Archivio per febbraio 2010

Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare

febbraio 28, 2010

Escono le “memorie” di padre Gabriele Amorth. Storie curiose e un monito alla chiesa che non crede più a Satana

Satanisti in Vaticano? “Sì, anche in Vaticano ci sono membri di sètte sataniche”. E chi vi è coinvolto? Si tratta di preti o di semplici laici? “Ci sono preti, monsignori e anche cardinali!”. Mi perdoni, don Gabriele, ma Lei come lo sa? “Lo so dalle persone che me l’hanno potuto riferire perché hanno avuto modo di saperlo direttamente. Ed è una cosa ‘confessata’ più volte dal demonio stesso sotto obbedienza durante gli esorcismi”. Il Papa ne è informato? “Certo che ne è stato informato! Ma fa quello che può. E’ una cosa agghiacciante. Tenga presente poi che Benedetto XVI è un Papa tedesco, viene da una nazione decisamente avversa a queste cose. In Germania infatti praticamente non ci sono esorcisti, eppure il Papa ci crede: ho avuto occasione di parlare con lui tre volte, quando ancora era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Altroché se ci crede! E ne ha parlato esplicitamente in pubblico parecchie volte. Ci ha ricevuto, come associazione di esorcisti, ha fatto anche un bel discorso, incoraggiandoci e elogiando il nostro apostolato. E non dimentichiamo che del diavolo e dell’esorcismo moltissimo ne ha parlato anche Giovanni Paolo II”. Allora è vero quello che diceva Paolo VI: che il fumo di Satana è entrato nella chiesa? “E’ vero, purtroppo, perché anche nella chiesa ci sono adepti alle sètte sataniche. Questo particolare del ‘fumo di Satana’ lo riferì Paolo VI il 29 giugno 1972. Poi, siccome questa frase ha creato uno scandalo enorme, il 15 novembre dello stesso 1972 ha dedicato tutto un discorso del mercoledì al demonio, con frasi fortissime. Certo, ha rotto il ghiaccio, sollevando un velo di silenzio e censura che durava da troppo tempo, però non ha avuto conseguenze pratiche. Ci voleva uno come me, che non valeva niente, per spargere l’allarme, per ottenere conseguenze pratiche”. (continua…)

Fastweb, la stangata

febbraio 28, 2010

Quando Silvio Scaglia beffò Milano con i soldi della città.

Oggi Fastweb e il suo fondatore, Silvio Scaglia, sono alle prese con un grande scandalo e una pesante inchiesta giudiziaria. Ma quando tutto iniziò, tra il 1999 e il 2000, si sentivano solo gli applausi: per l’impresa che prometteva di cablare Milano e poi l’Italia, portando il futuro – cioè telefono e internet superveloce a banda larga – nelle case degli italiani. Pochi, allora, osarono criticare il modo in cui fu fondato l’impero. Tra questi, quel rompiscatole di Basilio Rizzo, il consigliere comunale che fin dai tempi della Milano da bere fa le pulci alle scelte dell’amministrazione. La gloriosa fondazione, lui la chiamò così: “Quel pasticciaccio brutto di via della Signora”. In via della Signora, a un passo dal Duomo, c’era allora la sede dell’Aem, l’azienda energetica municipale, oggi diventata A2A. Lì vide la luce Fastweb. (continua…)

Il diritto dell’Occidente di difendersi. Meglio con le azioni mirate

febbraio 28, 2010

di Benny Morris

Chissà come avrebbe ridacchiato Samuel Beckett (ammesso che qualche volta lo facesse), cogliendo al volo l’assurdità e l’ipocrisia, dei governi e dei mezzi di comunicazione dell’Europa occidentale, che non hanno risparmiato critiche a Israele per aver utilizzato passaporti britannici, irlandesi, tedeschi e francesi nella missione per eliminare l’alto esponente di Hamas che trattava con i regimi sanguinari di Teheran e Khartoum. Mahmoud al-Mabhou è stato ucciso, a quanto pare da una squadra di agenti del Mossad, nella sua stanza d’albergo a Dubai il 19 gennaio. Senza nominare Israele, il presidente francese Sarkozy ha condannato l’operazione come un «assassinio che nessuno può giustificare» e i ministri degli Esteri britannico e irlandese hanno fermamente chiesto a Israele di fare luce sull’uso dei loro passaporti. Persino i bambini sanno che tutti i servizi di 007, compreso l’MI6 britannico, falsificano l’identità dei loro agenti e si servono di passaporti falsi. Perché il Mossad dovrebbe comportarsi diversamente? (continua…)

AMERICA LATINA / Quanto sono ipocriti tutti questi politici

febbraio 28, 2010

di Moisés Naím

Siamo abituati alle bugie dei politici. A sentirci dire una cosa e vederne realizzata un’altra. In alcuni casi i governanti non sembrano subire grosse conseguenze quando mentono, o quando promettono ciò che tutti sanno non riusciranno a mantenere, o nel momento in cui descrivono una situazione in completo disaccordo con la realtà. Si tratta di tendenze universali, e i paesi dove ciò non accade rappresentano l’eccezione. È tuttavia pericoloso abituarsi a questa situazione. Una diffusa tolleranza fa sì che, in alcuni paesi, l’indulgenza della gente nei confronti delle lampanti bugie dei governanti o dell’ipocrisia dei politici raggiunga livelli insoliti. (continua…)

Gheddafi contro la Svizzera; il figlio del leader espone i motivi alla base della disputa

febbraio 28, 2010

La disputa scoppiata nei giorni scorsi tra la Svizzera e la Libia, e culminata venerdì con l’invito di Gheddafi a “compiere il jihad” contro la Confederazione Elvetica, è dovuta da un lato all’intransigenza di entrambi i paesi, ma dall’altro a problemi interni alla stessa Libia, che ancora non ha adottato una posizione chiara nei confronti dell’Occidente – scrive la corrispondente Vivienne Walt

È forte la tentazione di liquidare l’appello di questa settimana, da parte del leader libico Muammar Gheddafi, al jihad contro la Svizzera come niente più che un altro round nella faida tra i due paesi. Ma sarebbe un errore considerare la retorica di Gheddafi come un mero atto teatrale. Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del leader libico, che molti ritengono essere il suo probabile successore, ha raccontato al TIME che il litigio libico con la Svizzera è la manifestazione di una questione ben più grave e urgente all’interno della Libia, che è alle prese con il dilemma di quanto democratico e occidentalizzato dovrebbe diventare il paese dopo decenni di isolamento. “Se vogliamo avere a che fare con loro [l'Occidente], dovremo farlo in base allo stesso ritmo e alla stessa musica,” ha detto Saif Gheddafi in una schietta intervista mentre si rilassava nella sua tenuta di campagna vicino Tripoli, in occasione della festività che segna l’anniversario della nascita del Profeta Maometto. “L’esempio migliore è la crisi con la Svizzera. Essa mostra che c’è un grande divario tra il nostro modo di pensare e la nostra mentalità, e la mentalità e il modo occidentale di fare affari”. (continua…)

Pilecki, la spia che entrò ad Auschwitz

febbraio 28, 2010
Witold Pilecki è un nome che non ci dice niente se non – forse – che si tratta di un polacco. Del resto, è poco conosciuto anche nella sua terra. Prima di raccontare la sua storia ho aspettato che fossero passate sia la Giornata della Memoria (per le vittime del nazismo nella Shoah) sia quella del Ricordo (per le vittime del comunismo nelle Foibe): proprio per vedere se qualcuno si ricordava di questo straordinario eroe, vittima sia del nazismo sia del comunismo. Macché, non se ne è sentito parlare, nonostante la recente pubblicazione di un libro che racconta – e quanto bene – la sua vicenda. Che sarebbe incredibile, se non fosse così ben documentata proprio dal volume di Marco Patricelli: Il volontario (Laterza, 304 pagine, 20 euro).
Era nato nel 1901, in una famiglia della piccola nobiltà polacca, e nessuno avrebbe detto che avesse l’animo e la tempra di un James Bond. Amava la musica e la letteratura quanto la famiglia, si sposò presto e ebbe due figli. Per far intuire la mitezza dell’uomo, basterà dire che – fra le sue attività – ci fu la scoperta di un nuovo tipo di trifoglio. Però era anche un militare di carriera, come si usava appunto nella piccola nobiltà polacca di inizio Novecento. Arruolato già nel 1918, nel 1919 fu tra i protagonisti dell’occupazione polacca di Vilnius, contesa fra tedeschi e sovietici: un episodio che ricorda, con esiti meno fortunati, la contemporanea occupazione dannunziana di Fiume.
Quando Hitler invase la Polonia, il 1° settembre 1939, Pilecki era tenente di cavalleria, quella cavalleria che si scagliava disperatamente contro i panzer tedeschi: invano. I nazisti vinsero facilmente, ma continuarono a trovarsi di fronte un esercito clandestino di ben ottocentomila membri, su un totale di un milione e duecentomila che avevano composto quello polacco. Pilecki era fra loro e – essendo le attività di spionaggio e sabotaggio le più pericolose – scelse proprio quelle. (continua…)

Lewis Carroll-Alice, la vera storia

febbraio 28, 2010

Nuova biografia: lo scrittore non s’invaghì della bambina ma (forse) della sua sorella maggiore o della madre

FRANCECA PACI
CORRISPONDENTE DA LONDRA
Sebbene prossima alla veneranda età di 145 anni, Alice continua infaticabile a spalancare per milioni di lettori le infinite porte del Paese delle meraviglie. Solo una serratura è rimasta inviolata per tutto questo tempo, quella della vita del suo autore, Charles Lutwidge Dodgson in arte Lewis Carroll, la cui cattiva reputazione è cresciuta di pari passo con la popolarità del romanzo. Mentre il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto, la Regina di Cuori stregavano il ’900 con il contropotere della fantasia, passando dalla musica psichedelica dei Jefferson Airplane di White Rabbit a videogame d’ultima generazione tipo American McGee’s Alice, il genio che li aveva inventati veniva liquidato con i pochi infamanti aggettivi tramandati vox populi: immaturo, maniacale, interessato morbosamente ai minori al limite della pedofilia. Ora che Tim Burton porta sul grande schermo una nuova versione cinematografica di Alice, Castelvecchi pubblica Lewis Carroll, la vera storia del papà di Alice, versione italiana di In the Shadow of the Dreamchild, la biografia di Karoline Leach dedicata all’identità adulta dell’uomo che amava i bambini. (continua…)

Fratelli d’Italia a chi? La strage dei briganti, una brutta storia

febbraio 27, 2010

Nel 1863 il Parlamento italiano approva la repressiva “legge Pica”

Maria R. Calderoni
Hanno avuto bisogno di una legge speciale, anzi eccezionale. Per farla, tale legge, hanno dovuto ricorrere a sedute del Parlamento a porte chiuse, secretate. Presentata nel comitato segreto della Camera il 3 maggio 1863, la legge contro il brigantaggio – passata alla storia come “legge Pica”, dal nome del deputato abruzzese che l’aveva formulata – entra in vigore nell’agosto dello stesso anno. Di che si tratta, può essere detto in due parole: «Una legislazione che sottoponeva le provincie meridionali ad uno stato d’assedio permanente e duraturo», la definizione è dell’allora ministro Urbano Rattazzi e, se lo dice lui, gli si può credere!
Fu una vera legge di guerra. In base ad essa, vengono considerati «colpevoli del reato di brigantaggio» i componenti di bande armate (di almeno tre membri), i favoreggiatori, coloro che prestano aiuto, ricovero e informazioni, gli evasi, i renitenti alla leva, gli sbandati, quelli che sono in possesso di armi: tutti costoro, in caso di resistenza, devono essere fucilati; oppure deportati a vita o a tempo «in una terra o isola lontana». La “Pica” istituisce inoltre il domicilio coatto fino a due anni, ma non solo per i componenti di bande armate e simili, bensì anche per «gli oziosi, i sospetti, i vagabondi, i manutengoli», che d’ora in poi saranno inclusi in apposite liste redatte a cura delle giunte provinciali. La competenza giurisdizionale, inoltre, passa ai tribunali militari; ed è autorizzata la formazione di squadre di volontari, «a cavallo o a piedi», destinate alla repressione del brigantaggio (diaria giornaliera di lire due oltre al soprassoldo per i graduati, armamento fornito dal governo: fucile, baionetta, giberna). (continua…)

QUANTI SCHELETRI NELL’ARMADIO TELECOM italia E la TELEFONICA di ALIERTA RESTA ALLA LARGA DALLA FUSIONE

febbraio 27, 2010

Ancora una volta Il cinese Bernabebè condannato alla trincea, costretto a gestire una situazione di emergenza, tra indagini giudiziarie, polemiche sulla rete, matrimoni mancati, geronzi contrari – Come il guerriero di Sun Tzu vincerà senza combattere?…

1 – TELECOM ITALIA: ALIERTA (TELEFONICA), NESSUN CAMBIAMENTO NEI RAPPORTI CON TELECOM
Finanzaonline.com
- Telefonica getta acqua sul fuoco della possibile fusione con Telecom Italia. Cesar Alierta, presidente del gruppo spagnolo, ha dichiarato oggi che Telefonica continua a essere focalizzata sulla generazione delle massime sinergie con Telecom Italia ed gli sta bene la quota attualmente detenuta in TI attraverso Telco. “L’attuale partnership industriale è la migliore opzione per i nostri azionisti”, ha detto il presidente di Telefonica a margine della presentazione dei conti 2009.

2 – ANCORA UNA VOLTA IL CINESE BERNABEBÈ CONDANNATO ALLA TRINCEA
Ugo Bertone per Panorama

Franco Bernabé aveva messo le mani avanti: «Non aspettatevi fuochi d’artificio» dichiarò l’amministratore delegato della Telecom Italia in vista del doppio appuntamento, giovedì 25 e venerdì 26 febbraio, con il consiglio di amministrazione e con gli analisti dedicato ai conti 2009 e, soprattutto, all’aggiornamento del piano industriale.

Ma a lanciare razzi (o fumogeni) alla vigilia dei Telecom day hanno pensato, ancora una volta, i magistrati aprendo il capitolo delle fatture fantasma, tra il 2003 e il 2006, della Sparkle, la rete in fibra ottica di cui lo stesso Bernabé ha cercato invano di vendere, tramite la Mediobanca, una quota di minoranza. (continua…)

Inedito Cioran innamorato

febbraio 27, 2010
«Ho osato considerarmi più distaccato del Buddha, ed ora vengo punito per le mie illusioni. Ho recitato troppo a lungo la commedia della saggezza». Così scrive Emil Cioran in una lettera a Friedgard Thoma. È il 1981. Il pensatore rumeno ha settant’anni esatti, la giovane amica tedesca meno della metà. Si sono conosciuti per via epistolare. Lei ha mandato al filosofo un biglietto dopo aver letto alcuni aforismi folgoranti. Lui ha risposto immediatamente. È l’inizio di un amore platonico ma bruciante. «Un libro è un suicidio in differita» scrive Cioran, ma nelle lettere raccolte da Friedgard Thoma in Per nulla al mondo (L’orecchio di Van Gogh, pagg. 152, euro 14), egli sembra tutt’altro rispetto a un aspirante suicida. La ragazza lo travolge e lui se ne sorprende: «Come può capitare, ad uno scettico di professione come me, di assumere un’attitudine così anti-scettica?». (continua…)

Chiesa, l’ora degli italiani

febbraio 27, 2010

Nuovi cardinali: soprattutto i vescovi di Curia favoriti nel prossimo concistoro

GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO
I ministri vaticani Amato, De Paolis, Baldelli, Burke. Gli arcivescovi diocesani Dolan, Nichols, Léonard e altri quattordici presuli dei cinque continenti. Sono le nuove porpore di papa Benedetto. Secondo quanto si apprende in Vaticano, il terzo concistoro di Joseph Ratzinger dovrebbe aver luogo alla fine di novembre ed essere annunciato ad ottobre. Sarà il Papa a firmare l’elenco definitivo in cui fino all’ultimo potranno entrare e uscire i nominativi. (continua…)

Parenti, indagati, transfughi e vip. Ecco le liste per le Regionali

febbraio 27, 2010

I giochi si chiudono oggi. Alle 12 scade infatti il termine per la presentazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni regionali, previste il 28 e 29 marzo. Si vota per rinnovare la presidenza di 13 regioni: di queste allo stato attuale 11 sono al centrosinistra e 2 al centrodestra. E tra i nomi spuntano parenti, transfughi, ritorni e indagati. Ma anche nobel, figli di, proletari e, magari nelle stesse liste, imprenditori famosi. Ecco alcuni dei casi più eclatanti.

Parenti – Nel Lazio l’Udc schiera il broker Pietro Sbardella, figlio di Vittorio, gran collettore di finanziamenti ai tempi della prima Repubblica passato alla storia della Dc come «lo Squalo». Sempre nel listino della candidata del Pdl Renata Polverini entra, tra le polemiche, la moglie del sindaco Gianni Alemanno, Isabella Rauti: capo del dipartimento Pari opportunità presso la presidenza del Consiglio, la figlia del fondatore del Msi, Pino Rauti, ha chiesto l’aspettativa e lascerà l’incarico in caso di elezione. E c’è anche una giovane coppia in corsa nel Lazio con la Polverini: Francesco Pasquali e Veronica Cappellari, insieme nella vita e nel listino. Nelle Marche scende in pista, con Sinistra ecologia e libertà, Iside Cagnoni, moglie dell’onorevole Luigi Giacco, figura storica della sinistra di Osimo. E si parla anche del vicesindaco di Bari Alfonso Pisicchio, fratello dell’onorevole Pino, passato di recente dall’Idv all’Api. Sempre in Puglia corre Mario Cito, figlio dell’ex deputato e sindaco di Taranto Giancarlo (già condannato a quattro anni per concorso esterno in associazione mafiosa), con la lista «I pugliesi per Palese presidente », depositata a Taranto. Con il candidato governatore del Pd Claudio Burlando, a Genova, corre la nipote di Don Baget Bozzo, Francesca Tedeschi, impiegata turistica. Nella lista del Pdl di Napoli e provincia per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania c’è anche Angelo Gava, dirigente d’azienda, figlio dell’ex ministro Antonio, leader dei dorotei, e nipote di Silvio, patriarca della Democrazia Cristiana. Infine in Calabria, col Pd, si ricandida l’uscente Stefania Covello, figlia dell’ex parlamentare Franco. (continua…)

Se Amnesty smarrisce il senso della sua lotta

febbraio 27, 2010

di  Christopher Hitchens

Si tratta una vecchia storia, ma vale la pena raccontarla daccapo. Un giorno, nei primi anni Sessanta, un avvocato di nome Peter Benenson stava leggendo il giornale nella metropolitana di Londra. Si imbattè in un piccolo articolo che riferiva come due studenti portoghesi— il Portogallo era allora una dittatura fascista, a capo di uno sporco impero coloniale in Africa — erano stati condannati a sette anni di carcere per aver brindato alla libertà in un luogo pubblico a Lisbona. Dopo una breve riflessione, l’avvocato decise di passare all’azione, e la sua «lettera aperta» riguardante i «prigionieri di coscienza» venne pubblicata sulla prima pagina del quotidiano londinese, Observer. Forse non avete mai sentito parlare di questo microavvenimento e delle sue macro conseguenze, ma ci scommetto che tutti sanno che cos’è Amnesty International, il grande albero spuntato da questo umile seme. (continua…)

Obama come Carter? Magari!

febbraio 27, 2010

di Jimmy Carter

Benché mi sia astenuto dal rispondere alle ingiustificate e sbagliate analisi sulla mia politica estera, mi sento obbligato a commentare l’articolo di Walter Russell Mead (La sindrome Carter, pubblicato su Foreign Policy, ndr). Deploro che Mead abbia utilizzato espressioni come Obama «nel peggiore dei casi potrebbe trasformarsi in un secondo Jimmy Carter», «debolezza e indecisione», «incoerenza e continui rovesciamenti di fortuna» per descrivere la mia presidenza.
Di particolare gravità è il fatto che Mead dichiari che «alla fine del suo mandato Carter si ritrovò a dare il suo pieno appoggio alla resistenza contro l’occupazione sovietica dell’Afghanistan, ad aumentare il budget della Difesa e a gettare le premesse per una più ampia presenza degli Stati Uniti in Medio Oriente». Nessuna di queste fu una decisione dell’ultimo minuto, presa a partire da una tardiva presa di coscienza di presunte sviste o errori di valutazione commessi in precedenza. (continua…)

Ciancimino, ma quali ciance

febbraio 26, 2010

di Marco Travaglio

Lo scandalo Prostituzione&Corruzione Civile Spa ha scacciato dai giornali la lunga deposizione di Massimo Ciancimino sulle trattative Stato-mafia del 1992-93 e sui rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri e Cosa Nostra. Così l’ultima parola, anzi l’ultimo delirio sul caso è rimasto in appalto ai troppi commentatori interessati o improvvisati, tutti volti a squalificare l’attendibilità del rampollo dell’ex sindaco mafioso di Palermo. Non solo Berlusconi e i suoi house organ (‘Le ciance di Ciancimino’ e via sproloquiando). Non solo il ministro Alfano, al quale qualcuno dovrebbe spiegare che il suo compito è far funzionare la giustizia, non insegnare il mestiere a giudici e pm né rilasciare patenti di inattendibilità a pentiti e testimoni. Ma anche il sociologo Pino Arlacchi, eurodeputato Idv, e l’ex magistrato Giuseppe Di Lello, esponente del Prc: i due hanno sentenziato – non si sa in base a quale competenza specifica – che Ciancimino jr. racconta balle. (continua…)


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