Elisabetta Rasy per “Il Sole 24 Ore“
Nelle ultime pagine del romanzo L’opera, Emile Zola fa morire il suo protagonista, il pittore Claude Lantier, tragicamente: l’uomo si impicca nel suo studio davanti al grande quadro cui aveva consacrato la vita e che non riusciva a portare a termine. È il 1885 e lo scrittore scrive a un amico che in questo romanzo racconta la propria giovinezza, se stesso, i suoi amici. Vuole fare il punto della situazione dell’epoca, sogni e battaglie, vittorie e soprattutto fallimenti: il perno sarà il tema dell’artista in lotta con l’opera, una lotta cioè tra l’anima e la materia, la materia pesante e crudele che sfugge al volere dell’uomo.
C’è un personaggio, il romanziere Sandoz, amico del protagonista, cui è delegato il compito di tirare la morale della storia, che è intellettualmente pessimista e moralmente ottimista.
Anche nel nuovo libro di Michel Houellebecq, La carta e il territorio, ci sono un artista e un romanziere ma la situazione, centoventicinque anni dopo, è diversa: l’artista serve ancora a fare il punto sul mondo, ma nel suo rapporto con l’arte non c’è più niente di così drammatico o melodrammatico, e il romanziere, che è l’altro personaggio forte del romanzo, non tirerà nessuna morale perché finirà assassinato. Tutto è meno drammatico ma più tragico, come avvolto in una sorta di fatalità storica dove il male non trionfa sul bene semplicemente perché non se ne distingue. Però anche il pittore di Houellebecq si arena davanti a una sua opera: è una grande tela che rappresenta altri due artisti in un momento cruciale della loro carriera e si intitola – o meglio si sarebbe dovuta intitolare: «Damien Hirst e Jeff Koons si spartiscono il mercato dell’arte». Il pittore non si uccide, ma uccide il quadro, squarciando la tela, calpestando i suoi resti e pestandoli sul pavimento come il più efferato dei killer. Dunque anche qui c’è un conflitto, non è più tra l’anima e la materia ma tra quella estensione del dominio della materia che è il mercato e ciò che dell’anima è rimasto nell’uomo: nient’altro che i suoi sintomi. (continua…)













A Montecarlo come in Borsa parti correlate ma non troppo
ottobre 31, 2010Mentre l’attenzione dei giornali è stata focalizzata per mesi sulla casa di Montecarlo venduta dal presidente Fini, una battaglia ben più importante si sta combattendo nell’Italia societaria: come regolare le operazioni con parti correlate. Ironia vuole che la materia del contendere sia la stessa. Se – come vorrebbe l’accusa – il presidente Fini avesse venduto una casa di proprietà del partito a un cognato (di fatto se non di diritto) si tratterebbe di una operazione con parti correlate nel senso più letterale del termine. Chiunque è libero di disporre di cosa propria al prezzo che più gli aggrada. L’appartamento in questione, però, non era di Fini ma di Alleanza nazionale, e Fini ne era solo l’amministratore (o per meglio dire, in termini legali, il procuratore).
Per quanto elevato possa essere il valore del famigerato appartamento di Montecarlo, si tratta però di poca cosa se messa a confronto con le operazioni effettuate dalle principali società italiane con parti che ben potrebbero, sempre nel senso letterale del termine, definirsi correlate. Queste operazioni sono frequenti e hanno spesso un valore di centinaia di milioni. Basti ricordare il supporto offerto nel 2008 da Assicurazioni Generali all’aumento di capitale di Carige organizzato e garantito da Mediobanca (una società che ha un’influenza dominante sul colosso assicurativo triestino). Senza un’evidente motivazione strategica, Generali sottoscrisse (oltre alle proprie quote di competenza) il 20% delle opzioni non sottoscritte dai principali azionisti, che Mediobanca si era impegnata a piazzare presso gli investitori. Un aiuto non indifferente alla banca d’investimento. Lo stesso vale per i finanziamenti estesi da Mediobanca nei confronti del gruppo Ligresti, che controlla il 16% del patto di sindacato in Mediobanca. Perché Mediobanca ha investito il 16% del proprio patrimonio di vigilanza in prestiti a Ligresti? (continua…)
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