Pubblicate le lettere di Marie-Dominique Chenu a Vittorio Peri
Paolo Vian da “L’Osservatore Romano“
“Sono molto vecchio: i miei occhi sono malati. La mia scrittura non è buona, e provo difficoltà a leggere, a lavorare. Talvolta cedo alla tristezza”. Così scriveva da Parigi l’8 aprile 1987 il più che novantenne (era nato il 7 gennaio 1895) teologo domenicano Marie-Dominique Chenu a una famiglia di amici, romani di adozione, Franca e Vittorio Peri, con le loro cinque figlie. Quasi per consolarlo nelle prove e nelle tentazioni dell’abbattimento, Vittorio gli risponde, il 25 aprile, con una delle lettere più belle del carteggio che qui si presenta. Non si limita a esprimere a Chenu la convinzione che egli sia, rispondendo ai requisiti classici della doctrina orthodoxa, della sanctitas vitae, dell’approbatio Ecclesiae (per l’antiquitas ecclesiastica si tratta solo di attendere), un Padre della Chiesa, ma gli confida, con una straordinaria metafora venatoria, ciò che lui, Chenu, aveva rappresentato nella sua vita di cristiano e di studioso, a partire dall’incontro, nel 1953, dello “studentello” italiano con il volumetto di Chenu, Une école de théologie: Le Saulchoir (1937): “Non ho nessun particolare ricordo psicologico di me nel passato, ma ugualmente mi resta di quei mesi parigini una sensazione: come di essere guidato, tra incontri di persone e di idee e di situazioni, dall’istinto di un cane da caccia impazzito dietro a un mucchio di selvaggina, che correva e volava in tutte le direzioni. Almeno… così io immaginavo che provi psicologicamente un cane da caccia! Studiavo Origene: che spiegava come i cacciatori e i pescatori inseguivano misticamente, sui colli e nel mare, la sfuggente selvaggina delle parole e degli uomini di Dio, vedendone solo il dorso e le orme, sulla sabbia o nelle fessure della roccia. I profeti, insieme, costituiscono le maglie della rete di Dio. Ognuno di noi è preso nelle maglie della sua misura, del suo profeta, dove Dio lo spinge. A me è toccata la ventura bellissima di incappare in padre Chenu, per il quale, con lui, ringrazio il Signore”. (continua…)












Usa-Cina la fatica del potere
maggio 30, 2011Desideriamo tutti la semplicità, o almeno spiegazioni facili. Mentre Barack Obama compiva il suo tour trionfale, da celebrità politica numero uno in Europa, in tanti hanno voluto credere che l’America resta la potenza mondiale dominante, egemonica, nonostante tutte le profezie di un suo declino. Pochi giorni dopo, alla notizia che la Cina si sarebbe presto dotata di una base navale in Pakistan, in tanti l’hanno interpretata come una defezione di Islamabad nel campo cinese, a conferma che il potere andava a Oriente. Quale delle due affermazioni è corretta? Nessuna.
La realtà è molto più complessa. La natura e la distribuzione del potere nel mondo sono cambiate. E’ una mutazione avvenuta gradualmente nel corso degli ultimi decenni, ma ogni tanto un improvviso spiraglio di luce svela il grado di cambiamento. (continua…)
Etichette: cina, usa
Pubblicato in commenti | 2 Commenti »