Archivio per maggio 2010

Non si convive inerti con una accusa di stragismo a chi governa

maggio 31, 2010

Leggi l’articolo di Giuliano Ferrara

Piazza Fontana – Strategia della tensione

maggio 31, 2010

LA VERITÀ, VI PREGO, SU PASOLINI

maggio 31, 2010

COME ANDARONO LE COSE QUELLA NOTTE? LO SA DA DECENNI TUTTO L’IDROSCALO DI OSTIA – ENNIO SALVITTI FU INTERVISTATO DA FURIO COLOMBO: “LO SCRIVA CHE È TUTTO ’NO SCHIFO, CHE ERANO IN TANTI, LO HANNO MASSACRATO QUEL POVERACCIO. PE’ MEZZ’ORA HA GRIDATO, ”MAMMA! MAMMA! MAMMA! ERANO 4 O 5”. “MA LEI QUESTE COSE LE HA DETTE ALLA POLIZIA?”, CHIESE COLOMBO. “MA CHE SO’ SCEMO?”…

Claudio Marincola per “il Messaggero”

La verità sulla morte di Pasolini la conoscevano in tanti. Nonni, zii, nipoti, figli, cugini acquisiti. L’Idroscalo di Ostia era una grande famiglia, tante parentele intrecciate. Una grande famiglia allargata che per anni ha custodito un pezzo di verità su uno dei delitti più oscuri del secolo scorso.

«Pasolini è morto davanti a tutti, ci fu anche chi quella notte prima dell’arrivo della polizia andò lì a vedere il cadavere», rivela il figlio dell’uomo che allo scrittore di tanto in tanto affittava una baracchetta. E’ un racconto molto diverso dalla verità processuale. Confermato da un altro nipote che ha sempre saputo ma che soltanto ora ha trovato la voglia di parlare. Unica condizione: «Le dico il mio nome ma non voglio leggerlo sul giornale.

TUTTI ZITTI
In tanti videro e sentirono cosa accadde quella notte del 1° novembre 1975. Lo videro grazie ai fari di un’altra auto che illuminò la scena del delitto. E sentirono perché sarebbe stato impossibile tapparsi le orecchie e non udire lo strazio di Pasolini. (continua…)

IL GUARGUAGLIONE DISARMATO

maggio 31, 2010

LA FINMECCANICA DISPORREBBE DI UNA PROVVISTA “PARALLELA” DI 300 MILIONI DI EURO – L´INCONTRO DEI VERTICI FINMECCANICA CON L´UOMO DI FIDUCIA DI MOKBEL – IL SUMMIT NEL MAGGIO DEL 2008: “C´ERANO ANCHE DUE DELLA CIA” – IL FACCENDIERE VIDE IL DIRETTORE GENERALE ZAPPA: “E ADESSO SI APRONO GRANDI SCENARI. MI HANNO OFFERTO DI APRIRE UN´AGENZIA PER LA VENDITA DI PRODOTTI MILITARI IN ASIA”…

1 – OGGI PRIMI INTERROGATORI A NAPOLI
Guido Ruotolo per la Stampa

Settimana importante quella si apre oggi a Napoli, per l’inchiesta Finmeccanica, la holding guidata da Pierfrancesco Guarguaglini. Tra oggi e domani saranno sentiti sei testimoni, i «ministeriali», per ricostruire i passaggi dell’affidamento dell’appalto (33 milioni di euro) al Raggruppamento temporaneo d’imprese guidato dalla Elsag Datamat della Finmeccanica, per il Cen, Centro elaborazione dati della polizia di Stato, che doveva sorgere nella zona di Capodimonte, a Napoli.

Sarà certamente sentita il neo prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, che era responsabile al Viminale del Dipartimento che si occupa del patrimonio e dei servizi tecnico-logistici e in quanto tale gestì l’appalto per la costruzione del Cen a Napoli affidandolo alla Finmeccanica. Il prefetto Iurato è la moglie di uno dei dirigenti-consulenti della Elsag Datamat.

Saranno poi sentiti altri funzionari e prefetti del Viminale, che hanno fatto parte della Commissione aggiudicatrice dell’appalto sotto osservazione o che hanno predisposto atti specifici (tra gli altri, il prefetto Saporito). (continua…)

Novembre 1993, i giorni del tentato golpe

maggio 31, 2010

Mentre si gettano le basi di Forza Italia un intreccio di interessi eversivi assedia governo e Quirinale

di Giuseppe Lo Bianco Sandra Rizza, da “Il Fatto

Pubblichiamo un estratto del libro L’agenda nera della seconda repubblica, che sarà in libreria per Chiarelettere dal 10 giugno.

Località segreta, 1 novembre ‘93

Il pentito Salvatore Cancemi racconta ai pm di Caltanissetta che a metà di maggio del ’92, di ritorno da una riunione con altri soggetti di Cosa nostra, si era trovato a discutere con il boss della Noce Raffaele Ganci dell’imminente attentato a Falcone. In quell’occasione, Ganci gli spiegò che Riina aveva avuto un incontro “con persone molto importanti, insieme alle quali aveva deciso di mettere la bomba a Falcone”. “Queste persone importanti – aveva aggiunto Ganci – hanno promesso allo zio Totò che devono rifare il processo nel quale lui è stato condannato all’ergastolo”. Secondo Cancemi, la strage sarebbe avvenuta otto-dieci giorni dopo.

Roma, 2 novembre ‘93

Nel corso del programma Uno contro tutti, condotto da Maurizio Costanzo su Canale5, il direttore del Tg5 Enrico Mentana nega che Berlusconi stia creando un partito: “Si tratta di prove tecniche di fiancheggiamento elettorale” dice.Vittorio Sgarbi interrompe Mentana e sostiene che il partito di Berlusconi esiste eccome e che sia Mentana sia Costanzo lo sanno benissimo, avendo partecipato a riunioni riservate con il Cavaliere. Specifica poi Sgarbi: “Il nuovo partito non sarà rappresentato da SegniAmato o Costa. Occorrono uomini nuovi”. (continua…)

Il cardinale: Shoah favorita anche da un tipo di teologia

maggio 31, 2010

Luigi Accattoli per “Il Corriere della Sera”

Il dibattito degli storici su Pio XII durerà «forse fino alla fine dei tempi» ma la Santa Sede non ha «nulla da nascondere» e sta preparando l’apertura degli archivi riguardanti il suo Pontificato che avverrà «tra cinque o sei anni». Quel Papa scelse di «essere moderato» nelle dichiarazioni sul nazismo ma favorì il «nascondimento» in ambienti ecclesiastici romani di « circa 4.500 ebrei»: ad assumere questa posizione pragmatica, tesa a sminare la disputa, è il cardinale tedesco Walter Kasper, uno dei primi collaboratori di Benedetto XVI. (continua…)

Ferrara: Giulio Tremonti è competente ma non sa creare consenso

maggio 31, 2010

Giuliano Ferrara per “Panorama

Il consenso è il cruccio di ogni governo. Tutti si domandano, specie dopo il varo dell’ultima manovra di salvezza nazionale, quale sia oggi il posto di Giulio Tremonti nel sistema di comando berlusconiano: commissario della crisi in nome dell’Europa, decisore di ultima istanza, nuovo leader del Paese? Il brusio del nome, un ministro arcigno e solo-contro-tutti, è sempre meno generico, e ormai «Tremonti» ronza nelle orecchie dell’élite e del popolo, diciamo così, con sempre maggiore autorevolezza. (continua…)

NEL BALLO DEL MASSONE SBUCANO ANCHE I “COMPAGNI”

maggio 31, 2010

TRA I DEMOCRATICI C’È AGITAZIONE PER LA MANCATA ESPULSIONE DI DUE ASSESSORI PIDDINI COLTI CON LE MANI IN LOGGIA – I DUE SONO SOLO STATI ALLONTANATI DALLA LORO GIUNTA – MA ANCHE SE NELLO STATUTO DEL PD IL TERMINE “MASSONERIA” NON COMPARE, C’È UN PASSAGGIO CHE VIETA LE ASSOCIAZIONI CON VINCOLI DI SEGRETEZZA (CIOÈ LE LOGGE)…

Francesco Alberti per “il Corriere della Sera

Il «corvo» di Scarlino, violando con un flash fotografico la secolare segretezza della loggia massonica Guerrazzi di Follonica, ha sicuramente giocato un brutto tiro all’assessore al bilancio Guido Mario Destri, costretto a spiegare al sindaco Maurizio Bizzarri, collega del Pd, che cosa mai facesse in quella riunione di grembiulini un uomo delle istituzioni, e perdippiù di centrosinistra. Ma qualche problema, forse senza volerlo, rischia di crearlo anche al partito di Pierluigi Bersani, che sul nodo massoneria non sembra avere ereditato il rigore di Dc e Pci, i cui statuti vietavano esplicitamente l’appartenenza a logge.

A Scarlino, 3600 anime sulle pendici del Monte d’Alma, Maremma grossetana, è successo che sul tavolo del sindaco Bizzarri è planata una foto che ritrae una riunione di loggia. Si vedono 12 frammassoni: 11 con il volto coperto e uno no, l’assessore Destri, appunto. Il sindaco, dopo sofferta riflessione, decide di affrontare la questione: «Caro Destri, o rinunci alla massoneria, mettendoti in sonno, oppure dovrai lasciare l’incarico di assessore». (continua…)

“La mafia braccio armato dell’altra massoneria”

maggio 31, 2010

I rapporti inediti della stagione delle stragi: uomini di Cosa nostra infiltrati nelle logge siciliane

Francesco La Licata e Guido Ruotolo per “La Stampa

ROMA
Novembre del 2002. Documento della Dia, Divisione investigativa antimafia, alla Procura antimafia di Firenze che indaga sulle stragi del ‘93. «Cosa nostra, storicamente, per raggiungere determinati obiettivi essenziali – condizionamento dei processi e realizzazione di grossi arricchimenti – si è sempre mossa attivando da una parte referenti politico-istituzionali, dall’altra ponendo in essere azioni delittuose, alla bisogna, anche estreme. 

Altra determinante leva di pressione è stata sicuramente quell’alleanza con una parte della massoneria deviata, incarnata nelle logge occulte, riferibile, tra le altre, alla loggia del Gran Maestro della Serenissima degli Antichi Liberi Accettati Muratori-Obbedienza di Piazza del Gesù – Maestro Sovrano Generale del Rito Filosofico Italiano – Sovrano Onorario del Rito Scozzese Antico e Accettato, di origini palermitane, di stanza a Torino, il noto prof. Savona Luigi, particolarmente sentito nel decennio Ottanta, in seno a Cosa nostra, per il suo profondo legame con la cosca mazzarese, intrecciato attraverso il mafioso Bastone Giovanni, personaggio di primo piano nel panorama criminale torinese nel periodo succitato, che come si vedrà più avanti ha avuto un ruolo non certo insignificante nella vicenda relativa alla collocazione di un ordigno, non volutamente fatto brillare, nel giardino di Boboli a Firenze». (continua…)

10-06-1940, l’avventura senza ritorno del Belpaese

maggio 31, 2010

Antonio Airò per “Avvenire

Domenica 9 giugno 1940. All’Arena di Milano si conclude il XXVIII Giro d’Italia. Il vincitore è un giovane corridore ancora poco noto al grande pubblico. «Il coscritto Fausto Coppi», come titola a tutta pagina “La Gazzetta dello Sport”. Il favorito Gino Bartali ottiene il gran premio della montagna. La settimana prima il campionato di calcio registra il successo della squadra dell’Ambrosiana-Inter. Una calda giornata di festa riempie, in questo giorno, cinema, teatri, alimenta passeggiate, raduni familiari. Da 248 giorni, da quando il 1° settembre 1939 la Germania aveva invaso la Polonia, l’Italia vive una situazione di «non belligeranza», (ma di sostanziale «preguerra») in una altalena continua tra un conflitto sempre ritenuto imminente stando alle dichiarazioni sempre più bellicose di non pochi gerarchi, e una neutralità accettata quasi come una «camicia di forza» della quale solo il Duce, che godeva della fiducia dei cittadini, poteva porre rimedio nel migliore dei modi.

La guerra nel resto d’Europa ha infatti non poche conseguenze: minore tenore di vita di moltissime famiglie, aumento di povertà, prodotti, lo zucchero, il caffè (con il ricorso al suo surrogato, il karkadè), il sapone razionati; compaiono le tessere alimentari con il conseguente espandersi del mercato nero; per tre giorni la settimana è proibita nelle macellerie la vendita della carne e scatta il divieto ai ristoranti di servirla ai clienti. Intatto si infittiscono le chiamate alle armi dei giovani di leva e degli appartenenti alle classi più mature, in numerosi Comuni si installano le sirene d’allarme, si tagliano i consumi di carburanti e si proibisce la circolazione nelle ore notturne; entra in vigore l’oscuramento all’esterno delle abitazioni, si moltiplicano i manifesti che invitano i cittadini a contribuire allo sforzo bellico che il Paese dovrà sostenere. Gli 8 milioni di baionette, tanto vantati dalla propaganda del regime, non ci sono. Mussolini sa, come risulta da un rapporto della Difesa, che «non c’è nessuna difesa antiaerea e che l’Italia potrà essere pronta solo dall’ottobre 1942». (continua…)

Quei 150 miliardi presi ad Angelo Rizzoli imbarazzano il Corriere

maggio 31, 2010

L’ex proprietario del« “Cor­riere della Sera”, Angelo Rizzoli, venne privato del suo giornale dopo l’arre­sto. A 30 anni di distanza Rizzoli, scagionato da tutte le accuse, vuole che gli venga riconosciuto il danno subìto

di Vittorio Feltri per “Il Giornale

L’ultima cosa che vorrei fare è polemizzare con Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere del­la Sera , non solo perché siamo amici da una vita, abbiamo lavo­rato nello stesso giornale, ne ab­biamo viste di tutti i colori e condi­viso gli anni più belli eccetera ec­cetera, ma anche perché la cosa su cui non concordiamo non ri­guarda né lui né me, nel senso che parliamo di una vicenda in cui i nostri personali interessi non c’entrano neanche di stri­scio. Mi riferisco al pasticcio Rizzoli del quale il Giornale si è occupato a lungo e con una serie nutrita di articoli, e il Cor­r­iere ha comin­ciato a occu­parsi da meno di una settima­na.

Per esem­pio ieri, pubbli­cando una let­terona di Ange­lo Rizzoli e una rispostona dello stesso Ferruccio de Bortoli piuttosto imbarazzata. Il lettore si domanderà che impor­ta a noi di certe beghe fra ricchi. Il problema è che c’è di mezzo il Corriere ossia non un quotidiano qualsiasi, bensì uno strumento di informazione talmente potente da essere diventato un simbolo: chi lo possiede conta, e chi non lo possiede non può considerarsi ar­rivato, sicché tutti brigano per conquistarne il controllo. Si dà il caso che un trentina di anni fa il simbolo in questione fu scippato al padrone legittimo, cioè Rizzoli, con una manovra che definire poco chiara è ridutti­vo. Basti pensare che il suddetto Rizzoli, affinché non rompesse le scatole, fu trasferito dalla sua bel­la casa in una prigione, dove tra­scorse tredici-mesi-tredici. Nel frattempo i furbetti del salotto buono (buono per la tappezzeria e non per il resto) attuarono un piano per irrompere pres­soché gratis in via Solferi­no con tanti saluti allo stile che amano attribuirsi. Già. (continua…)

L’eterna attesa della Lega

maggio 31, 2010
LUCA RICOLFI per “La Stampa
Sono giorni decisivi per il futuro della Lega. A nessun partito italiano, credo, è mai successo di vedere la propria ragion d’essere messa così a rischio. Alla Lega, invece, sta succedendo. Nei prossimi 12 mesi la Lega si gioca tutto. E la manovra di questi giorni è la prima, vera, prova del fuoco.

La ragione è semplice. Negli ultimi 10 anni la Lega è stata sempre al governo, eccetto la breve parentesi dell’esecutivo Prodi, rimasto in sella per meno di due anni. La Lega esiste per far passare il federalismo, ed ha già mancato l’obiettivo una volta, nel 2005, quando provò ad imporlo a colpi di maggioranza, salvo dovervi rinunciare appena un anno dopo, nel 2006, quando il referendum confermativo cancellò quella riforma. In questa legislatura è già riuscita a far passare la legge 42 del 2009, che contiene i principi generali del federalismo, ma è dannatamente indietro su tutto il resto: decreti delegati (c’è solo quello sul federalismo demaniale), riforma dei bilanci pubblici (mancano i decreti delegati), basi di dati aggiornate (siamo fermi al 2008), piani dettagliati di riduzione degli sprechi (manca quasi tutto).

Ora si mette di mezzo anche la manovra di aggiustamento dei conti pubblici, che di federalista sembra contenere ben poco. (continua…)

Picasso: la sua donna, il suo quadro

maggio 30, 2010

Maria R. Calderoni per “Liberazione
Le donne? Picasso «le domava, le stregava, le aspirava, le spalmava sulle tele». Vero, soprattutto le spalmava sulle tele. Anche in questo libro di Paula Izquierdo niente affatto benevolo nei riguardi dell’uomo Picasso – non per niente si intitola “Le amanti di Picasso. Quando il genio diventa crudeltà”, (cavallo di ferro, pag.168, € 16) – lo ammette: delle sue donne sono pieni i suoi quadri, ce le “spalmava sopra” nel senso letterale del termine. E a modo suo, come solo uno come lui poteva fare: da grande artista.
Sono infatti migliaia i quadri in cui ha rappresentato le tredici donne più importanti della sua vita, da Dora Maar a Olga Koklova, Marie Therèse Walter, Geneviève Laporte, Fernande Olivier, fino a Jacqueline Roque, (“Madame Z”), che sposò e visse con lui fino alla fine dei suoi giorni. Migliaia di quadri, alcuni tra i più belli, sconvolgenti e immortali: “Gli amanti”, “Donna con la chitarra”, “Olga con mantiglia”, “Donna con Colombe”, “Dormiente con persiane”, “La donna fiore” (cioè Francoise Gilot, «tutti noi assomigliamo a un animale, tranne te», ebbe a dirle)… (continua…)

ETTORE BERNABEI VERSA COGNAC AI BAMBINI

maggio 30, 2010

“C’È LA VOLONTÀ DI PARALIZZARE ECONOMICAMENTE LA CHIESA CATTOLICA, CHE NON UBBIDISCE ALLE LOBBY DELLA FINANZA GLOBALIZZATA” – L’ITALIA DEI PRIMI ANNI 60, DIVENUTA IL QUARTO TRA I SETTE PAESI PIÙ RICCHI DEL MONDO, SUBÌ L’ATTACCO DELLA FINANZA PROTESTANTE ED EBRAICA – “QUEL “PROVINCIALOTTO” DI ANTONIO FAZIO, CHE AVRÀ AVUTO L’INGENUITÀ DI INTRATTENERE RAPPORTI ANCHE CON I FURBETTI DEL QUARTIERINO, MA PROIBÌ ALLE BANCHE ITALIANE DI RIEMPIRSI DI BOND SPAZZATURA. PER QUESTO DALL’ESTERO GLIEL’HANNO FATTA PAGARE”…

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

La formella mancante del portale di Manzù ce l’ha Ettore Bernabei, nell’ingresso di casa. «Doveva stare a San Pietro, come le altre. Ma, come vede, il Cristo e i soldati sono nudi. Così Manzù la diede a me». Le due statuette di Pietro e Paolo sulla scrivania invece hanno valore affettivo: «Una volta che andai a trovare Paolo VI con mia moglie e i nostri otto figlioli, il Papa si mise sulle ginocchia Luca, il più piccolo, e lo fece giocare con queste due statuette. Dopo la morte il suo segretario, monsignor Macchi, me ne fece dono».

Quand’era nato invece il settimo figliolo, Giovanni, Papa Roncalli aveva mandato la sua fotografia con un versetto del salmo 127 scritto di suo pugno: «I tuoi figli come virgulti di olivo intorno alla tua mensa…». Bernabei va per i novant’anni. Direttore generale della Rai dal 1961 al 1974 – praticamente il fondatore -, al vertice dell’Italstat dal ’74 al ’91, ora ha creato la Lux e ha portato in tv la Bibbia.

Quando dirigeva la Rai lei parlava direttamente con il Papa? 
«Ero in contatto con la segreteria di Stato e incontravo sovente i Sostituti: Dell’Acqua, Benelli, Casaroli. Qualche volta mi dicevano che di certe questioni dovevo parlare con il Papa, cioè con Giovanni XIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II».

Oggi il Papa e la Chiesa sono sotto attacco? 
«Mi pare evidente. Sono i contraccolpi della decisione presa da Giovanni Paolo II e dal cardinal Ratzinger di non ammettere nei seminari i gay dichiarati. C’è la volontà di paralizzare economicamente la Chiesa cattolica, che non ubbidisce alle lobby della finanza globalizzata». (continua…)

Cosa cambia se l’Fmi parla cinese

maggio 30, 2010

di Moisès Naim per “Il Sole 24 Ore“, traduzione di Graziella Filipuzzi

Molto probabilmente non avrete mai sentito parlare di Zhu Min. L’economista cinese, personaggio poco noto al grande pubblico, potrebbe essere in grado di prendere decisioni che interesseranno voi e la vostra famiglia. Il dottor Zhu potrebbe diventare il prossimo direttore del Fondo monetario internazionale.
L’Fmi, organizzazione fondata nel 1944 per stabilizzare il sistema finanziario mondiale, conta 186 stati membri e dispone del potere sufficiente per imporre condizioni ai paesi che cercano il suo aiuto economico.

Di solito, le richieste venivano dai paesi africani e sudamericani, ma quelli europei si sono aggiunti alla lista. L’Fmi ha giocato un ruolo fondamentale nel salvataggio della Grecia e ha appena pubblicato un devastante rapporto sulla situazione economica della Spagna. Il Fondo consiglia l’immediata adozione di «radicali riforme ad ampio raggio» che contemplino un drastico taglio alla spesa pubblica, cambiamenti in un mercato del lavoro definito «disfunzionale» e la ristrutturazione di un sistema bancario che «presenta punti deboli… e rischi elevati». Il linguaggio dell’Fmi è tecnico, le riforme proposte sono severe e le conseguenze di questi cambiamenti nella vita degli spagnoli si prospettano enormi. Simile è il tenore degli interventi in Lituania, Islanda, Ungheria e altri paesi in crisi. (continua…)


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