Vittorio De Seta e il suo mondo perduto

Vittorio De Seta

Goffredo Fofi per “Il Sole 24 Ore”

De Seta ha diretto pochi film, sempre in difficoltà con il mondo circostante, scontento ed esigente, ma alcuni dei suoi lavori sono in assoluto tra i massimi capolavori della storia del cinema, non solo italiano. Penso in particolare alle meravigliosa serie dei documentari (a colori e senza commento parlato, contrariamente alle convenzioni di allora e di sempre). Tra Sicilia, Sardegna e Calabria, egli si dedicò al cinema subito dopo il ritorno dalla prigionia, e documentò tra il 1954 e il 1959 “il mondo com’era”: la pesca e l’agricoltura, le zolfatare e la pastorizia, il rapporto con la fatica quotidiana e con la natura:

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