Piccola Posta di Adriano Sofri

imagesE torna sempre quella sacrilega tentazione di dire: “Sembrava la guerra”. Invece sembra la pace. Un progetto di disarmo dovrebbe prendere in conto oggi l’intero arsenale della nostra vita quotidiana, dalla caffettiera alle testate nucleari, dalla batteria cinese di un telefonino al treno merci nella stazione della vacanza. Del resto si dedicherà più attenzione e deplorazione a minuziosi macchinari criminali come la batteria cinese e lo scambio ferroviario che non alle migliaia di testate nucleari. I milioni di morti per mano umana sono una fatalità. I morti a decine, per fortuna, non accettano ancora di esserlo. E’ l’intervallo che chiamiamo tempo di pace.

http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/225

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