Guerra tra Marcegaglia e Montezemolo per lo scrigno dell’ateneo
Nell’articolo: Nel composito business della società ci sono anche le locazioni immobiliari (che nel 2009 hanno fatturato 136.650 euro), la locazione dei campi sportivi (89.910 euro) e la vendita dei libri Luiss University Press (43.920 euro)
Stefano Sansonetti per “ItaliaOggi“
La posta in palio è elevata, per una serie infinita di motivi. Non ultimo quello economico. La Luiss, l’università di Confindustria, custodisce al suo interno uno scrigno che vale la bellezza di 50 milioni di euro. Una parte, circa 37 milioni, è costituita da titoli e partecipazioni varie, il resto, più o meno 12,5 milioni, è rappresentato da liquidità in cassa. Questo ennesimo tesoretto, che si aggiunge ai 232 milioni di partecipazioni in pancia a viale dell’Astronomia (vedi ItaliaOggi del 16 giugno scorso), permette di capire ancora meglio l’entità dello scontro che sta andando in scena tra il numero uno degli industriali, Emma Marcegaglia, e il suo predecessore, Luca Cordero di Montezemolo. Quest’ultimo, almeno per il momento, siede ancora sulla poltrona di presidente del consiglio di amministrazione della Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli. Ma sullo stesso scranno, secondo una consolidata tradizione confindustriale, vorrebbe andare a sedersi l’attuale presidente di viale dell’Astronomia, la Marcegaglia stessa. Un attrito sfibrante, che qualche tempo fa aveva addirittura prodotto un tentativo di compromesso. Si tratta del cosiddetto «lodo Abete-Regina». In pratica Luigi Abete, ex numero uno degli industriali e consigliere di amministrazione della Luiss, in compagnia di Aurelio Regina, oggi presidente degli industriali di Roma ma candidato forte alla successione della Marcegaglia, avevano messo sul piatto una proposta: consentire al past president di viale dell’Astronomia di occupare la presidenza dell’Ateneo confindustriale, in una sorta di alternanza. Proposta che evidentemente non piace molto alla Marcegaglia, intenzionata a far valere la tradizione (senza contare che Regina e Abete sono più vicini a Montezemolo).
Anche perché, e qui rientriamo nell’aspetto economico, la Luiss negli ultimi anni è diventata una sorta di holding dalla potenza di fuoco ragguardevole. Per rendersene conto basta dare un’occhiata all’ultimo bilancio approvato, chiuso al 31 dicembre del 2009, della Pola srl. Si tratta di una società controllata al 100% dalla Luiss che si occupa tra le varie cose della gestione della Ris, ovvero la Rome international school, autentica scuola internazionale (con middle and high school) dedicata alla formazione di ragazzi fino a 18 anni. A fine 2009 la Ris ha fatturato 5 milioni e 820 mila euro, in aumento rispetto ai 5 milioni e 109 mila dell’anno precedente. Nel bilancio della Pola srl, però, sono anche riportati i pochi dettagli finora disponibili dei conti della Luiss, che funge da ente controllante. I dati in questione si riferiscono al 31 dicembre del 2008, e ne viene fuori che a quella data l’ateneo aveva in pancia 36 milioni e 961 mila euro tra titoli e partecipazioni varie, a cui si aggiungono 12 milioni e 474 mila euro di liquidi. Davvero niente male. Un tesoretto, si potrebbe dire, alla cui formazione ha peraltro contribuito Pier Luigi Celli, ad e direttore generale della Luiss che però non è affatto sicuro di mantenere il posto. Celli, per inciso, siede anche nel cda proprio della Pola srl. Nel composito business della società ci sono anche le locazioni immobiliari (che nel 2009 hanno fatturato 136.650 euro), la locazione dei campi sportivi (89.910 euro) e la vendita dei libri Luiss University Press (43.920 euro). La battaglia è in corso, ma presto sul futuro della Luiss, di Montezemolo e di Celli potrebbero arrivare decisioni importanti.
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