di «saturazione edilizia ». Una nuova ondata di cemento «in un Paese come l’Italia, in cui il territorio è da sempre molto sfruttato», avverte l’Istat, «non può essere considerata in nessun caso un fenomeno sostenibile». Ma il peggio è che il piano casa è come una scommessa al buio: l’Italia è l’unico Stato occidentale dove già ora l’edilizia è fuori controllo, perché mancano perfino le misurazioni di quanti boschi, prati e campi vengono ricoperti ogni giorno dalla crosta inquinante del cemento e dell’asfalto. (continua…)

A lezione di kabbalà

luglio 31, 2009

imagesQuartiere di Petah Tikva di Tel Aviv. Ore tre di notte, lezione sulla kabbalà condotta dal professor Rav Laitman, fondatore e presidente del Centro Bnei Baruch (kabbalah.info). La kabbalà può sembrare una dottrina misteriosa e magica ma in realtà è un insieme di correnti esoteriche e mistiche dell’ebraismo che riguardano l’interpretazione simbolica del senso segreto della Bibbia. Non è una religione: è una scienza, un metodo. Il centro si trova in via Jabotinski n.112. Edificio vecchio e sproporzionato. All’ultimo piano c’è una falegnameria, un’officina, una palestra, una mensa, una cucina, uno spazio giochi per i bambini. In basso c’è una porticina, c’è una telecamera. Inizia la lezione del professor Rav Laitman. La sala è stracolma di persone. Matite, blocchetti, gente che scrive e ascolta. Domande e risposte si alternano. Come superare il nostro ego? Come avvicinarsi all’altro? Il metodo dato dalla kabbalà li aiuta a rispondere e a capire. Per loro l’uomo non può accontentarsi, è necessario che si ponga delle domande e si confronti con l’altro. Non esiste nessuna soluzione a qualsiasi problema se l’uomo non considera l’altro come se stesso. (continua…)

Doppio gioco

luglio 31, 2009

imagesLa polizia irachena attacca i militanti dissidenti iraniani in Iraq. Che accusano Baghdad e gli Usa di sacrificarli al dialogo con Teheran

La fine di Camp Ashraf sembra vicina. Dopo gli incidenti dei giorni scorsi, nei quali sono morti otto militanti iraniani, il governo iracheno è deciso a estradare verso il Pakistan tutti i membri del gruppo Mujahidin e-Khalq (Mek), i ‘combattenti del popolo’, dissidenti iraniani.Attacco ai mujahidin. Il campo, che occupa una vasta area nel governatorato di Dyala, nell’Iraq meridionale, esiste dalla fine della guerra tra Iran e Iraq degli anni Ottanta. Il regime di Saddam, nella speranza di riprendere prima o poi il conflitto con la Repubblica Islamica, offrì appoggio finanziario, politico e logistico al gruppo Mek, braccio armato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il network degli oppositori che durante la guerra avevano appoggiato il regime laico di Saddam contro la teocrazia iraniana. Anche solo per aver combattuto i loro stessi fratelli, in un conflitto che è costato la vita a due milioni di persone, il Mek è diventato la bestia nera del regime di Teheran. Dal 1988 al 2003, quando il regime di Saddam è stato rovesciato dall’invasione della Coalizione guidata dagli Usa, il Mek ha potuto contare su un rifugio sicuro. Nel campo, circondato da un’elegante cancellata nera con una serie di statue di leoni dorati, vivono 3500 militanti del Mek, non tutti guerriglieri. Gli Usa hanno disarmato i miliziani all’interno del campo nel 2003, ma avevano lasciato in piedi la struttura, perché l’amministrazione Bush non ha mai abbandonato la speranza di rovesciare il regime iraniano e il Mek poteva tornare utile ai piani d’invasione o di destabilizzazione.Da quando il governo iracheno guidato dal premier Nuri al-Maliki ha preso il controllo del territorio, invece, le cose sono cambiate. (continua…)

Pastiche russo

luglio 31, 2009

imagesalcune pagine dal romanzo, inedito in Italia, «Master Chaos» di Evgenij Popov

 

Ogni anziano moscovita sa bene che lo Strastnoj Bul’var (il Boulevard della Passione) è uno dei luoghi più importanti della capitale senza contare la Stazione Kievskij. Circondato dalle leggende della remota antichità moscovita, lo Strastnoj Bul’var sorse come la stessa Mosca in tempi immemorabili, dei quali ognuno può leggere nei tanti libri dedicati al tema.Quante cose ha veduto lo Strastnoj Bul’var che praticamente oggi si distende tra le forti schiene di due monumenti in metallo, quello dedicato a Aleksandr Puskin (sulla Piazza Puskin), ai cui piedi i comunisti le davano ai dissidenti e oggi vivono le prostitute, e quello dedicato a Vladimir Vysockij, che adesso se ne starà in eterno ad osservare il negozio Ryba situato dalla notte dei tempi all’angolo tra la via Petrovka e il Petrovskij Bul’var, e dove un tempo si vendeva il pesce. (continua…)

Esilio – La nuova anima nelle radici perdute

luglio 31, 2009

imagesIl magghid di Meseritch, uno dei più grandi maestri dell’ebraismo khassidico diceva: «Ora, nell’esilio, lo Spirito Santo scende più facilmente che nel tempo in cui era in piedi il grande Santuario di Gerusalemme. Un re fu scacciato in esilio e se ne andò ramingo, se arrivava allora in una povera casa dove veniva alloggiato malamente, e malamente cibato, ma accolto da re, il suo cuore era lieto e parlava con la gente di casa così familiarmente come una volta faceva nella propria corte soltanto con i suoi più intimi. E così fa anche D-o da quando è in esilio».
Questo che è uno dei più celebri racconti khassidici trascritti da Martin Buber adombra l’idea che l’esilio dell’uomo abbia come supremo paradigma l’esilio divino. In queste parole l’esilio viene definito come luogo di splendore e di intimità pur essendo nella realtà uno spazio-tempo di povertà e di disagio, mentre in altri contesti della letteratura sapienziale e rabbinica l’esilio viene definito come terribile punizione. (continua…)

SIAMO ALLA CANNA (DI MARIJUANA)

luglio 31, 2009

imagestassa sullo spinello! è LA ricetta olandese per la crisi – NON è UNA FREGNACCIA: GRAZIE AI “TURISTI DELLA CANNA”, ogni anno si vendono 265mila chili tra marijuana e hascisc per un giro d´affari da due miliardi di euro

 

Rosalba Castelletti per La Repubblica

A ogni boccata di marijuana una boccata d´ossigeno per le casse statali, ma anche una stangata per i cosiddetti «turisti dello spinello». In tempi di crisi si pensa anche a questo: a proporre un disegno di legge per imporre una tassa straordinaria sul consumo di cannabis laddove, come in Olanda, è tollerato. L´idea è venuta al parlamentare olandese Boris van der Ham, esponente del partito social-liberale D66, mentre si trovava a Oakland, prima città statunitense ad aver approvato la settimana scorsa la tassazione della marijuana per scopi terapeutici. (continua…)

Anni di piombo, quei terroristi pentiti con la pappa nel cuore

luglio 31, 2009

imagesIn omaggio al vecchio vizio retorico italiano, chi si è macchiato di omicidio usa parole sentimentali rosa vicino al rosso del sangue versato

 

Il prossimo settembre sarà presentato a Toronto il film «Prima linea» di Renato De Maria, tratto dal libro autobiografico di Sergio Segio, l’ex terrorista colpevole dell’assassinio dei magistrati Emilio Alessandrini e Guido Galli, della guardia giurata Francesco Rucci e di William Vaccher. Del film si potrà parlare solo dopo averlo visto. Con Segio sono stato brevemente in contatto perché, quando era in carcere, mi aveva scritto alcune lettere, che ho letto e cui ho risposto. Con quel rispetto che si deve ad ognuno, anche macchiato di efferati delitti—perché nessun crimine cancella la dignità umana di chi l’ha commesso— e col rispetto che, in quel caso specifico, meritavano quelle lettere per il loro tono. Non mi è mai passato per la mente di considerarmi migliore di chi ha commesso degli assassini. La vita non mi ha mai posto in una situazione in cui potessi essere spinto all’omicidio e dunque non so e non posso sapere come mi sarei comportato. So però che l’assassinio è un delitto — atroce e quasi sempre idiota— di cui il responsabile deve pagare le conseguenze, sempre tutelato nei suoi diritti umani e civili. (continua…)

Venezia, la cella “liscia” che uccise Mohammed

luglio 30, 2009

imagesUna «cella di punizione» descritta da testimoni e da chi ha potuto verificarne l’esistenza come «stretta, buia, dall’odore nauseabondo». Qualcosa che assomiglia più a una segreta medievale che a una moderna camera di sicurezza, molto lontano dai requisiti di legge che stabiliscono dimensioni, caratteristiche architetturali, condizioni igieniche e arredo di una normale «camera di pernottamento», come l’ordinamento e il regolamento penitenziario si ostinano a definire – non senza un tocco di perfida ipocrisia – una normale cella penitenziaria. In gergo carcerario si chiama «cella liscia», il non plus ultra della punizione. Una cella completamente vuota, senza mobilio, senza branda, senza tubi, maniglie o qualsiasi altro oggetto o manufatto che possa svolgere funzione di appiglio. Senza finestra, con piccole feritoie al suo posto, oppure – l’immaginario del supplizio è pieno di fantasia – senza infissi, nude sbarre senza vetri e ante col freddo che d’inverno aggredisce i corpi non di rado lasciati nudi (col pretesto di non offrire vantaggi a chi avrebbe intensione di suicidarsi), magari anche bagnati. (continua…)

PUGNO DI FERRO DI PUTIN SUL GIGANTESCO MERCATO SEMI-ABUSIVO DI MOSCA

luglio 30, 2009

AM2O2DGCADTPWV0CA065T0XCAJQ4KKBCAEA19TYCAV7K37GCAK87RBOCA14UWI2CA7CY821CA089ULMCAHKG5B1CAM5LSZ5CA1NCEPVCAKLWEMMCA81ITZ9CAZZ2HF2CA6XOSUDCAH7D32ZCASHI1YYSFIDA APERTA A CORRUZIONE E MAFIE O SOLO L’ULTIMO EPISODIO DELLA GUERRA TRA I CLAN CRIMINALI PER IL CONTROLLO DEL COMMERCIO IN RUSSIA? – LA CINA FURIOSA, A RISCHIO DECINE DI FABBRICHE NEL SUD DEL PAESE

Vladimir Sapozhnikov per “Il Sole 24 Ore”

Chiuso, sigillato, vuoto. Per sempre, con tutta la merce ancora lì, abbandonata sui banchi. E la saracinesca abbassata per ordine supremo, ovvero di Vladimir Putin. Gli agenti della polizia sono entrati in azione a Mosca, alla fine di giugno, per bloccare una volta per tutte l’attività del Cherkizovskij, il più grande mercato di tutto l’est europeo.Un groviglio di negozietti, merci di ogni genere, spesso contraffatte e di contrabbando. Più di duecento ettari nel nord-est di Mosca divisi in dodici zone commerciali che dal 1991, dal crollo dell’Unione sovietica, accompagnava la vita e le fatiche quotidiane di centinaia di migliaia di commercianti e clienti, in febbrile movimento tra vestiti, mobili, gioielli, artigianato vario, carne, pesce. (continua…)

Nel romanzo novecentesco uno specchio della cultura di oggi

luglio 30, 2009

imagesdi Cesare De Michelis
Università di Padova

Nel conflitto tra vivere e scrivere che è al fondo di ogni esperienza del moderno, nella competizione tra queste contraddittorie pulsioni, è evidente che la vita riassume ogni possibile positività contro la viziosa impotenza dell’alternativa, destinata a essere simbolo di una qualsiasi consolazione, così è altrettanto vero che senza la coscienza, che si conquista solo con la rivisitazione dell’esperienza attraverso il suo racconto, non saremmo capaci di riconoscere il valore della vita. Dunque è la letteratura che dona sapore e consistenza a quella stessa vita dalla quale poi si alimenta, in un processo di rigenerazione che è doloroso come il supplizio di Tantalo, ma anche generosamente fecondo come ogni ciclo biologico. La separatezza della scrittura dalla vita è condanna – perdita di tutto “in cambio di sogni” – ma anche superiore speranza di intelligenza, estrema ambizione di lucidità, sublime sacrificio alla verità e alla grandezza della letteratura. (continua…)

Stevenson offrì al papà di Pinocchio un caffè

luglio 30, 2009

imagesNon si sa se fu nel 1884 o nel 1885. Quello che si sa con certezza è che il grande scrittore scozzese Robert Louis Stevenson si trovò un giorno – sembra a casa di un amico – a tenere per le mani un libro appena tradotto, opera di uno sconosciuto scrittore fiorentino di nome Carlo Collodi.Il romanzo raccontava le avventure di uno strano burattino che parlava, camminava, correva senza nessun bisogno di fili. C’erano molte contraddizioni in quel libro, ma Stevenson, che non era uno stupido, comprese di trovarsi di fronte a un capolavoro pari se non superiore a quello che recentemente aveva dato la fama a lui: L’isola del tesoro.

«È curioso» disse all’amico, senza mostrare la minima invidia.

«Sembra che questo Mr. Collodi abbia scritto il suo libro suppergiù mentre io scrivevo il mio». (continua…)

MAFIA DI STATO E STATO DI MAFIA

luglio 30, 2009

imagesECCO COME FU ISTRUITO IL FALSO PENTITO: I “SUGGERIMENTI” DI UN POLIZIOTTO SUL PRIMO VERBALE “ANOMALO” DI SCARANTINO CHE HA PORTATO ALLE CONDANNE PER LA STRAGE DI VIA D’AMELIO

COSÌ FU ISTRUITO IL FALSO PENTITO…
Lirio Abbate per “La Stampa”

Sembra la bozza di un racconto di mafia, con note a margine e annotazioni in cui si riportano nomi veri di boss e gregari coinvolti nella strage di via d’Amelio. Invece, è il primo verbale d’interrogatorio – da collaboratore di giustizia – di Vincenzo Scarantino, l’uomo sulle cui dichiarazioni si è basata gran parte dell’inchiesta, e poi le sentenze di condanna, per l’uccisione di Paolo Borsellino e di cinque agenti di polizia. Un pentito che è stato preso in considerazione solo dalla procura di Caltanissetta diretta all’epoca da Giovanni Tinebra. (continua…)

CANTA, CHE GLI PASSA (A BASSOLINO)

luglio 30, 2009

imagesA NAPOLI NON C’HANNO UN EURO, MA ‘O GOVERNATORE DONA 500MILA € AL TEATRO DI NINO D’ANGELO – LA CAMPANIA COME IL TITANIC, AFFONDA MENTRE SUONA L’ORCHESTRINA – A VARI OPERATORI DELLO SPETTACOLO SONO STATI ASSEGNATI 886 MILA €…

Paolo Bracalini per “Il Giornale”

Nu jeans e ‘na maglietta, ma qui la sceneggiata finisce con Napoli milionaria. Mezzomilionaria perlomeno, stando al bollettino della Regione Campania di tre giorni fa, dove si legge che al caschetto d’oro di Nino D’Angelo la giunta di Bassolino ha assegnato 500mila euro, altro che popcorn e patatine. Canta, lo scugnizzo, e incassa l’aiuto regionale per il suo teatro, il Trianon Viviani «Teatro del popolo», che ha appunto quel ragazzo della curva B come direttore artistico e grande interprete del repertorio verace napulitano (dal cartellone: «A gennaio verrà ripreso a furor di pubblico e di critica il fortunato concerto-spettacolo dedicato alla Voce ‘e Napule, Sergio Bruni». Canta Nino ovviamente). (continua…)

LA MAFIA CON LO SCUDO

luglio 30, 2009

imagesLe perduranti difficoltà di accesso al credito, denunzia il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, favoriscono fenomeni di usura e scalate alla proprietà di aziende, grazie alla disponibilità di liquidità acquisita illegalmente.
Sono due fenomeni molto diffusi elevati nel Mezzogiorno dove, secondo recenti dati, sono a rischio usura 500 mila famiglie e 600 mila piccoli imprenditori. (1)

CAPITALI RIENTRATI E INVESTIMENTI

Come si collega a questa situazione l’imminente rientro di capitali illecitamente esportati all’estero, il cosiddetto scudo fiscale ter, inserito nel pacchetto anticrisi? L’entità dei capitali italiani riparati nei paradisi fiscali, dopo i primi due scudi fiscali (2001-2003) che riportarono in Italia circa ottanta miliardi, non è facilmente stimabile: si parla di circa 500 miliardi di euro attualmente nei conti off-store di società e trust di tutto il mondo. E ne dovrebbero rientrare tra i 60 e i 100 miliardi. (continua…)

In Iran tante prigioni come Guantanamo

luglio 30, 2009

imagesIl giorno dopo l chiusura del carcere segreto di Kahrizak, il “garage Olimpo” di Teheran, il centro di torture in versione iraniana, i riformisti dell’Onda verde di Mir-Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi costretti a rifugiarsi all’estero per sfuggire alle squadracce basji, accusano il regime di Ahmadinejad di aver aperto altre prigioni segrete dove sono rinchiusi i detenuti politici più importanti.
“Una di queste Guantanamo iraniane è nei sotterranei del ministero degli Interni a Teheran, un centro di detenzione illegale dove i magistrati  e la polizia non sono ammessi e gli arrestati subiscono abusi di ogni genere, come essere costretti a leccare i gabinetti o vedersi strappare le unghie “, racconta un espatriato che vuole rimanere anonimo. “Ma ci sono altre prigioni segrete gestite dalle Guardie rivoluzionarie, dalle milizie basji e da altre forze non meglio identificate dove i prigionieri vengono torturati” afferma sempre la fonte. (continua…)


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