Archivio per agosto 2011

100 YEARS / STYLE / EAST LONDON

agosto 31, 2011

Comparons la NGP avec la 3DS à l’aide d’une fille en Bikini…

agosto 31, 2011

qui

Emanuele Cappello, Amanti, 2000

agosto 31, 2011

Gemelli che confondono le idee

agosto 31, 2011

Josef Mengele

Guido Barbujani per “Il Sole 24 Ore

Nel libro di Jorge Camarasa “Mengele. L’angelo della morte in Sudamerica” troviamo criminali nazisti in fuga, inquietanti esperimenti scientifici, sonnolenti villaggi di confine e una generazione di creature concepite in laboratorio per una finalità mostruosa. Un thriller affascinante e piuttosto ben raccontato. Ma sarà poi vero?
A qualcuno torneranno in mente I ragazzi venuti dal Brasile, il romanzo di Ira Levin o il film con Gregory Peck. Josef Mengele, già ufficiale medico ad Auschwitz, crea in Brasile decine di cloni del Führer, e li fa crescere in famiglie identiche a quella di Hitler. Perché i ragazzi restino, come Hitler, orfani a quattordici anni, bisogna però assassinare i padri, e qui non svelerò la sorpresa finale. Il nome del protagonista è reale, ma la storia immaginaria. Siamo nel regno della fiction.
Jorge Camarasa, giornalista e storico argentino, pensa però che questa fiction somigli molto alla realtà, e che Mengele abbia davvero cercato di produrre una razza eletta nel sud del Brasile. E così va a cercarne le prove a Cândido Godói: un villaggio noto per l’alta incidenza di parti gemellari. Ce ne sono così tanti, di gemelli, che ogni due anni si fa una festa: si eleggono reginette di bellezza, si vendono boccette di un’acqua che garantirebbe un’eccezionale fertilità. Secondo il dottor Silva, dell’ospedale locale, il fenomeno «sfugge a qualsiasi spiegazione razionale». Anzi no, una spiegazione ci sarebbe: negli anni Sessanta arriva Josef Mengele e cominciano i parti gemellari. Può essere, ci chiede Camarasa, solo una coincidenza? (continua…)

Google perde l’esclusiva della sua ‘formula magica’

agosto 31, 2011

Quest’anno scade l’accordo tra Mountain View e l’università di Stanford per l’utilizzo di Pagerank, l’algoritmo alla base del motore di ricerca. Ma i tempi sono cambiati e non è detto che ci sia qualcun altro interessato a sfruttarne la potenza. Ecco la storia di una formula che ha cambiato la tecnologia per sempre

Alessio Sgherza per “la Repubblica

POTREMMO considerarlo un simbolo, una prova che un’epoca è finita, se qualcuno avesse ancora dubbi. Quest’anno scade infatti la licenza esclusiva di Google per l’utilizzo di Pagerank, l’algoritmo – o forse dovremmo chiamarla ‘formula magica’ – che ha rivoluzionato la ricerca delle pagine internet, un business su cui Big G ha costruito il suo impero.

Ma che sia finita un’epoca è indicato dal fatto che probabilmente non ci sarà nessuna corsa per ottenerne i diritti di utilizzo: ormai il mondo, e i soldi veri, non sono più nella ricerca pura, settore dominato da Google con un unico serio avversario, Microsoft e il suo Bing.

“Ormai – spiega Paolo Ferragina, ordinario di algoritmi all’università di Pisa – passa tutto dai social network e dalla profilazione degli utenti, fondamentale da un punto di vista pubblicitario”, e quindi di ritorno degli investimenti. Analisi condivisa da Andrea Rangone, direttore degli Osservatori del Politecnico di Milano: “È sempre difficile fare previsioni, perché un nuovo attore che rivoluziona i paradigmi può sempre arrivare. Ma la ricerca ormai è strettamente collegata al mondo social”. E il mondo della socialità è dominato da logiche diverse di quelle prese in considerazione da Pagerank. (continua…)

Da Wolfe a Marcus. Ci vuole fegato per scrivere di rock

agosto 31, 2011

Antonio Lodetti per “il Giornale

Non ha letto Sulla strada di Kerouac e non ha mai visto Easy Rider «perché entrambi mi sembravano stupidi ogni volta che qualcuno mi diceva cosa mi stavo perdendo». Dice che nel rock le canzoni «on the road» sono fantasie, per giunta di scarso valore, perchè il senso di libertà in esso contenute non esiste. «Si può andare ovunque solo se si proviene da nessun dove, e nessuno proviene dal nulla». Non è l’ultimo dei reazionari ma Greil Marcus, che pubblica in questi giorni Bob Dylan. Scritti 1960-2010 (Odoya), che sarà presentato a Mantova la prossima settimana, ed è un simbolo di quel giornalismo musicale che ha trasformato la critica rock in un vero movimento culturale. Un movimento nato dal new journalism degli anni ’60 e basato su una scrittura intellettual-freak, edonista, sopra le righe (spesso sotto gli effetti della droga), estrema che si chiamò giornalismo «Gonzo» dal soprannome di Hunter S. Thompson, articolista di Rolling Stone che scrisse Paura e disgusto a Las Vegas, versione psichedelica di Sulla strada. Il sogno di tutti gli intellettuali alternativi degli anni ’40 e ’50 era il romanzo. Più esattamente era un ossessione, come sostiene Tom Wolfe: «Il romanzo non era soltanto una forma letteraria, era un fenomeno psicologico». Poi si invertì la tendenza e scrittori come Truman Capote, Norman Mailer, Terry Southern, Gay Talese presero a mescolare tecniche letterarie e pezzi di cronaca giornalistica su giornali cone Herald Tribune e Esquire e secondo Wolfe «questa scoperta, all’inizio umile, in realtà rispettosa, era il fatto che si potesse scrivere per un giornale come se si stesse scrivendo un romanzo». (continua…)

Resistenti, indifferenti e «collabò». L’intellighenzia francese sotto Hitler

agosto 31, 2011

Eugenio Di Rienzo per “il Giornale

La nostra memoria visiva conserva alcune indimenticabili testimonianze della «strana disfatta» della Francia nel secondo conflitto mondiale, culminata con l’ingresso delle truppe naziste a Parigi il 14 giugno 1940. La sfilata trionfale dei reparti della Wehrmacht, lungo gli Champs-Élysées, di fronte alla cittadinanza stordita dall’incredulità e dalla disperazione. La visita-lampo di Adolf Hitler al Sacro Cuore e alla Torre Eiffel, alla luce incerta della livida alba del 23 giugno. Infine, un grande film del 1980 (L’ultimo métro di François Truffaut) che narra le vicissitudini di un regista e impresario ebreo, nascosto nella cantina di un teatro parigino per sfuggire alla cattura e per continuare a dirigere, da quel rifugio, le rappresentazioni delle sue commedie. (continua…)

Guatemala, gli americani usarono i neri come cavie

agosto 31, 2011

Anni 40, studi sulla sifilide: 83 morti. Obama si scusa

Maurizio Molinari per “La Stampa

Sono almeno 83 le vittime dei macabri esperimenti condotti da dottori pagati dal governo degli Stati Uniti su migliaia di civili in Guatemala fra il 1946 ed il 1948: ad attestarlo è il rapporto pubblicato dell’apposita commissione di indagine creata dal presidente Usa Barack Obama lo scorso novembre, con un duro atto d’accusa nei confronti del «ricorso ad esseri umani come cavie» nel tentativo di trovare rimedi con la penicellina alle più gravi malattie veneree. (continua…)

Il progresso navigava con la noce moscata

agosto 31, 2011

La Via delle Spezie. Dall’antichità a Vasco de Gama fino all’800, tra commercio e innovazioni tecnologiche

Roberto Duiz per “La Stampa

Fin dagli inizi del ’400, dalla Fortaleza de Sagres a Cabo de São Vicente, nel Sud del Portogallo, Enrico il Navigatore scrutava l’oceano e immaginava terre da esplorare oltre l’orizzonte che il suo sguardo non riusciva a superare. Organizzò una scuola di navigazione perché si mettesse a punto, in segreto, un tipo di nave capace di sfondare quel limite. Un vero e proprio laboratorio, in cui chiamò a cooperare geografi, matematici ed esperti di tecnica velica. Fu lì che nacque la caravella, prima nave tecnologicamente capace di dimostrare che il mondo non finiva lì dove cominciava il mare. Le imbarcazioni portoghesi presero ad avventurarsi lungo la costa occidentale africana, spesso tornando cariche di schiavi da scaricare e mettere in vendita nel porto di Lagos. Ma bisognò attendere quasi la fine del secolo perché Vasco de Gama arrivasse fin dove l’Africa finiva e scoprisse che si poteva continuare a navigare virando verso Est, oltre quello che fu chiamato Capo di Buona Speranza: andò così incontro agli aromi delle spezie d’Oriente lungo una via tutta liquida, navigando al largo, in questo modo liberando il lungo percorso da tutti gli ostacoli che dovevano superare le spedizioni via terra. (continua…)

La battaglia del cavallo che liberò i malati di mente

agosto 31, 2011

Qui sopra: il corteo di «Marco Cavallo», nel quale si distinguono, da destra, Giuliano Scabia, Dino e Vittorio Basaglia. «Marco Cavallo» venne portato fuori dal manicomio San Giovanni di Trieste, aprendo una breccia nel muro di cinta, il 25 febbraio 1973. A volere l’iniziativa fu il direttore dell’ospedale psichiatrico Franco Basaglia (1924-1980), nella foto a destra

La lotta di Trieste contro i manicomi. Con la legge 180 è stato restituito il pieno diritto di cittadinanza ai degenti

Claudio Magris per “Il Corriere della Sera

Il 12 giugno 1972, il presidente della Provincia di Trieste riceve una lettera firmata «Marco Cavallo», in cui l’animale, che ha sentito l’odore del mattatoio cui è verosimilmente destinato, rivendica il diritto a un meritato pensionamento, dichiarandosi pronto a continuare a svolgere il suo lavoro, documentando la sua capacità di farlo e testimoniando la volontà di molti suoi amici umani, viventi nello stesso Ospedale psichiatrico di Trieste, di provvedere al suo sostentamento vita natural durante e di pagare alla Provincia la medesima cifra che ricaverebbe dalla sua vendita. Il 30 ottobre dello stesso anno la giunta provinciale di Trieste delibera la vendita del cavallo in dotazione dell’Ospedale psichiatrico dal 1959 e addetto al trasporto di biancheria, rifiuti di cucina e altro materiale, decidendo di sostituirlo con un motocarro.

È così che comincia la storia di Marco Cavallo, che non sarà venduto e non morirà, anzi continua a vivere e a galoppare per il mondo, portando in groppa il malato che ha scritto per lui quella lettera e molti altri suoi compagni di sventura. Diventerà il simbolo, ilare e picaresco, di quella liberazione che è stata la cosiddetta riforma Basaglia, la legge 180 che ha trasformato l’istituzione manicomiale e soprattutto la condizione di molti dei suoi degenti e che non sarebbe stata possibile senza l’impegno di tanti che hanno lottato per essa e di quel presidente destinatario della lettera di Marco Cavallo, Michele Zanetti. (continua…)

Sole nero sui passi del giusto

agosto 31, 2011

Cristiana Dobner per “L’Osservatore Romano

Lo scrittore e giornalista ebreo Pierre Assouline, di origini marocchine e con studi alla Scuola di lingue orientali di Nanterre, già direttore della rivista letteraria «Lire» nonché autore di numerose biografie accurate e complete di celebri personaggi — quali Simenon, Gallimard, Cartier-Bresson, tanto da autodefinirsi un «serial biografo» — sorprende ora i suoi lettori con una biografia dedicata a Giobbe, il personaggio biblico, «uno dei vertici della poesia di tutti i tempi».

Lo stesso titolo Vies de Job. (Parigi, Gallimard, 2011, pagine 491, euro 21,50) incuriosisce per quel plurale che annuncia qualche cosa d’insolito, infatti se è una biografia critica che presenta molteplici facce e sfaccettature, è pure un romanzo autobiografico: «Non è nulla. Non è un racconto, neppure un discorso. Perdonatemi. Lo ho chiamato romanzo perché me lo si perdoni».

Si tratta proprio del libro di Giobbe che ha ispirato innumerevoli commentari ebraici, cristiani, musulmani, acceso il guizzo ispirativo degli artisti, dei pittori, degli scrittori nel corso dei secoli. (continua…)

Daido Moriyama Whore, Yokosuka, 1970

agosto 30, 2011

VON UNWERTH, Ellen – Untitled – Date of printing: 2011

agosto 30, 2011

Jorg Immendorff, Solo, 1988

agosto 30, 2011

IN BOCCA A GOOGLE! – IL MOTORE DI RICERCA DI MOUNTAIN VIEW CONQUISTA IL MONDO E MANDA TUTTI PER STRACCI – LA STRATEGIA È DI ACCAPARRARSI LA VERA CUCCAGNA DEL WEB, CIOÈ LA PUBBLICITÀ – SU 26 MILIONI DI UTENTI UNICI NEL MESE DI GIUGNO, 24 SONO PASSATI PER GOOGLE, PIÙ DEI 21 DI FACEBOOK, DEI 19 DI MICROSOFT E DEI 10 MILIONI SCARSI DI TUTTE LE TESTATE DI RCS O DEL GRUPPO ESPRESSO. SE NON SEI UN BRAND, VIVI SOLO SE GOOGLE TI ESPONE…

agosto 30, 2011

1 – FORZIERE GOOGLE
Paola Pilati per “L’Espresso”, da “Dagospia

Per un’azienda che ha un giro d’affari di 29 miliardi di dollari (20,1 miliardi di euro), investirne 12,5 pagando cash, in moneta sonante, per acquistare un produttore di telefonini non è cosa da tutti i giorni. Lo ha appena fatto Google il 15 agosto, con un blitz che ha riscosso l’ammirazione dei mercati, e non solo per l’entità dell’operazione, ma perché è il guanto di sfida definitivo lanciato all’attore più forte sulla scena, la Apple con la sua potenza innovativa.

Ma l’ambizione di Google non soffre complessi d’inferiorità. Dove si sta dirigendo e come sta cambiando pelle il motore di ricerca viene spiegato nelle pagine a seguire, ma è certo che ovunque arriva travolge assetti stratificati, surclassa i concorrenti, impone nuove regole di business. Il mercato italiano, nel suo piccolo, ne è un test interessante.

Google Italia fattura 28 milioni di euro, e ne ha 26 di costi. Scarsetta solo in apparenza. Perché il grosso dei rapporti commerciali viene tenuto dalla sede irlandese ma soprattutto perché la sua crescita vertiginosa come player nel campo dei media ha imposto ai big nazionali una partita che neanche immaginavano. Quella del controllo dei propri contenuti e del fatturato pubblicitario che ne deriva. (continua…)


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