La lezione del Nobel Vernon L. Smith: “Mercato senza regole? Il più regolare”

“L’economia ha una razionalità intrinseca. Banche centrali, politiche sociali e pianificazione urbanistica la danneggiano”. Le simulazioni in laboratorio del premio Nobel confermano le sue tesi

Carlo Lottieri per “Il Giornale

Anche oggi che ha 83 anni, Vernon L. Smith porta quei capelli lunghi che già esibiva prima di essere insignito del premio Nobel per l’economia nel 2002. Il massimo riconoscimento cui possa ambire uno scienziato sociale non ha alterato il suo look e ancor meno ha modificato i suoi convincimenti liberali, che all’indomani della crisi finanziaria dei subprime l’hanno portato a mettere sotto accusa non già il mercato, ma quel complesso sistema di regolazione pubblica (banca centrale, politiche sociali, pianificazione urbanistica) che ne ha alterato il funzionamento.
In questi giorni Smith è in Italia per il Festival dell’economia di Trento, dove verrà presentato anche il suo ultimo volume: La razionalità nell’economia. Fra teoria e analisi sperimentale (IBL Libri, euro 25). Noto soprattutto per i suoi studi pionieristici sull’economia sperimentale, che avviò fin dai primi anni Sessanta, Smith ha focalizzato la propria ricerca su alcuni nuclei teorici di notevole interesse. Basandosi su simulazioni controllate e su micro-mercati artificiali, grazie ai quali è possibile testare il comportamento umano e l’efficacia di differenti sistemi normativi, Smith è giunto ad affermare che la rete dei rapporti economici di mercato è in grado di produrre risultati sostanzialmente non dissimili da quelli anticipati dalla teoria liberale classica. Se fin dai tempi di Turgot e Adam Smith questa linea di pensiero aveva affermato che è sufficiente affrancare l’economia da ogni dominio «sovrano» per avere risultati tendenzialmente ottimali, gli esperimenti compiuti in laboratorio suffragano in larga misura quelle tesi.
In altre parole, esiste una razionalità del laissez-faire, dato che entro un mercato privo di intralci regolamentari viene prodotto solo quanto viene richiesto e al prezzo minore possibile, e tutto ciò a dispetto della limitata informazione dei singoli soggetti: produttori e consumatori. La spiegazione starebbe soprattutto nel fatto che, grazie all’interazione degli scambi e al sistema dei prezzi, l’insieme degli attori avrebbe a disposizione più di uno strumento per limitare le conseguenze negative derivanti da una conoscenza inadeguata. È come se il mercato nel suo insieme, in qualche modo, ne sapesse più dei suoi singoli componenti.
Lo studioso americano è arrivato a questi risultati teorici grazie a ipotesi ed esperimenti, e a seguito di una serie di congetture e di un numero altissimo di prove empiriche controllate nei più diversi settori: dall’economia finanziaria alle aste per assegnare licenze.
Come il libro mostra assai bene, nel corso degli anni non solo ha poi testato la bontà delle proprie tesi su avvenimenti significativi (dalla liberalizzazione delle linee aeree alla crisi energetica californiana), ma si è anche reso conto che una parte rilevante delle sue ipotesi trovava un fondamento quanto mai solido nelle riflessioni teoriche di Friedrich A. von Hayek. In particolare, Smith recupera dallo studioso austriaco la distinzione cruciale fra ordini costruiti e ordini spontanei: fra i progetti deliberatamente organizzati in vista di risultati ben definiti e quelle istituzioni che, invece, si sviluppano in modo autonomo, e in maniera inintenzionale, grazie all’interazione di molte decisioni e innumerevoli scelte individuali. A questo secondo gruppo appartengono le lingue, gli ordinamenti giuridici di common law e, senza dubbio, anche i mercati. Ed è proprio sviluppando questa contrapposizione che Smith elabora la sua analisi sul naturale coordinamento di un’economia e di una società non pianificate.

Come lo studioso americano evidenzia, in varie circostanze la cooperazione si realizza spontaneamente, molto più di quanto vorrebbero farci credere i teorici della strutturale insociabilità umana: Thomas Hobbes e Paul Samuelson, a esempio, ma anche quanti hanno usato la teoria dei giochi per negare la possibilità della cooperazione. Utilizzando talune ricerche di Robert Ellickson, Smith enfatizza invece il ruolo di quegli ordini emergenti in assenza di una legge. A questo proposito, l’autore parla di processi «ecologici», a sottolineare come essi si sviluppino attraverso meccanismi di adattamento, selezione e imitazione.
Dalla lettura del testo di Smith emerge chiaramente come ai suoi occhi la teoria sia importante, poiché non si accosta la realtà senza quadri concettuali e senza ipotesi interpretative. Ma questa prospettiva non può essere un pretesto per evadere dal reale, come troppo spesso succede. Formalizzazione e modellizzazione non devono insomma servire a costruire una paratia fra gli studi e il mondo, fra l’universo delle scienze e i concreti avvenimenti storici.
Nella prefazione al volume, Francesco Guala e Matteo Motterlini ricordano come l’esperimento da laboratorio che Smith pone al cuore della sua pratica di economista sia cruciale, poiché esso va inteso «come banco di prova per valutare la performance di sistemi di regole di mercato specifici, e per progettarne di nuovi». Non si tratta quindi di cadere nel grezzo empirismo di quanti credono che assommare dati ed elaborarli grazie a sofisticati strumenti matematici possa sostituire la riflessione teorica di tipo economico; in questo caso, al contrario, la riflessione astratta continua a preservare un proprio spazio, ma è chiamata a fare i conti con il mondo sociale. Anche a costo di essere «falsificata».
A ben guardare, è questa in primo luogo una lezione di umiltà: una virtù che ogni scienziato dovrebbe tenere in altissima considerazione.

Etichette: ,

3 Risposte a “La lezione del Nobel Vernon L. Smith: “Mercato senza regole? Il più regolare””

  1. Giulio MANCABELLI Dice:

    Merito qualità ed efficienza sono il frutto della concorrenza di un costante asintote comparativo concorrenziale additivo “benchmark” processo e, solo quando si mantengono costantemente attivamente aperti ogni spazio a questa dinamica concorrenziale allora, si possono ottenere risultati profittevoli all’umanità nella sua interezza ricavandone conoscenza, tecnica, ecc., democraticità e qualità della vita al cittadino, utente consumatore! Così come l’identità non si acquisisce sottraendo, destrutturando o decostruendo bensì aggiungendo ovvero, proponendo proattivamente visioni, paradigmi, progettualità d’ordine migliorativo superiori a quanto in corso. Ciò accadrebbe purché si mantengano aperti a sempre “crowdopensoursing” apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento Solo disegnando nuovi percorribili orizzonti si potranno meglio promuovere quell’auspicata identificazione di cittadinanza “glocale” che il nostro tempo reclama prodroma ad ingenerare virtuoso senso d’appartenenza quanto la realtà del nostro tempo grazie alle nuove tecnologie sempre più permetterebbero assorbire ed assumere al fine di meglio far catalizzazione maggiore senso d’appartenenza per un più consapevole e responsabile approccio in una siffatta sempre più liquida realtà.
    Modalità che ineludibilmente reclamano l’acquisizione di più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni aperte su tutte “le front line” essendo aspetti pertinenti sia alla democrazia quanto al mercato essendo facce della medesima medaglia che reclamano su entrambi i piani, regole chiare e trasparenti “ad incrementale reciproco adeguamento per non continuare a collassare” data l’impellente sempre più mordente crisi che imprescindibilmente ci attanaglia! Pertanto, su tutti i fronti, urgono sostituire i vecchi schemi impregnati d’obsolescenza con altrettanti nuovi paradigmi più pertinenti a quanto la realtà del terzo millennio reclama per saper e poter fronteggiare meglio attrezzati il contingente date le continuative cangianti prossimità! Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Conseguentemente necessitano irrevocabilmente, nuovi e più pertinenti schemi per saper e poter meglio rispondere a quel grido di libertà che viene dal futuro!
    Ciò accade effetto dell’iperbolica accelerazione che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie imprimono ed internet che le rende sempre più pervasive facendo macro l’economia e la finanza globali ma lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio micro rendendole sempre più inefficienti ed inefficaci per capacità di poter contrastare l’irregolarità, l’illegalità che tendono rendersi sempre più evanescenti. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione nuove “global legal rules” aspetto che finalmente anche i G20 se ne stanno rendono conto della loro irrevocabilità!? Urgono nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli? Anche qui, sempre da ultima l’Europa si sta rendendo conto d’“istituire” proprie agenzie di rating per non essere vittima dei soliti speculatori di turno.
    Pertanto sconsigliabile risulterà procedere semplicemente a decostruire l’identità, secondo quei criteri che sono stati adottati a suo tempo negli Stati Uniti un contesto di fattibile attuabilità per qui tempi essendo gli USA allora, in totale fase espansiva sotto tutti i profili. Quello è stato un contingente periodo storico che ha permesso agli USA di diventare a livello mondiale l’ombelico del mondo per farsi tutto ruotare concentricamente tutto attorno dettando il futuro al mondo!
    Ma ora qualcosa è cambiata l’informatizzazione ha perfino fatto superare quel occulto multilateralismo che conduceva ad una prevalente dinamica duale accentuativadecentrativa frutto di un’altrettanto induttiva logica più o meno celata che il nemico del mio nemico non potesse che essere mio amico. Tutto questo, pur avendo più o meno, contribuito alla formazione e consolidamento degli Stati moderni, or ora, questi Stati “grazie” alle nuove tecnologie ed internet, volenti o nolenti, stanno sempre più svanendo ed evaporando!? Segno che un’epoca si sta chiudendo e dell’irreversibile necessità d’acquisire inediti paradigmi per fronteggiare il nuovo contingente?! Anche l’”american way of life” dopo aver radiato l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta d’aver esaurito la sua spinta propulsiva e, mettendoci a nudo le loro strutturali magagne sotto quei basilari profili: economico, sociale, ecologico non più coerente a canonico approcci quanto la “triple botton line” contemplerebbe ulteriormente attestano la loro impossibilità di nuove efficienti performance in governance: le cronache lo stanno sempre più dimostrando l’attuale palese incapacità di quel USA sistema d’autorigenerarsi e correggersi. Determinata anche da un’enucleata intrinseca strutturale deficienza da ricondurre ai meccanismi elettorali aspetti che or ora emergono sempre più ad ogni latitudine.- Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale preclude più fisiologici incrementali miglioramenti ricorsivi che risulterebbero indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente viva e mordace ovvero capace di incrementalmente migliorarsi per pervasività! Ovviamente in altrettanto modo si dimostra essere esausta anche la soluzione britannica dell’“english way” in quanto col varo del nuovo governo Britannico – Cameron oltre che, determinare un effettivo “downgrading” alla supposta eccellenza di quel “magnificato” modello elettorale Maggioritario all’uninominale Britannico si vedono prossimamente costretti a passare ad un modello elettorale Proporzionale. Modalità che indirettamente inaugura l’inizio di una nuova era anche a quella latitudine casualmente inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo noi essendo partiti dal Proporzionale per voler magari prossimamente dopo aver tentato il Mattarellum e l’attuale Porcellum un prossimo Maggioritario all’uninominale senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo sia pur in senso inverso calpestando e percorrendo lo stesso complementare processo: gli uni per un verso noi altri nell’altro ma suo contrario ovvero, quello stesso sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà e si concretizzerebbe nel SEMIALTERNO!?
    Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria che solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte resilienti, autopoietiche capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
    Pertanto, la sfida resta aperta per addivenire a strutturali sistemiche adeguatezze proprio perché non esistano verità assoluta e paradigmi eternamente validi se questi si dimostrano incapaci di progressivamente implementarsi in modo asintote, resiliente autopoietico?
    Le bolle finanziarie non possono essere considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica effetto d’essere in presenza di un bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non potrà che favorire facili autoreferenziali cartello (orizzontale e/o di ceto). Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? V. L. Smith. Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA, a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale ne deve comunque pagare i debiti!? Quando il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”.
    Una viziosa modalità – riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
    Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portota acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
    Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta – “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
    Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!
    Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
    Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
    Specialmente quando la maggioranza degli individui comincia con il negare la realtà questo stesso meccanismo purtroppo, tende prender piede ed applicarsi perfettamente anche alle imprese e alle nazioni. Ed i nodi non possono che venir al pettine giacché finora i governi hanno semplicemente adottato una strategia che fa finanziare dai futuri contribuenti gli errori dei banchieri di ieri e i bonus di quelli di oggi le cose stanno così dal 1975, data dell´invenzione delle stock-options negli Stati Uniti! Ingenerando un modello economico dove l´impresa è passata al servizio del capitale, a sua volta manipolato dalle leggi della Borsa. Nonostante vari e diverse ricercate risposte più o meno flessibile con la quale si tentò di affrontare la Crisi finanziaria del 1997-98 la FED inondò il mondo di dollari per organizzare il salvataggio del “Long Term Capitala Management”, un hedge fund (virato che sia pur fondato da 2 vincitori del P.Nobel R. Merton e M. Scholes), i cui fallimenti continuano a procurare effetti domini sempre più vasti ed estesi. Aspetti che rilevando un vizioso meccanismo auto propulsivo con ripercussioni ultimamente anche in Europa dove la BCE si sta (e ci sta) impiccando al quel rigido albero che ha fatto crescere secondo i più duri dettami del monetarismo più ortodosso imponendoseli col Trattato di Maastricht.
    Trattato che anziché provvedere in tempo “a svalutare in tempo l’Euro” introducendo quelle dovute appropriate moratorie che avrebbero permesso di mantenere in vita il sistema produttivo manifatturiero. Invece la BCE ha mantenuto quell’intransigente inflessibilità che poteva rispondere alle facilitazioni di credito degli anni ’80 e ’90 per sostenere la riunificazione della Germania ma che protraendosi ha ulteriormente dato inizio alla debolezza delle monete europee nei tardi anni ’90 ciononostante come la Merkel ha più o meno direttamente costretto la BCE a bruciare in borsa enormi risorse per sostenerne il cambi, quando si avrebbe potuto rimettere tutto quel denaro in circolo prima di lasciar decimare la struttura produttiva.
    Pertanto, sarebbe opportuno renderci conto che informazione e concorrenza dovrebbero venir acquisiti quali elementi “sine qua non” necessari a mantenere quel continuativo osmotico “check and balance criterio” indispensabile a rendere virtuoso il nostro BelPaese nel suo complesso su tutti i piani e livelli giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente e glocalmente competitivi nella compagine mondiale e risultare efficienti ed efficaci! Considerando ulteriormente che la storia non si sviluppa più secondo quei compassati canoni che abbiamo studiato e, tuttora, si continuano a studiare sui libri dell’avvicendarsi di re e principi, di guerre, di grandi eventi politici, quando la realtà dimostra che la vera storia dell’umanità, ciò che decide le sorti e lo stile di vita delle persone, si stabilisce sui mercati!?
    Il SEMIALTERNO risulterebbe l’irreversibile necessaria soluzione innovativa per liberarci da queste anacronistiche gabbie paternalistiche obsoleti modelli elettorali che continuano a precluderci ogni sviluppo per un futuro di sicurezza per permetterci di vivere quella nuova dimensione della connettività che l’era degli accessi di internet esprime!

  2. Giulio MANCABELLI Dice:

    Proprio perché la democrazia per funzionare al meglio dovrebbe sempre più dimostrarsi in grado di imparare dai suoi errori aggiornandosi grazie a quanto le nuove tecnologie ed internet (G. E. More) permettono poter contestualmente disporre di una vivida estesa memoria storica e velocemente effettuare quel just in time benchmark comparativo per incrementarsi ed implementarsi e, conseguentemente potersi strutturare emulando per analogia quanto già sta accadendo nell’ambito informatico con la “cloud, la nuvola” di “Google & Co” immateriale del web in cui tutto possa essere disponibili sempre e ovunque, le logiche della connessione alla “nuvola” è un dato di fatto in progressiva adozione. Allora ci si potrebbe chiedere a quando un siffatto potenziale potrà mai esordire anche nell’ambito elettoral-istituzionale!? Il SEMIALTERNO si vanta s’essere un passo cruciale riscontrato dal fatto d’esser ormai giunti per effetto dell’accelerazione in corso imposta dalle nuove tecnologie e da internet ad un “epocale” collo di bottiglia! Oltretutto, anche la più lunga marcia inizia con un primo passo riscontrando che nel compendio mondiale, molti vari e diversificati sono i meccanismi delle leggi elettorali ne dovrebbe conseguire le loro intrinseche perfettibilità del poter addivenire a miglioramenti affinché si possano rendere più fisiologiche come quanto già “accade” su molti fronti e versanti essendo la democrazia ed il mercato facce della medesima medaglia i miglioramenti dovrebbero vicendevolmente implementarsi!? Ma, poiché come assodato: alcun potere si autolimita ed alcun potere costituito può essere costituente… mai si indiranno G7 – G8 o G20 al riguardo!? Pertanto, tutto non potrà che essere lasciato alla libera digressione iniziata quella che é iniziata con A. Ljphart, ecc. e, che sembra lasciare ai croupier di casta esperti nelle architetture elettoral-istituzionali il come si debbano strutturare e ritagliare il gioco!? The how to play democracy tomorrow!?
    Pertanto, si riscontra la sostanziale mancanza di coraggio, di volontà d’un vero salto di qualità giacché sin qui la politica, come la retorica dei sofisti di un tempo, continua ad anacronisticamente voler offrire solo vecchie ideologie (giochi dell’oca) per meglio continuare a specularci e come casta proporre le solite ricette televisive giocate sull’emozionale, buone solo a persuadere irrazionalmente i telespettatori e a fornire appartenenza per familisticamente continuare come casta a sempre più infeudarsi nello spazio tempo: soprassedendo ad ogni merito e sacrificio senza minimamente rendersi conto che una nuova epoca si sta schiudendo: quella della tecnica!? Che pretenderebbe un ben diverso approccio ed atteggiamento in quanto tutto e sempre più come in un meanstream sta sempre più convergendo iniziando appunto con quei gadget tecnologici, mass mediali, ecc!? Pertanto l’ecatombe che vien lasciata sul campo su tutti i fronti dall’economico, al finanziario, all’elettoral-istituzionale (GB & California) dall’incombente crisi implacabilmente demarca gli effetti dell’inesorabile suo passaggio e transito quella della tecnica che sta nuovamente intaccando e sovvertendo la struttura del potere, perché la politica di fronte ad essa tramonta, divenendo luogo di mediazione e non più di decisione, ancella dell’economia e a sua volta delle risorse tecnologiche… con un incedere che sta diventando sempre iperbolicamente accelerata che ci proietta verso quella singolarità (de Kerkhoven) che stanno “partorendo” una nuova epoca!?
    Pertanto, gli schioppettani rimbombi echeggeranno sempre più ovunque, ad ogni latitudine, indiscriminatamente, su tutti i fronti e livelli delle front line dovrebbero risuonare come campanelli d’allarme ai soliti faccendieri ed agli incalliti masnadieri che, il processo che si è attivato ad ogni latitudine sta mettendo sempre più a nudo un siffatto mantenuto obsoleto anacronismo che dovrà essere cambiato al di là delle volubilità del tenutario – feudatario di casta che con supponenza vorrebbe permettersi di mantenere inevasa la propria deterrenza ed eterna: una siffatta mediocrità mantenuta col semplice proposito di continuare a specularci occultando od insinuandosi in quelle cricche e pieghe che ancora inesorabilmente un siffatto anacronismo mantiene occultato ed adombrato nell’opacità.
    Interstizi ove, poter ciucciare “oziosi vitalizi”; molti l’hanno già fatta franca ed altrettanti or ora, speculano per sempre più cinicamente poterselo permettere del farlo e rifarlo per così continuare a nuotare nei soliti privilegi dandosi da fare per deterrenza di voler ostacolare ogni innovazione, ogni aggiornamento o riorganizzazione d’adeguamento.
    Una casta che non demorde e che appare sempre più viziata e sorda a far partire quelle strutturali riforme necessarie a rendere competitivo il nostro sistema paese, pensando così di placidamente potersi cullare in continuazione come categoria esclusiva ed anacronisticamente innalzarsi la posta in gioco attingendo con la massima disinvoltura a quella loro solita sbilanciata prerogativa mantenuta tale e rafforzata anche da quell’art. 68 che recita …senza vincolo di mandato! Uno sbilanciamento che solo infondendo concorrenza sin dai meccanismi elettorali si potrà riequilibrarne ed allineare a “check & balance” criteri introducendo l’idealtipo sistema elettorale SEMIALTERNO!
    Diversamente, in un siffatto modo la casta potrà sempre più permettersi di continuare camuffarsi e gingillarsi esercitando quella facilmente esigibile supponenza di poter continuare a sempre più gattopardescamente far intendere di voler cambiare tutto ma, praticamente poi, non cambiare mai niente! Giocando sull’esclusiva agevolata prerogativa del poter attingere a quel solito famigerato gioco dell’oca strutturato e mantenuto con quei canonici ciclici speculativi “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi: dal proporzionale al misto Mattarellum, Porcellum al prossimo Maggioritario oppure ad un Presidenziale o Semipresidenziale, ecc. ed in ultima analisi, per rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva! Camaleontica dinamica del continuare a cambiare tutto per non cambiare mai niente al sotteso criterio di mai acquisirne un più completo quanto il SEMIALTERNO! Un gattopardesco criterio che ormai sta invadendo ogni campo dimostrato dalla facilità con la quale sia possibile sempre più cambiare nome agli stessi partiti del farli o rifarlo o manipolarli come un “pongo” allo stile ed al modo del “just in time” ovunque e comunque addirittura dal predellino! Questo ulteriormente conferma il grado di liquefazione in atto sempre in maggiore amplificazione dove, oltre alle ideologie il crollo del muro s’è trascinato appresso ogni distinguo fra prima e dopo, pubblico e privato…. Un autentico ambaradam, tant’è che sempre più melodrammi e commedie si rincorrono e susseguono lasciando spazio alla libera speculazione! Quella che reclama che tutto ancor più dovrà rendersi ancor più liquido… e quando appunto, tutto sarà deprivato d’ogni valore e d’ogni etica… reso ad autentica “suburra”… le grandinate di leggi “ad personam!” lo stanno sempre più a confermare! Che il rischio d’auto avvitamento autoreferenziale autoritario diventa sempre più concreto ed imminente, specialmente quando il politico di turno resta sempre più (auto)folgorato dalla miopia d’onnipotenza del “ghe pensi mi!” Pertanto, conseguentemente, niente ci potrà mai più scandalizzare! Anche il nominare di punto in bianco un ministro, dalla sera alla mattina …quel Brancher… per metterlo subito sotto il preservativo del “legittimo impedimento” all’uopo precedentemente confezionato e legiferato al multiuso bisogno personale ed estendibile a tutta la casta. Ma dove sarà mai finita la dignità d’italica “Cittadinanza”!? Se, tutto questo non ci dimostra palesemente che la coerenza filogenetica democratica è andata a farsi benedire… avendo ormai superato per cavalleria perfino Caligola che nominò senatore il proprio “passivo” cavallo!? Prossimamente, le trote non potranno che accodarsi! A dimostrazione che noi, nuovi Italici, possiamo esagerare e permetterci molto di più: le cronache quotidianamente lo dimostrano che stiamo sempre più (sprofondando e) forzando in continuazione i tempi …per glissare le vere responsabilità….
    Rispetto a quanto il momento, inesorabilmente reclamerebbe… applicare sistemi completi a soluzioni concorrenziali a bipolarismo aperto che in modo elastico, flessibili, adattivo, quanto il SEMIALTERNO propugna, obblighino chi intendesse scendere in competizione elettorale, vincendole se ne dovrà assumere la responsabilità di governo e conseguentemente per ”accountability” doverne rispondere, senza potersi mai permettere di cambiare ogniqualvolta le regole del gioco per rendersi immunizzato ed intransitivo! Urge il coraggio di cambiare pagina ed adottare nuovi spartiti, paradigmi… coerenti a quanto la tecno-scienza pretende non altro scopo che non sia il suo massimo auto-potenziamento per far sì che anche la democrazia possa rendersi strutturalmente autocorrettiva – auto-poietica! Questo è quanto attraverso una coerente sensibilità urgerebbe rendersi conto di dover applicar e mettere a sistema facendo sì che la discontinuità divenga per indotta concorrenza permanente! Giacché noi or ora, ci muoviamo ancora nell’ambiente-tecnica con i tratti tipici dell’uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi, con un bagaglio di idee proprie e di sentimenti in cui si riconosceva ma, la tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela verità, la tecnica “funziona”. Il punto cruciale sta nel fatto che tutto ciò che finora ci ha guidato nella storia – sensazioni, percezioni, sentimenti – risulta inadeguato nel nuovo scenario. Come “analfabeti emotivi” ci agitiamo senza renderci conto che oggi, la tecnica è diventata la condizione universale per realizzare qualsiasi scopo ed il primo fine da raggiungere. Tutto ciò ha delle conseguenze enormi sul piano antropologico. (Galimberti)
    E’pertanto, che si reclamano adeguamenti anche per i meccanismi dei sistemi elettorali che risultino strutturalmente completi che si rendano “intransitivi” – neutri –avalutativi e tali da riportarci alla cocente concreta realtà delle cose! I Britannici ed i Californiani hanno iniziato ad aprire il Pandora Box iniettando concorrenza nell’articolazione elettoral-istituzionale sin dai meccanismi. Queste epocali innovazioni vengono pretese affinché non ci si lasci manipolare dalla libera creatività del politico/partito di turno che essendo già a bipartisan deterrenza non possa rendersi ancor più intransitivo adottando quel famigerato gioco dell’oca di facile accessibilità sempre pronto a poter essere montato ma, in modo parziale dal politico/partito di turno. Politico che oggigiorno, si ritrova ancor più agevolato dal farlo anteponendo come giustificante il ricatto del non dover rischiare di cadere “in default” come per la Grecia! Pertanto, quanto in corso ci sta effettivamente dimostrando che la nostra società alla Bauman si sta sempre più liquefando tanto che ormai di integro non sembra essere rimasto alcunché o tanto da non poter essere ulteriormente innacquato!? Segno che siamo giunti al fondo e che i pochi fermenti che s’intravedono ad ogni latitudine dimostrano la necessità di dover diversamente risalire la china per addivenire a nuovi e più completi adeguamenti per tutte le front line! Finora l’effetto domino sembra aver esaurita la sua spinta propulsiva ora, per risalire si devono trovare convergenze e, come in un mainstream si dipartire acquisendo quei semplici contributi messi in atto anche dai Britannici e dai Californiani per successivamente intensificarne i processi e rendere più fisiologici i meccanismi dei sistemi organizzativi migliorandoli: impostandoli ed improntandoli nella propria strutturale articolazione in modo concorrenziale aperto all’implementazione ricorsiva! E, che il tutto questo criterio incrementale possa impregnare e riverberarsi in modo pervasivo per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity: per rivitalizzarne sempre più per intensità e tempestività i flussi che le previste metodologie e prassi vi possano far scorrere nello stesso ambito istituzionale. Tutto questo si rende indispensabile per governare ed attuare quelle pratiche decisionali che si rendono necessarie per essere sempre più pronti e tempestivi e potersi coerentemente sintonizzate in funzione incrementale e rendere in qualità. Qualità intesa come democraticità, massimizzazione del potenziale per pervasiva inclusiva interattività e espandibilità diventando in modo asintote sempre più auspicabilmente auto poietica! Autocorrettiva! Assumendo quindi, per esteso alla K Popper & R. Dahl che la democrazia sia un processo in continua progressione pertanto, implicito diventa dover lavorare sulla strutturale articolazione; del come si sviluppano i processi per accrescerne e migliorare le performance. Quelle del rendere sempre più fluidi ed efficaci questi processi ed il più possibile in tangibile asintote sviluppo evolutivo espansivo, interattivo quanto per analogia sta sempre più accadendo in informatica dove le migliori performance non possono che essere frutto a chi le sappia utilizzare ma, in altrettanto modo non si potrà mai prescindere dalla prestazione che l’insieme di “rete-macchina-software” debba strutturalmente enucleare!
    Si potrebbe appunto, far riferimento quale massima parodia della democrazia a quella “nuvola” di Google emulata sia per qualità e facilità d’attingervi -“easy & reliable” in performance agli Apple –iPad ma, non certamente da imitare per il monopolio tipo “Politburo” di Cupertino in cui ricadono a tutti i prodotti iPhone/iPad/iTunes!
    Pertanto, solo quanto più si alleggerirà di apparati e burocrati e di livelli l’insieme di politics, policy and polity (una stratificazione che oggigiorno presenta ben 6 livelli di pressione considerandoli dalla circoscrizione all’Europeo) tanto più potrà elevarsi in qualità in modo tale da poter qualificare ogni cittadino (utente, consumatore, ecc) un autentico “civil-citizen prosumer” vera prassi del ridurre sempre più il gap che divarica il cittadino elettore attivo da quello passivo e viceversa! Per accender quel perenne acceso processo ad asintote incrementale miglioramento ricorsivo!
    Pertanto, quanto più i suoi meccanismi saranno impostati in modo da permetterne la più pervasiva possibile massimizzazione del loro potenziale di percorrenza nel più plasmo elastico possibile dinamismo, tanto più potrà rendere in efficienza permettendone ai suoi utilizzatori cittadini elettori (attivi/passivi) da esserne in altrettanto modo ancor più efficaci nel saper prontamente (accendere o liberamente non farlo purché ve ne sia sempre pronto il potenziale) dare le opportune più efficaci risposte alle prossimità del contingente!
    Allora ben vengano quanto possibile di supporto a check & balance criterio ovvero anche i referendum propositivi, confermativi, abrogativi, ecc.. Questo è quanto, a mio avviso, si rende sempre più indispensabili addivenire per potersi incamminare verso una dinamica incrementale democraticità intesa come qualità implementare adattiva, senza rischiare di venirne travolti, spodestati dall’auto avvitamento autoreferenziale d’autoritarismo indotto dallo’intrinseco squilibrio del sistema elettoral-istituzionale in dotazione (e quant’altro da perfezionare) che consegna al politico/partito di turno che folgorato dalla miopia d’onnipotenza del “ghe pensi mi!” può assurgere a massimo conductor!
    Quindi, per superare l’attuale fallimentare ghettizzazione indotta dagli attuali modelli in dotazione per l’incompiutezza espressa sia dai maggioritari e dai proporzionali quanto dai modelli misti (MMM MMP) così come il nostro precedente Mattarellum e l’attuale Porcellum urge abbandonarli per acquisirne d’inediti ed migliori prendendo spunto da quanto in quanto evluzione:
    Dai Californiani che con la Proposition 14 – TOP TWO – hanno dimostrato di sapersi emancipare e, col referendum, hanno buttando in avanti la palla della democrazia per definitivamente stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che li manteneva blindati ed impacchettati dentro un anacronistico autoreferenziale zoo politico concepito per una fauna ridotta a soli elefanti e somari: appunto, a bipartisan autoreferenzialità! Pertanto, con la Top Two i Californiani (conseguenti al default?) sono riusciti ad abbattere una delle tante anacronistiche assurdità iniettato concorrenza politico nei meccanismi elettorali; in quanto assurdo sarebbe concepire un mercato ristretto ad un’unica bipartisan concorrenza!…
    Così in altrettanto modo i Britannici varando la coalizione governativa a Tory e LibDem hanno dimostrato di voler cambiare registro ed aprire una nuova era per la democrazia. Anche a quella latitudine le cose stanno evolvendosi. Giacché la coalizione nasce con l’implicito proposito che dopo un referendum si possa abbandonare quel considerato classico Maggioritario all’uninominale per un Proporzionale – quello magari che abbiamo abbandonato noi, con la Prima Repubblica!?
    Questi cambiamenti diventeranno sempre più maggiori in conseguenza dell’accelerazione impressa dalle nuove tecnologie e da internet che affastella sempre più in un collo di bottiglia i cicli per riduzione del passo tanto da sempre poter rilevare che il Maggioritario non può che essere complementare al Proporzionale e viceversa reciproco. Questo viene ulteriormente confermato dal fatto che noi Italiani siamo prossimi a scambiarci il Proporzionale (della Prima ns Repubblica) con il Maggioritario dei Britannici che scegliendo la soluzione contraria ne dichiarano implicitamente la loro limitatezza, allo stesso tempo, ne dimostrano la loro complementarietà che troverebbe il suo “naturale” compimento nel sistema SEMIALTERNO! Quale latente implicito sottotraccia understatement!!!
    Ovviamente, molto sono i livelli ove dover agire per poter migliorare la democrazia, ineludibili risultano esserlo i meccanismi elettorali dai quali non si potrà derogare! Così come da considerare saranno i referendum giacché non passiamo lasciare ai soli Californiani, Britannici od agli Svuizzeri l’esclusiva prerogativa di sapere a cosa questi servano, come funzionano e quando e come richiederli?!.
    Interventi che risiedono appunto sia nella capacità di rafforzare e perpetuare le istituzioni formali e le pratiche informali esistenti ed anche principalmente dalla capacità di cambiarle, aggiornarle acquisendo meccanismi procedurali più completi volti a meglio poter dissipare rischi d’autoavvitamento autoreferenziale della casta. Specialmente quando si continuano ad adottare gli attuali limitati e limitanti modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette (Weber) e che stanno diventando sempre più corrotte! Pertanto, urge abbandonare siffatti modelli rigido-lineari, pedissequo-ripetitivi ed inflessibili dai quali sempre più difficile sarà pretendere risultati apprezzabili appunto in quanto ripropongono stereotipate continuative votazioni sempre del medesimo pedissequo verso:
    • centrifugo adottando un PROPORZIONALE o pseudo tale, o
    • centripeto acquisendo con un MAGGIORITARIO o filo Maggioritario
    oppure
    • quelli del tipo misto: MMP oppure MMM malamente articolati rispetto alla chiara e distinta maniera del SEMIALTERNO risultando pertanto questi a passo azzoppato (del’anatra ancor più azzoppata).
    Giacché
    • il PROPORZIONALE si presenta con un’intrinseca induzione centrifuga (polipolare-multiartisan) essendo incardinato sulla rappresentatività;
    • il MAGGIORITARIA incentrato sulla governabilità enuclea quella centripeta (bipolare chiusa – blindata)
    Pertnato, sarebbe opportuno portare il sistema elettorale ad una sua più equilibrata e naturale fisiologia facendo in modo che si possano mettere a ciclo compiuto entrambe quelle palesi due latenti induzioni: centripetacentrifughe che solo quando correttamente distintamente assemblate in un più appropriato e consono articolato modo potrebbero ingenerare efficienza. Quindi, non servirebbe tanta ingegneria istituzionale per saper raccogliere e montare in modo articolato ed organico quanto lì, tuttora giace e vi rimane disorganico e disarticolato sottotraccia per rendere il meccanismo completo quanto il SEMIALTERNO esprime. Sistema che enucleando entrambe queste due induzione (PROPORZIONALE) centrifuga centripeta (MAGGIORITARIA) a reciproca complementarietà ed implementazione permetterebbe d’ingenerare, accendere ed infondere all’insieme di tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity riverberandone virtuosi effetti concorrenziali a bipolarismo aperto tale da poter meglio implementare virtuose, efficienza ed efficaci tutte quelle procedure e processi d’interazioni che vi si potrebbero far scorrere.
    E proprio perché il sistema deve sempre più poter incrementare la legittimità delle loro istituzioni e processi decisionali deve saper riprodurre e mantenere costante il senso s’appartenenza il più possibile. In egual modo pertanto, dare poter dare voce in rappresentatività a tutte le sue poliedriche componenti quelle sfaccettature della cittadinanza quali prerequisiti fermenti concorrenziali rispecchiandola il più possibile in rappresentatività. Ineludibile risultano le mandate al proporzionale per poter far mettere i piedi a terra per rispecchiare il più possibile e coerente l’elettorato rispetto all’insito rischio d’eccessiva autoreferenziale verticalizzazione che si configura l’insieme se si protrasse sempre per le stesse mandate: centripeta e centrifuga. Così come in altrettanto compensativo sistematico modo il meccanismo elettorale dovrebbe saper al meglio rispondere all’esigenza della governabilità – decisionalità richiamandola con la mandata al maggioritario (con premio di maggioranza)!
    Appunto serve a più livelli un sistema completo che non si lasci manipolare o strumentalizzare ogniqualvolta dal politico/partito di turno o quello in deterrenza, per farsi cambiare ogniqualvolta:
    • i parametri ai meccanismi delle leggi elettorali del passare volubilmente dal proporzionale al maggioritario o viceversa od ad altri modelli misti (ibridi-zoppi tipo: Mattarllum, Porcellum!)
    • oppure da come sempre più si stanno ulteriormente sofisticando le cose, poiché non si è ancora provveduto ad istituzionalizzare il metodo con una legge ad hoc,. Norme che colleghino il finanziamento pubblico all’effettiva (riscontrabile) democraticità interna ai partiti affinché meglio calzi quanto già attesta l’articolo 49 della ns Costituzione nel riconoscere a tutti i cittadini il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale – regolamentazione – statuti d’autoregolamentazione dei partiti che si stanno tuttora attendendo rimessi all’indeterminazione di Godot?!
    Urgono acquisizioni di regolamentazioni giacché l’invasione dei campi sta sempre più propagandosi dalle (im)pertinenze del partito (tuttora senza codificati in statuti) si sta generalizzando permettendo agli stessi partiti di diventare sempre più camaleonti nel cambiare velocemente: il nome, la configurazione e l’assetto per’assorbirsi l’uno o l’atro partito a seconda della convenienza e così rendersi sempre più transitivi. Come quanto già accade ai meccanismi elettorali al gioco del “renderli” sempre più transitivi in altrettanto modo si sta strumentalizzando i partiti dove ci gioca il politico/partito di turno per meglio infeudarsi sempre più comodamente nello spazio tempo. Specialmente questo può essere ulteriormente enfatizzato dal fatto che lo stesso politico mantiene la prerogative di andare a svolgere contemporaneamente ruoli a più livelli es. quello di Parlamentare e contestualmente poter fare il Sindaco, ecc..
    Pertanto, dopo aver provveduto a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea!
    Ovviamente, se qualcuno asserisce che ciononostante si è sempre andati avanti nessuno può contraddirlo giacché l’inerzia è uno “stato” ma, è propri qui che sta la differenza nel momento in cui a livello locale e globale si sta sempre più parlando e sempre più spesso si va alla ricerca della qualità, dell’accreditamento conseguentemente l’eccellenza non potrà che sempre più imporsi quale prossima dimensione di pertinenza, quale riferimento di riscontro che potrà reputare un insieme strutturato un sistema rispetto ad un non sistema, stante il fatto che tutto si muove comunque per indotta inerzia! Giacché oggettivamente il sistema Redbull attualmente si dimostra molto superiore alla Ferrari!

  3. Giulio MANCABELLI Dice:

    SEMIALTERNO un concentrato di semplicità per un sistema elettorale a bipolarismo dinamico concorrenziale aperto ed auto correttivo quale autentica riforma senza veti!
    Realistica la diagnosi dell’italico teatrino della politica esposto da Panebianco, ulteriore riprova dell’abnorme autoreferenzialità raggiunta dalla nostrana casta politica che sta continuando ad essere anche nell’attuale seconda Repubblica un autentico partito unico della spesa giacché un quinto del nostro indebitamento pubblico è da imputarsi proprio a quest’ultimo quindicennio della Seconda Repubblica ad ulteriore dimostrazione che la mancanza di concorrenza non sta risolvendo alcunché in quanto come casta ci si arrabatta ad esercitare lo sport dei veti incrociati per così cinicamente aumentarsi sempre più la posta in gioco! Casta sempre più sorda a quanto le accade intorno giacché insensibile al degrado in corso quando come “Sistema Paese” stiamo in continuazione perdendo posizioni in competitività e qualità della vita nel compendio mondiale in quanto ogni partito cerca di tirare la coperta dalla propria parte disinteressandosi di quello del Belpaese nel suo complesso. Pertanto, così continuando anche per la questione elettorale non ci si permetterà di addivenire ad alcuna concreta organica fisiologica soluzione nonostante, i nostri tempi sempre più reclamino innovazioni. Esigenza di cambiamento che già trasuda ovunque essendo questo un momento epocale cruciale di cambio dei paradigmi e tutti si stanno muovendo. Particolarmente sui fronti dei meccanismi elettorali, molte sono le novità in allestimento ad ogni latitudine, per addivenire a soluzioni aperte e tendenti a far tramontare le obsolescenze in corso che ci mantengono ingessate a statuizioni formalmente corrette quelle stesse ribadite ancora da Weber. Pertanto serve iniziare ad evolvere verso un più inclusivo bipolarismo concorrenziale aperto superando quello del chiudersi dentro un Maggioritario perpetuo come vorrebbero blindarsi i due prevalenti maggiori partiti per bipartisan contingenti interessi con la scusante di non voler conoscere altre diverse migliori soluzioni di merito quanto nel compendio mondiale tutto è in effervescente movimento per poter addivenire a soluzioni innovative. Rinnovamenti affinché la politica possa divenire un effettivo strumento al servizio della comunità nazionale e dei suoi cittadini in una prospettiva più ampia ed aperta, uno strumento che possa aiutare a costruire un futuro migliore, più sicuro e prosperoso per tutti. Aspetto indifferibile da acquisire la cui fattibilità si dovrebbe facilmente evincere dalle dinamiche delle fluttuazioni storiche che sin qui, a noi si sono succedute nei tempi; questo frutto di un analitico approfondito excursus storico! Così la necessità di un sistema elettorale completo potrebbe essere agevolmente desumibile da autentici benchmark comparazioni della situazione dei diversi meccanismi elettorali già in uso nei diversi paesi nel compendio mondiale per renderci conto della necessità di cambiare per rendere i loro paesi competitivamente efficienti!
    In quanto tutto dovrebbe essere analizzato e riformulato sotto quell’inalienabile nuovo profilo che le nuove tecnologie ed internet hanno ineludibilmente introdotto oltretutto per l’intrinseca necessità che per mainstream convergenze tutto debba pervenire a “new normal” adeguamenti che sfocino in inedite organiche articolate sistemiche soluzioni… Aspetti raggiungibili adottando sistemi ad autentico bipolarismo dinamico concorrenziale aperto che in ultima analisi riproducano sistemica fisiologia e, concretizzarsi in quanto propugna il sistema SEMIALTERNO! Sistema elettorale il SEMIALTERNO che si struttura su una base proporzionale che viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Salomonica draconiana soluzione che il SEMIALTERNO prefigura e propugna per poter iniettare nella politica quella effettiva necessaria competizione indispensabile ed ingenerare un autentico dinamico virtuoso bipolarismo concorrenziale auto correttivo aperto nello spazio tempo ed iniziare ad invertire quel trend d’autoreferenzialità in cui la casta tende sempre più cullarsi nei privilegi che potrebbero nel breve termine, ricondurci a ripercorrere a ritroso la storia rischiando di ritrovarci in condizioni sempre più incontrovertibili a scapito del nostro Belpaese nel suo insieme e del cittadino elettore, utente, consumatore, ecc.. Inoltre, per minimamente tutelarci nei confronti di una siffatto attuale contesto a scarso tasso di concorrenzialità servirebbe introdurre attraverso l’istituto del meccanismo del “write in” sulle schede elettorali, qualunque sia la modalità elettorale proporzionalista-centrifugo oppure maggioritario – centripeto, venga introdotta la possibilità di scrivere nella scheda elettorale accanto ai candidati ufficiali, un nome in più quale ulteriore criterio anti deterrenza degli oligopoli a regime!
    L’esigenza d’addivenire a questi “new normal” adeguamenti trasuda ormai ovunque giacché la si evince ormai su tutti i fronti, livelli e versanti data la sempre maggiore pervasività delle nuove tecnologie e da internet che rendendo sempre più liquida la realtà. Dimensione che ci evidenzia quanto glocali – vicini siamo ormai divenute sempre più gli eventi nel mondo con capaci di riprodurre talora, ripercussione ovunque! La genesi e lo sviluppo dell’impellente crisi recessiva che ci assilla dovrebbe permetterci di capire che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia che reclamano improcrastinabili inediti adeguamenti a check and balance & feed back criterio sia nel micro che nel macro per acquisire quelle indispensabili – global legal rules! L’esigenza d’aggiornamento in tal senso si evince da come ogni paese si stia muovendo nella compagine mondiale anche sul fronte dei meccanismi elettorali iniziando dai Britannici che stanno buttano all‘aria il loro considerato inespugnabile classico Westminster – Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale ai Californiani che con la Top Two sparigliano anche i presidenziali dove, liberalizzando gli accessi ed aprirli a tutte le conformazioni politiche per le primarie contribuiscono ad ingenerare un’epocale rivoluzione su questi versanti!?
    Pertanto assurdo supporre come sponsorizza Panebianco di poter risolvere l’italica peculiarità lasciandone la prerogativa ad un solito sparuto gruppo di politici che s’abbaglia a filo Australiane soluzione a voto alternativo quando quello stesso modello è stato già abbandonato da molti perché reputate inefficaci avendo rilevato in quel modello intrinseche criticità che portano a deadlock situazioni con analoghe “Hung Parlament” quanto abbiamo già visto alle ultime elezioni in Australia! Appunto quella menzionata terza possibilità: sistema maggioritario con collegi uninominali e a turno unico con la facoltà per l’elettore di dare non uno ma due voti quale variante del sistema Australiano è già stata sorpassata dalla storia e dalla cronaca delle ultime elezioni in Australia quanto dai Britannici che l’hanno scartata per il Proporzionale. Appunto, tale variante è da considerarsi vecchia sin dal suo italico “ri-concepimento” giacché questo modello è già stato escluso dai Britannici quando a seguito delle ultime elezioni si sono ritrovati con un Parlamento bloccato – “Hung Parlament” Allora, dopo aver vagliato attraverso opportune simulazioni che se fosse stato applicato da loro un modello analogo a quello australiano avrebbe dato il medesimo esito di patta analogo a quanto hanno ottenuto questo comprovato da una commissione d’esperti pertanto i Britannici l’hanno scartato come modello inefficace in favore del proporzionale.
    Inefficacia successivamente praticamente comprovata in Australia dal risultato di patta riprodotto fra i laburisti che erano al governo e la coalizione dei conservatori guidata dal partito liberale un “deadlock” ottenuto alle ultime elezioni del 6 maggio 2010 che appunto riproduceva un “Hung Parlament”!
    Pertanto, il governo Cameron frutto di una coalizione Tory LibDem una soluzione governativa impensabile fino all’altro ieri per taluni “idiosincratici” quelli, che consideravano il modello Westminster un inalienabile faro per tutta l’umanità?! Purtroppo, di fronte all’incedere di una realtà sempre più globalizzata e liquida, ineludibilmente, tutti si debbono ricredere, giacché anche ai fari risulta impossibile far luce ai “propri piedi”! Quindi, dati questi presupposti ed in conseguenza degli insopprimibili stravolgimenti paradigmatici in corso che il nostro tempo presenta e promuove grazie alle nuove tecnologie in pervasiva costante ulteriore penetrazione, anche i pragmatici Britannici dopo oggettive analisi attraverso minuziose simulazioni ad hoc hanno scartato ogni eventuale soluzione filo australiana pur sussistendone nel merito approfonditi studi sul Voto alternativo VA+ (Voto Alternativo Plus) proposti ancora da precedenti Commissioni iniziate già nel 1998 da Jenkins.
    Pertanto, i Britannici hanno dopo avere scelto di non volersi impiccare a quei modelli Australiani hanno deciso di rivolgersi al Proporzionale; quello che abbiamo (casualmente) abbandonato noi, con la Prima Repubblica!? Così facendo hanno definitivamente dichiarato il downgrading al loro classico modello Westmister quanto a quello australiano a voto trasferibile!
    Imperoché, i Britannici stanno percorrendo la medesima “Odissea” che noi però da decenni stiamo attraversando ed in senso contrario. Inoltre, noi ci siamo impaludati in modelli ibridi limitati e limitanti quanto risulta esserlo il nostro Porcellum (e quanto lo è stato il precedente suo analogo Mattarellum). Appunto, i Britannici stanno abbandonano il Maggioritario all’uninominale per abbracciare il Proporzionale, un percorso che inequivocabilmente li porterà verso quel più completo latente sistema “SEMIALTERNO”. Sistema il SEMIALTERNO che sottotraccia si perpetua pur non ancora codificato sin dai più remoti tempi, dallo stesso concepimento della democrazia che enuclea appunto il SEMIALTERNO. Deducibile questo dai repentini cambi d’induzione che un semplice excursus storico potrebbe riassumere per la stessa italica cronistoria sui modelli elettorali; dalla quale si dovrebbe evincere la necessità che per ottenere un completo sistema indispensabile risulta che esso ineludibilmente assuma nella propria articolazione dei suoi meccanismi la più estesa possibilità espansiva in senso centripeto quanto centrifugo quali indispensabili prerequisiti per reputarsi sistema: quanto il SEMIALTERNO enuclea!
    Giacché solo adottando sistemi a meccanismi elettorale capaci di chiudere il ciclo induttivo: “centripeto – centrifugo” si potranno liberalizzare virtuose efficaci opportunità risolutive governative e renderle efficienti ed efficaci quanto il SEMIALTERNO propugna rispetto ai soliti vetusti tradizionali modelli: Maggioritari e/o Proporzionali o quelli misti del genere rigido lineare a perpetua ripetitività imperniata induttivamente su una sola dinamica o centripeta o quella solo centrifuga: un senso unico che preclude effettive concorrenziali opportunità di sviluppo virtuose in modo risolutivo più efficace ed efficiente giacché escludono riprodurre efficiente competitività essendo impossibile riprodurre competitività ristretta a soli 2 soliti contendenti.
    Pertanto, serve saper superare quei vetusti modelli inchiodati al solo verso:
    • centripeto caratteristica insita nei modelli Maggioritari
    oppure bloccati su quello suo contrario
    • centrifugo quanto i modelli Proporzionali enucleano.
    Modelli questi ultimi incapaci di completare quel suddetto ciclo induttivo centripeto – centrifugo pertanto lasciano aperto spazio alla sola speculazione per innestare quel vizioso trend d’autoreferenzialità tale da precludere opportunità alla libera competizione. Una siffatta inefficienza risulta esserlo anche per i modelli ibridi: Mattarellum e l’attuale Porcellum giacché mai potranno fregiarsi degli attributi di sistema in quanto oltre ai suddetti vizi permettono ad un manipolo di politici di casta di nominare l’intero Parlamento italiano! Cosicché altrettanto inefficienti risultano essere i modelli misti ibridi essendo delle chimere che si trasformano in autentici vassalli di quelle caselle appartenenti che quel solito famigerato gioco dell’oca utilizzato in funzione speculativa ormai su tutti i fronti dall’evasione fiscale ai labirinti ed alle triangolazioni finanziarie, ecc.. Appunto gioco dell’oca in perpetuo tendenziale ripristino ad autoavvitamento autoreferenziale che prefigurare quei soliti pit-stops fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva: giacché alcun potere si autolimita!? Gli ibridi rappresentano semplici chimere ottenute da parzialità d’articolazioni: centripeto centrifughe che, per quanto perfezionate mai potranno compensare e mai potranno rimuoverne il difetto pur illudendo di poterne ampliarne le loro possibilità, dato che la loro limitatezza resterà sempre tale: limitata e limitante. Giacché alcuna protesi, infatti, mai potrà risolvere le cause della sua necessità che solo un’autentica fisiologia sistemica potrebbe risolvere ed assolvere quanto il SEMIALTERNO propugna: come latente understatment!
    Esigenza d’evoluzione in questo new normal senso viene avvalorata quotidianamente dal fatto che il nostro contesto è molto diverso rispetto al compassato essendo da molto tramontato il genere della democrazia paternalistico discente nella quale ci si poteva lasciar trascinare da modelli limitati, lineari, rigido ripetitivi del compassato. Pertanto grazie ai Californiani anche i Presidenziali non possono dormire tranquilli giacché anche in quel contesto americano stanno iniziando a sgorgare novità sotto il profilo elettorale perché appunto, i California hanno dimostrano di saper buttare in avanti la palla della democrazia ed a seguito di un referendum propositivo che la loro Costituzione concede. Pertanto, dal 2011 con la “Proposition 14” i Californiani potranno adottare le primarie a bipolarismo aperto a tutto tondo ed a tutto campo aperto a tutte le opzioni politiche che vorranno avere visibilità quanto appunto la “TOP TWO” soluzione permette. Perciò là, ogni partito potrà contestualmente mettersi in competizione nello stesso giorno e presentare i propri candidati alle primarie, dopodiché, solo i primi due “Top TWO” che sortiranno potranno successivamente effettivamente scendere in competizione determinando da essa chi potrà essere eletto. Quindi solo in un siffatto nuovo modo i Californiani potranno iniziare a liberarsi dalla cattività del Maggioritario ch’imprigiona e schiaccia in un anacronistico bipartisan inciucio autoreferenziale a soli repubblicani o democratici che solo attraverso la TOP TWO potranno risolvere!
    Ora, nonostante tutte queste innovazioni in attuazione, alcuni sagaci nostrani politici di casta intendono propinarci prossimamente, un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” che pur con varianti è stato appena riconosciuto incompleto in quanto per downgrading gli stessi Britannici hanno inteso non prender in considerazione abbandonandolo al suo destino di continuare ad esistere per soddisfare il novizio italico gruppo “d’importatori d’acqua calda” essendo stato molto efficace per l’elezione dei segretari di un partito riconosciuto efficace per la sfida elettorale fra i fratelli Ed e David Miliband ma, per gli stessi Britannici considerato inefficace per scegliere il leader ed il governo di un paese! Opportunità che si potrebbe imitare e sfruttare anche per l’Italia dove tutto continua a rimanere anche su quel fronte blindato all’autoreferenzialità non per niente vantiamo il parco politico più vetusto al mondo dopo la Corea del Nord – effetto dei soliti circoli viziosi dove, a comandare risultano essere sempre le stesse persone! I pragmatica Britannici per le questioni elettorali stanno rivolgendosi al proporzionale soluzione prodroma a poter sfociare nell’idealtipo sistema SEMIALTERNO «sistemico concentrato di semplicità» indispensabile per poter massimizzare: governabilità, rappresentatività, economicità implementando contestualmente una responsabile sussidiarietà. Sistema il SEMIALTERNO che contribuisce ad effettivamente ridurre la frammentazione politica aspetto ottenibile grazie all’insito suo completo adattivo meccanismo ad articolazione centripeto centrifuga estesa completa che permette d’essere “autocorrettivo” senza dover ogniqualvolta intercedere a quei soliti ciclici (speculativi) momenti istituzionali che si caratterizzano di quei volubili suddetti “pitstops” fatti di inconcludenti bicamerali e neutralizzati referendum!
    Proprio perché i sistemi elettorali producono effetti diversi nelle diverse situazioni storiche, fondamentale diventa indispensabile acquisirne di “new normal” inediti (Monod) concretizzandoli in modo che la riforma venga effettivamente costruita in modo tale da non avvantaggiare manifestamente alcuno ma che tenga conto prioritariamente dell’interesse generale del Belpaese e del cittadino utente, consumatore, ecc. questo per non continuare a soccombere!
    Giacché, or giunti nel terzo millennio nell’era della rete occorre saper abbandonare l’obsolescenza comprensiva d’ogni anacronistico bipartisan bipartitismo chiuso quello d’oltreoceano espresso che ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva! Una nuova era si sta aprendo che ci costringerà a dover diversamente combattere su molti fronti per effettivamente estendere un’autentica pervasiva e sempre più inclusiva cittadinanza data la sempre maggiore globale competitività che verrà riversata sul banco del compendio mondiale!
    Pertanto, urge sapersi attrezzare iniziando col ridurre l’incombente elefantismo politico burocratico che ci assillerà sempre rischiando di farci asfissiare se non si provvederà ad invertirne questo elefantiaco trend tendente ad ulteriormente infoltire i livelli di burocrazia: le comunità di montagna o di valle quando si dava per scontato l’eliminazione delle stesse province? Appunto l’eccessiva stratificazione dei punti decisionali amministrativi-politici sta diventando un autentico problema un’autentica anacronistica controtendenza rispetto a quanto a livello mondiale stia sempre più accendendo che richiede di dover ridurre le filiere!
    Appunto, se si continuerà ad infoltire la burocrazia vana risulterà l’aspirazione di poter risultare competitivi quando la nostra maggiore scolarizzazione rispetto ai paesi emergenti dovrebbe permetterci di sviluppare l’organizzazione funzionale in modo tale da sempre più ridurre le filiere d’ogni genere e fatta come quanto già avviene nell’ambito produttivo e come già si configurano i paesi emergenti risultando così strutturalmente sempre più snelli e dinamici rispetto ai tradizionali paesi occidentali!?
    Pertanto, se il trend d’obesità plutocratico (anche fisico per la popolazione d’occidente) continuerà con questo ritmo, specialmente per l’Italia, la metafora di un rischio di collasso del sistema nel suo complesso potrebbe concretizzarsi e diventare sempre più imminente giacché sempre più difficile diverrà supporre di poter competere nei confronti dei nostri paesi pari, quanto più inimmaginabile lo sarà nei confronti delle tigri orientali a capitalismo autoritario!?
    Pertanto urgerebbe saper meglio applicare quanto le nuove tecnologie ed internet permettono poter ridurre anche i livelli politico-amministrativi e non di continuare ad aumentarli come anacronisticamente sembra si stia facendo nell’italico ambito nostrano rispetto a quanto la realtà sempre più diversamente reclamerebbe, una ben più drastica riduzione dei livelli politico-amministrativi per portarli tendenziali a solo due: locale e generale affinché il sistema nel suo complesso risulti snello. Rispetto ad una siffatta sempre più piramidale faraonica organizzazione politico-amministrativa che così facendo ineludibilmente nel breve, non potrà che soffocarci per un siffatto modo di procedere per eccesso d’obesità assunta collassare sia fisica che strutturale! Quindi, dovremmo invertire la rotta e rendendoci conto di quando ovunque, stia sempre più prendendo piede e pervasivamente penetrando… quelle salutari pragmatiche prassi e modalità con procedure Kai Zen (alla Deming) modalità che prefigurano assumere protocolli procedurali tali da poter incrementare ed implementare qualità-democraticità a tutto tondo ed a tutto campo! Efficace modalità per rendere in efficienza rendendo strutturalmente magro e snello il nostro Sistema Paese iniziando ad adottare meccanismi elettorali completi senza continuare a far la solita melina come la casta intende per continuare a cullarsi cinicamente nei propri privilegi! Pertanto, anacronistico supporre di pensare indefessi di poter continuare con assemblee plutocratiche e/o ridondanti quando da decenni la stessa classe politica se ne era fata carico di ovviare nel merito! Ma, l’istinto d’auto perpetuazione e proliferazione conservativa permane alla casta indipendentemente, dalla posizione politica dei suoi membri giacché “polipartisan” alcun potere si autolimita! Criterio che come Belpaese, purtroppo ci blocca e c’ingessa al compassato fermandoci al periodo “paleozoico” ovvero quello paternalistico della democrazia discente, senza considerare che il muro dell’ibernazione è da tempo, crollato già nell’89 Momento che ha ”decretato” che il “too big to fail” non può continuare ad albergare in un siffatto nuovo mondo per continuare speculativamente ad incapsularci in siffatto elefantiaco infantilismo! Assurdo pertanto, risulta dover morire d’obesità indotta da un siffatto sistema “porcellum” e quant’altra ricrescita di plutoburocrazia indotta da un siffatto criterio a regime quando si conservava opportuno eliminare le province!
    Così continuando purtroppo rischieremo di scomparire nel compendio mondiale per progressiva mancanza di capacità competitiva del nostro Sistema Paese, dati i presupposti e le proiezioni in corso da parte degli esperti sulla produttività e quant’altro che ci rileva al 118° posto su 139°!
    Quindi, su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia. Democrazie che reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rappresentate da assodati interessi corporativi e quelle tendenze culturali inclini alla bieca conservazione riproduttrice d’obsoleti stantii modi consensuali e consociativi di fare politica tendente ad ingenerare rischi autoritari!… Urge far chiarezza e con un balzo di qualità sistemica quale il sistema SEMIALTERNO enuclea; poter ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e capaci di riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il SEMIALTERNO propugna per tutti coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    Urge ulteriormente risolvere i soliti inevasi propositi perennemente elencati e continuamente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti glia altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers