Ecco le lettere in cui il boss mafioso chiede al Cavaliere di mettergli a disposizione una rete tv.
Le pagine che seguono sono state appena estromesse dal processo d’appello in corso contro Marcello Dell’Utri, perché la Corte di Palermo ha giudicato “confuse e contraddittorie” le dichiarazioni sul conto dello stesso senatore e su Berlusconi rese – nell’ambito di un’altra inchiesta – alla Procura di Palermo da Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, ex-sindaco mafioso, che nel 2002 si portò nella tomba molti segreti su stragi e trattative. Il rampollo quarantacinquenne di don Vito comparve il 30 giugno e il primo luglio scorso, accompagnato dai suoi legali, davanti ai pm della Dda di Palermo, Antonino Ingroia e Antonino Di Matteo. Si impappinò, chiese tempo per consultare gli avvocati. Ma poi ritrattò alcune mezze bugie e omissioni, che aveva inanellato nella prima fase, e fornì infine una sua lucida ricostruzione, che forma un affresco inquietante dei mesi dal 1991 al 1993, la fase delle bombe , dei massacri e dei negoziati occulti. Apprensione che pesa su Ciancimino jr.: se ha cincischiato, è perché – così spiega ai magistrati – “se dobbiamo parlare di questo argomento, io ho tanta paura”. Questo fatto “mi fa molta paura, perché” si riferisce “al periodo stragista di mio padre”, e perché “è un discorso cento volte più grande di me”. “Ho un terrore folle”. (continua…)
“Il grande silenzio”, un libro-intervista di Alberto Asor Rosa sulla crisi della cultura
I nuovi politici omosex hanno fatto scordare l’antico “potere gay”
Andrea Marcenaro per “First”, in edicola domani
Esce in Italia «Il mio vicino Totoro» di Hayao Miyazaki maestro del cinema d’animazione
Il professor Romolo Rossi (che ebbe la fortuna di conoscere anche Sylvia Plath) ha scandagliato dal punto di vista clinico la mente di Ezra Pound. Rossi, allora giovane medico nello staff del professor Cornelio Fazio, ebbe un rapporto molto speciale con l’autore dei Cantos. Il suo racconto, commosso e avvincente, si apre nel ricordo del 10 marzo 1966.
Le donne. La bellezza. Il gossip. E poi l’arte di scrivere, le due lingue e le diverse città e identità che l’accompagnano. Incontro con il grande scrittore de ‘I versi satanici’
Che la Cina stia diventando potenza di primissimo piano in corsa per l’accaparramento di risorse globali per un futuro che promette ben poco di buono non è in discussione. Basta girare l’Africa e l’America Latina per cogliere l’impressionante portata della sua presenza, ma soprattutto la rispettosa accoglienza in generale riservatale dalle popolazioni locali. I cinesi, infatti, non presentano il volto arrogante dell’Occidente. Non impongono riforme strutturali o l’introduzione di una retorica dei diritti e della democrazia. La Cina condivide col Sud del mondo una lunga storia di vittimizzazione da parte dell’Occidente e una tale condivisione crea legami profondi. Che l’Occidente abbia imparato a considerare la Cina come un proprio pari, dimostrando il dovuto rispetto per un così importante «condomino globale» è assai più dubbio.
È stata definita la strage più dannosa per Cosa nostra. Ma, a distanza di 17 anni, quella di via D’Amelio, dove hanno perso la vita il giudice Borsellino e i cinque ragazzi della scorta, sta mandano in pezzi un mito dell’antimafia, il gruppo investigativo diretto dal questore Arnaldo La Barbera e nato per dare la caccia agli esecutori delle stragi del ’92. Risultano indagati quattro poliziotti sospettati di aver indirizzato le deposizioni di due ex-collaboratori di giustizia sulla strage di via D’Amelio: Salvatore Candura e Enzo Scarantino che si autoaccusarono del furto di una macchina, una 126 rossa che, secondo una perizia, era stata usata per compiere la strage. Una ricostruzione sancita da una sentenza di Cassazione che oggi viene messa in discussione dalle indagini scaturite daun altro pentito, Gaspare Spatuzza. Che incredibilmente si autoaccusa dopo 11 anni di carcere duro del furto della stessa auto. Le pressioni su Candura sarebbero state di natura fisica e psicologiche. Lo stesso teste lo ha più volte denunciato in passato. Mentre sui verbali di Scarantino sono visibili una serie di aggiustamenti operati da agenti di polizia. Entrambi quindi sarebbero secondo le nuove indagini due falsi collaboratori. Tutto questo porterebbe quindi ad una revisione del processo Borsellino: sia per gli esecutori che per una parte dei mandanti. Stabilito questo la domanda è perché sarebbe avvenuto il depistaggio.
DOPO 24 SUICIDI LA SINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DI FRANCE TÉLÉCOM – La morte di JeanPaul, 51 anni, Tecnico trasferito a un call center che lunedì mattina si è gettato da un viadotto, ha suscitato una fortissima ondata emotiva IN FRANCIA – SMENTITA LA VOCE DI UN PALAZZO “A PROVA DI SUICIDI”…
Il Concordato secondo Cavour
NICOLA LAGIOIA. Un convincente romanzo di formazione e di perdizione, per ritrovare il senso dell’appartenenza a un Paese, l’Italia, attraversato da sogni catodici (tv commerciale) e spettacolari tragedie collettive (Heysel). Famiglie in lotta per un successo personale che spesso miete vittime tra i più piccoli, che un giorno si vendicheranno. Sui figli degli altri.
di Marcello Veneziani
Perché il Progetto culturale di Ruini è essenziale e non c’è alcun piano B della Cei
Ferrara:niente bavagli, ma perchè solo Travagli?
settembre 30, 2009Sbaraccare i palinsesti e fare posto al capo del governo che adempie le sue promesse e taglia nastri non è il massimo dell’eleganza.
È una provocazione. Ma Berlusconi dell’eleganza se ne infischia, è un uomo pratico, bada al sodo, e delle provocazioni, specie delle sue, non ha alcuna paura.
La storia del terremoto e della grande impresa di umanità e solidarietà della ricostruzione lampo è in effetti una bella storia, che un Bruno Vespa abruzzese può raccontare con la necessaria simpatia umana, e il governo e il suo capo si sono dati parecchio da fare sotto la guida tecnica di Guido Bertolaso, il guru infallibile della Protezione civile. (continua…)
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