Posts Tagged ‘louise ferdinand cèline’

Razza e nazismo, ecco il Céline maledetto

giugno 30, 2011

Tradotte per la prima volta le lettere dello scrittore francese pubblicate sui giornali collaborazionisti tra il 1941 e il 1944. Testi in cui rivendica il proprio ideale “ariano”, che poco dopo si rimangerà…

Stenio Solinas per “il Giornale

Da tempo ormai sappiamo, sulla base di documenti, di ricerche d’archivio, di riscontri incrociati, di epistolari rimasti a lungo sepolti, che la qualifica di «collaboratore», per Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), era pertinente. Céline «collaborò», non si limitò a scrivere qualche lettera ai giornali: rivendicò l’aver capito prima degli altri il disastro che si preparava per il suo Paese; rivendicò l’aver chiesto un’alleanza franco-tedesca; rivendicò la necessità di uno scontro all’ultimo sangue contro bolscevismo e democrazie liberali; rivendicò una linea di condotta recisa contro gli ebrei; auspicò una Francia razzialmente pura, nordica, separata geograficamente dal suo Sud meticcio e mediterraneo… Scelse con attenzione i giornali dove far apparire le sue provocazioni, ne seguì la pubblicazione, se n’ebbe a male quando qualche frase troppo forte gli venne tagliata, polemizzò aspramente. (more…)

Anniversari: Céline e Hemingway

giugno 30, 2011

Mezzo secolo fa, l’1 e il 2 luglio, morivano a distanza di poche ore il maledetto francese ancora lordo della duplice infamia di antisemitismo e collusione coi nazisti e lo scrittore americano circonfuso di gloria e gonfio di rum

da “La Stampa

Céline, la musica infernale del secolo breve
MASSIMO RAFFAELI
Due scrittori che non potrebbero essere più opposti e complementari, Ernest Hemingway e Louis-Ferdinand Céline, muoiono a distanza di poche ore, il 1˚ e il 2 luglio del 1961: l’uno, circonfuso di gloria e gonfio di rhum, si suicida nel suo buen retiro di Ketchum, Idaho, mentre l’altro, ancora lordo della duplice infamia di antisemitismo e collusione coi nazisti, si spegne per un aneurisma nel villino-catapecchia di Meudon, a Ovest di Parigi, dove è ritornato nel ’52 in semiclandestinità, dopo anni di prigione e di esilio in Danimarca. I giornali sparano su nove colonne il suicidio di colui che traduceva l’esistenza in velocità dattilografica incarnando la via americana alla letteratura, come ne fosse il mito temerariamente hard boiled ; al recluso di Meudon, viceversa, riservano scarne notizie di agenzia e qualche imbarazzato necrologio in cui si riferisce la scomparsa di una belva collaborazionista.  (more…)

Ritratto di Céline con le svastiche

maggio 6, 2010

Sull’antisemitismo di Louis-Ferdinand Céline, illustrato esplicitamente soprattutto nei tre pamphlet, Bagatelles pour un massacre, L’École des cadavres e Les Beaux Draps scritti tra il 1937 e il 1941, si è discusso a lungo, anche perché migliaia di copie dei libretti hanno continuato a circolare negli ambienti dell’estrema destra antisemita e xenofoba, anche dopo che lo scrittore li aveva rinnegati vietandone la ripubblicazione. Certo, il suo nichilismo, lontano dalla retorica nazista, non faceva di lui un autore organico al regime collaborazionista di Vichy e alla Germania, tuttavia le sue posizioni nazionaliste, che auspicavano una rigenerazione razziale della Francia, lo avvicinarono molto ai movimenti fascisti dell’epoca e gli costarono le accuse di collaborazionismo. «Gli ebrei dovrebbero farmi un monumento per il male che non ho fatto loro e che avrei potuto fargli» si difese dall’esilio danese in un’intervista a Robert Massin ora raccolta nel volume Polemiche 1947-1961 (Guanda). (more…)

IL TESTAMENTO DI CÉLINE

aprile 29, 2010

UNA STORICA INTERVISTA, SUBITO PRIMA DELLA MORTE, CHE VA DALL’ANTISEMITISMO ALL’ESILIO: “L’UOMO BIANCO HA PAURA E IL NEGRO LA ODORA E STA IN ATTESA DELLA VITTORIA… NON CI VORRÀ ANCORA MOLTO. MA ALLA FINE VINCERÀ IL GIALLO” – “SCRIVERE È UNA TORTURA, ODIO FARLO, MA SONO BRAVO” – “HEMINGWAY? È UN FALSO, UN DILETTANTE” – “NON C’È DUBBIO, IO SONO UN PERSEGUITATO… UN LEBBROSO…”

Da “Libero”
Pubblichiamo di seguito il testo di “Parlando con Louis-Ferdinand Céline”, intervista di Robert Stromberg al grande scrittore francese comparsa sulla celebre rivista statunitense “Evergreen Review” nel luglio 1961, proprio nei giorni in cui Céline moriva. Ora questo testo viene riproposto dalla rivista “Satisfictio”n di Gian Paolo Serino, in uscita il 6 maggio, nella traduzione di Andrea Lombardi, esperto di Céline e gestore di un blog a lui dedicato (lf-celine.blogspot.com).
È una sensazione stranissima, andare a trovare Céline. Céline il terribile! Céline l’oltraggiato! Céline il capro espiatorio! Céline il Fou! Céline vive a Meudon, ai margini di Parigi. Vive in una casa del diciannovesimo secolo in legno e malta di tre piani con sua moglie Lucette Almanzor e circa una mezza dozzina di cani, ad occhio e croce. Sua moglie, dice, è la proprietaria della casa.

«Pensavo venisse domani… non l’aspettavo… non ho preparato… pensavo domani… venga, venga».
Queste furono le sue prime parole. Si rivolse a sua moglie dicendole di prendere il mio cappotto, e di darmi una sedia. È un uomo massiccio – ma è piegato. Si mosse lentamente, strisciando i piedi – come se fosse troppo debole per fare altrimenti – verso il lato opposto di una grande stanza, che sembrava combinare cucina, sala da pranzo e studio. Si sedette ad un gran tavolo tondo, spingendo di lato, e a terra, pile di libri, fogli e riviste, e facendo spazio per noi. (more…)

Mio caro Brasillach, scrivo al ritmo del métro per catturare emozioni

gennaio 7, 2010
Esce in Francia la corrispondenza dello scrittore Con tutti i suoi odi, amori, passioni e confessioni
 
di Louis Ferdinand Céline

A ERIKA IRRGANG
Il genio? Combinazione di follia e astuzia

Cara Erika, (…) siete una natura eccellente e coraggiosa – un po’ perversa e questo va bene – ma bisogna fare tutto con logica – il genio è una combinazione di follia e astuzia. Divenite francamente viziosa sessualmente. Questo aiuta a liberare dal romanticismo, la peggiore delle debolezze femminili – e soprattutto delle debolezze tedesche. Imparate a fare l’amore «da dietro». Aiuta ad accontentare gli uomini senza alcun rischio. Davanti è una piaga. Attenzione! Mille volte attenzione! (…)
4 novembre 1932

A FRANÇOIS MAURIAC
Dio è solo un trucco. Il resto è uno yo-yo

Signore, venite da così lontano a tendermi la mano che bisognerebbe essere un selvaggio per non rimanere commossi dalla vostra lettera. (…) Niente tuttavia ci avvicina, niente può avvicinarci: appartenete a un’altra specie, vedete altre persone, sentite altre voci. Per me, semplicemente, Dio è un trucco per meglio pensare a sé stessi e non pensare agli uomini, insomma per disertare superbamente. Vedete come sono argilloso e volgare! Io sono schiacciato dalla vita, voglio che lo si sappia prima di creparne, del resto me ne frego, non ho che l’ambizione di una morte poco dolorosa ma ben lucida e tutto il resto è uno yo-yo. Molto sinceramente, Destouches Céline (more…)


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 98 follower