Piccola Posta di Adriano Sofri

imagesUn giorno di agosto. Da Grozny la notizia che i coniugi, responsabili di un’organizzazione umanitaria, sono stati assassinati in Cecenia all’indomani di un sequestro. Pochi giorni fa l’associazione “Memorial”, dopo il rapimento e l’assassinio di Natalia Estemirova, aveva deciso il ritiro completo dalla Cecenia, spiegando che è diventato ormai impossibile anche solo tentare di sopravvivere in quella colonia di Putin. In Birmania, è arrivata la nuova bestiale condanna di Aung San Suu Kyi. Notizie così, tanto per ricordarci in che mondo viviamo. In Italia, mi ha confortato la magnifica risposta di una signora Anna alla giornalista dell’Unità Federica Fantozzi (l’Unità è ora un giornale di donne, auguri) che chiedeva anche a lei con quali mire giocasse il suo soldo al Superenalotto. “Ho 94 anni, sono sola, se vincessi non saprei cosa fare di quei soldi. Ma per mio marito era un rito e lo ricordo così”. Così ora so a chi augurare di vincere 130 milioni.

E in subordine a me stesso: ma devo ricordarmi di comprare un biglietto. Ho visto che i Valutatori Scolastici hanno corretto il giudizio sugli scolari meridionali più bravi dei colleghi settentrionali: secondo loro hanno truffato. Come andare a radicarsi nel territorio di Catanzaro per fare l’esame di stato. I cinque operai appollaiati sul carro ponte della Innse, nemmeno giovani (uno è sessantenne) sono meravigliosi come antichi stiliti, anzi di più. Perché Simeone sulla sua colonna poteva calare un panierino, mentre nel cortile della Innse sono stati accerchiati dalle forze dell’ordine, radicate nel territorio padronale, un po’ come succede a chi voglia violare il regolamento carcerario nei campi-tenda abruzzesi. Altri sette edili sono saliti su una torre di 50 metri a Marcellina (Roma). Finito il mito estremista della Classe Operaia, che acrobazie bisogna escogitare per resistere, per esistere. Agosto di sport estremi, vacanze estreme, operai estremi. Ho ricevuto l’augurio di un amico magnifico, è un Petrarca latino tradotto così: “Uomo valoroso, ti prego di agire con benevolenza come è tuo dovere; con energia come è nel tuo carattere; con successo come speriamo”. Io non ne sono all’altezza, e almeno lo giro a quegli operai arrampicati a 50 metri. Loro sì che sono all’altezza giusta: benevolenza, energia, e, speriamo, successo.

 

Ci sono giorni in cui la Piccola Posta viene fornita bella e pronta dai titoli di cronaca. “Torino, immigrato fa arrestare rapinatori. La polizia lo denuncia: è clandestino. Un giovane asiatico è stato aggredito e derubato da tre romeni e poi li ha fatti catturare. Ma è stato incriminato in base alla nuova legge e multato per 5-10 mila euro”.

 

Una signora che sfida le frustate perché vuole decidere lei se indossare o no un paio di pantaloni. Com’è nobile la politica quando non è ignobile.

 

O patria mia, vedo le mura e gli orchi.

 

Lo stillicidio quotidiano di suicidii e tentati suicidii, autolesionismi e eterolesionismi, risse e aggressioni, fra detenuti e fra detenuti e agenti, va cedendo il passo, com’è inevitabile e forse premeditato, a vere e proprie rivolte. I mezzi di comunicazione non ne parlano. Tacere di cose grosse è una premessa sicura per farle diventare molto più grosse. Sia scritto qui a futura memoria, per quando il costo diventi troppo alto per tacerne ancora, e si alzeranno le voci scandalizzate degli ipocriti.

 

Letture per l’estate. “In Beccaria la critica alla proprietà si trasformò nella critica alle leggi ‘che lasciano un così terribile intervallo tra me e il ricco’, e su ‘chi ha fatto queste leggi, uomini ricchi e potenti’.” (“Dei delitti e delle pene”, cit. in Michele Battini, “L’uso cattivo e l’uso buono dell’utopia”, di prossima uscita).

 

Letture per l’estate: “Se perlomeno non facessi nulla solo per pigrizia! Signore Iddio, quanto rispetto nutrirei allora per me stesso! Mi rispetterei perché in quel caso avrei almeno qualcosa: la pigrizia; almeno questa qualità la possederei in modo certo e positivo, in modo tale da esserne sicuro io stesso. Domanda: quello chi è? Risposta: un fannullone; ecco, non sarebbe mica spiacevole sentir dire una cosa simile sul proprio conto. Significherebbe che sono stato definito in maniera certa e positiva, e che sul conto mio c’è qualcosa da dire. ‘Fannullone!’ Ma questo è un titolo, una missione, tutta una carriera!” (Fjodor Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo).

http://www.ilfoglio.it/piccolaposta

Tag: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: