DALLA GIAPPONESE NOMURA A MERRIL LYNCH, HANNO CONQUISTATO CONTRATTI ENORMI CON REGIONI, PROVINCE E COMUNI (DALLA LOMBARDIA ALLA SICILIA) PAGANDO OGNI VOLTA STRANISSIME MEDIAZIONI A CONSULENTI LEGATI A DOPPIO FILO ALLA POLITICA (COME REINA E MASSINELLI): NON IN ITALIA, MA SU CONTI OFF SHORE – IL PASSIVO NON È REGISTRATO NEI BILANCI ED ESPLODERÀ SOLO ALLA SCADENZA DEI DERIVATI: TRA IL 2013 E IL 2029…
Nell’articolo: “A questo punto la Procura di Milano ha decine di contratti riservati da cui risulta che consulenti napoletani, romani, siciliani, marchigiani, pugliesi o calabresi, spesso legati a doppio filo alla politica, hanno incassato «provvigioni» milionarie dalle banche internazionali. Con la promessa, sempre realizzata, di favorire la stipula di derivati disastrosi per gli enti pubblici”
Paolo Biondani per “L’espresso” in edicola domani
Valigie piene di denaro che arrivano dalla Svizzera, attraversano clandestinamente l’Italia e finiscono in una stanza di Palermo. Grandi banche internazionali che accreditano bonifici milionari a società anonime indicate da politici e affaristi italiani. Consulenti pubblici che si fanno pagare in nero nei paradisi fiscali. Un ex parlamentare che usa come cassaforte la banca interna del Senato. E banchieri d’assalto che si dividono la torta con mediatori e prestanome.
Eccole qui, le prime immagini della faccia nascosta del “pianeta derivati”. Mentre i cittadini onesti pagano il costo di una crisi nata dalla mala finanza, una serie di inchieste cominciano a svelare una Tangentopoli segreta, nata proprio negli anni del boom dell’ingegneria finanziaria. Solo la Procura di Milano, con varie istruttorie collegate, indaga su un giro di mazzette e fondi neri per oltre 30 milioni di euro. Soldi usciti dalle casse dei più indebitati enti pubblici in coincidenza con le più acrobatiche operazioni finanziarie di indebitamento.
UNA MINA VAGANTE I contratti derivati sono una mina vagante che minaccia i conti del sistema Italia. Sulla carta dovrebbero servire per ridurre rischi futuri, come una specie di assicurazione: ad esempio per limitare i danni del rialzo dei tassi, del crollo dell’euro o di altri imprevisti. In pratica però funzionano come una scommessa. E a vincere il gioco sono quasi sempre le banche. (continua…)