Archivio per giugno 2011

THE CRICKETS, I FOUGHT THE LAW

giugno 30, 2011

Razza e nazismo, ecco il Céline maledetto

giugno 30, 2011

Tradotte per la prima volta le lettere dello scrittore francese pubblicate sui giornali collaborazionisti tra il 1941 e il 1944. Testi in cui rivendica il proprio ideale “ariano”, che poco dopo si rimangerà…

Stenio Solinas per “il Giornale

Da tempo ormai sappiamo, sulla base di documenti, di ricerche d’archivio, di riscontri incrociati, di epistolari rimasti a lungo sepolti, che la qualifica di «collaboratore», per Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), era pertinente. Céline «collaborò», non si limitò a scrivere qualche lettera ai giornali: rivendicò l’aver capito prima degli altri il disastro che si preparava per il suo Paese; rivendicò l’aver chiesto un’alleanza franco-tedesca; rivendicò la necessità di uno scontro all’ultimo sangue contro bolscevismo e democrazie liberali; rivendicò una linea di condotta recisa contro gli ebrei; auspicò una Francia razzialmente pura, nordica, separata geograficamente dal suo Sud meticcio e mediterraneo… Scelse con attenzione i giornali dove far apparire le sue provocazioni, ne seguì la pubblicazione, se n’ebbe a male quando qualche frase troppo forte gli venne tagliata, polemizzò aspramente. (continua…)

Sergey Pakhomov, Russian Landscape, 2011

giugno 30, 2011

La polizia segreta di Tambroni

giugno 30, 2011

Andrea Romano per “Il Sole 24 Ore

Già al tempo in cui le veline erano solo le informative riservate degli organi di sicurezza, il potere politico repubblicano si produceva in intrecci spericolati all’ombra delle istituzioni dello Stato. Intrecci popolati da esponenti di cordate rivali dello stesso partito di Governo, faccendieri e millantatori, ministri ed eversori, e che appaiono più fitti e confusi nelle fasi di passaggio da un equilibrio politico a un altro. Se state pensando alle cronache di queste ore siete fuori strada. Ma forse non del tutto. Perché il documento che anticipiamo, rinvenuto dagli storici Alessandro Marucci e Stefano Simoncini tra le carte di Amintore Fanfani nel corso del complesso lavoro di edizione dei diari del politico aretino, racconta una pagina inedita della storia italiana di mezzo secolo fa. Quando la lunga e sofferta transizione dal centrismo al centrosinistra, in particolare intorno alla crisi politica e di piazza del luglio 1960, produsse fibrillazioni che Aldo Moro avrebbe poi ricordato nel suo Memoriale come «il fatto più grave e più minaccioso per le istituzioni intervenuto in quel l’epoca». Eppure anche allora come oggi, senza bisogno di magistrati d’assalto o della circolazione via internet di intercettazioni o verbali d’interrogatorio, si racconta di un conflitto interno al partito di Governo combattuto a colpi di informazioni riservate e con l’uso partigiano di apparati dello Stato, sullo sfondo di un sottobosco di personaggi particolarmente abili nel prosperare anche materialmente tra le pieghe informali del potere pubblico. (continua…)

Scorsese racconta come nacque Taxi Driver

giugno 30, 2011

A Bologna in piazza Maggiore una video intervista al grande cineasta per introdurre la versione restaurata del film con Robert De Niro: ecco l’anticipazione

Davide Turrini per “Il Fatto

“Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui. Dì, ma con chi credi di parlare tu?”. Eccolo l’allucinato Travis Bickle, alias Robert De Niro, davanti ad uno specchio con giacca militare e una semiautomatica killer da sfoderare, nel monologo centrale di Taxi driverdiretto nel 1975 da un non ancora celebre Martin Scorsese.

Film dal valore inestimabile per la storia del cinema mondiale, palma d’oro a Cannes nel ’76(la prima vera palma d’oro postmoderna e americana) che domani, giovedì 30 giugno alle 22 in Piazza Maggiore a Bologna, potrete rivedere in tutto lo splendore della versione restaurata dalla Sony Columbia. (continua…)

CROCE ROTTA

giugno 30, 2011

CRI CRI! DA FIORE ALL’OCCHIELLO IMITATO IN TUTTO IL MONDO A CARROZZONE PARA-SOVIETICO MANGIA SOLDI – COME PASSARE DALL’EROICA RISALITA DELL’ITALIA CON IL GENERALE CLARK DI SUSANNA AGNELLI ALLA CONDANNA (900MILA €) DI MAURIZIO SCELLI PER “DANNO ERARIALE” – BILANCI IN ROSSO, 1600 PRECARI, MILITARI DISTACCATI IN SOVRANNUMERO – FINO ALL’IDEA MERAVIGLIOSA DI TREMONTI: PRIVATIZZIAMO LA CROCE ROSSA…

Fabio Martini per “la Stampa“, da “Dagospia

Era spuntata, eroicamente e per caso, sul campo di battaglia di Solferino nel 1859 e da allora, per un secolo e mezzo, è stata imitata in tutto il mondo. Ma proprio da noi – i pionieri – la Croce rossa è via via diventata uno degli ultimi lembi di Unione Sovietica, un carrozzone pubblico nel quale il costante afflato umanitario dei volontari ha finito per essere soffocato dalla gestione clientelare, statalista e spendacciona dei partiti.

Probabilmente la Croce rossa italiana – guidata per ironia involontaria da un organismo che si chiama Comitato centrale, proprio come quello del Pcus – sarà privatizzata per effetto della manovra economica in gestazione in queste ore: se così fosse, saranno i posteri a decidere, come dice il proverbio, chi abbia sparato sulla Croce rossa. (continua…)

Anniversari: Céline e Hemingway

giugno 30, 2011

Mezzo secolo fa, l’1 e il 2 luglio, morivano a distanza di poche ore il maledetto francese ancora lordo della duplice infamia di antisemitismo e collusione coi nazisti e lo scrittore americano circonfuso di gloria e gonfio di rum

da “La Stampa

Céline, la musica infernale del secolo breve
MASSIMO RAFFAELI
Due scrittori che non potrebbero essere più opposti e complementari, Ernest Hemingway e Louis-Ferdinand Céline, muoiono a distanza di poche ore, il 1˚ e il 2 luglio del 1961: l’uno, circonfuso di gloria e gonfio di rhum, si suicida nel suo buen retiro di Ketchum, Idaho, mentre l’altro, ancora lordo della duplice infamia di antisemitismo e collusione coi nazisti, si spegne per un aneurisma nel villino-catapecchia di Meudon, a Ovest di Parigi, dove è ritornato nel ’52 in semiclandestinità, dopo anni di prigione e di esilio in Danimarca. I giornali sparano su nove colonne il suicidio di colui che traduceva l’esistenza in velocità dattilografica incarnando la via americana alla letteratura, come ne fosse il mito temerariamente hard boiled ; al recluso di Meudon, viceversa, riservano scarne notizie di agenzia e qualche imbarazzato necrologio in cui si riferisce la scomparsa di una belva collaborazionista.  (continua…)

Antieroi solitari in fuga dal nulla

giugno 30, 2011

Il libro di Gianfranco Calligarich

Paolo Di Stefano per “Il Corriere della Sera”

Non siamo più abituati ai romanzi che si calano negli abissi. Non siamo più abituati a romanzi come Privati abissi di Gianfranco Calligarich (Fazi, pp. 200, € 18). Un romanzo il cui impianto è creato non tanto da azioni e colpi di scena ma dalle atmosfere e le atmosfere sono create dallo stile, come accadeva già ne L’ultima estate in città, il primo romanzo di Calligarich, amato da Cesare Garboli e da Natalia Ginzburg, pubblicato (anche grazie a loro) nel 1973 e opportunamente riproposto l’anno scorso da Aragno.

A differenza dei suoi personaggi, specie del narratore di quest’ultimo libro, afflitto da problemi cardiaci, Calligarich è scrittore dal respiro lungo, tanto che Privati abissi ha richiesto un’elaborazione di oltre un trentennio, ripensamenti e riscritture. Siamo a Roma nel 1968, quando in un caffè gestito dal vecchio Santandrea nei pressi di Piazza Navona, Al Tempo Ritrovato, un trentenne, approdato nella Capitale dalla Liguria (dove la famiglia aveva «un’importante fabbrica del ferro»), incontra la splendida Alessandra. Ci sono tutti gli elementi per un approccio fatale. Lui, taciturno e ombroso, ha dentro le maree di un’esistenza misteriosa, ha lasciato i suoi luoghi per mettersi a suonare il pianoforte nelle sale di registrazione, è diventato socio di Santandrea nel locale romano, abita in un monolocale con terrazzo e vista su una cupola, ha la stazza di un armadio dalle ante chiuse al punto da diventare, nel racconto, lo Sprangato Partner. Lei è figlia di un banchiere svizzero, un corpo compatto e un sorriso «a sfottere su bocca robustamente fatta». Verremo a sapere dopo che si porta dietro un passato traumatico, avendo subito gli oltraggi del padre, ma per il momento si trova al Tempo Ritrovato in compagnia di una donna mascolina, che in seguito a un breve litigio le versa addosso un bicchiere di whisky lasciandola in asso. È a quel punto che Alessandra si alza, attraversa le luci e le ombre del locale e si dirige verso l’Armadio chiedendogli di asciugarle il vestito bianco. (continua…)

Farrah Fawcett, Ryan O’Neal e l’enigma del ritratto di Warhol

giugno 30, 2011

Il quadro col volto dell’attrice scomparsa, in eredità all’Università del Texas, ricompare a casa dell’ex marito

Simona Marchetti per “Il Corriere della Sera

La vendetta dell’Angelo di Charlie con due anni di ritardo, grazie ad uno show televisivo e a una biografia un po’ troppo rivelatrice. Il 25 giugno 2009 Farrah Fawcett si arrendeva al cancro all’età di 62 anni e, alla lettura del testamento, grande fu la sorpresa nell’apprendere che a Ryan O’Neal, suo compagno on-off per oltre tre decenni e accanto a lei negli ultimi istanti di vita (tentò anche di sposarla, senza però fare in tempo), non aveva lasciato nemmeno un cent dei 6 milioni di dollari della sua fortuna. Una parte dei suoi averi (4,5 milioni) andarono, infatti, al figlio Redmond Fawcett O’Neal, mentre all’università del Texas l’attrice lasciò la sua vasta collezione d’arte, in ricordo degli studi di storia dell’arte fatti prima di darsi al cinema, compresi i due ritratti che Andy Warhol le aveva fatto nel 1980 e ammirati nel documentario Farrah’s Story, dedicato alla sua battaglia contro il tumore. Peccato però che una delle due serigrafie, raffigurante Farrah con le labbra rosso fuoco, la pelle candida e i sorprendenti occhi verdi, del valore di 30 milioni di dollari, non sia mai stata recapitata al campus di Austin e, malgrado l’università abbia pure assunto un investigatore privato per ritrovarla, nessuno ne ha più saputo nulla fino ad ora. (continua…)

Mario Draghi visto dagli altri

giugno 29, 2011

Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea è “la persona noiosa più importante del mondo”, scrive Foreign Policy

da “ilpost

La settimana scorsa Mario Draghi è stato nominato presidente della Banca Centrale Europea (BCE).Foreign Policy gli ha dedicato un lungo ritratto, spiegando chi è e cosa lo aspetta da una prospettiva diversa e un po’ più approfondita rispetto a quella “un-italiano-alla-BCE” che invece è circolata molto sui media italiani.

Com’è nel suo stile, Draghi non solo ha mancato la conferenza stampa di presentazione della sua nomina, ma non era neanche a Bruxelles quando è stata annunciata ufficialmente. Anche quando le persone cercano di congratularsi con lui, finiscono per essere scoraggiate dalla sua noia infinita. «Mario non era mai spettinato», racconta uno dei suoi compagni di classe della scuola gesuita dove Draghi è stato educato «è sempre stato molto serio». (continua…)

In poche parole

giugno 29, 2011

“Nella vita val più a volte una goccia di fortuna che non un intero barile di saggezza. “

(Diogene)

Gosha Ostretsov, Sex in the City (detail) – Kiss, 2008

giugno 29, 2011

All’impresa non piace Benito

giugno 29, 2011

Valerio Castronovo per “Il Sole 24 Ore

Di Gino Olivetti, segretario generale della Confindustria per un quarto di secolo dalla sua fondazione nel 1910, si può ben dire che sia stato il protagonista per eccellenza dell’opera di aggregazione e legittimazione sociale che diede voce e diritto di cittadinanza alla nascente classe imprenditoriale. Poiché contribuì in modo determinante a porre le fondamenta di una sua robusta rappresentanza unitaria (rispetto a un nucleo precedente di sodalizi sparsi localmente e per lo più fragili) e poi a elaborare le linee direttrici di quella che sarebbe presto divenuta la principale organizzazione di categoria del mondo economico italiano.
Del ruolo preminente svolto da Olivetti (che, va precisato, non aveva alcun legame di parentela con Camillo Olivetti, fondatore dell’omonima impresa di Ivrea) al vertice della Confederazione, numerosi sono i riferimenti in diversi saggi (a cominciare da quello comparso quasi cinquant’anni fa di Mario Abrate, riguardante la Lega industriale di Torino) che sono stati dedicati alle vicende della nostra prima industrializzazione. E ciò perché egli non si limitò a fare da spalla ai presidenti man mano avvicendatisi a capo dell’associazione imprenditoriale ma fu sovente l’ispiratore di alcune delle loro principali decisioni e comunque un collaboratore altrettanto sagace che prezioso, ma con una propria indipendenza di giudizio. Del resto, Olivetti fu anche un parlamentare nelle file dei liberali e membro di importanti commissioni parlamentari. Tuttavia, mancava finora una sua biografia che ripercorresse l’itinerario di questo alfiere per tanto tempo della causa industrialista e ricostruisse la trama e l’ordito dei suoi propositi e delle sue iniziative nel quadro della politica economica dall’età giolittiana agli anni centrali del periodo fascista. È quanto ha fatto adesso una giovane studiosa dell’Università di Siena, Eleonora Belloni. (continua…)

Afghanistan, torna l’Alleanza del Nord

giugno 29, 2011

I leader delle opposizioni tagica, uzbeca e hazara si sono incontrati a Kabul per sancire la nascita di una nuova alleanza anti-talebana, decisa a bloccare il processo di riconciliazione

Enrico Piovesana per “Peacereporter

In vista del disimpegno militare occidentale in Afghanistan e del ritorno al potere dei talebani, concordato con Karzai e con gli stessi americani, il paese asiatico sembra prepararsi a riportare indietro di quindici anni le lancette dell’orologio afgano.

Esattamente al 1996, quando per contrastare l’avvento al potere dei talebani, le minoranze etniche non-pashtun del nord (tagichi, uzbechi e hazara, che insieme costituiscono però maggioranza) si allearono tra loro formando il Fronte Islamico Unito, noto in Occidente come ‘Alleanza del Nord’. (continua…)

La Pacifica Alleanza dell’America Latina

giugno 29, 2011

Colombia, Cile, Messico e Perù hanno siglato un accordo di integrazione economica. Non si tratta di un’alleanza delle destre o di una piccola Alca, ma della sponda latinoamericana dell’Apec, e del riconoscimento implicito dell’importanza dei legami con l’Asia

Maurizio Stefanini per “Limes

Nel settembre del 2009 si iniziò a parlare della possibile integrazione tra le Borse di Lima, Bogotá e Santiago, allo scopo di costruire una realtà di dimensioni comparabili a quelle delle Borse di San Paolo del Brasile e di Città del Messico. Il 9 novembre 2010 è stato firmato a Lima l’accordo per la costruzione del Mercato integrato latinoamericano (Mila), nato ufficialmente il 22 novembre. Juan Pablo Córdoba, presidente della Bolsa de Valores de Colombia (Bvc), ha ricordato come il Mila potesse mettere assieme 46 società con oltre un milione di dollari di transazioni al giorno, e 58 valori con tra 500.000 e un milione di dollari di transazioni. Durante il vertice iberoamericano di Mar del Plata del 3-4 dicembre il presidente messicano Felipe Calderón manifestò il proprio interesse per un accordo con l’asse Colombia-Perù-Cile. (continua…)


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