Gerbi, critico quasi nascosto

Emiliano Morreale per “Il Sole 24 Ore”

«In Arcadia si capisce che il cinema non potesse entrare. Col cinema sarebbero entrate le più pazze finzioni, le visioni d’altri mondi lontanissimi e diversi, il ritmo di altre vite e il soffio di più violente passioni. Col cinema avrebbe fatto irruzione tra i sacri verdissimi lauri una folla d’ombre luminose inafferrabili, ingegneri e briganti, atleti e banchieri, buffoni e pontefici e marinai. (…) Gli Arcadi non avrebbero più potuto immaginare di essere soli al mondo. Sarebbero morti di crepacuore. Il Cinema è la negazione dell’arcadia». L’autore di queste righe, datate 7 ottobre 1926, è abbastanza insospettabile. Si tratta di Antonello Gerbi, per quarant’anni capo dell’ufficio studi della Comit, braccio destro di Raffaele Mattioli, ma anche americanista di rara erudizione, autore fra l’altro del celebre  e sterminato La disputa del Nuovo mondo, uscito in Italia nel 1955 ma le cui varie edizioni, sempre diverse, coprono quasi un cinquantennio del secolo scorso. I suoi scritti sul cinema, la cui importanza era nota agli studiosi di cinema più accorti, sono ora raccolti in un volume edito da Nino Aragno, e curato dal figlio di Antonello, Sandro Gerbi, e da Gian Piero Brunetta (autore anche di un saggio che inquadra gli scritti fra le teorie del cinema coeve).  Ma chi è il Gerbi che scrive di cinema con tale passione e competenza?

tutto l’articolo qui

Etichette: ,

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers