Posts Tagged ‘mario draghi’

Mario Draghi visto dagli altri

giugno 29, 2011

Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea è “la persona noiosa più importante del mondo”, scrive Foreign Policy

da “ilpost

La settimana scorsa Mario Draghi è stato nominato presidente della Banca Centrale Europea (BCE).Foreign Policy gli ha dedicato un lungo ritratto, spiegando chi è e cosa lo aspetta da una prospettiva diversa e un po’ più approfondita rispetto a quella “un-italiano-alla-BCE” che invece è circolata molto sui media italiani.

Com’è nel suo stile, Draghi non solo ha mancato la conferenza stampa di presentazione della sua nomina, ma non era neanche a Bruxelles quando è stata annunciata ufficialmente. Anche quando le persone cercano di congratularsi con lui, finiscono per essere scoraggiate dalla sua noia infinita. «Mario non era mai spettinato», racconta uno dei suoi compagni di classe della scuola gesuita dove Draghi è stato educato «è sempre stato molto serio». (more…)

Draghi: l’euro non si tocca ma l’autonomia della Bce è a rischio se aumentano gli acquisti di bond statali

dicembre 10, 2010

Ralph Atkins, Lionel Barber e Tony Barber, da “Il Sole 24 Ore

Mario Draghi tutto questo l’ha già vissuto. All’inizio degli anni 90 il suo paese, l’Italia, era in piena crisi. Il deficit dello stato era schizzato oltre il 10% del Pil, l’inflazione era quasi in doppia cifra e il terrorismo interno rappresentava ancora una minaccia. «Era una situazione sicuramente peggiore di quello che ci si può immaginare oggi», ricorda. Draghi, che all’epoca era direttore generale del ministero del Tesoro, contribuì a mettere in pratica un rigoroso piano di risanamento dei conti pubblici elaborato dal governo di Giuliano Amato, che portò al programma di privatizzazione più ampio della storia d’Europa. L’Italia riuscì a evitare una catastrofe.

Vent’anni dopo, il messaggio di Draghi è che con l’approccio giusto, focalizzato su un’azione aggressiva da parte dei governi nazionali, si può sconfiggere anche questa crisi drammatica che sta colpendo l’eurozona. «L’euro non è in discussione – insiste in apertura dell’intervista al Financial Times – l’euro è uno dei pilastri dell’integrazione economica europea, e tutti i paesi, dal primo all’ultimo, ne hanno ricavato grandi benefici». (more…)

Tremonti ha puntato l’oro di Draghi

aprile 5, 2010

Il ministro infila una sorpresa sulle riserve auree di Bankitalia nel testo del decreto legge fiscale

Imposta del 6% sulle plusvalenze. In ballo 250 milioni di gettito.

Che tra i due ci fosse la guerra si sapeva. Ma che il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, avesse in preparazione un’autentica cannonata non era minimamente previsto. E invece il titolare del dicastero di via XX Settembre sembra proprio avere esploso un colpo che fa male nei confronti del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Il tutto all’interno del decreto legge fiscale che è stato approvato ieri dal consiglio dei ministri. Ebbene, nel testo compare un articolo, intitolato «imposta sulle plusvalenze su oro non industriale di società ed enti», che di fatto si concretizza in una stangata fiscale nei confronti delle riserve auree di palazzo Koch. Una stangata che, fatti due calcoli, può valere fino a 250 milioni di euro destinati a entrare dritti dritti nelle casse dello stato. Lo strumento con il quale l’operazione viene condotta in porto è un’imposta sostitutiva del 6% che dovrà essere applicata sulle plusvalenze prodotte dalla valutazione, e non dalla cessione, dell’oro. Ma entriamo nel dettaglio dell’articolo. La norma, per essere più precisi, dice che «le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione, ai corsi di fine esercizio, delle disponibilità in metalli preziosi per uso non industriale, anche se depositate presso terzi o risultanti da conti bancari disponibili», saranno assoggettate «a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo mediante applicazione di un’imposta sostitutiva». Quest’ultima viene individuata in un’«aliquota del 6%». Importante rilevare che, sempre sulla base del testo, questa imposta sostitutiva non si applica alle plusvalenze «conferite in adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza alle Comunità europee». Ora, già il fatto che l’articolo faccia riferimento ai metalli preziosi «per uso non industriale» contribuisce a far pensare che nel perimetro della disposizione ricada anche la Banca d’Italia. Senza contare il fatto che si parla di plusvalenze derivanti dalla valutazione e non dalla cessione dei metalli preziosi, ovviamente oro compreso. Certo, rimane l’esclusione delle plusvalenze conferite sulla base di obblighi derivanti dalle Comunità europee (il riferimento è al sistema della Bce). A ben vedere, però, solo una piccola parte degli aumenti di valore ottenuti da palazzo Koch sulle riserve auree è conferita alla Bce, circa il 18%. Tutto il resto non è conferito, al massimo depositato presso terzi. E in quest’ultimo caso, come precisa l’articolo in questione, è soggetto comunque all’imposta sostitutiva. (more…)

Draghi alla Bce, parola di tedesco

marzo 16, 2010

Bruxelles. Wolfgang Münchau ha appena concluso una conferenza sui media e la crisi; a poche decine di metri i sedici ministri finanziari della zona euro sono riuniti per parlare del piano di salvataggio della Grecia, del Fme proposto dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble e del modo migliore per imbrigliare il mercato dei Credit default swap. A giudicare dalla vigilia, un appuntamento non facile, soprattutto per un’intervista al ministro francese Christine Lagarde che ha attaccato frontalmente la Germania, pubblicata dal Financial Times, quotidiano del quale il tedesco Münchau è uno degli editorialisti di punta.

Con Il Riformista, il cofondatore del Financial Times Deutschland, parla a tutto campo del futuro dell’Europa, del suo auspicio che Mario Draghi diventi il prossimo governatore della Bce, dei problemi che attanagliano l’economia italiana, dei danni del disinteresse di Silvio Berlusconi per l’Europa e dell’urgenza di risolvere gli squilibri economici e fiscali dei paesi membri. Pena, sostiene, «la fine dell’Europa».

Il ministro delle Finanze francese Lagarde ha puntato il dito contro gli enormi surplus commerciali della Germania, ritenuti «insostenibili, nel lungo termine» per il resto del continente. Perché quest’attacco alla vigilia di un appuntamento delicato come quello dell’Eurogruppo e dell’Ecofin che devono trovare un accordo sul caso greco?
La Francia si è resa conto che la Germania è ormai parte del problema. La sua economia basata sulle esportazioni e sul contenimento dei salari danneggia gli altri paesi. Gli squilibri commerciali, economici e finanziari di tutti i paesi europei vanno affrontati e risolti, è questa la sfida vera dell’Europa, dovrebbe essere questa la sua agenda prioritaria.

La Germania ha affrontato una serie di riforme sociali dolorose, ha ristrutturato la sua industria, ha i conti pubblici relativamente a posto e ora, pressata dall’opinione pubblica contraria a un salvataggio della Grecia, chiede garanzie per un eventuale bailout, vuole che i paesi “non virtuosi” cambino registro.
È vero, la Germania dice “abbiamo fatto il nostro compito, se non l’avete fatto, è un vostro problema”. Ed ha stabilito addirittura a livello costituzionale l’obbligo del pareggio di bilancio. D’altra parte è vero che approfitta anche del costo del lavoro basso per spingere l’export e dovrebbe invece stimolare maggiormente la domanda interna. Lei sa che ormai molti salari tedeschi sono più bassi di quelli di altri europei? Che ci sono medici tedeschi che vanno in giro per l’Europa a lavorare perché guadagnano – e costano – meno dei loro colleghi? La questione è molto semplice: la Germania pensa che siano gli altri a dover cambiare e non si rende conto che per rendere credibile il progetto europeo a lungo termine, dobbiamo cambiare tutti. Al momento ognuno rema nella sua direzione: di questo passo rischiamo la fine dell’Europa. (more…)

L’ANNO DEL DRAGHI

febbraio 3, 2010

FENOMENOLOGIA DI AXEL WEBER, IL RIVALE TEDESCO DEL NOSTRO GOVERNATORE DI BANKITALIA ALLA POLTRONA DELLA BCE CHE NON PIACE NEMMENO AI SUOI COMPATRIOTI – HA DIMOSTRATO CARATTERISTICHE POCO NORDICHE CHE POTREBBERO ESSERGLI FATALI, NELLA SUCCESSIONE A TRICHET…

Tonia Mastrobuoni per “Il Riformista”

Tradizionalmente la posta interna diretta al presidente della Bundesbank è sempre contrassegnata da una croce verde, quella al suo vice da un cerchio rosso. Per sgomberare il campo da equivoci, Axel Weber, l’attuale governatore della banca centrale tedesca ha stabilito che le mail indirizzate a lui devono essere precedute da un “1”, quelle al suo vice da un “2”. Una novità che ha fatto storcere il naso a molti, nella potente istituzione tedesca. Secondo i suoi detrattori, un aneddoto che la dice lunga sul principale concorrente di Mario Draghi nella corsa alla presidenza della Banca centrale europea.

Se i principali quotidiani tedeschi sembrano aver già scelto il candidato italiano, è anche per dettagli come questo, per questi indizi di un culto della personalità fuori luogo, negli ovattati ambienti dei guardiani della moneta. Weber, ironizzava una fonte della Buba citata dallo Spiegel, si concepisce invece come «unica stella nel firmamento monetario» e ha mostrato in passato di non possedere alcune virtù che i tedeschi ritengono indispensabili per conquistare il timone dell’Eurotower. Cioè, l’indipendenza dalla politica, la diplomaticità e un certo understatement, soprattutto nella percezione di se stessi. In questo senso, il più “nordico” tra i due è certamente Draghi.

Subentrato nel 2004 a Ernst Welteke, l’economista renano assume le redini della Buba in un momento difficile. Welteke si è appena dimesso per lo scandalo delle notti trascorse nell’antico e lussuoso Hotel Adlon di Berlino sul conto della Dresdner Bank. L’allora cancelliere Schroeder propone l’economista Peter Bofinger, ma il suo ministro delle Finanze Hans Eichel lo ritiene troppo ribelle e si spinge a minacciare le dimissioni pur di imporre Axel Weber, che insegna all’università di Colonia ed è uno stimato studioso di teoria monetaria. Lo spigoloso ex ministro iper rigorista la spunta. (more…)


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