Archivio per agosto 2009

DeVotchKa – How It Ends Official Video

agosto 31, 2009

imageshttp://www.youtube.com/watch?v=Pfi1UQ_PKQI&feature=channel

Se al Corano fa velo la lingua (araba)

agosto 31, 2009

imagesPoiché è la lingua sacra, non può essere tradotta come vorrebbero i fautori di un’integrazione scolastica e sociale attraverso l’uso degli idiomi europei. è anche lingua ambigua, sicché la forma orale si presta a una pluralità di significati. Per non dire dell’abrogazione, e del “velo politico”

 
 

di Augusto Zuliani
Un nodo centrale della questione islamica  riguarda le modalità di comunicazione del messaggio religioso all’interno delle comunità musulmane in Europa. Secondo diversi politici dovrebbe essere diffuso nelle lingue locali, consentendo alle autorità di verificare se qualche imam predichi illegalità e violenza. La proposta sottovaluta però un aspetto fondamentale dell’islam, che considera l’arabo lingua sacra del Corano, ispirato direttamente da Allah, quindi intoccabile e a maggior ragione intraducibile. Anche se l’imam predicasse in italiano, le sue citazioni delle sûre (versetti) coraniche sarebbero comunque  in arabo; e nel testo sacro non mancano passi bellicosi e ambigui (sûre II, 186-7, 212-5; IX, 36, ecc.). Si tratta di un problema che riguarda l’ambito religioso e quello culturale, con ricadute sul terreno politico, come dimostra la vicenda  di Chérif Choubachy che, per aver sostenuto in un libro edito in Egitto nel 2004 (La sciabola e la virgola (La lingua del Corano è all’origine del male arabo), trad.it., Obarra, Milano 2009) la necessità di semplificare la lingua araba e adattarla al mondo moderno, ha dovuto lasciare la carica di viceministro egiziano della Cultura. (continua…)

E così i rapporti tra il Cav. e la chiesa sono di nuovo infeltriti

agosto 31, 2009

imagesLa Perdonanza può attendere. Rimini, L’Aquila, la Padania e il Giornale. Montagne russe tra Pdl e Cei. Berlusconi: “Rispetto per la vita privata”

La Perdonanza può attendere. La partecipazione di Silvio Berlusconi venerdì scorso all’Aquila alla festa celestiniana, comprensiva di cena con il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, avrebbe dovuto sancire, con un pizzico di quella teatralità che tanto piace al premier, l’armonia ritrovata – o ancor meglio il rafforzamento dell’alleanza – tra la maggioranza di governo e la gerarchia cattolica. Qualcosa, all’ultimo momento, dev’essere andata decisamente storta. L’“affaire Dino Boffo”, fatto esplodere venerdì da Vittorio Feltri con due articoli sul Giornale che attaccavano il direttore dell’Avvenire su una grave questione di moralità privata (sfociata in una vicenda giudiziaria) che ha chiamato in causa direttamente i vertici della Cei, rischia di incrinare in profondità quella “cordiale intesa” che finora ha retto anche a qualche tensione. (continua…)

Un simbolo per due mondi

agosto 31, 2009

200q04b1Il sangue nelle culture ebraica e cristiana

di Anna Foa

Il sangue nelle culture degli ebrei e dei cristiani, il sangue come simbolo che attraversa i due mondi e le loro credenze e ritualità:  il sangue dei sacrifici e il sangue di Cristo, il sangue dei martiri, quello della circoncisione e quello dell’accusa di omicidio rituale rivolta agli ebrei. Un appassionante percorso tra le due culture, attraverso questo filo rosso che le congiunge e al tempo stesso ne separa la strada, ripercorso nei tempi lunghi della storia, dalla Bibbia fino all’oggi, da David Biale, professore di storia ebraica in California noto al pubblico italiano soprattutto per il suo L’eros nell’ebraismo, tradotto nel 2003 (Firenze, La Giuntina). Di questa storia complessa l’autore individua continuità e rotture, ma anche suggestioni reciproche, inaspettati prestiti culturali e simbolici, riaffermazioni identitarie contrapposte. Il libro (David Biale, Blood and belief. The circulation of a symbol between jews and christians, Berkeley, University of California Press, 2007; traduzione  francese, Montrouge, Bayard, 2009, pagine 397, euro 29) vuole infatti essere uno “studio di mentalità”, si propone di “analizzare la storia culturale di una sostanza materiale”. Uno sguardo sintetico di lungo periodo, che si fonda su un impressionante apparato di fonti e di bibliografia critica, e al tempo stesso racconta, spiega, interroga le curiosità del lettore in un linguaggio sempre accessibile, mai rivolto esclusivamente agli addetti ai lavori. (continua…)

“IL RIFORMISTA” RIFORMA FELTRUSCONI

agosto 31, 2009

images“Forse accadrà che Feltri nella sua campagna contro tutti quelli che non la pensano come Berlusconi incapperà in una notizia. Da quando si è insediato, ha fondato tutti i suoi scoop su un materiale vecchio, vecchissimo. In molti casi su delle non notizie – INTERVISTA A BECHIS: “POTREI CITARE FELTRI PER DANNI”…

1 – BECHIS: «POTREI CITARE FELTRI PER DANNI»
Ubaldo Casotto per “Il Riformista”

 

Franco Bechis dirige Italia Oggi, quotidiano di informazione politica, economica e finanziaria invidiato da molti colleghi per gli scoop del suo direttore. È finito recentemente sui giornali per la sua candidatura alla vicedirezione del Tg1, caldeggiata da Augusto Minzolini, ma finita in un nulla di fatto: «Sei bravo, ma sei incompatibile con il corpaccione Rai», pare gli abbia detto un ministro per giustificare il suo niet. (continua…)

In poche parole

agosto 31, 2009

imagesNei casini ho visto nascere certi matrimoni tra i più ammirati nel mondo

Alberto Sordi

Il Mosè di Puglia

agosto 31, 2009

imagesNel pieno dell’italia fascista, Donato Manduzio, un bracciante pugliese riceve in dono da un compaesano una Bibbia che aveva ottenuto da un predicatore pentecostale. Leggendo la Bibbia, l’uomo si appassiona e si identifica coi personaggi e con la storia. Decide di chiamarsi Levi e si attiene scrupolosamente alle prescrizioni indicate nel Deuteronomio, Festeggia il sabato e non mangia cibi vietati. Celebra le feste ebraiche e raccoglie intorno a sé un nucleo di seguaci, in un’ Italia che si appresta a consumare il suo più grande crimine contro una minoranza che era stata fedele al proprio paese e che si era illusa sino all’ultimo che bastasse amare e immolarsi per la patria per esserne accettati – in un paese sperduto della Puglia, un bracciante che lavora duramente la terra, si scopre ebreo. Avendo ricevuto in dono una Bibbia, l’aveva cominciata a leggere con passione.  (continua…)

L’ultima battaglia per Gaza

agosto 31, 2009

imagesIl 15 agosto Hamas e un gruppo salafita hanno combattuto aspramente: 28 le vittime. Ma perché è successo?

La calma, si fa per dire, sembra tornata nella Striscia di Gaza dopo che due settimane fa è scoppiato l’inferno. I miliziani delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, ala militare di Hamas, e i poliziotti del movimento islamico hanno messo a ferro e fuoco la città di Rafah, al confine con l’Egitto. Obiettivo dell’operazione il gruppo Jund Ansar Allah e il suo leader e fondatore Abdul-Latif Moussa.

Ferragosto di fuoco. Almeno 28 persone sono morte e 150 sono rimaste ferite nello scontro a fuoco avvenuto tra gli uomini di Hamas, che controllano la Striscia dal 2007, e i seguaci di Moussa, barricati nella loro moschea di Rafah, la Ibn Taymiya. Lo stesso leader ha perso la vita nella battaglia, secondo alcune testimonianze vicino a uno dei suoi fedelissimi che si è fatto esplodere all’ingresso dei miliziani di Hamas nel luogo di culto dove, il giorno prima, Moussa aveva tenuto il sermone della discordia. Secondo il quotidiano israeliano Jerusalem Post, invece, lo stesso leader si sarebbe fatto trovare con un giubbino carico di esplosivo azionato al momento dell’arresto. La ricostruzione ufficiale di Hamas, infatti, individua nel contenuto della predica tenuta da Moussa il 14 agosto scorso il casus belli. ”Hamas ha abbandonato la retta via dell’Islam, sono infedeli. Proclamo l’Emirato Islamico di Palestina”, avrebbe detto il predicatore, che per la prima volta da quando aveva iniziato la sua attività leggeva il sermone da un foglietto, come mostra un video postato su YouTube. (continua…)

I miei rave erano suoni e sogni

agosto 31, 2009

imagesLe feste illegali come espressione di libertà. Tribù che vivevano sui camion attraversando l’Europa e occupavano fabbriche con musiche e luci. Il racconto anonimo di uno dei pionieri di quella stagione. Mentre ora dominano spaccio e business

La Bibbia è in friulano. I fumetti in friulano. Addirittura la Divina Commedia. Sul web trovi Wikipedia e Youtube tradotti. Si chiamano “Vichipedie ” e “Viôt-tu”. Per strada i cartelli sono bilingui. Indicano Venezia, poi più giù “Vignesje”. E spesso capita di vedere i turisti fermi, col motore acceso, e gli occhi fissi sul navigatore satellitare. Bilingue sono anche le insegne sugli edifici pubblici, le targhe sui monumenti, i nomi delle vie e delle piazze. Benvenuti in Friuli, la terra dei poliglotti per legge. La regione italiana dove, fra le lingue ufficiali, è già inserita la parlata locale, il “Furlân”. Tutelata fin dal ’96 e consacrata tre anni dopo fra gli idiomi riconosciuti dalla Costituzione. Quassù siamo in anticipo di oltre un decennio sulla proposta di Umberto Bossi, che oggi divide l’Italia. Quella di insegnare i dialetti. Sissignori, nell’estremo Nord-est il friulano già si studia a scuola. Ti danno un modulo da compilare, come per l’ora di religione. Ci sono i libri, un migliaio di docenti e ci sono i compiti a casa. Ma ci sono soprattutto contributi a pioggia, erogati nel nome del bilinguismo. Senza troppi controlli. (continua…)

Il «mini dossier» che accusa Boffo spedito ai vescovi

agosto 31, 2009

imagesIl suo anonimo estensore, chiunque sia, l’ha in­titolato «Riscontro a richiesta di informativa di Sua Eccellen­za»: e la prima osservazione, in effetti, è che nessun atto giudi­ziario tecnicamente definibile come tale porterebbe mai una intestazione del genere. Fatto sta che la famosa «nota» di cui tutta Italia sta parlando da tre giorni è questa qui: un foglio con 30 righe dattiloscritte in cui figurano espressioni tipo «prefato», «attenzionato», non­ché un discreto «sconcie» con la «i» a descrizione delle telefo­nate che sarebbero valse a Di­no Boffo, direttore dell’ Avveni­re , quei 516 euro di ammenda patteggiati nel 2004 davanti al tribunale di Terni. (continua…)

La “non belligeranza” dell’Italia cerchiobottista

agosto 31, 2009

imagesChe sollievo. La voce di solito vibrante – ma nella circostanza pacata – del più noto tra gli annunciatori radiofonici dell’Eiar, aveva dato il primo settembre 1939 la grande notizia. Grande, anzi grandissima, per gli italiani. Non la notizia dominante dell’attacco tedesco alla Polonia – l’inizio della seconda guerra mondiale – ma l’altra della «non belligeranza» fascista. Il Consiglio dei ministri, convocato dal Duce, aveva deciso che «l’Italia non prenderà iniziativa alcuna di operazioni militari». Mentre i panzer si avventavano verso Varsavia, noi rimanevamo fuori. (continua…)

Il Giappone cambia dopo 50 anni

agosto 31, 2009
imagesBORIS BIANCHERI
Gli incalzanti sondaggi pubblicati nelle ultime settimane dai grandi giornali di opinione dicevano dunque il vero; le previsioni degli osservatori politici rispondevano dunque alla realtà.

Ieri, ancor prima che cominciasse lo spoglio delle schede, i quotidiani giapponesi avevano pubblicato delle fotografie significative dei due leader rivali: quella di Taro Aso, il primo ministro liberaldemocratico uscente, con le labbra serrate e il viso aggrondato; quella di Yukio Hatoyama, il leader democratico, con un largo sorriso sul viso rassicurante e ottimista.
Per la prima volta in più di cinquant’anni – con l’insignificante parentesi di un esperimento di coalizione durato pochi mesi – il Partito liberaldemocratico, che ha segnato la trasformazione del Giappone postbellico e la creazione di una potenza economica seconda solo a quella americana, esce di scena e l’opposizione storica prende il potere. Il margine della vittoria le assicura piena capacità di governare. (continua…)

Danzica, 1˚ settembre 1939: La guerra al mondo di Hitler

agosto 31, 2009

imagesL’anniversario – Quel giorno la Germania nazista, forte dell’accordo Molotov-Ribbentrop, invadeva la Polonia

Domani ricorre il Settantesimo anniversario dell’invasione nazista della Polonia, evento che diede inizio alla Seconda guerra mondiale. Il 1˚settembre 1939 le truppe di Hitler varcarono il confine stabilito al termine della Prima guerra mondiale per ricongiungere la «città libera» di Danzica alla «Madrepatria tedesca». In realtà, il dittatore nazista si era segretamente accordato con Stalin per spartirsi l’intero territorio polacco. In pochi giorni, il «Blitzkrieg» (guerra lampo) scatenata da terra, dal mare e dall’aria, con i bombardamenti degli Stukas sulle città e i villaggi, ebbe ragione dell’esercito polacco. Il 17 settembre anche l’Urss attaccò la Polonia. Il 1˚ottobre il Paese era completamente occupato e diviso in «sfere di influenza». Per rimarcare gli avvenimenti di 70 anni fa, si ritroveranno dunque a Danzica i capi di Stato e di governo di una ventina di Paesi. Alla cerimonia, presieduta dall’attuale presidente polacco, Lech Kaczynski, e dal premier Donald Tusk, parteciperanno anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier russo Vladimir Putin e l’italiano Silvio Berlusconi. (continua…)

Giovanni Lindo Ferretti

agosto 30, 2009

imagesAnima in croce e musica di crocevia. Tra Berlino, l’Appennino, il punk e l’Unione sovietica

Dal Foglio del 15 settembre 2002

Canta ancora, canta per grazia ricevuta. Canta dopo che tutto è cambiato, dopo che il tempo si è portato via gli amici e le idee. Dopo che il tempo gli amici glieli ha riportati. Con idee nuove, anzi antiche. E canta con la solita faccia scavata, senza età, con una voce che rischia continuamente la stonatura. È per questo che all’inizio dei concerti non ha mai gli occhi rivolti verso il pubblico. Guarda in basso, o in alto verso qualcosa che non si vede, o che vede solo lui. Lo fa per non perdere ritmo e cadenza, ma forse lo fa perché è semplicemente sua abitudine guardare in modo diverso dagli altri. Di questa diversità è conscio, paragona il suo sguardo a quello di un cavallo: “Cieco da distorsione nell’immediato fronte, docile e tranquillo, temerario e ardito…”. E con i cavalli ama parlare bisbigliando. Perché dice che chi non sa allevare gli animali non è capace di allevare i propri figli. Il buon allevatore capisce cosa un animale può dare e cosa no, lui vorrebbe riuscire a fare altrettanto con gli uomini. (continua…)

Marguerite Higgins: una vita votata al reportage

agosto 30, 2009

imagesLa prima donna giornalista inviata di guerra. Cominciò col “New York Tribune”

Paolo Carotenuto
Da quando su Google sono apparse molte immagini d’archivio della rivista Life , capita di imbattersi in vecchie foto di personaggi del passato. E tra le tante inciampare in quella di Marguerite Higgins, pioniera del reportage di guerra al femminile. Oggi sembrerà strano, ma questa professione ai tempi in cui lei iniziò (anni ‘40) era pressoché interdetta alle giornaliste.La sua storia è curiosa e a tratti rocambolesca. Nacque nel 1920 ad Hong Kong, all’epoca sotto il controllo degli inglesi, da padre americano e madre francese. Presto l’intera famiglia si trasferì in California e visse i disagi della crisi economica mondiale del 1929. Marguerite si distinse da subito come un’eccellente studentessa, particolarmente disinvolta con le lingue straniere. A soli 17 anni era già iscritta presso l’università di Berkeley e a 21 prese la laurea in giornalismo. (continua…)


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