Il Messico alla prova della lotta alla droga

imagesDieci sindaci, 17 funzionari pubblici e un giudice sono finiti in manette nell’ambito di una massiccia operazione anti-droga condotta nello stato occidentale di Michoacán, tra i più violenti ma anche i più presidiati dall’esercito di tutto il paese

 

Cominciano a dissiparsi in Messico le ombre che da sempre nascondono i legami tra politica e narcotraffico. All’inizio di questa settimana, sono finiti in manette 10 sindaci dello stato centrale di Michoacán e 17 funzionari governativi che ricoprivano ruoli chiave nell’apparato della sicurezza di questo distretto, per i loro presunti legami con la criminalità organizzata.
I sindaci arrestati militano nei tre principali partiti messicani: il partito al governo di Acción Nacional (Pan) e i due gruppi d’opposizione Partido Revolucionario Institucional (Pri) e Partido de la Revolución Democrática (Prd). Tra i funzionari, un’ex assessore alla pubblica sicurezza del governatore Leonel Godoy (Prd), un pubblico ministero, il comandante della polizia ministeriale, il direttore dell’Istituto statale di formazione per la pubblica sicurezza e il sottosegretario alla sicurezza.
Si tratta di un’azione di polizia inedita per il numero di persone coinvolte, ma il risultato «non sorprende», osserva Javier Santiago Castillo, politologo e docente universitario dell’Universidad Autónoma Metropolitana (Uam), secondo cui i legami fra narcotraffico e politica «sono sempre più evidenti».
Gli arresti di Michoacán, effettuati dalla polizia federale, sono avvenuti poche ore dopo l’annuncio del governo del conservatore Felipe Calderón della cattura di alcuni membri del gruppo di narcotrafficanti e sequestratori de La Familia, che opera in questo stato e nei pressi della capitale.
Secondo il politologo della Uam, è assai probabile che anche tra gli oltre 6.000 candidati alle elezioni del 5 luglio vi siano persone legate al narcotraffico. «È molto difficile evitare l’inquinamento della politica», quando i trafficanti di droga messicani hanno tanta forza e tanto denaro, ha commentato Santiago Castillo.
Dall’inizio dell’amministrazione Calderón, nel dicembre 2006, un’ondata di violenza legata al narcotraffico sconvolge il Messico. Solo tra gennaio e marzo si sono registrati 1.600 omicidi legati alla lotta tra e contro le organizzazioni criminali.
E sono emersi diversi casi di corruzione di funzionari pubblici. Nel 2008, ogni mese in media 426 agenti di polizia sono stati destituiti o arrestati per i loro legami con la criminalità organizzata, tra cui l’ex capo della Subprocuraduría de Investigación Especializada en Delincuencia Organizada, il capo in Messico dell’Interpol, la polizia internazionale, e il coordinatore della Polizia federale.
I dirigenti dei partiti negano ogni coinvolgimento con i narcotrafficanti, e assicurano di aver sottoposto tutti i loro candidati a controlli rigorosi.
Il prossimo luglio si terranno in Messico le elezioni di 500 deputati nazionali e di altre 1.128 autorità in 13 stati, tra cui governatori, sindaci e legislatori locali.
Tra i candidati alle varie cariche, diversi hanno alle spalle precedenti per corruzione, mentre altri si sono presentati per i loro legami familiari con vecchi dirigenti politici o ex funzionari.
Il candidato presentato dal Pan, per esempio, Virgilio Mendoza, è un ex militante del Pri ed ex sindaco di una città dello stato di Colima, carica da cui era stato destituito per cattivo uso del denaro pubblico. Tra gli altri candidati del partito al governo: Juan Blanco, ex sindaco della città settentrionale di Chihuahua, contro il quale è in atto un procedimento penale per peculato e concussione, oltre a diversi politici imparentati con i governatori di altri stati messicani.
Per il Pri, è più o meno la stessa storia: tra i candidati a deputato dello stato meridionale di Oaxaca, molti sono stati coinvolti in azioni di repressione contro movimenti sociali, come Jorge Franco e Elpidio Concha. C’è poi l’ex sindaco di Oaxaca Manuel Esearte – contro cui la Procura generale ha aperto un’indagine per peculato, falsificazione di documenti e abuso d’ufficio – e i figli di diversi politici della vecchia guardia del Pri.
A sinistra, il Prd ha proposto Mario Moreno Conrado, ex sindaco dello Stato del Messico, accusato dalla Procura generale e da alcuni testimoni di far parte di una banda di sequestratori. Un altro candidato del partito democratico è Domingo Rodríguez, ex presidente municipale di un distretto dello stato di San Luis Potosí, interdetto nel 2007 dalla pubblica amministrazione per un anno, per irregolarità finanziarie commesse nella gestione comunale.
Sia il Pan che il Pri e il Prd hanno anche proposto vecchi politici ed ex funzionari pubblici di governi passati. «Alcuni dei nomi che figurano nella lista (dei candidati) sono quelli di persone associate in passato a casi di corruzione, narcotraffico e cattivo esercizio dell’attività amministrativa o di governo, eppure, niente di tutto questo gli impedisce di apparire come distinti membri dei loro partiti», ha segnalato Luis Rubio, direttore del non governativo Centro de Investigación para el Desarrollo.
Le campagne elettorali, per legge finanziate esclusivamente con il denaro pubblico, si sono aperte ufficialmente all’inizio del mese. L’Istituto federale elettorale, indipendente, ha esortato i partiti a verificare che tra i loro candidati non ci siano persone legate al narcotraffico. Tutti i sondaggi rilevano uno scarso interesse dei cittadini per le elezioni di luglio, e una forte probabilità che visto il clima meno del 35 per cento dei 77,4 milioni di abitanti aventi diritto al voto si recherà alle urne.
Il Pri è in testa ai sondaggi, seguito da vicino dal Pan e in un lontano terzo posto dal Prd. «La notizia che ci siano diversi sindaci collusi con il narcotraffico scoraggia ulteriormente i cittadini, e si allargano le distanze tra la popolazione e i politici», ha detto Santiago Castillo della Uam.
Secondo lo storico Lorenzo Meyer, del Colegio de México, l’aumento della criminalità organizzata e la contaminazione della politica con questi gruppi nascono con i governi del Pri, che ha guidato il paese dal 1929 e il 2000, e che a suo parere sarebbe stato troppo tollerante verso i narcotrafficanti.
Negli ultimi 20 anni, durante i governi del Pri e del Pan, gli arresti di figure importanti del mondo politico e imprenditoriale per corruzione o per ‘reati dei colletti bianchi’ si sono verificati solo in casi eccezionali. «Ci auguriamo che i recenti arresti di sindaci e funzionari siano solo l’inizio di una pulizia della politica messicana», ha dichiarato Santiago Castillo.

Diego Cevallos
© IPS (traduzione di francesca buffo)

http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090528/pagina/09/pezzo/250942/

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