IL BUCO NERO DI LEHMAN ha inghiottito almeno 600 milioni $ di risparmi italiani

imagesa guidare il gruppo due big come Fondiaria (esposta per 485 milioni) e le Generali (70) – Ma dietro di loro c´è un´armata Brancaleone di truffati, rai compresa

 

Il buco nero della Lehman ha inghiottito almeno 600 milioni di dollari di risparmi italiani. Il calcolo (provvisorio) arriva dalla lista dei creditori dell´ex-regina di Wall Street – fallita nell´estate 2008 travolgendo tutte le Borse e le economie occidentali – che si sono messi in fila al tribunale di New York per recuperare almeno una parte dei loro investimenti dalla procedura del Chapter 11.

 

Tra le 4.470 richieste di rimborso depositate, infatti, più di un centinaio fanno capo direttamente a investitori tricolori, grandi e piccoli, che al momento del crac si sono ritrovati in portafoglio obbligazioni o altri prodotti della banca americana.

A guidare il gruppo ci sono due big come Fondiaria (esposta per 485 milioni) e le Generali (70). Ma dietro di loro c´è un´eterogenea armata Brancaleone di truffati che va dall´Ente nazionale per la previdenza e l´assistenza degli psicologi (14 milioni), alla Posillipo Finance, il veicolo per la cartolarizzazione dei debiti della sanità campana, (10 milioni) dal socio di Aeroporto di Firenze Saverio Panerai (3,5 milioni) fino a due realtà a controllo pubblico come Rai e Finmeccanica, cui Lehman deve qualche centinaio di migliaia di euro per alcuni contratti derivati non onorati.

 

Oltre, naturalmente, a decine di piccoli risparmiatori che hanno visto i loro bond trasformarsi in carta straccia e che ora hanno dato mandato ai legali (tra loro c´è anche l´ex primatista mondiale dei 200 metri Pietro Mennea) per l´iscrizione al passivo.
Difficile, allo stato, dire quanti soldi potranno davvero recuperare.

Bryan Marsal, l´amministratore delegato (in pratica il super-commissario) di quello che resta della banca d´affari, ha detto di recente che l´esposizione oscilla tra i 200 e i 250 miliardi di dollari (non tenendo conto naturalmente degli azionisti che hanno visto andare in fumo tutti i loro quattrini) mentre le prime stime parlando di un attivo di circa 45 miliardi.

 

Se questo fosse davvero il bilancio finale, i creditori recupererebbero tra il 18 e il 20% circa del capitale investito o dei crediti vantati. Un rateo di questo tipo è stato calcolato anche da Fondiaria che puntando a un rimborso di una settantina di milioni di euro ha stimato in 200 milioni l´impatto di Lehman sui suoi conti.

Il cammino del Chapter 11 non sarà però brevissimo e non solo dal punto di vista giudiziario. Marsal non ha infatti fretta di liquidare gli asset rimasti in pancia al gruppo – immobili, attività di consulenza e merchant banking, persino qualche centinaio di chili d´uranio custoditi in Canada – per non essere costretto a venderli sottoprezzo in questo momento di crisi.

Lehman del resto è fallita pur avendo in cassa una buona dose di liquidità (oggi sono circa 10 miliardi) in grado di finanziare per un lungo periodo l´attività dell´amministrazione straordinaria fino, persino, a un potenziale ritorno in Borsa della società.

Ettore Livini per “La Repubblica”

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-6512.htm

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