Archivio per dicembre 2010

Brasile: un volto nuovo in Medio Oriente

dicembre 30, 2010

Original Version: Brazil: a new face in the Middle East

Il tentativo del Brasile di acquisire un ruolo in Medio Oriente è un segnale delle sue ambizioni a livello politico ed economico globale – sostiene l’analista Nima Khorrami Assl

da “Medarabnews

di Nima Khorrami Assl, analista presso il Transnational Crisis Project, con sede a Londra; le sue aree di interesse includono il Medio Oriente, l’Islam politico, il Caucaso, e la sicurezza energetica

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Nonostante la crisi economica mondiale, la performance economica del Brasile è la più forte degli ultimi anni. L’inflazione è duramente combattuta, e le riserve internazionali ammontano a circa 240 miliardi di dollari. Ciò, a sua volta, ha dato spazio all’attività diplomatica brasiliana, che si spinge molto più lontano di quanto non accadeva passato.

Il partenariato con il Sudafrica e l’India attraverso il forum di dialogo dell’IBSA , una crescente presenza in Africa e in Medio Oriente, e la partnership strategica con la Cina e l’UE sono tutti esempi dell’ascesa del Brasile sulla scena internazionale. (continua…)

Cina, India e America tra Bisanzio e Medio Evo

dicembre 30, 2010

Parag Khanna, da “Il Sole 24 Ore

Immaginate un mondo nel quale vi siano una Cina potente, in grado di dare un nuovo assetto all’Asia; un’India sempre più sicura di sé che espande i propri interessi dall’Africa all’Indonesia; un Islam che amplia la propria influenza; un’Europa afflitta da molteplici crisi di legittimità; città-stato sovrane proprietarie di grandi ricchezze che incoraggiano l’innovazione; e, ancora, eserciti privati di soldati mercenari, frotte di estremisti religiosi, istituzioni umanitarie che seguono regole tutte loro, facendo a gara per conquistare i cuori, le menti e i portafogli altrui. Tutto ciò vi parrà usuale, oggigiorno, eppure così fu anche poco meno di mille anni fa, all’apice del Medio Evo. (continua…)

In guerra il miglior amico è un rullino

dicembre 30, 2010

Fausto Biloslavo per “Il Giornale

La calca di giornalisti e fotografi delle più grandi testate al mondo, che attendeva al varco Yasser Arafat, in ritirata da Beirut nel 1982 davanti ai carri armati israeliani, mi sembrava insormontabile. Armato di un paio di “vecchie” macchine fotografiche reflex, penzolanti al collo, pensai bene di aprire la portiera dell’ultima vettura di scorta. Dalla Mercedes scassata spuntò la canna di un fucile Kalashnikov. In inglese stentato riuscii solo a dire che ero un giornalista italiano e volevo fotografare il capo dei palestinesi. La guardia del corpo con il kalashnikov in pugno mi rispose con un rassicurante accento bolognese: «Ho studiato in Italia, salta su». Grazie al colpo di fortuna passai la canea dei giornalisti e tutti i posti di blocco. Unico fotografo presente mi tremavano le mani, mentre scattavo a raffica l’addio di Arafat da Beirut. Alla fine tirai fuori il rullino di diapositive che pensavo fosse il migliore e mi presentai all’hotel Cavalier a Beirut ovest. Per un pugno di dollari lo comprò Time. Rudi Frey, il capo dei fotografi del mitico settimanale americano, guardò i suoi e disse: «Questo giovane free lance vi ha fregato». Il rullino arrivò con un autista a Damasco, dove un pilota che volava in Occidente lo consegnò ai corrispondenti del Time. Alla fine sbarcò a New York in tempo per l’edizione del settimanale sulla guerra in Libano. (continua…)

TROPPO PICCOLE PER ESSERE SALVATE (DI NUOVO)

dicembre 28, 2010

NONOSTANTE GLI AIUTI PUBBLICI, 100 BANCHE AMERICANE SONO SULL’ORLO DEL TRACOLLO – IL MERCATO IMMOBILIARE NON RIPARTE, I CLIENTI NON PAGANO I MUTUI, E GLI ISTITUTI SI TROVANO IN MANO CASE PIGNORATE CHE NON VALGONO NULLA – IL SALVATAGGIO DELLE MEGA BANCHE SI è RIPAGATO DA SOLO, QUELLO DELLE MICRO è COSTATO FINORA 6,9 MLD $, SOLDI A CUI I CONTRIBUENTI USA POSSONO Già DIRE BYE BYE…

Angelo Aquaro per “la Repubblica”, da “Dagospia”

La crisi starà anche finendo ma quasi cento banche che avevano ricevuto aiuti statali, in America, rischiano di fallire. Il motivo: il capitale che si erode sempre di più e la pila di prestiti non restituiti che aumenta, di pari passo con i continui allarmi notificati dalle autorità bancarie e amministrative.

I bailout, i salvataggi, sono stati una delle operazioni più discusse dell´amministrazione americana, iniziati sotto George W. Bush e rilanciati da Barack Obama. Adesso si scopre che molti di quei fondi Tarp, il programma per il salvataggio degli asset in difficoltà, sono andati perduti per sempre.

Non basta. Il numero delle banche in crisi che hanno ricevuto aiuti statali è cresciuto paurosamente proprio negli ultimi tempi. Nel 2009 erano 47. Nel giugno scorso 78. E ora il Wall Street Journal ne conta 98. In totale, il contribuente ha sborsato per loro 4,2 miliardi di dollari.  (continua…)

STAND UP FOR YOUR (COPY) RIGHT

dicembre 28, 2010

LA LITIGIOSISSIMA FAMIGLIA MARLEY CELEBRA IL TRENTENNALE DELLA MORTE DEL RE DEL REGGAE PUBBLICANDO IL SUO MITICO, ULTIMO CONCERTO A PITTSBURGH (AVEVA POCHI MESI DI VITA E LO SAPEVA) – MA LA MOGLIE RITA NON POTEVA CERTO LASCIARSI SFUGGIRE L’OCCASIONE, E ALLORA ECCO A VOI IL “MARLEY COFFE JAMAICA BLUE MONTAIN”, E PERSINO IL BIBITONE ANTI-STRESS “MARLEY´S MELLOW MOOD” – MA IL VECCHIO BOB SI SAREBBE SEMPLICEMENTE FATTO UNA CANNA…

Angelo Aquaro per “la Repubblica“, da “Dagospia

Quando Bob Marley salì sul palco dello Stanley Theatre di Pittsburgh, Pennsylvania, aveva 35 anni e la certezza che quello che adesso, trent´anni dopo, diventerà finalmente un disco, sarebbe stato il suo ultimo concerto. Il medico aveva trovato il coraggio di dirglielo: aveva solo pochi mesi di vita ancora. E Bob aveva dovuto cancellare tante date di quel tour che l´aveva portato a esibirsi in mezzo mondo facendo vibrare di reggae centomila persone a San Siro. Ventisette giugno 1980. Sembrava passata una vita da allora: la sua. Consumata dal melanoma che se lo stava portando via per sempre. (continua…)

Caccia grossa per acchiappare Fitzgerald

dicembre 28, 2010

A settant’anni dalla morte dell’autore di Tenera è la notte e de Il grande Gatsby il copyright sta per scadere. E’ battaglia tra editori per pubblicare in tutta fretta le sue opere. Magari con la traduzione dello scrittore giusto

Gian Paolo Serino per “Il Giornale

Non è senz’altro la guerra dei diritti televisivi ma la battaglia sul campo (di carta) dei diritti letterari dei grandi scrittori scomparsi da 70 anni è già cominciata. Dopo 70 anni, infatti, tutti gli scrittori diventano patrimonio dell’umanità e qualunque editore può pubblicare liberamente i loro romanzi, saggi e scritti (a meno che non appartengano a Fondazioni private). Ed è in virtù di questi giochi e conti editoriali che di anno in anno i riflettori si accendono sui classici moderni. Il 2011 sarà all’insegna di Francis Ford Fitzgerald, lo scrittore americano autore di romanzi di culto come Il Grande Gatsby, Belli e Dannati o L’Età del jazz. Nato a Saint Paul il 24 settembre 1896 e morto a Hollywood il 21 dicembre 1940, è stato senza dubbio l’esponente più «spericolato» della Lost Generation, quella «Generazione Perduta» di artisti che dopo aver combattuto la Prima Guerra Mondiale in Europa decisero di stabilirsi a Parigi: da Hemingway a Ezra Pound, da Sherwood Anderson a John Dos Passos, quasi poi tutti immortalati in Fiesta di Hemingway. E così, trascorsi i fatidici 70 anni dalla sua morte, tutte le opere di Fitzgerald, fino ad oggi proposto in Italia dal gruppo Mondadori tornano libere. (continua…)

Usa, quei soldi donati dalle lobby per influenzare politici e leggi

dicembre 27, 2010

Un’inchiesta del Washington Post mostra come i gruppi di potere interessati a una norma spesso fanno donazioni a favore dei membri del Congresso che devono approvarla

Davide Ghilotti per “Il Fatto”

I politici americani finanziano le loro campagne elettorali con ingenti raccolte fondi. E le lobby se ne approfittano: usano le donazioni per “comprare” modifiche alle norme che non piacciono.Un’inchiesta del Washington Post mostra come, durante l’iter di approvazione delle leggi, i gruppi di potere donano spesso denaro ai politici. Per il quotidiano americano, questa pratica può di fatto alterare il normale corso legislativo, per favorire interessi specifici. (continua…)

Dove l’Africa si divide tra Oriente e Occidente

dicembre 27, 2010

Benny Morris per “Il Corriere della Sera”

Dobbiamo tenere d’occhio il Sudan, che sarà il prossimo teatro di guerra nello scontro di civiltà tra l’Occidente e l’Oriente. Le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano vogliono la secessione e il 9 gennaio 2011 andranno al referendum. Dimentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro tra Gaza e Israele, dimentichiamo— per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. E concentriamoci sul Sudan. D imentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro di sicurezza tra Gaza e Israele, e dimentichiamo — per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. Teniamo d’occhio piuttosto il Sudan, perché rischia di trasformarsi nel prossimo teatro di guerra nell’attuale e perdurante scontro di civiltà. Da decenni le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano (due milioni e mezzo di chilometri quadrati) combattono per liberarsi dai dittatori arabi musulmani che li governano da Khartoum. Nei ripetuti episodi di guerra civile, che si susseguono da cinquant’anni a questa parte, hanno trovato la morte da uno a due milioni di persone, soprattutto nelle regioni meridionali, ogni qualvolta i mezzi corazzati e i caccia bombardieri piombano dal nord a devastare e annientare i loro villaggi. (continua…)

Il risiko africano degli sceicchi

dicembre 27, 2010

Stefano Liberti per “Il Manifesto”

«Questo è il futuro. Riusciamo a produrre una tonnellata di erba medica con un metro cubo d’acqua». L’ingegner Mofareh Aljahbli quasi si commuove mentre mostra la camera idroborica in cui fa crescere i suoi prodotti: un container di metallo, dentro al quale sono impilate tante vaschette di plastica piene di semi. Grazie alla circolazione dell’acqua e all’ambiente umido, i semi germogliano a una velocità incredibile. «Il prodotto è pronto in una settimana. Abbiamo cominciato a gennaio e gli affari già vanno a gonfie vele».
Siamo a Kharj, cittadina polverosa a un’ora di macchina da Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. Un posto dove la pioggia è un evento eccezionale e l’acqua una merce rara. Eppure, nonostante la scarsità, il paesaggio intorno all’azienda di Aljahbli è una teoria di appezzamenti agricoli di piccole e medie dimensioni. Producono, come tante oasi verdi in mezzo al deserto, zucchine, melanzane, broccoli. Sono nate negli anni ’70, quando il governo del regno ha cominciato a sovvenzionare l’agricoltura locale per garantirsi la sicurezza alimentare e non dipendere troppo dagli aiuti esteri. (continua…)

Donne, scrittori e libri: i segreti di Mr Bellow

dicembre 27, 2010

Pubblicato l’epistolario del premio Nobel 1976: oltre 700 lettere ad amici e nemici, familiari e colleghi che spiegano la sua opera. Datate tra il 1932 e il 2004 parlano delle sue opere, dei divorzi e degli “errori più comuni”

Aridea Fezzi Price per “Il Giornale

Molti scrittori sono deludenti corrispondenti e molte delle lettere che scrivono hanno solo un rapporto marginale con la loro opera. Non nel caso di Saul Bellow (1915-2005), il premio Nobel per la letteratura nel 1976, indimenticabile autore di Herzog, Le avventure di Augie March, Il mago della pioggia e molti altri capolavori, la cui narrativa scaturiva sempre dalle sue esperienze personali, un’«autobiografia superiore» l’ha definita Martin Amis. Nel 1992 lo scrittore dichiarava in una lettera a Stanley Elkin: «Preferisco pensare alle pagine di narrativa che scrivo come a lettere rivolte alla gente che amo, per la maggior parte degli sconosciuti». (continua…)

La parabola del tycoon che sfidò Putin

dicembre 27, 2010

Ascesa e caduta di Khodorkovski

da “La Stampa

Mikhail Khodorkovski, 47 anni, ex patron del colosso petrolifero Yukos, un tempo tra gli oligarchi più brillanti e ricchi, è oggi il carcerato più celebre di Russia, per aver osato sfidare Vladimir Putin. Secondo le autorità russe Khodorkovsky è un criminale comune colpevole di aver rubato e rivenduto illecitamente enormi quantità di petrolio. Il premier Putin lo accusa di avere le mani sporche di sangue, paragonandolo a un mafioso del calibro di Al Capone e un truffatore quale l’ex finanziere americano Bernard Madoff.  (continua…)

C’è un paesaggio dietro quel Raffaello

dicembre 27, 2010

L’intervento ai raggi X permette di riscrivere una importante pagina di storia dell’arte

Arturo Carlo Quintavalle per “Il Corriere della Sera”

Può un fondo scuro, quasi nero, che scontorna le figure di uno dei dipinti più famosi di Raffaello, la «Madonna del Granduca» a Palazzo Pitti a Firenze, cambiare la storia di un pittore e il nostro modo di guardare la sua ricerca? Ed è possibile che una diagnosi recente sulla tavola condotta dall’Opd (Opificio delle Pietre Dure) di Firenze possa dare sul tema una risposta definitiva, dopo che tre generazioni gli storici dell’arte si sono divisi sulle due tesi: fondo nero sempre esistito, fondo nero aggiunto in seguito? Ecco, la risposta sta in poche parole di Marco Ciatti: «Le parti dipinte che si riscontrano sul fondo nero sono ritocchi successivi ». È un’opinione? No, è una certezza perché la analisi alla Fluorescenza X, in pratica una radiazione che analizza la componente chimica del pigmento, dimostra che le parti dipinte sul fondo nero e il fondo nero stesso non sono originari, quindi sono posteriori rispetto alla Madonna col Bambino. (continua…)

CAMDEN EYE BAR

dicembre 24, 2010

2, Kentish Town Road, London, NW1 9NX. Metro: Camden Town (Northen line). Tel: 0044(0)2072672622
Webwww.thecamdeneye.comEventi: Ppromozione di nuove band musicali, serate di poesia e mostre d’arte. Da non perdere il martedì sera, dedicato al disegno di nudo dal vivo. Altre foto qui

 

Il suo nome è Freud, Lucian Freud

dicembre 24, 2010

«Man with a Blue Scarf», il ritratto in sciarpa blu del celebre critico d'arte Martin Gayford

Ian Fleming lo prese come modello per 007. L’artista visto da vicino nel racconto del critico Martin Gayford, che ha posato per due quadri

Richard Newbury per “La Stampa

Come ci si sente, si chiede Martin Gayford, a posare da amico, oltreché rinomato critico d’arte internazionale, per due ritratti, un olio e un’acquaforte, fatti da un artista che ancora in vita – ha compiuto 88 anni l’8 dicembre – è diventato Old Master, Antico Maestro, e il cui nonno inventò quell’altra minuziosa indagine che mette a nudo l’essere umano, la psicoanalisi? Quando Martin Gayford si propose come modello a Lucian Freud, si conoscevano già perché qualche volta avevano pranzato insieme o erano andati a un concerto jazz.

«Le andrebbe di cominciare il prossimo giovedì sera?». «Ed è stato così – scrive Gayford in Man with a Blue Scarf: on sitting for a portrait by Lucian Freud, il suo libro appena uscito da Thames & Hudson, pp. 247, £ 18,98 – che attraversando lo specchio sono passato dallo scrivere di arte al diventarne un pezzo – anzi due pezzi, l’olio Man with a Blue Scarf e l’acquaforte Portrait Head -, un processo durato più di un anno e mezzo». (continua…)

«Questo è l’attimo (possibile) in cui nacque l’Universo»

dicembre 24, 2010

Bosone di Higgs, il primo indizio dal superacceleratore Lhc

Giovanni Caprara per “Il Corriere della Sera

La «particella di Dio» ha già un volto. «Potrebbe essere proprio il bosone di Higgs che cerchiamo» dice Guido Tonelli a capo dell’esperimento Cms, uno dei quattro installati nell’anello del superacceleratore Lhc al Cern di Ginevra. «Il segnale che abbiamo raccolto ha tutte le caratteristiche teorizzate – aggiunge Tonelli -. Una coppia di bosoni Z decadono e ciascuno emette due muoni. L’evento è stato ricostruito nei dati raccolti fino al mese di ottobre. Per la ricerca del bosone di Higgs si cercano, appunto, eventi con quattro muoni di questo tipo che però devono presentarsi in un numero ben maggiore. Quelli identificati sono troppo pochi e quindi sono considerati un fondo di misura. Però ciò che abbiamo visto ad un livello di energia di 200 GeV ci dice che siamo sulla strada giusta. E questo è importante per arrivare a destinazione». (continua…)


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