Armando Torno per “Il Corriere della Sera“
Vsevolod Chaplin è capo del dipartimento delle pubbliche relazioni della Chiesa ortodossa russa. Da tempo va ripetendo che Lolita di Nabokov e Cent’anni di solitudine di Márquez dovrebbero essere messi al bando perché diffondono la pedofilia. Un recentissimo lancio dell’agenzia Tass, ripreso ieri da altre occidentali, ha ribadito l’accusa. Peccato che non se ne sia parlato nell’incontro alla Biblioteca Lenin di Mosca tra Putin e gli scrittori più noti e dalla generosa tiratura. Tra gli altri c’erano Weller, Marinina, Ustinova, Prilepin. Quest’ultimo è considerato il dissidente di sempre, almeno dalla stampa europea e americana. Nessuno ha invitato Chaplin. E Tatiana Zonova, che insegna all’Università delle Relazioni Estere, ci ha confidato al telefono: «La censura proposta dalla Chiesa russa per Nabokov e Márquez reca un danno per la reputazione della cultura russa all’estero. Non è più il tempo di simili dichiarazioni, anche se chi le ha fatte è un’alta autorità ortodossa».
Viktor Gajduk, professore all’Università di Mosca e accademico delle scienze della Federazione Russa, già vicino a Gorbaciov, precisa: «Padre Chaplin è indubbiamente una persona rigorosa. Lo è sempre stato. Infatti lo ricordo al tempo dell’Urss quando insegnava ateismo scientifico e ora, pur con tutto il rispetto che gli dobbiamo, sta prendendo un granchio. Sostenere che la pedofilia sia diffusa da autori come quelli contro cui ha scagliato l’anatema, è fuori luogo. Del resto, un’accusa così assurda potrebbe essere mossa anche contro Dostoevskij e Tolstoj; nemmeno Cechov si salverebbe». Per chiudere il cerchio di tale polemica, va aggiunto che Michail Svydkoj, rappresentate speciale per i contatti culturali del presidente russo, dopo aver ironizzato su Chaplin ha proposto di ritirare dalle biblioteche – soprattutto quelle scolastiche - I fratelli Karamazov di Dostoevskij e, del medesimo autore, l’ Idiota. Poi, con ampio sorriso, ha aggiunto Guerra e pace di Tolstoj. Infine ha precisato: «Negli scrittori russi c’è molto da censurare». Padre Chaplin, comunque, ha altresì notato che è ora di attuare una rivoluzione morale e mesi fa si scagliò contro l’abbigliamento delle donne. A suo giudizio si vestono come spogliarelliste, si truccano come clown, senza contare taluni loro atteggiamenti provocanti che possono indurre alla violenza sessuale. Che dire? Di certo questi argomenti resteranno fuori dalla porta di Castel Gandolfo, dove oggi è previsto un incontro tra Hilarion di Volokolamsk (capo del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche del Patriarcato di Mosca) e il Papa. Né abbiamo notizia che si sia detto qualcosa in proposito nell’incontro avvenuto ieri nella capitale russa tra il cardinale Jozef Tomko e il patriarca Kirill. Si ha soltanto notizia del «rispetto e dell’affetto fraterno» per Benedetto XVI. Chaplin, forse parente con il noto attore comico, continuerà la battaglia? Difficile rispondere. Ma se conoscesse le idee degli antichi greci sulla pedofilia, ci sarebbe da tremare per il corpus delle opere di Platone e per i poeti lirici.
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