Archivio per luglio 2011

Dash Snow, Polaroid wall, 2005

luglio 31, 2011

Nuovo cinema Medavoy

luglio 31, 2011

Cristina Battocletti per “Il Sole 24 Ore

Un pezzo del produttore cinematografico Mike Medavoy è sicuramente passato nelle nostre vite senza che noi ce ne accorgessimo. Da par suo. Timidissimo e grande lavoratore, la sua determinazione è stata decisiva per più di trecento pellicole, alcune delle quali hanno reso grande Hollywood dalla fine degli anni Sessanta a oggi. Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman, Io e Annie (1977) di Woody Allen, Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, Philadelphia (1993) di Jonathan Demme fino alle ultime due produzioni Shutter Island (2010) di Martin Scorsese e Il cigno nero (2010) di Darren Aronofsky. Il 9 agosto alla 64ª edizione del Festival del cinema di Locarno – dal 3 al 13 agosto nella cittadina svizzera – Medavoy riceverà il premio Raimondo Rezzonico per la capacità e il coraggio di sostenere gli artisti. (continua…)

Ciudad Juarez, capitale dei narcos dove un killer costa sessanta euro

luglio 31, 2011

Viaggio nella città al confine con gli Usa, la più violenta del mondo. A metà luglio 50 persone hanno perso la vita

Ettore Mo per “Il Corriere della Sera

In questa sterminata città di frontiera con gli Stati Uniti, i cronisti di nera (come si dice in gergo) non soffrono affatto l’angoscia dei loro colleghi residenti in altri Paesi relativamente pacifici, sempre in attesa del grande evento che pare non arrivi mai.
Qui avviene tutto il contrario. Appena metti piede in albergo non ti danno neppure il tempo di disfare la valigia. È già pronta la macchina di Riccardo, fotoreporter d’assalto di El Diario che, sguainando un sorriso, subito si propone nel duplice ruolo d’autista e di guida. Corre da mettere paura: una mano al volante, l’altra sul cellulare incollato all’orecchio sinistro attraverso cui la sua redazione impartisce ordini e cambiamenti di rotta. Un dialogo rapido, stretto, essenziale. (continua…)

Un artista capace di far tutto e bene dal teatro d’autore agli “Intoccabili”

luglio 31, 2011

Vero e proprio caso mediatico David Mamet: ha una vena da polemista di razza espressa in libelli subito diventati leggendari. Nel cinema ha saputo dare profondità anche a registi “muscolari” e di cassetta

Claudio Siniscalchi per “il Giornale

Dai primi decenni del Novecento, quando Hollywood divenne la mecca del cinema, e poi la nuova Bisanzio, la nuova Babilonia, la porta dell’Inferno (l’elenco dei giudizi negativi potrebbe continuare a lungo), gli intellettuali europei hanno considerato il regista uno schiavo del sistema. È nota la delusione di Luis Buñuel (la quintessenza dell’artista europeo) nel vedere il viennese Josef von Sternberg, dipendente di lusso della Paramount, pranzare tranquillamente mentre i suoi assistenti preparavano il set dove poco dopo si sarebbe mossa la divina Marlene Dietrich. La raffigurazione del regista americano è oscillata tra due polarità: un venduto al sistema o una vittima schiacciata dall’arroganza dei produttori. Nei primi anni del secondo dopoguerra in Francia i «giovani turchi» sulle pagine dei Cahiers du cinéma, in aperta polemica con la critica ufficiale francese (filocomunista) che non amava il cinema americano, idolatrarono una serie di geni della messa in scena (Welles, Hawks, Hitchcock). Maestri della forma, sapienti artigiani paragonabili agli artisti rinascimentali, sempre impegnati a fronteggiare i produttori. Ma che potessero essere lucidi interpreti del proprio tempo, paragonabili addirittura ai filosofi, nemmeno a parlarne. (continua…)

Dalla lotta alla mafia all’ultima pedalata, i miei venticinque anni accanto a Peppe

luglio 31, 2011

Falcone non parlava molto con i giornalisti, ma quando lo conobbe rimase affascinato dal suo modo di lavorare. Giorgio Bocca, seduto con lui nell’aula bunker al processo Andreotti gli chiedeva: “Ma tu come le sai tutte queste cose?”

Attilio Bolzoni per “la Repubblica

L’ultimo pezzo di strada che abbiamo fatto insieme è stato lungo venticinque anni. L’amico di una vita. Al giornale e fuori dal giornale. È cominciato tutto a Palermo tanto tempo fa e sarebbe ricominciato tutto un’altra volta a Palermo fra qualche settimana. A Peppe piaceva la mia Sicilia, Palermo lo rapiva. C’eravamo conosciuti prima ma amici siamo diventati dopo. Quando lui era già venuto in cronaca a Roma – da Napoli, dove prima era alla redazione di Paese Sera e poi corrispondente di Repubblica – e io stavo ancora laggiù a farmi mangiare dalla paura. Scrivevo di mafia. Solo Peppe aveva capito sino in fondo la mia solitudine e con la sua generosità aveva fatto capire a tutti gli altri cosa significava fare quel mestiere a Palermo. Era l’inizio del 1987, forse primavera. Sulla sua pelle c’erano ancora i segni di chi era sopravvissuto in terra di camorra. Lui il Natale di due anni prima l’aveva passato nel carcere di Carinola, arrestato per avere pubblicato un articolo su capi crimine e neri coinvolti nella strage del rapido 904. Uno scoop. Il primo di tantissimi altri scoop che hanno fatto la storia di Repubblica. (continua…)

I dieci scoop che sconvolsero il mondo

luglio 31, 2011

William Thomas Stead

Dopo aver portato alla luce lo scandalo del News of The World, il Guardian celebra cento anni di inchieste

Francesco Tortora per “Il Corriere della Sera

Nelle ultime settimane lo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del News of the World, storico settimanale fondata nel 1843, ha suscitato grande clamore nell’opinione pubblica inglese e internazionale . La scarsa deontologia professionale dei giornalisti del tabloid di Rupert Murdoch è stata condannata unanimemente dagli analisti che però allo stesso tempo hanno elogiato il ruolo avuto in questa storia dal Guardian di Londra, il quotidiano che già nel luglio del 2009 aveva denunciato le sistematiche e ripetute intercettazioni illegali di politici e personalità dello spettacolo portate a termine dai reporter del settimanale britannico. Partendo dagli elogi ottenuti per questo ultimo scoop, il quotidiano londinese, nella sua versione online, dedica un reportage fotografico a quelle che a suo avviso sono le 10 inchieste giornalistiche più importanti della storia (continua…)

Paolo Conte, Nina

luglio 30, 2011

Paolo Conte – Bamboolah

luglio 30, 2011

Josephine Meckseper, Pyromaniac 2, 2003

luglio 30, 2011

La guerra a Gheddafi e la difficoltà di Eni, Finmeccanica e Impregilo

luglio 30, 2011

Il cane a sei zampre perde 280 mila barili al giorno. Minori entrate anche per lo Stato

Vittorio Malagutti per “Il Fatto

Quando tutto è cominciato, a febbraio di quest’anno, Paolo Scaroni aveva tagliato corto con queste parole: “Le agitazioni politiche nei Paesi del Nordafrica non avranno alcun impatto su Eni”. Troppo presto. Troppo facile. Certo, in quel momento solo le solite Cassandre ammonivano sul rischio che la rivolta libica si trasformasse in una vera e propria crisi internazionale. Fatto sta che ieri Scaroni è stato costretto a fare marcia indietro. “Il primo semestre del 2011 – ha spiegato agli analisti il numero uno dell’Eni – ha sofferto della mancata produzione in Libia che ha avuto un impatto su tutti i nostri settori d’attività”. Ecco spiegato, allora, il calo del 6 per cento (a 3,8 miliardi di euro) dei profitti del gruppo nei primi sei mesi dell’anno. E l’effetto Gheddafi si è fatto sentire soprattutto da aprile a giugno, quando la rivolta è diventata una guerra. In quel trimestre la produzione è calata addirittura del 15 per cento, con profitti in diminuzione del 30 per cento circa. (continua…)

Le dimissioni dei vertici dell’esercito turco

luglio 30, 2011

I quattro comandanti di più alto grado delle forze armate si sono dimessi dopo l’arresto di 22 ufficiali, accusati di avere complottato contro il partito del premier Erdogan

da “ilpost

Il capo di stato maggiore delle forze armate turche, generale Işık Koşaner, ha lasciato l’incarico venerdì sera insieme ai comandanti dell’esercito, della marina e dell’aviazione. La decisione, formalmente una richiesta di pensionamento anticipato per i quattro militari, è stata presa per protestare contro l’arresto di numerosi ufficiali dell’esercito accusati di complottare contro il partito di governo. Koşaner, 66 anni, era capo di stato maggiore dall’agosto del 2010. Oggi il presidente della Turchia Abdullah Gul è intervenutoper dire che non c’è nessuna crisi in atto, ma che la decisione dei vertici militari rappresenta comunque una «situazione straordinaria». (continua…)

Kabbalah e coltelli, assassinato in Israele il rabbino più misterioso

luglio 30, 2011

Aldo Baquis per “La Stampa”

La comunità ortodossa ebraica in Israele è rimasta ieri sconvolta da un brutale fatto di sangue maturato a Beer Sheva, nella regione meridionale del Neghev, all’interno di una «corte rabbinica» di cabbalisti dotata di notevole peso finanziario e tradizionalmente avvolta nel mistero.

Alla mezzanotte di giovedì il leader carismatico dei cabbalisti, il rabbino Elazar Abu Hatzera, 63 anni, è stato aggredito di sorpresa da un seguace in una stanza interna del collegio rabbinico e pugnalato quattro volte al cuore con un coltello da cucina, per ragioni per ora ignote.

«Per noi – ha esclamato uno dei discepoli – questo episodio equivale alla uccisione di Yitzhak Rabin», il premier laburista assassinato da uno zelota nel 1995. Ieri decine di migliaia di ortodossi hanno seguito, singhiozzando disperatamente, il feretro del rabbino Abu Haztera fino al cimitero del Monte degli Ulivi di Gerusalemme, dove è stato sepolto. Con lui sono stati inumati gli oggetti macchiati dal suo sangue, inclusi i vestiti dell’assassino, Asher Dahan. (continua…)

Egitto, la sospetta legge elettorale decisa dai militari

luglio 30, 2011

Il governo retto ad interim dai militari ha reso noto il contenuto della nuova legge elettorale. Secondo alcuni osservatori si tratta di un compromesso tra le richieste della Fratellanza musulmana e quelle dei gruppi d’ispirazione liberale. Ma c’è il sospetto che sia anche un tentativo per preservare parte degli interessi degli esponenti del passato regime

Giovanni Mafodda per “Limes

Il governo egiziano, retto ad interim dai militari, ha reso noto il contenuto delle norme che trasformano l’attuale legge elettorale e che verranno utilizzate per gestire le elezioni parlamentari, nelle speranze di molti le prime genuinamente democratiche, che dovrebbero tenersi alla fine di novembre. (continua…)

LET’S TWITTER AGAIN!

luglio 29, 2011

Dagoreport da “Les Echos” - http://bit.ly/n2hVMA

Un fenomeno planetario con oltre 200 milioni di utenti e circa 100 milioni di messaggi trasmessi al giorno, 10 dipendenti nel 2006, più di 400 oggi, potenzialmente 3000 nel 2013. Un valore finanziario che dal febbraio 2010 al marzo 2011 è passato da 140 milioni a 1,4 miliardi di dollari. Tutto questo è Twitter. Un successo mondiale dietro a cui si nasconde un solo uomo: Evan Williams. O almeno questo è ciò che racconta l’azienda…

Secondo la versione ufficiale pubblicata su “20 Minutes” del 15 aprile 2011, infatti, Williams, un ex di Google, creò una start-up chiamata Odeo per sviluppare una piattaforma di podcast. Poi arrivò iTunes e così chiese a due dipendenti, Biz Stone, anche lui ex di Google, e Jack Dorsey, di pensare a qualcos’altro. Quel qualcos’altro non era altro che Twitter, un’impresa in cui Williams si sarebbe però lanciato da solo, dopo aver acquistato le azioni degli altri soci.

Tutto qui? Non proprio, perché la storia ignora completamente il ruolo di colui che, a detta di tutti, è il vero progettista di Twitter: Noah Glass. Costretto a lasciare il sito di micro-blogging nel 2006, è stato del tutto cancellato dagli annali della compagnia. Fino ad aprile, quando un’inchiesta di “Business Insider” ha fatto luce sulla faccenda. “In realtà – ha spiegato Noah – non ho fatto tutto da solo, è stato un lavoro di gruppo. Ma di certo senza di me Twitter non esisterebbe”. (continua…)

Jules de Balincourt, People Who Play and The People Who Pay, 2004

luglio 29, 2011


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