Lombroso, un crimine per ogni faccia

imagesLo studioso morì 100 anni fa. Per celebrarlo riapre il “suo” museo

MARIO BAUDINO
TORINO
Benvenuti del regno della devianza. O almeno della devianza come la si vedeva nell’Ottocento. Pazzi, criminali, briganti, prostitute, assassine, ciarlatani, medium, artisti più o meno falliti, e soprattutto detenuti, con i loro deliri e le loro sofferenze, e le parole incise sugli otri che venivano usati per l’acqua, le immagini e i lavori, spesso strane e opere d’arte naïf. C’è questo, è c’è molto altro, nel Museo Lombroso che l’Università di Torino apre il prossimo 27 novembre nel Palazzo degli istituti anatomici, accanto a quello di anatomia umana e all’altro, curiosissimo, della frutta (finta, naturalmente: è una collezione di preziose riproduzioni al naturale di una grande quantità di frutti così come apparivano fra Ottocento e Novecento).

Il polo museale (voluto da Università, Regione e Comune, coordinato dal professor Giacomo Giacobini) permette un’immersione nella scienza positivista del diciannovesimo secolo, che ebbe a Torino un centro di grande rilevanza internazionale. E Cesare Lombroso, il fondatore dell’antropologia criminale, ne è sicuramente il nome più celebre. Le sue teorie sono cadute da tempo, ma il suo lavoro resta un monumento, oltre che una eccezionale testimonianza storica. Lombroso moriva a Torino cento anni fa, nella notte fra il 18 e il 19 ottobre, ma tra un mese sarà nel museo a disposizione dei visitatori. C’è infatti, proprio alla fine della visita, lo studio perfettamente conservato com’era allora, dove una voce registrata farà, a nome suo, un bilancio dell’avventura storico-scientifica appena attraversata.

«Non è un museo degli orrori», spiega il professor Giacobini. E neanche una raccolta di bizzarrie. «Non nasce da un intento celebrativo. Le collezioni servono a illustrare un tema caro a Lombroso, e ancora di grande attualità, come è la devianza». Il linguaggio sarà nello stesso tempo molto moderno (l’allestimento è curato dall’architetto Massimo Venegoni) ma anche di atmosfera. Tutti quei reperti spesso un po’ agghiaccianti conserveranno e irradieranno intorno a sé quello che il prof. Giacobini chiama «il clima di un’epoca». C’è un po’ di tutto, compreso l’incredibile. Per esempio, ci sono fianco a fianco la forca di Torino, che lavorò fino al 1865, data dell’ultima impiccagione, e i paramenti di Cervo Bianco, celebre impostore che incantò l’Europa raccontando d’essere una gran capo indiano, cui Ernesto Ferrero ha dedicato un bel libro. Sono arrivati dopo la morte di Lombroso, quando il museo, passò nella mani di Mario Carrara, uno dei 12 professori che nel ‘32 rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo e furono cacciati dall’Università.

Ma soprattutto ci sono 400 crani, un migliaio dei più svariati corpi di reato, altrettante fotografie e disegni, strumenti di punizione, attrezzature carcerarie e manicomiali, 4000 schede con riferimenti d’ogni genere a fenomeni, appunto, di «devianza»: uno sterminato archivio in cui Lombroso cercava la spiegazione biologica del crimine e della genialità. E ci sono le storie, a volte appena accennato, altre raccontate per esteso. «Ogni reperto ne ha una – ci spiega il prof. Silvano Montaldo, che sta lavorando al catalogo – spesso abbastanza sommaria, perché Lombroso raccoglieva in modo non sistematico». In un museo, come questo, pieno di oggetti, la parola ha però una funzione importante, per spiegare, contestualizzare, fare capire le ragioni del viaggio.

Chi entra verrà accolto per esempio da un breve filmato a titolo d’anticamera: cinque minuti di dialogo teatrale dove un personaggio più anziano discute con uno più giovane di politica, storia, scienza dal punto di vista dell’Italia dell’Ottocento. Un antidoto alla grezza nostalgia. Ma anche alla tentazione di sentirci, noi postumi, chissà che.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200910articoli/48427girata.asp

Etichette:

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers