Andate a Hebron

imagesQuello che sta succedendo a Hebron, in Cisgiordania, dove una minoranza di coloni israeliani domina e opprime la maggioranza palestinese della città, è esemplare di come potrebbero diventare i rapporti fra israeliani e palestinesi se l’attuale tendenza dell’occupazione e della colonizzazione in Cisgiordania non verrà ribaltata immediatamente – sostiene il giornalista ed attivista israeliano Ori Nir

 

HEBRON – Andate a Hebron. Osservate come alcune centinaia di coloni israeliani ultra-nazionalisti, una minoranza in una città palestinese di 160.000 abitanti, hanno trasformato la vita dei suoi residenti palestinesi in un inferno. 
 Andate a Hebron. Guardate come una piccola minoranza ebraica domina un’oppressa maggioranza araba, e capirete il motivo per cui Israele ha bisogno di una soluzione a due stati, al fine di sopravvivere in futuro come uno stato ebraico democratico. 
 
Andate a Hebron. Vedrete come i coloni ebrei e il governo militare di Israele hanno usato la forza per trasformare quello che era il centro della città – e il centro degli affari e del commercio della Cisgiordania meridionale – in un’enclave ebraica. I palestinesi non sono autorizzati a percorrere a piedi, e tanto meno in automobile, la strada principale del centro di Hebron. Sono costantemente e quotidianamente vittime di molestie da parte dei coloni e dell’esercito. 
 
Se volete vedere come diventeranno i rapporti fra israeliani e palestinesi se non iniziamo ad invertire l’attuale escalation dell’occupazione israeliana in Cisgiordania, andate a Hebron. 
 
Se avete a cuore il futuro di Israele, se il vostro pensiero politico è determinato dal senso di ciò che è fattibile, di ciò che è giusto e di ciò che è morale, se per voi i valori ebraici significano qualcosa, andate a Hebron. 
 
Parlate con i coloni. Ascoltate la loro visione. Parlate con i palestinesi. Chiedete loro della loro vita quotidiana. Chiedete loro del risentimento, dell’odio, della disperazione e del sentimento di vendetta che lo status quo sta infondendo nei loro cuori e nelle loro menti. Parlate con i soldati, i paracadutisti dai berretti rossi – i migliori soldati di Israele – che sono costretti a lavorare in questo luogo deprimente, le cui abilità di combattenti vengono sprecate per controllare le borse della spesa di anziane donne palestinesi, e per tentare di impedire a giovani coloni di commettere atti vandalici nei negozi palestinesi o di lanciare pietre contro gli arabi di Hebron.

Se fossi Benjamin Netanyahu, sarei andato a Hebron prima di andare a Washington per incontrare il presidente Obama, prima di definire il “nuovo approccio” del processo di pace israelo-palestinese a cui egli ha fatto riferimento alla conferenza dell’AIPAC. Credo che anche Netanyahu – sì, persino un cinico come Bibi – si vergognerebbe, come israeliano e come ebreo. Io mi sono vergognato, durante la mia recente visita a Hebron con un gruppo di attivisti di Peace Now e di Americans for Peace Now.
 
Nel compiere la sua analisi dei rapporti tra la maggioranza e la minoranza a Hebron, raccomando a Netanyahu di leggere questo brano di B. Michael pubblicato in una recente edizione di Yedioth Ahronoth: 
 
“Alla vigilia della Festa dell’Indipendenza, l’Ufficio Centrale di Statistica ha affermato che il numero di residenti in Israele ammonta a 7,4 milioni di persone. C’era anche una notizia che rincuorava gli animi in vista delle vacanze: la maggioranza assoluta della componente ebraica è stata mantenuta; gli ebrei rappresentano il 75,5% della popolazione. Solo il 24,5% non è ebreo. Tuttavia, un deplorevole errore si è fatto strada in questi numeri. L’origine di questo errore consiste nello strano “stile di vita” della Linea Verde (il confine che separa lo stato di Israele propriamente detto dai Territori occupati (N.d.T.) ). Tale confine, che è presumibilmente “morto” molto tempo fa, salta fuori dalla tomba (o forse viene riesumato con la forza) ogni volta che fa comodo alle statistiche o alle pubbliche relazioni. Ma le cifre reali sono le seguenti: secondo l’Ufficio Centrale di Statistica e la CIA, il governo israeliano controlla 11,43 milioni di esseri umani. Tra questi, 5,6 milioni sono ebrei, 5,83 milioni sono non-ebrei (2,46 milioni di palestinesi in Cisgiordania, 1,55 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, 1,5 milioni di palestinesi cittadini di Israele e 0,32 milioni di “altri non-ebrei”). I dati esatti sono i seguenti: nell’impero israeliano, gli ebrei costituiscono il 49% della popolazione, mentre i non-ebrei il 51%. Ora possiamo cominciare noi ad essere definiti ‘minoranze’”.

Signor Primo Ministro, vada a Hebron. Perché la strisciante “hebronizzazione” di Israele è un cancro. Lei lo sa. E sa anche che non è troppo tardi per fare marcia indietro.

Ori Nir, portavoce di Americans for Peace Now, è stato corrispondente del quotidiano israeliano Ha’aretz per gli affari palestinesi; questo articolo era originariamente apparso sul sito di Americans for Peace Now il 05/05/2009

http://www.medarabnews.com/2009/05/31/andate-a-hebron/

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