L’America è in declino ma non è l’antica Roma

Paul Krugman, da “Il Sole 24 Ore”, (Traduzione di Fabio Galimberti)

Gli Stati Uniti non sono l’antica Roma: noi non siamo romani, né loro erano americani. In un articolo uscito il 2 ottobre sul New York Times, Thomas Friedman cita un passo della Condizione dell’uomo di Lewis Mumford, un libro che parla del declino dell’Impero romano e dei suoi parallelismi con gli Stati Uniti di oggi.

Friedman racconta che gli si gelò il sangue quando lesse che nella Roma antica «tutti quanti puntavano alla sicurezza, ma nessuno accettava di prendersi delle responsabilità. Era evidente che ciò che mancava, molto prima che le invasioni barbariche facessero il loro lavoro, molto prima che i problemi economici diventassero seri, era una spinta interna. La vita a Roma era ormai un’imitazione della vita, un semplice trascinarsi. Sicurezza era la parola d’ordine, come se la vita conoscesse qualche altra forma di stabilità se non quella che passa attraverso il continuo cambiamento, o un’altra forma di sicurezza se non quella che passa attraverso il desiderio costante di correre dei rischi».

Questo paragone è una traslazione ricorrente e non ho nulla da ridire sull’utilizzo che ne fa Friedman. Ma penso che dovremmo essere consapevoli del fatto che la società romana era molto diversa da qualunque suo equivalente moderno. Quando si usa il declino dell’Impero romano per ricavarne una morale, non si prende quasi mai in considerazione la realtà dei tempi antichi.

Per combinazione, ho letto da poco il libro di Adrian Goldsworthy, How Rome Fell: Death of a Superpower, e quello che ho davvero apprezzato è stato il rifiuto di rileggere in chiave moderna la Roma antica e le sue preoccupazioni.

La tesi di fondo di Goldsworthy è che furono le guerre civili a far cadere l’Impero, che la forza di Roma venne fiaccata da una serie infinita di ribellioni di comandanti locali che cercavano di impadronirsi del potere.

I l punto cruciale della questione è che queste guerre civili non avevano nulla a che fare con l’ideologia o il nazionalismo, o qualsiasi altra cosa potremmo essere tentati di proiettare sugli antichi; era una questione di pura e semplice ambizione personale.

Ma se è così, come fece l’Impero romano ad avere una sua età dell’oro? In parte per caso – una serie di imperatori in gamba, ad esempio hanno molto contribuito – e in parte perché molti imperatori senza figli adottarono come loro eredi uomini competenti.

Ma la stabilità dipendeva anche in gran parte (ed è qui che Goldsworthy nel suo libro se ne infischia bellamente del politicamente corretto e sceglie di vedere quel mondo così com’era) dall’assenza di meritocrazia ai vertici.

Finché a contendersi il potere erano solamente le antiche famiglie senatoriali ricche e privilegiate, i giochi di potere erano abbastanza limitati e stabili.

Quando l’aristocrazia ereditaria perse definitivamente il suo ruolo, apparentemente inutile, la società romana diventò un micidiale caos senza regole.

Dunque possiamo tracciare delle analogie tra l’Impero romano e gli Stati Uniti?

Vedo delle somiglianze sul piano dell’asprezza della battaglia politica e del declino della vecchia classe dirigente. Ma se noi americani siamo in declino – e lo siamo, eccome se lo siamo! – lo siamo a modo nostro, non a modo dei Romani.

 

 

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Una Risposta to “L’America è in declino ma non è l’antica Roma”

  1. Giulio MANCABELLI Says:

    Appello all’occidente per non soccombere: “Serve promuovere un’autentica “class action” a pervasiva “banda larga” affinché si rendano sempre più conseguenti gli effetti consuntivi delle consultazioni elettorali diretta ed indirette!!!” Serve un nuovo sistema elettorale quanto col SEMIALTERNO si propunga per un bipolarismo dinamico concorrenziale aperto ed auto correttivo quale autentica riforma senza veti!
    Sempre più realistica la diagnosi dell’italico teatrino della politica esposto da più parti rilevante che l’Italia è ferma alla paralisi! Ulteriore riprova dell’abnorme autoreferenzialità raggiunta dalla nostrana casta politica che sta continuando ad essere anche nell’attuale seconda Repubblica un autentico partito unico della spesa giacché un quinto del nostro indebitamento pubblico è da imputarsi proprio a quest’ultimo quindicennio della Seconda Repubblica ad ulteriore dimostrazione che la mancanza di concorrenza strutturale sistemica non sta risolvendo alcunché in quanto per competitività ci ritroviamo al 117° posto rispetto a 139 paesi ed in continua regressione per gli esperti sulla produttività e quant’altro ci rilevano al 16° posto nell’€urozone rispetto ai 27 !? Gli sperperi son ovunque, dati i capitolati di spesa che girano autonomamente arrivando a quello sempre più madornali ed assurde di andare a giocare ai soldatini in remote contrade e lande senza alcuna speranza di vittoria se non quella di voler continuare a massacrare il nostro welfare dell’intero nostro paese e dell’Occidente in generale. Dove, tutto si sta mascherando dietro quella solita cinica ipocrisia giustificativa del dover esportare la democrazia! Quando questa, giorno dopo giorno si sta dimostrando priva d’ogni genere di fondamento, supporto e scusante sotto ogni profilo del partecipare a siffatte anacronistiche “mortali” spedizioni che richiamandosi al semplice buon senso dell’incontrovertibilità del diritto/dovere della non ingerenza dovremmo istantaneamente ritirarci! Invece, si persevera con siffatte amare contraddittorie soluzioni lasciando libera mano ad un altrettanto cinico militarismo che così facendo oltretutto rischia di fagocitarsi l’intero welfare su ogni fronte dove dei due litiganti i terzi non paesi NATO ci godono emergendo sempre più repentini!? Ecco, allora in Italia che bisogna aumentare l’età del pensionamento ed uniformarlo alla media europea anche per le donne fine al 65° anno ma, senza alcun analogo tornaconto ed equiparazione sugli altri piani e fronti di welfare di cui i cittadini degli altri paesi nostri Partner godono! Così come i politici nostrani possono comunque, continuare a navigare nei loro privilegi con appannaggi tre volte tanto rispetto alla media europea. Invece i lavoratori ed i pensionali devono rimanere alla fame!? Appunto, l’equiparazione al ribasso vale per il cittadino; per il basso e non ovviamente, per la casta!
    Pertanto, urge spezzare quel vizio autoreferenziale ed iniettare maggiore competizione all’interno dell’elettoral-istituzionale specialmente in questo momento dove la politica si sta dimostrando essere non più il luogo delle decisioni perché per decidere si guarda l’economia!?
    Siamo un paese in preda alla paralisi che riproduce il massimo del disagio… che sta trasformando in peggio la percezione psicologica di tutti i cittadini poiché prevale il settarismo manicheo che ci preclude la possibilità di vivere in un mondo sempre più complesso, con una casta sempre più miope incapace di distinguere l’etica dalla cotica difficile risulta adottare approcci che il tempo richiede dato l’alto tasso di schizofrenia raggiunta! Aspetti che demarcano sempre più quanto parallelismo intercorra col declino dell’Impero romano e/o della Bastiglia… dato l’appesantirci di una siffatta pressione fiscale ed un incartamento burocratico che rischia di trascinarci in un’ulteriore decadenza così come lo sarà per l’intero occidente se non si cambierà registro. Urge invertire questo trend d’autoreferenzialità al quale la casta intende continuare cullarsi nei suoi intimi privilegi, incurante di quanto le accada intorno nel sociale… quando a causa della crisi sono già 30 i milioni di persone che hanno perso il posto di lavoro in occidente!
    Se non si provvederà in tal senso il rischio di collasso implicitamente ineludibilmente s’avvererà! Giacché la genesi e lo sviluppo dell’impellente crisi recessiva che ci assilla dovrebbe permetterci di capire che democrazia e mercato non possono che essere facce della medesima medaglia giacché, sin dal suo ellenico concepimento, nell’”agorà” nel luogo, sulla piazza, entrambe: “democrazia e mercato” reciprocamente s’intrecciavano contestualmente date le contrattazioni del mercato che vi si svolgevano e le discussioni che ne seguivano per stabilire le regole del mercato e della vita politica. Pertanto, come allora, ancor più attualmente, data una siffatta sempre più accelerata realtà, per isometria, si reclamano improcrastinabili inediti adeguamenti a check and balance & feed back criterio, “up to date” a livello glocale! Ovvero, sia nel micro che nel macro per acquisire quelle indispensabili – global legal rules! Giacché assurdo risulta studiare sui libri di storia l’avvicendarsi di re e principi, le guerre, i grandi eventi politici, mentre la vera storia dell’umanità, ciò che decideva le sorti e lo stile di vita delle persone, si stabiliva sui mercati. Jacques Attali
    Pertanto l’acquisizione di nuove autentiche regole si rende indispensabile per promuovere virtuoso consenso ed infondere maggiore senso d’appartenenza! L’esigenza d’aggiornamento in tal senso, si evince ormai da come ogni paese si stia muovendo nella compagine mondiale appunto, anche sul fronte dei meccanismi elettorali assistiamo a continue rimodulazioni: dai Britannici che stanno buttano all‘aria il loro considerato insuperabile classico Westminster – Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale, ai Californiani che con l’acquisizione della Top Two – “proposition 14” sparigliano anche i presidenziali dove, liberalizzano a tutto tondo gli accessi alle primarie ed aprendo a tutte le conformazioni politiche contribuiscono ad ingenerare un’epocale rivoluzione su questi versanti verso un autentico bipolarismo concorrenziale aperto!
    Questi sono tutti segni precursori della necessità di ripristinare fisiologia… invertendo il trend d’obesità plutocratico (anche fisico per la popolazione d’occidente) che così continuando rischierà non solo d’impaludarci bensì di soffocarci se si continuerà a viziosamente ingrassarsi a questo ritmo, specialmente per l’Italia, dove si continuano ad aumentare i livelli di burocrazia pertanto, il rischio di collasso del sistema nel suo complesso potrebbe essere sempre più imminente giacché sempre più difficile diverrà supporre di poter competere nei confronti sia dei nostri paesi pari, quanto sempre più inimmaginabile lo diverrà nei confronti delle tigri orientali a capitalismo autoritario specialmente quando ci si è lasciati penetrare da autentici cavalli di Troia… sia nel manifatturiero che nel commerciale vedonsi Prato!?
    Pertanto, il paradosso e lo sconcerto non può che esaltarsi giacché anziché provvedere ad applicare virtuosamente quanto le potenzialità delle nuove tecnologie ed internet oltretutto, avendole concepite in occidente, ci dovrebbero permetterebbero se applicate con dovizia ed ingegno a noi di poter ridurre sempre più le filiere e gli apparati pluto burocratici quanto quelle plutocratiche politico amministrative, anziché provvedere a sempre più gonfiarle ed ingrossarle quanto ingrassarle effetto di un processo di schiavizzazione indotto dall’autoreferenzialità della casta che così continuando faranno esplodere il sistema nella sua interezza giacché non sarà aumentando anacronisticamente i livelli burocratici aggiungendo alle già considerate superate province (che si progettava di voler eliminare) con le comunità di valle e/o di montagna ecc. che si potrà rendesi competitivi a livello glocale!?
    Quando ovunque, la realtà reclamerebbe una ben più drastica riduzione delle filiere e dei livelli politico-amministrativi e portarli tendenziali a solo due: locale e generale affinché il sistema nel suo complesso risulti snello ed integro non mastodontico ed ingessato effetto di una sempre più piramidale faraonica organizzazione politico-amministrativa che così facendo ineludibilmente nel breve, non potrà che soffocarci e per eccesso d’obesità sia fisica che strutturale assorbita dover prima o poi collassare! Quindi, dovremmo invertire la rotta e rendendoci conto di quando ovunque, stia sempre più pervasivamente prendendo piede… salutari pragmatiche prassi attraverso virtuose procedure snelle alla Kai Zen (alla Deming) modalità che prefigurano assumere protocolli procedurali tali da poter incrementare ed implementare qualità-democraticità a tutto tondo ed a tutto campo! Improrogabili pertanto, risulta doversi rendersi strutturalmente magri e snelli “elastico flessibili adattivi” come Sistema Paese iniziando dalle front line adottando meccanismi elettorali completi senza continuare a far la solita melina come la casta intenderebbe continuare per cullarsi cinicamente nei propri privilegi! Pertanto, anacronistico supporre di pensare di poter continuare indefessi con assemblee plutocratiche e/o ridondanti (bicameralismo perfetto!?) quando da decenni la stessa classe politica se ne era fata carico di ovviare nel merito! Ma, l’istinto d’auto perpetuazione e proliferazione conservativa permane alla casta indipendentemente, dalla posizione politica dei suoi membri giacché “polipartisan” alcun potere si autolimita! Criterio che come Belpaese, purtroppo ci blocca e c’ingessa al compassato fermandoci al periodo “paleozoico” ovvero quello paternalistico della democrazia discente, senza considerare che il muro dell’ibernazione è da tempo, crollato già nell’89 Momento che ha ”decretato” che il “too big to fail” non può continuare ad albergare in un siffatto nuovo mondo per continuare speculativamente ad incapsularci in siffatto elefantiaco infantilismo! Assurdo pertanto, risulta dover morire d’obesità indotta da un siffatto sistema “porcellum” e quant’altra ricrescita di plutoburocrazia indotta da un siffatto criterio a regime quando si conservava opportuno eliminare le province!
    Così continuando purtroppo rischieremo di scomparire nel compendio mondiale per progressiva mancanza di capacità competitiva del nostro Sistema Paese, dati i presupposti e le proiezioni in corso…
    Ormai, quanto innescato dalle bolle della crisi finanziaria sta sempre più coinvolgendo l’intero occidente pertanto, se non avremmo il coraggio di cambiare anche i meccanismi… sprofonderemmo sempre più in una rischiosa irrefrenabile autoreferenzialità tale da staccarci sempre più dal mondo e metterci sempre più fuori gioco, nel compendio mondiale, data la strutturale incapacità d’auto correggersi sin dagli ingressi in conseguenza del volerci far propinare la solita obsolescenza fatta di meccanismi elettorali del compassato, incapaci d’ingenerare virtuose proficue concorrenziali risoluzioni! Così facendo la casta continuerà ad arrabattarsi ad auto perpetuarsi nello spazio tempo incurante di quanto sempre più le accada intorno. Essendo presa sempre più ad esercitare lo sport dei veti incrociati per così cinicamente aumentarsi sempre più la posta in gioco ricorrendo al solito gioco dell’oca che data la nostrana esterofilia tende inglobare nella sua spirale d’autoavvitamento autoreferenziale sempre nuove esotiche caselle da altri paesi per aumentarne ancor più in efficacia speculativa il suo perpetuo gioco dell’oca. Gioco che prefigura quei soliti pit-stops fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali. Modalità per sostanzialmente mantenerli incompleti e quindi renderli transitivi per rendersi come casta politica sempre più intransitiva: giacché alcun potere si autolimita!? Giacché per la casta il modello elettorale non dovrà mai risultare sistemico e/o in modo organico articolato quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO prefigura che si struttura su una base proporzionale che viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Invece, la casta resta insensibile al degrado in corso quando come “Sistema Paese” stiamo in continuazione perdendo posizioni in competitività e qualità della vita nel compendio mondiale in quanto ogni partito cerca di tirare la coperta dalla propria parte disinteressandosi di quello del Belpaese nel suo complesso. Infingano con la medesima vuotezza infantilismo, ubriacandoci con la solita banale ripetitività di linguaggio politico specchio fedele di una dilagante incultura di potere. Aspetti non marginale che dimostrano la crisi in cui imperversano le nostre istituzioni dato l’assenteismo dei parlamentari, e la lentezza degli itinerari legislativi che lascia solo spazio a canali privilegiati per provvedimenti che diventano “nomo dotti” di interessi personali o corporativi. Lapalissiana riprova è data dall’assalto annuale alla diligenza, in sede di finanziaria! Di qui la mancanza di rispetto non solo della nostra storia ma per le più semplici forme di solidarietà, la ricerca prepotente del “particolare”, personale, di branco o di cricca, l’elogio della “furbizia” nell’evadere le norme, siano esse fiscali o sociali. Del resto, da noi, come taluno evidenzia, va in prigione solo chi ruba poco!
    Pertanto, così continuando anche per la questione elettorale non ci si permetterà di addivenire ad alcuna concreta organica fisiologica soluzione nonostante, i nostri tempi data l’accelerazione in corso sempre più reclamino innovazioni: up to date! Esigenza di cambiamento che già trasuda ovunque essendo questo un momento epocale cruciale di cambio dei paradigmi e tutti si stanno muovendo. Particolarmente sui fronti dei meccanismi elettorali, molte sono le novità in allestimento ad ogni latitudine, per addivenire a soluzioni aperte e tendenti a far tramontare le obsolescenze in corso che ci mantengono ingessate dentro le medesime compassate statuizioni formalmente corrette quelle stesse ribadite ancora da Weber. Quando servirebbe iniziare ad evolvere verso un più inclusivo bipolarismo concorrenziale aperto superando quello del chiudersi dentro un Maggioritario perpetuo come vorrebbero blindarci i due prevalenti maggiori partiti per bipartisan convergenze convenienze parallele d’interesse nascondendosi dietro la scusa di non voler conoscere altre diverse migliori soluzioni di merito quanto nel compendio mondiale tutto è in effervescente movimento per poter addivenire a soluzioni inedite innovative Monod che asseriva che le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato! Pertanto, urgono rinnovamenti quanto il SEMIALTERNO propugna affinché anche in politica s’infonda concorrenza e divenga un autentico strumento al servizio della comunità nazionale e dei suoi cittadini in una prospettiva più ampia ed aperta, uno strumento che possa aiutare a costruire un futuro migliore, più sicuro e prosperoso per tutti. Aspetto indifferibile da acquisire la cui fattibilità si dovrebbe facilmente evincere dalle dinamiche delle fluttuazioni storiche che sin qui, a noi si sono succedute nei tempi facilmente riscontrabile da un excursus storico degli accadimenti data la loro ineludibile ricorrenza ciclica estensivocontrattiva, esclusivainclusiva ma non ancora codificata organizzata in un articolato sistema completo quanto col SEMIALTERNO si propugna! Così come la necessità di un sistema elettorale completo potrebbe essere agevolmente desumibile da autentici benchmark comparazioni sui diversi meccanismi elettorali in uso nei diversi paesi nel compendio mondiale per capire la necessità di dover indifferibilmente cambiare per renderci competitivi!
    Quando, in un siffatto momento dove tutto inevitabilmente venendo sempre più invaso e pervaso dalle nuove tecnologie e da internet dovrebbe esserci di stimolo per approdare a nuovi sistemi glocali giacché ormai tutto dovrebbe essere declinato e riformulato per intrinseca necessità di mainstream e, quindi, convergere per pervenire in inedite organiche articolate sistemiche soluzioni ragguagliabili adottando sistemi ad autentico bipolarismo dinamico concorrenziale aperto per riprodurre sistemica fisiologia quanto si potrebbe semplicemente concretizzarsi a quanto propugna il sistema SEMIALTERNO! Quale salomonica draconiana soluzione per poter iniettare nella politica quella effettiva necessaria competizione indispensabile ed ingenerare un autentico dinamico virtuoso bipolarismo concorrenziale auto correttivo aperto nello spazio tempo. Questo si rende indispensabile per iniziare ad invertire quel trend d’autoreferenzialità in corso, in cui la casta tende sempre più ritagliarsi per cullarsi nei privilegi che potrebbero nel breve termine, ricondurci a ripercorrere a ritroso la storia rischiando di ritrovarci in condizioni sempre più incontrovertibili a scapito del nostro Belpaese nel suo insieme e del cittadino elettore, utente, consumatore, ecc.. Inoltre, per minimamente tutelarci nei confronti di una siffatto attuale contesto a scarso tasso di concorrenzialità servirebbe introdurre l’istituto del meccanismo del “write in” sulle schede elettorali. Questo si rende necessario qualunque sia la modalità elettorale proporzionalista-centrifugo oppure maggioritario – centripeto che si vorrà adottare quale possibilità di scrivere nella scheda elettorale accanto ai candidati ufficiali, un nome in più quale ulteriore criterio anti deterrenza degli oligopoli a regime! Dove per mancanza di concorrenza la politica continua ad auto avvitarsi su se stessa in modo tale da non permettere, da decenni, alcun sostanziale cambio e/o ricambio generazionale dei politici giacché restano sempre a regime gli stessi elementi od altri loro replicanti portatori delle stesse filiere!
    Quando l’esigenza d’addivenire a questi “new normal” adeguamenti trasuda ormai ovunque giacché la si evince ormai su tutti i fronti, livelli e versanti data la sempre maggiore pervasività delle nuove tecnologie e da internet che rendendo sempre più liquida la realtà. Dimensione che ci evidenzia quanto glocali – vicini siamo ormai divenute sempre più gli eventi nel mondo con capaci di riprodurre talora, ripercussione ovunque!
    Pertanto assurdo supporre come taluno intende sponsorizzare pensare di poter risolvere l’italica peculiarità declinandola come quanto prefigura il disegno di legge del 30 luglio: un sistema uninominale a turno unico con una sorta di “ballottaggio preventivo” o “doppio turno in un’unica giornata”» con l’indicazione di un secondo candidato preferito. Una soluzione filo Australiane che non ci permetterebbe di risolvere strutturalmente la nostra italica questione un “Belpaese dalle mille città” essendo quelle soluzioni filo australiane state già abbandonato da molti perfino dagli stessi Britannici avendole reputate inaffidabili giacché inclini a determinare “deadlock” situazioni di patta determinanti “Hung Parlament”! Essendo tutto questo desumibile dagli esiti elettorali di patta ottenuti dai due principali partiti in Australia alle ultime loro elezioni che hanno determinato un’analoga situazione di patta con “Hung Parlament”! Una situazione simile a quanto precedentemente col loro classico Westminster modello i Britannici si sono ritrovati! Pertanto, i Britannici hanno scartato ogni eventuale soluzione filo australiana dopo averne vagliato attraverso minuziose simulazioni che li avrebbero portati alla medesima soluzione: deadlock. I Britannici hanno abbandonato definitivamente i modelli filo australinai pur sussistendone nel merito precedenti studi sul Voto Trasferibile Alternativo VA+ (Voto Alternativo Plus) proposti ancora da precedenti Commissioni iniziate già nel 1998 da Jenkins. Pertanto, il governo Cameron è nato con il proposito di scartare quanto suddetto per un proporzionale quello che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica!
    Imperoché, i Britannici stanno percorrendo in modo più accelerato ma senso in contrario il nostro medesimo tragitto. Però, Loro, essendo più pragmatici non potevano permettersi di emulare la nostra “Odissea” che da decenni ci vede attraversare per inverso ovvero, dal Proporzionale al Maggioritario però impaludandoci prima e da decenni in modelli ibridi limitati e limitanti quanto risultano esserlo il nostro Porcellum (quanto lo è stato il precedente suo analogo Mattarellum). Appunto, i Britannici stanno velocemente abbandonano il Maggioritario all’uninominale (avendone dato il suo downgrading quanto ai filo australiani) per abbracciare il Proporzionale, un percorso che inequivocabilmente li aprirà le porte per poter approdare a quel più completo latente sistema “SEMIALTERNO” che sottotraccia si perpetua, sin dai più remoti tempi della stessa democrazia, come understatement, si perpetua pur non ancora codificato in un siffatto modo enuclea!
    Facilmente deducibile dallo stesso evolversi dei meccanismi elettorali nel tempo che un semplice excursus storico permetterebbe cogliere date le innumerevoli fluttuazioni che storicamente si sono perpetuate e continuano in un sempre più accelerato modo affastellarsi! Accelerazione imposta dalle nuove tecnologie ed internet che diventando sempre più repentine nei cambi d’induzione centripetocentrifuga quanto dalla stessa italica cronistoria degli accadimenti potrebbe permetterci rilevare così come ad ogni altra latitudine si dovrebbe facilmente evincere la necessità che per ottenere un completo sistema elettorale ineludibile risulta la necessità che esso stesso debba enucleare nei propri meccanismi di cui si compone una strutturala articolazione capace di coniugare – declinare per compiutezza queste stesse induzioni centripetocentrifughe affinché se ne possa per sintesi esprimere un suo massimale potenziale di sistema in modo tale da rendere soluzioni virtuose governative a gamma (banda) larga; sia esse di destra o di sinistra quanto di centro o quant’altra prossima diversa soluzione.
    Questo ineludibilmente sarà ottenibile adottando meccanismi che enucleino entrambe dette induzioni: centripetocentrifughe di cui la realtà si sviluppa ed avviluppa e sempre pretende continuare farlo! Solo così, il sistema potrà esprimere una più estesa massimizzazione delle sue possibilità in Governabilità, rappresentatività, economicità gestionale quanto incrementare una più responsabile sussidiarietà!
    Questo è quanto da un sistema completo viene sempre più preteso per poterlo reputare tale quanto il sistema SEMIALTERNO enuclea! Poiché solo adottando sistemi a meccanismi elettorale capaci di chiudere il ciclo induttivo: “centripeto – centrifugo” si potranno liberalizzare virtuose efficaci opportunità risolutive governative e renderle efficienti ed efficaci quanto il SEMIALTERNO propugna rispetto ai soliti vetusti tradizionali modelli: Maggioritari e/o Proporzionali o quelli misti del genere rigido lineare a perpetua ripetitività che impiantandosi induttivamente su una sola dinamica o solo quella centripeta o solo quell’altra centrifuga li rendono strutturalmente limitati e limitanti. Giacché ogni senso unico preclude effettive concorrenziali opportunità di virtuosi sviluppi risolutivi più efficaci ed efficienti. Poiché escludono concorrenza impossibile risulterà voler intendere di poter riprodurre competitività se resterà anacronisticamente ristretta a soli 2 (due) soliti esclusivi contendenti.
    Pertanto, serve saper superare quei vetusti modelli inchiodati al solo verso:
    • centripeto caratteristica insita nei modelli Maggioritari
    oppure, rivolgendoci a quelli bloccati sul verso suo contrario
    • centrifugo quanto i modelli Proporzionali enucleano.
    Modelli questi ultimi incapaci di completare quel suddetto ciclo induttivo centripeto – centrifugo pertanto lasciano aperto spazio alla sola speculazione per innestare quel vizioso trend d’autoreferenzialità tale da precludere opportunità alla libera competizione. Una siffatta inefficienza risulta esserlo anche per i modelli ibridi: Mattarellum e l’attuale Porcellum giacché mai potranno fregiarsi degli attributi di sistema in quanto oltre ai suddetti vizi permettono ad un manipolo di politici di casta di nominare l’intero Parlamento italiano! Cosicché altrettanto inefficienti risultano essere i modelli misti ibridi essendo delle chimere che si trasformano in autentici vassalli di quelle caselle appartenenti che quel solito famigerato gioco dell’oca utilizzato in funzione speculativa ormai su tutti i fronti dall’evasione fiscale ai labirinti ed alle triangolazioni finanziarie, ecc. espandendo quel solito gioco dell’oca! Quando gli stessi ibridi modelli elettorali rappresentano semplici chimere ottenute da parzialità d’articolazioni: centripeto centrifughe che, per quanto perfezionate mai potranno compensare e mai potranno rimuoverne il difetto pur illudendo di poterne ampliarne le loro possibilità, dato che la loro limitatezza resterà sempre tale: limitata e limitante. Giacché alcuna protesi, infatti, mai potrà risolvere le cause della sua necessità che solo un’autentica virtuosa fisiologia sistemica potrebbe risolvere ed assolvere quanto il SEMIALTERNO propugna quale latente understatment!
    Pertanto, quella menzionata terza possibilità sistema maggioritario con collegi uninominali a variante del sistema Australiano può considerarsi già sorpassata dalla storia e dalla cronaca delle ultime elezioni sia britanniche che australiane varianti da considerarsi vecchia sin dal loro “ri-concepimento” essendo stati per downgrading esclusi per ovviare al ritrovarsi permanentemente in deadlock situazioni e con Parlamenti bloccati – “Hung Parlament”! Giacché il governo Cameron è nato per passare al Proporzionale essendo frutto di una coalizione governativa: Tory – LibDem “impensabile fino all’altro ieri per taluni idiosincratici” che consideravano inalienabile il faro del modello Westminster?! Purtroppo, tutti si sono dovuti ricredere di fronte all’incedere delle cose, giacché oltre al fatto che ai fari impossibile risulta far luce ai “propri piedi”; una siffatta accelerata nuova realtà sempre più globalizzata e liquida per mainstream convergenze ineludibilmente, richiede doversi allineare ad innovative inedite soluzioni su tutti i fronti e livelli quanto il SEMIALTERNO già prefigura! Dati i presupposti ed in conseguenza degli insopprimibili stravolgimenti paradigmatici in corso che il nostro tempo sempre più presenta e promuove grazie alle nuove tecnologie in pervasiva costante ulteriore penetrazione: a quando la banda larga!?
    L’esigenza d’evoluzione in questo new normal senso viene avvalorata quotidianamente dal fatto che il nostro contesto è molto e, sempre più diverso rispetto al compassato essendo da molto tramontato il genere della democrazia paternalistico discente nella quale ci si poteva lasciar trascinare da modelli limitati, lineari, rigido ripetitivi del compassato. Pertanto grazie ai Californiani anche i Presidenziali non possono dormire tranquilli giacché anche in quel contesto americano stanno iniziando a sgorgare novità sotto il profilo elettorale perché appunto, i California hanno dimostrano di saper buttare in avanti la palla della democrazia ed a seguito di un referendum propositivo che la loro Costituzione concede. Pertanto, dal 2011 con la “Proposition 14” i Californiani potranno adottare le primarie a bipolarismo aperto a tutto tondo ed a tutto campo aperto a tutte le opzioni politiche che vorranno avere visibilità quanto appunto la “TOP TWO” soluzione permette. Perciò là, ogni partito potrà contestualmente mettersi in competizione nello stesso giorno e presentare i propri candidati alle primarie, dopodiché, solo i primi due “Top TWO” che sortiranno potranno successivamente effettivamente scendere in competizione determinando da essa chi potrà essere eletto. Quindi solo in un siffatto nuovo modo i Californiani potranno iniziare a liberarsi dalla cattività del Maggioritario ch’imprigiona e schiaccia in un anacronistico bipartisan inciucio autoreferenziale a soli repubblicani o democratici che solo attraverso la TOP TWO potranno risolvere!
    Ora, nonostante tutte queste innovazioni in attuazione, alcuni sagaci nostrani politici di casta intendono propinarci prossimamente, un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” che pur con varianti è stato appena riconosciuto incompleto in quanto per downgrading gli stessi Britannici hanno inteso non prender in considerazione abbandonandolo al suo destino di continuare ad esistere per soddisfare il novizio italico gruppo “d’importatori d’acqua calda” essendo stato molto efficace per l’elezione dei segretari di un partito riconosciuto efficace per la sfida elettorale fra i fratelli Ed e David Miliband ma, per gli stessi Britannici considerato inefficace per scegliere il leader ed il governo di un paese! Opportunità che si potrebbe imitare e sfruttare anche per l’Italia dove tutto continua a rimanere anche su quel fronte blindato all’autoreferenzialità non per niente vantiamo il parco politico più vetusto al mondo dopo la Corea del Nord – effetto dei soliti circoli viziosi dove, a comandare risultano essere sempre le stesse persone! I pragmatica Britannici per le questioni elettorali stanno rivolgendosi al proporzionale soluzione prodroma a poter sfociare nell’idealtipo sistema SEMIALTERNO «sistemico concentrato di semplicità» indispensabile per poter massimizzare: governabilità, rappresentatività, economicità implementando contestualmente una responsabile sussidiarietà. Sistema il SEMIALTERNO che contribuisce ad effettivamente ridurre la frammentazione politica aspetto ottenibile grazie all’insito suo completo adattivo meccanismo ad articolazione centripeto centrifuga estesa completa che permette d’essere “autocorrettivo” senza dover ogniqualvolta intercedere a quei soliti ciclici (speculativi) momenti istituzionali che si caratterizzano di quei volubili suddetti “pitstops” fatti di inconcludenti bicamerali e neutralizzati referendum!
    Proprio perché i sistemi elettorali producono effetti diversi nelle diverse situazioni storiche, fondamentale diventa indispensabile acquisirne di “new normal” inediti (Monod) concretizzandoli in modo che la riforma venga effettivamente costruita in modo tale da non avvantaggiare manifestamente alcuno ma che tenga conto prioritariamente dell’interesse generale del Belpaese e del cittadino utente, consumatore, ecc. questo per non continuare a soccombere!
    Ragion per cui urgono soluzioni dinamiche diverse ed inedite capaci d’infondere quella necessaria concorrenza indispensabile ad agevolare efficienza utile a rafforzare legittimazione sia d’input quanto da output ovvero, attraverso conseguente alla partecipazione alle elezioni e dal consenso (e quindi per il fatto che si ritiene siano rappresentativi dei governati) od attraverso la capacità di risolvere i problemi (e quindi dal fatto che i governati ritengano utile le decisioni che quei sistemi politici prendono) F. Scharpf.
    Giacché, or giunti nel terzo millennio nell’era della rete occorre saper abbandonare l’obsolescenza comprensiva d’ogni anacronistico bipartisan bipartitismo chiuso quello d’oltreoceano espresso che ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva! Una nuova era si sta aprendo che ci costringerà a dover diversamente combattere su molti fronti per effettivamente estendere un’autentica pervasiva e sempre più inclusiva cittadinanza data la sempre maggiore globale competitività che verrà riversata sul banco del compendio mondiale!
    Pertanto, urge sapersi attrezzare iniziando col ridurre l’incombente elefantismo politico burocratico che ci assillerà sempre rischiando di farci asfissiare se non si provvederà ad invertirne questo elefantiaco trend tendente ad ulteriormente infoltire i livelli di burocrazia: le comunità di montagna o di valle quando si dava per scontato l’eliminazione delle stesse province? Appunto l’eccessiva stratificazione dei punti decisionali amministrativi-politici sta diventando un autentico problema un’autentica anacronistica controtendenza rispetto a quanto a livello mondiale stia sempre più accendendo che richiede di dover ridurre le filiere!
    Appunto, se si continuerà ad infoltire la burocrazia vana risulterà l’aspirazione di poter risultare competitivi quando la nostra maggiore scolarizzazione rispetto ai paesi emergenti dovrebbe permetterci di sviluppare l’organizzazione funzionale in modo tale da sempre più ridurre le filiere d’ogni genere e fatta come quanto già avviene nell’ambito produttivo e come già si configurano i paesi emergenti risultando così strutturalmente sempre più snelli e dinamici rispetto ai tradizionali paesi occidentali!?
    Quindi, su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia. Democrazie che reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rappresentate da assodati interessi corporativi e quelle tendenze culturali inclini alla bieca conservazione riproduttrice d’obsoleti stantii modi consensuali e consociativi di fare politica tendente ad ingenerare rischi autoritari!… Urge far chiarezza e con un balzo di qualità sistemica quale il sistema SEMIALTERNO enuclea; poter ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e sempre più capaci di poter riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto quanto il SEMIALTERNO propugna per tutti coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    Urge ulteriormente risolvere i soliti inevasi propositi perennemente elencati e continuamente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, che rischia di imprigionarci in ottusi compiacimenti plebiscitari ed altre commendevoli derive autoritarie, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti le altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

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