Franco Cardini per “il Sole 24 Ore”
La scala era ripida, la pietra muffita e scivolosa, la luce incerta. Laggiù, in fondo, s’intuiva l’acqua buia e profonda. Un freddo umido ti entrava nelle ossa. Alla fine della scala, una barchetta ci attendeva. «Ho paura», disse la mia compagna serrandomi il braccio. Quando dal fondo dell’acqua si accesero i riflettori, una nube azzurra c’invase. Eravamo in un immenso edificio a pianta quadrata, altissime volte sostenute da una foresta di snelle colonne: una vera e propria cattedrale sotto la città, invasa da un lago di acqua dolce, fresca, purissima, nella quale nuotavano quiete alcune carpe enormi. Ricordo così la mia prima visita alla cisterna Basilica, a Istanbul. L’ingresso è a due passi dalla moschea di Santa Sofia. La fece costruire Giustiniano in pieno VI secolo ed era in grado di dissetare l’intera città.
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