Il romanzo bocciato del giovane Saramago

José Saramago

Scritto a 31 anni, respinto dalla casa editrice e mai pubblicato. Esce ora in portoghese e in primavera in italiano

Luca Mastrantonio per “Il Corriere della Sera

Si chiama Claraboia il romanzo inedito di José Saramago (1922-2010), scritto negli anni 50, oggi disponibile in ebook e a giorni in versione cartacea, che accende sull’opera del Nobel, sui suoi inizi, un fascio di luce naturale. Come quella che entra dal lucernaio delle scale del condominio dove si svolge il romanzo e vivono i suoi personaggi. Membri di famiglie diverse i cui destini si mescolano negli spazi comuni e privati dell’edificio. Spazi più o meno puliti, più o meno illuminati bene.

Il testo esce postumo (in Italia sarà pubblicato da Feltrinelli, primavera prossima, con il titolo Lucernario), ma appartiene alla fase giovanile dell’autore portoghese che, successivamente, ne aveva inibito la pubblicazione. Perché? Per una questione personale, ma di principio. Dopo l’esordio del 1947 con Terra del peccato, accolto freddamente nel Portogallo di Salazar (rinnegato poi anche dall’autore), Saramago aveva difficoltà a pubblicare Claraboia - finito nel 1953. Il manoscritto, attraverso un amico, finisce nelle mani di una casa editrice che lo boccia e ne perde l’unico esemplare. Così, quando 40 anni dopo il testo salta fuori per un trasloco, Saramago rifiuta l’offerta di pubblicarlo e delega ai futuri eredi, i posteri, l’ardua sentenza.

Ora il romanzo vede la luce, per volontà della presidentessa della Fondazione Saramago, Pilar del Río Sánchez – giornalista spagnola e traduttrice, nonché vedova, del Nobel – convinta cheClaraboia sia «l’opera compiuta di un autore maturo». Così ne parla al «Corriere» via mail: «Offre uno sguardo ampio su un complesso di persone distinte, con profili ben delineati, con profondità e maestria, che risveglierà nei lettori non poche nostalgie…».

Del testo di Saramago - già edito online in portoghese da Caminho, e poi il 17 ottobre su carta (18,50 euro contro i 9,56 dell’ebook, le pagine sono 400) – il sito della fondazione offre alcuni scorci. Ecco l’ultimo: «La spinse delicatamente verso la camera da letto. María Claudia non entrava mai lì senza turbarsi. La stanza di Lidia aveva un’atmosfera che la stordiva. I mobili erano carini, non ne aveva visto di uguali, specchi, tende, un divano rosso, un tappeto grande per terra, bottigliette di profumo sul mobile da toeletta, un odore di tabacco costoso, ma nulla di questo, singolarmente, era la causa del turbamento. Forse l’insieme, forse la presenza di Lidia, qualcosa imponderabile e vaga, come un gas che passa attraverso tutti i filtri e che corrode e brucia».

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