Torna “er cash”, la resurrezione di Danilo Coppola

Nell’articolo: Ha ripreso a tessere la tela dei suoi affari. Che segue sempre la stessa trama: comprare un palazzo, o un terreno, e farlo crescere di valore. Un’attività che, per chi non dispone di poteri taumaturgici, richiede come minimo una solida rete di alleanze. La storia dell’area milanese di Porta Vittoria è esemplare. Era delle Fs, che nel 2001, gestione Giancarlo Cimoli, la cedettero a Luigi Zunino (altro furbetto, altro immobiliarista, è quello del crac Risanamento) per 40 milioni. Nel 2005 Zunino ha rivenduto alla Ipi di Coppola per 118 milioni. La Ipi era la società immobiliare della Fiat, quotata in Borsa. Lo stesso Zunino l’aveva comprata a 4,7 euro per azione, poi l’ha girata a Coppola per 7 euro per azione. É con operazioni come questa che, concretamente, si forma la mitica “bolla immobiliare”. Curioso dettaglio: all’inizio c’è sempre un venditore pubblico o una grandissima società come Fiat. Ecco un altro esempio: l’Enel vende a Zunino 9 palazzi per 170 milioni. Passa solo qualche mese e Zunino rivende a Coppola per 253. Alla fine il Tribunale fallimentare di Roma stabilisce la vendita senza incanto a 98 milioni di uno solo dei 9 edifici, la storica sede centrale dell’Enel, che oggi ospita a Roma, in piazza Verdi, l’Antitrust

Giorgio Meletti per “Il Fatto

Mentre Stefano Ricucci ha sempre esibito una notevole ironia, dimostrata una volta per sempre dall’invenzione del marchio “i furbetti del quartierino”, Danilo Coppola, anche lui romano, anche lui immobiliarista, è sempre apparso a corto di senso dell’umorismo, come dimostra il fatto che la sua popolarità è dovuta principalmente all’acconciatura.

Così non ha mai cercato una replica efficace allo scoppiettante collega che lo dipingeva come un pallido imitatore delle sue magie affaristiche. E quando ha dovuto attraversare la sua via crucis giudiziaria (sfociata finora in una condanna in primo grado a sei anni di carcere per bancarotta fraudolenta) ha scelto il registro del silenzio o della drammatizzazione.

Eppure tra tutti i furbetti del quartierino oggi l’ombroso Coppola, 43 anni, detto “er Cash” per l’inclinazione al pagamento in contanti, nato nella borgata Finocchio, alla periferia della Capitale, tifoso giallorosso al punto da figurare tra gli azionisti della Roma e tra i soci fondatori del quotidiano Il Romanista, è quello che risulta, almeno all’apparenza, più proiettato verso una resurrezione imprenditoriale.

Le tasse e la fiducia delle banche
Nonostante tutto le banche credono ancora in lui, se è vero che un pool di istituti coordinati dal Banco Popolare stanno per prestargli 180 milioni di euro per consentirgli di portare avanti la gigantesca operazione immobiliare sull’area milanese dell’ex stazione ferroviaria di Porta Vittoria, a cui Coppola lavora con tenacia da cinque anni. La stessa tenacia con cui ha sempre insistito su una capigliatura oggetto di scherno, e con cui, per passare dal faceto al serio, poche settimane fa ha firmato un accordo con l’Agenzia delle Entrate, impegnandosi a pagare all’Erario ben 198 milioni di euro (di cui solo 60 già pagati) per estinguere i debiti col fisco di tutte le sue società.

Insomma, il furbetto Coppola, come suol dirsi, è vivo e lotta insieme a noi. Chi l’avrebbe detto? Il 1° marzo 2007, quando fu arrestato per la bancarotta della Micop, una piccola immobiliare intestata a un cameriere rumeno (esponente tipico di quella scuderia di manager di comodo in cui Coppola schierava anche un muratore, un barista, un portiere d’albergo e una colf), sembrava tutto finito.
Dopo poche settimane nel carcere romano di Regina Coeli, lamentando stress e claustrofobia, ha tentato il suicidio tagliandosi le vene. Due mesi dopo si è presentato in tribunale in barella. Dopo altri sei mesi, a novembre del 2007, quando era già da tempo ai domiciliari, si è fatto ricoverare al Policlinico Umberto I accompagnato da un drammatico comunicato di sua madre secondo cui Danilo era in coma in seguito a un arresto cardiaco (“il terzo in poche settimane”), e le sue condizioni richiedevano con urgenza una Tac cerebrale. La premura materna, seppure clinicamente confusa, ha funzionato. Appena 15 giorni dopo, Coppola, superato il terzo arresto cardiaco e uscito dal coma, fugge dall’ospedale e va a farsi intervistare da una giornalista di Sky Tg 24. Ancora una volta drammatizza: “Questa mattina ero in ospedale, mi sono staccato le macchine e volevo rilasciare un’intervista prima che mi riprendessero, tra l’altro dovrei anche essere operato di cuore questo pomeriggio”. I giudici sono quasi costretti a rimetterlo in carcere, lui si ripresenta in barella in tribunale, riottiene i domiciliari, ritenta il suicidio.

Sopravvivere a una scalata (fallita)
Ma Coppola è un tipo determinato, punta l’obiettivo e va dritto. Aveva meno di 30 anni quando il padre, piccolo costruttore, è morto, lasciandogli in eredità due miliardi di lire, cioè un milione di euro. In pochi anni, miracolosamente, è diventato uno dei dieci uomini più ricchi d’Italia, con tanto di barca da 27 metri e aereo personale Falcon 900, un patrimonio di 3,5 miliardi di euro, tanti immobili e titoli azionari, con una grande gemma, il 4,7 per cento di Mediobanca, e una gemma editoriale, il piccolo quotidiano finanziario Finanza&Mercati, che suscitava le ironie di Ricucci impegnato a scalare il Corriere della Sera (Finanza&Mercati è tuttora di proprietà della moglie, Silvia Necci, ma ora è in liquidazione). Poi l’estate dei furbetti e il crollo.

Ma lui non se n’è mai dato per inteso. Nell’autunno del 2005, a pochi mesi dalle settimane roventi delle scalate bancarie di Antonveneta e Bnl, a Paolo Mondani di Report che gli chiedeva conto dei finanziamenti ottenuti dalla Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani per rastrellare azioni Antonveneta, Coppola rispondeva sereno: “Guardi io ho ricevuto finanziamenti da Fiorani per tutt’altri scopi, che poi parte di questi finanziamenti io li abbia utilizzati in maniera autonoma per comprare Antonveneta, questo è un fatto che non implica niente insomma”.
Forse anche grazie a questo stile del “faccio come mi pare”, oggi Coppola, a quanto dicono i suoi pierre, sta benissimo. Ha ripreso a tessere la tela dei suoi affari. Che segue sempre la stessa trama: comprare un palazzo, o un terreno, e farlo crescere di valore. Un’attività che, per chi non dispone di poteri taumaturgici, richiede come minimo una solida rete di alleanze. La storia dell’area milanese di Porta Vittoria è esemplare. Era delle Fs, che nel 2001, gestione Giancarlo Cimoli, la cedettero a Luigi Zunino (altro furbetto, altro immobiliarista, è quello del crac Risanamento) per 40 milioni. Nel 2005 Zunino ha rivenduto alla Ipi di Coppola per 118 milioni. La Ipi era la società immobiliare della Fiat, quotata in Borsa. Lo stesso Zunino l’aveva comprata a 4,7 euro per azione, poi l’ha girata a Coppola per 7 euro per azione. É con operazioni come questa che, concretamente, si forma la mitica “bolla immobiliare”. Curioso dettaglio: all’inizio c’è sempre un venditore pubblico o una grandissima società come Fiat. Ecco un altro esempio: l’Enel vende a Zunino 9 palazzi per 170 milioni. Passa solo qualche mese e Zunino rivende a Coppola per 253. Alla fine il Tribunale fallimentare di Roma stabilisce la vendita senza incanto a 98 milioni di uno solo dei 9 edifici, la storica sede centrale dell’Enel, che oggi ospita a Roma, in piazza Verdi, l’Antitrust.

Ricominciare da Porta Vittoria
Adesso dunque si riparte con Porta Vittoria. Coppola si è ricomprato l’area dall’Ipi, che nel frattempo è finita alla ricca famiglia torinese dei Segre, quelli della Banca Intermobiliare, che sono finiti nei guai con la giustizia per aver finanziato oltre ogni regola l’immobiliarista di borgata Finocchio. Qualche polemica ha suscitato anche il prezzo pagato a Coppola per la Ipi, ma Franca Segre, la capostipite, dice di considerare il giovane Danilo “come un figlio”. E poi gli ha girato l’area di Porta Vittoria per 134 milioni (ricordate? Le Fs la vendettero nove anni fa per 40).
Da lì adesso si riparte. Un prestito di 180 milioni per costruire un albergo, qualche migliaio di appartamenti, un cinema multisala e altro. Un tempo Coppola diceva che si aspettava di incassare 500 milioni di euro dall’operazione, con un guadagno del 100 per cento sul capitale investito. Ma erano altri tempi. Nella Milano del disastro Santa Giulia, è l’unico immobiliarista a rischiare un capitale del genere in una grande operazione immobiliare. Ma per sua fortuna i soldi sono, ancora una volta, delle banche.

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26 Risposte to “Torna “er cash”, la resurrezione di Danilo Coppola”

  1. franco Says:

    non molla mai!un vero uomo d’affari complimenti a danilo coppola

  2. franco Says:

    una vera potenza economica

  3. Rassegna Stampa 28 ottobre 2010 | Immobilia-re.eu Says:

    [...] CASH”, LA RESURREZIONE DI DANILO COPPOLA• Sottosservazione | 28 ottobre 2010 | • Vai all’articoloCOPPOLA, “NON DISTURBERÒ PIÙ I POTENTI”• Economy | 3 novembre 2010 [...]

  4. maria rosaria grossi Says:

    Ho visto oggi la trasmissione dell’Annunziata, complimenti, dott. Coppola. Da vera comunista, la Annunziata ha mostrato tutto il suo livore per il suo danaro, per le sue barche, per le sue capacità imprenditoriali. Non so se lei è pulito come sembra, certamente la storia raccontata da Lei dimostra un accanimento del PM degno di miglior causa. Non è facile far capire in una società come la nostra, in cui la destra attacca comunque i magistati e la sinistra li difende comunque, se e quanto si è stati vittima di un errore giudiziario, Nel suo caso forse più che di errore si è trattato di accanimento e di ignoranza. Il PM spesso non conosce bene le norme, anche se mi auguro che nel suo caso non sia stato così. Buona fortuna, non è detto che, se è innocente, lo sarà anche sulle carte che l’Annunziata considerava l’unica verità rivelata. Mi considero, come lei, vittima di un errore giudiziario (diciamo così) e finora ho avuto giustizia solo in parte. Se posso esserle utile, essendomi occupata di diritto fallimentare come giudice prima che una manovra simile a quella che Lei ha descritto mi mettesse fuori gioco, ed avendola sentita partare impropriamente di PM che si è “insinuato” al posto dell’Agenzia delle Entrate, mi consideri a Sua disposizione.
    Maria Rosaria Grossi 3491049755

  5. Tommy Says:

    GRANDE CASH

  6. ARCHIVIO REAL ESTATE - Immobilia-re.eu | Immobilia-re.eu Says:

    [...] CASH”, LA RESURREZIONE DI DANILO COPPOLA• Sottosservazione | 28 ottobre 2010 | • Vai all’articoloCOPPOLA, “NON DISTURBERÒ PIÙ I POTENTI”• Economy | 3 novembre 2010 [...]

  7. paolo bosia Says:

    paolo bosia dice

    in questo momento ci vorrebbero piu persone come lui , imprenditori che non si fermano mai , nonostante abbiano avuto tutto e tutti contro .

  8. dario Says:

    a me piace come persona e come imprenditore . e cosa strana….gli credo.
    vai danilo
    dario da ciampino

  9. ANDREA Says:

    FINOCCHIO FA IL TIFO PER TE DAJJE DANILO……:):):):)

  10. sottoosservazione Says:

    aida, non posso approvarti in questi termini. perchè non stai più tranquilla?

    gp

  11. giuseppe Says:

    dall’altoadige…….facciamo il tifo per te! sei un GRANDE !!!!!!! DANILO….

  12. Attilio de rango Says:

    Bravo Danilo

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