Archive for agosto 2009

16 giugno 1933 / Un cronista al seguito di Roosevelt

agosto 27, 2009

imagesdi Enrico Mentana

Del Novecento, il secolo delle guerre mondiali e delle dittature, delle ideologie e del progresso, quando si parla delle grandi democrazie si ricordano quasi sempre solo le decisioni militari o strategiche che permisero di schiacciare il nazifascismo o piegare alla distanza la sfida sovietica. Ma la democrazia rappresentativa vive e si esalta innanzitutto nelle scelte che fanno il bene delle nazioni, nelle sedi proprie dei parlamenti. E il 16 giugno del 1933 si concluse, con l’ultima seduta, la più straordinaria cavalcata riformatrice della storia americana, e forse mondiale: la sessione speciale del Congresso che tramutò in leggi i provvedimenti ispirati dal neoeletto presidente Roosevelt. Insomma, i Cento giorni che risollevarono l’America. Quindici messaggi presidenziali, 15 provvedimenti varati, 15 leggi firmate dalla Casa Bianca. (more…)

ATLANTE LETTERARIO/8

agosto 27, 2009

AJBOEQMCA7FR1U8CA0O8BWMCA4OZ446CAPV6Y0XCAY5CWKKCAD1B3VMCA1MEWHCCA85NZRUCAZLYI0FCAVJA13ICA4R345LCARIXDZ1CA9UHZ7ACA8EW2PTCAYVS7VVCA4OI2WDCAUZJJ9NCAZVTA3FDalla Svezia NON SOLO GIALLI

Fino a pochi anni fa, chiunque avesse dovuto fare il nome di uno scrittore svedese famoso in tutto il mondo, avrebbe probabilmente indicato Astrid Lindgren, l’autrice del libro per ragazzi Pippi Calzelunghe. Se la stessa domanda venisse posta oggi, la risposta sarebbe probabilmente Stieg Larsson, il giornalista autore della trilogia Millennium.
Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco e La regina dei castelli di carta (Marsilio), con le intricate vicende del giornalista Michael Blomkvist e della spregiudicata hacker Lisbeth Salander, costituiscono l’esito più interessante di una stagione, quella del giallo scandinavo, iniziata alla fine degli anni ’90 e già nota in Italia grazie ai romanzi di Hakan Nesser (Guanda) e di Henning Mankell (Marsilio). Maestri indiscussi del poliziesco, Nesser e Mankell elaborano trame complesse e avvincenti e affidano le indagini a due personaggi, lo scorbutico VanVeeteren e l’infallibile Wallander, la cui meticolosità tutta nordica, unita all’analisi psicologica, risulta determinante per la soluzione del caso. Insieme a loro, Larsson ha saputo sviluppare nella maniera più completa la ricetta del giallo scandinavo (molti e importanti sono i contributi anche dalla Norvegia e dalla Danimarca), i cui punti di forza sono la caratterizzazione psicologica dei personaggi, la ricerca nel passato di vittime e carnefici, il rovesciamento dei canoni del giallo classico – Uomini che odiano le donne per esempio parte da una originale variazione sul tema della camera chiusa -, la capacità di creare forte suspense anche attraverso trame labirintiche e di restituire un’atmosfera misteriosa e ambigua, complice un paesaggio cha passa dal freddo della notte boreale all’esplosione di luce e colore della breve estate nordica.

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I 150 anni del petrolio

agosto 27, 2009
imagesEdwin Drake non era mai stato nell’esercito, ma si faceva chiamare Colonnello. Quell’appellativo era l’unico modo per avere un po’ di rispetto dalla gente di Titusville, il villaggio della Pennsylvania dove l’ex ferroviere Drake era stato mandato, nel 1857, dalla Pennsylvania Rock Oil Company, con il compito di tirare fuori petrolio dal sottosuolo. Gli abitanti di Titusville lo vedevano armeggiare con funi e trivelle mentre tentava di applicare le tecniche di trivellazione delle cave di sale alla ricerca del greggio, e la chiamavano la “follia di Drake”. Lo stesso Drake iniziava a disperare dato che, dopo un anno e mezzo di lavoro, era l’agosto del 1859, il petrolio non era uscito, i finanziamenti della Pennsylvania Rock (ribattezzata Seneca Oil) si erano esauriti e il presidente della società, il banchiere James Townsend, gli aveva scritto di pagare tutti i debiti e interrompere i lavori. (more…)

Saviano, la memoria per battere le mafie

agosto 27, 2009

imagesLo scrittore simbolo della resistenza alla camorra sulla tomba di Impastato, ucciso da Cosa nostra

FRANCESCO LA LICATA
CINISI (Palermo)
Immobile, in piedi davanti alle tombe di Peppino Impastato e della sua straordinaria madre, Felicia, Roberto Saviano guarda fisso la foto del «militante comunista» ucciso dalla mafia (per la verità le parole esatte scolpite sul marmo recitano: «mafia democristiana»). Guarda anche il sorriso di Felicia Bartolotta, morta a 88 anni, gran parte dei quali spesi a cercare la condanna per don Tano Badalamenti, il boss dei Centi passi. Tanta era la distanza che separava le abitazioni dei due grandi nemici: Peppino, appunto, e don Tano. (more…)

L’assalto finale al fortino di RaiTre

agosto 27, 2009

imagesdi CURZIO MALTESE

GLI attuali direttori di Tg3 e RaiTre, Antonio Di Bella e Paolo Ruffini, sono ritenuti da tutti ottimi professionisti, fra i migliori della Rai. Hanno ottenuto del resto, sia in qualità che in quantità d’ascolti, molti eccellenti risultati. Tranne l’unico che conti nell’Italia di oggi: piacere a Berlusconi. Per questo il sultano ha dato ai vertici di viale Mazzini l’ordine di farli fuori, trovando una scusa. Compito non facile, perché di ragioni davvero non ce ne sono. Ma quando non esistono spiegazioni logiche, di solito basta inventarsi un complotto e un colpevole. (more…)

Silvana Mangano – Bayon de Anna

agosto 26, 2009

imageshttp://www.youtube.com/watch?v=TywOVO5CyZs&feature=related

Nel 1899 Emile Zola pubblicava Fécondité

agosto 26, 2009

imagesLa questione demografica al centro di un romanzo dimenticato

di Lucetta Scaraffia

Il dibattito relativo alla questione demografica – e cioè la discussione se sia più utile allo sviluppo economico di un Paese un aumento delle nascite o una sua diminuzione; oppure se un basso numero di figli renda migliore la vita matrimoniale di una coppia e ne permetta la crescita sociale; o, ancora, se il controllo delle nascite sia o meno favorevole alle donne – non è solo un problema di oggi. A dimostrarlo è Fécondité, un romanzo quasi dimenticato di Emile Zola che uscì nel 1899, centodieci anni fa, tutto dedicato al tema della denatalità che caratterizzava la Francia di fine Ottocento, rendendola diversa dagli altri Paesi europei e soprattutto dalla Germania, sua nemica naturale, dove invece l’indice demografico era in costante aumento. (more…)

Il maestro delle acciughe

agosto 26, 2009

imagesEnzo Jannacci, musicista e comunista, troppo scontroso e altruista per essere un’icona della nuova sinistra

 

Ci resta male, a volte. Gli è capitato più di una volta di non essere capito, apprezzato. Anche adesso che dovrebbe essere il nuovo periodo sì, ricomparso in televisione, omaggiato nel tempio degli omaggi di Fabio Fazio e uno show (quasi) tutto suo, suo e di Cochi & Renato, gli amici del tempo che fu, non fosse che a disturbare “Stiamo lavorando per noi” c’era pure una pletora di minori, figli di quest’epoca persa della televisione. E soprattutto un disco, bellissimo e nelle intenzioni definitivo, “The Best”, cose vecchie e alcune nuove, gli arrangiamenti di suo figlio Paolo, un po’ jazz e un po’ altro, e una tournée, una tournée vera, definitiva anche questa fin dal titolo, “Teatro”. Restarci male gli era capitato quando era tornato a Sanremo, nel ’91, a cantare “La fotografia” con Ute Lemper, e al pubblico ovviamente non era piaciuta, e lui aveva mollato le canzoni per un bel po’. Così, quando nel 2001 finalmentre trova una nuova casa discografica, Ala Bianca, disposta a fargli incidere canzoni nuove invece di pigliarlo sempre per il collo e per il culo con la replica di quelle vecchie, e incide “Come gli aeroplani”, nel libretto del cd scrive: “Enzo Jannacci per questo suo lavoro non intende ringraziare nessuno, perché piuttosto amareggiato da chi, per più di quattro anni, ha trovato un modo sublime di umiliarlo, incensandolo prima e dandogli una pedata nel culo subito dopo, in silenzio, per non farsi capire”. (more…)

Ciao Paolo

agosto 26, 2009

14396-220x220All’alba del 23 agosto è morto nell’ospedale di Trieste Paolo Vittone, inviato della redazione esteri di Radio Popolare. Dal 1992 in poi aveva percorso tutta l’ex Jugoslavia, prima come sindacalista della CISL impegnato in azioni di solidarietà con i lavoratori di quei paesi, poi come giornalista. Il nostro ricordo

Di Paolo non potevi non notare tre cose, quando camminando ti si avvicinava. Il naso “alla Cyrano de Bergerac” su cui sempre ironizzava con fare giocoso, la sigaretta attaccata alla mano da sembrare un sesto dito, il sorriso sornione di chi ha da raccontare viaggi veri e immaginari.
Nella sua vita, spentasi lo scorso 23 agosto nell’ospedale di Trieste dopo una lunga malattia, Paolo Vittone ha viaggiato tanto, posso dire senza sosta e instancabilmente. Molti di quei “viaggi” in ex Jugoslavia li abbiamo fatti insieme. Ci incontrammo la prima volta a Milano ad un dibattito pubblico, in quel maledetto 1992 in cui paesi a pochi chilometri dall’Italia erano precipitati nel baratro della guerra. (more…)

A spasso con Forsyth. Parlando di mafia, cocaina e del suo prossimo libro “italiano”

agosto 26, 2009

imagesL’epifania del celebrato scrittore avviene il 7 agosto. Via cavo: «Pronto… sono l’agente di Frederick Forsyth. Lui vorrebbe parlarle ». Il cronista, all’altro capo del telefono, pensa a un colpo di sole. Non ha mai incrociato il settantunenne romanziere inglese in vita sua, sa solo che ha scritto bestseller come Il giorno dello sciacallo (in classifica in Italia da 37 anni) e, se può aiutare, ha visto anche il film. Nient’altro. Ci deve essere un errore. L’agente si convince e contatta il suo principale. Poi torna alla carica: «No, mister Forsyth non si è sbagliato: sta scrivendo un libro sul traffico di cocaina e avrebbe bisogno di un aiuto per avere più informazioni sulla ’ndrangheta. Vorrebbe incontrare qualche investigatore, magari un magistrato». (more…)

ATLANTE LETTERARIO/7

agosto 26, 2009

imagesNOSTALGICI RUSSI

Due anni fa, presentando in Italia al Museo Luigi Pecci di Prato un’ampia collettiva di artisti provenienti dalle ex repubbliche dell’Urss, il critico Viktor Misiano introdusse il concetto apparentemente antinomico di «nostalgia progressista» per definire esperienze creative alquanto diverse tra loro, ma ugualmente ispirate da un senso di delusione per le connotazioni particolarmente aggressive che il capitalismo neoliberista aveva assunto nell’area postsovietica. Alla stabilizzazione degli anni ’90 e alla deriva nazionalista del decennio successivo, gli artisti raccolti da Misiano contrapponevano una riflessione sull’utopia sovietica soffusa da un senso di nostalgia per il passato «non per com’era stato, ma per come avrebbe potuto essere». (more…)

Don Milani e il genio femminile

agosto 26, 2009
imagesParlare del rapporto tra un uomo e le donne non è facile. Se poi l’uomo è un prete, le difficoltà aumentano. E se il reverendo si chiama don Lorenzo Milani, è come ritrovarsi in un tabù elevato al cubo. Perché su questo argomento, per quanto riguarda il sacerdote fiorentino si va davvero a tentoni: così scarsi risultano gli appigli biografici che qualcuno parlò nel suo caso di «misoginia» (l’accusa postuma è stata inopinatamente avanzata dalle cattoliche “di sinistra” Adriana Zarri e Lidia Menapace). Ma è una colpa se la prudenza del celibe don Milani era tale che, per esempio, non permetteva alle donne di dormire a Barbiana – così come agli allievi di entrare nella sua camera da letto? È rimasto celebre del resto il colloquio che, giovane vicario, tenne con una vedova che stava aiutando coi suoi ragazzi: lei alla finestra, lui in strada alla vista di tutti; e non per una sorta d’autotutela piccoloborghese, bensì per evitare ogni diceria che avrebbe potuto nuocere anzitutto alla donna. (more…)

Hitler, Chamberlain e la guerra sporca

agosto 26, 2009
imagesSul più grande conflitto che la storia ricordi c’è la sua firma: Adolf Hitler. Non si discute. Fu il Führer a far precipitare gli eventi il primo settembre di settant’anni fa, invadendo la Polonia e provocando la reazione delle altre potenze. Ma la seconda guerra mondiale può essere addebitata soltanto ai tedeschi? Siamo proprio certi che i governi occidentali agirono unicamente per fermare la barbarie nazista? Sono questi gli interrogativi sollevati da Richard Overy, storico inglese dell’università di Exeter, autore di un interessante saggio in uscita Le origini della seconda guerra mondiale (Il Mulino, pp. 206, euro 13,00). Oltre a un volume più di taglio narrativo Sull’orlo del precipizio. 1939 I dieci giorni che trascinarono il mondo in guerra (Feltrinelli, pp. 160, euro 14,00). (more…)

Potere assoluto

agosto 26, 2009

TedQuarant’anni fa a Chappaquiddick la tragedia che segnò Ted Kennedy L’arroganza della stirpe più amata tolse all’America la fiducia nei leader

Il senatore democratico Edward Kennedy, 77 anni, è morto questa notte. Riproponiamo un articolo pubblicato sul Foglio il 18 luglio scorso.


Chiunque abbia familiarità con la piccola isola di Chappaquiddick
sa che questo nome lo si legge solo sulle carte, ma gli habitué la conoscono col meno esoterico nomignolo di Chappy. In questo luogo meraviglioso, che ancor’oggi mantiene intatto il fascino puro dell’America della scoperta, appena, educatamente addomesticato, va in scena, esattamente quarant’anni orsono, nella notte del 18 luglio 1969, uno degli episodi più opachi delle cronache americane, del quale ancor oggi tanto rimane indecifrabile, e le cui conseguenze avrebbero condizionato non solo gli andamenti della politica di Washington, ma anche qualcosa di più prezioso: la fiducia degli americani verso i loro migliori rappresentanti, coloro che ricevono la delega della leadership, e tra loro i componenti di una stirpe segnata come famiglia tra le famiglie, i Kennedy, che avevano indelebilmente improntato al loro passaggio e al loro sacrificio quegli anni Sessanta che si concludevano. Per capire meglio il peso psicologico dei fatti legati a questo episodio di colpevole inconsapevolezza, in quella notte d’un venerdì d’estate, bisogna ricostruire qualcosa del contesto generale, evocando un sentimento che è ben noto anche all’America d’oggi, quarant’anni più tardi: la stanchezza condivisa, la sensazione che il paese abbia camminato a lungo sulla strada sbagliata e che ora sia urgente, ma difficile, riprendere il sentiero del giusto. (more…)

Piccola Posta di Adriano Sofri

agosto 26, 2009

imagesPaolo Pontoniere riferisce per Repubblica di una voga salutista lanciata sulla rivista americana Self, dalla redattrice capo Caroline Schaefer e dalla sessuologa Logan Levkoff, più altri consulenti sessuali. Alla stregua della “piramide” alimentare elaborata dai dietologi, costoro hanno costruito una “piramide” sessuale composta di sette gradini principali. Trascurerò l’insieme, che mi sembra una cazzata, per soffermarmi su due dettagli cruciali. Il primo, che quegli esperti muovono dalla giusta convinzione che “il sesso è una necessità paragonabile a quella del cibo”. Il secondo, che “all’apice della piramide dei differenti tipi di rapporti sessuali sta la masturbazione”. Siccome sono pronto a piegare qualunque occasione a favore della derelitta categoria umana dei detenuti, ho pensato subito di buttarmi sulla premessa: se, com’è vero, il sesso è necessario pressoché come il cibo, e in particolare per i giovani animali umani che stipano le galere, bisogna trarne le conseguenze, dato che i detenuti sono sadicamente mutilati della loro vita sessuale. Il guaio è però che se, come insegnano Caroline Schaefer e Logan Levkoff e gli altri loro consulenti, l’apice è la masturbazione, allora in cima alla piramide sessuale stanno appollaiati, irraggiungibili da qualunque concorrente, i detenuti di tutto il mondo. Adesso qualcuno vada a dirglielo.

http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/250

The Good The Bad And The Queen – Kingdom Of Doom

agosto 26, 2009

imageshttp://www.youtube.com/watch?v=JDb1Nw7IX9E

Il superuomo, che abbaglio. Anche Foucault c’è caduto

agosto 25, 2009

imagesTra il ’68 e il ’77 si fa avanti in Francia una generazione di filosofi radicali. Si costruiscono un ruolo nel movimento della contestazione. Parlano di ribellione al potere, di desiderio e affermazione delle differenze, di forze individuali in lotta con qualsiasi organizzazione “totalitaria”, Stato, partito o sindacato che sia. Hanno un riferimento comune. Si chiama Nietzsche. Un filosofo che fino agli anni ’60 era trattato da autore di “destra”, antidemocratico e pervaso di aristocraticismo. Il clima cambia con l’uscita di due libri: Nietzsche e la filosofia di Deleuze del 1962 e Le parole e le cose di Foucault del 1966. Da questo momento Nietzsche diventa un eroe che piace alla gauche . Viene letto come un critico spietato della società borghese, un contestatore radicale del falso illuminismo delle moderne democrazie occidentali. Il “superuomo” – celeberrima formula nietzscheana – è il tipo di un’umanità futura, di un individuo finalmente libero dal senso di colpa e senza tabù sui propri istinti vitali. La filosofia nietzscheana sembra fare piazza pulita di ogni ideale repressivo, di ogni morale ascetica, di ogni teoria generale. Niente più ideali e sublimazioni, soltanto una nuda volontà di affermazione e un primordiale principio di realtà. (more…)

MAFIA E POLITICA, SARà UN AUTUNNO-BOMBA

agosto 25, 2009

imagesSI SCOPRE CHE C’è stata un’altra trattativa sviluppata in parallelo a quella di Ciancimino, con Un personaggio che si sarebbe mosso per trovare il punto di equilibrio tra Stato e STRAGISMO. CHI è?…

Gianluigi Nuzzi per Libero

 

L’ultima curva tra gli abeti e i fari allo xeno della Bmw 540 “protection” tracciano lunghe scie luminose sulla tavola d’acqua smeraldo del lago Ghedina, sopra Cortina d’Ampezzo. «L’ho presa blindata, con i miei risparmi perché devo proteggermi. Lo Stato è senza soldi: tremila euro di leasing al mese».Massimo Ciancimino, il figlio di don Vito, l’ex sindaco di Palermo, sussurra con l’accento siciliano sporcato dalla paura. Non bastano le due guardie del corpo con la pistola a canna corta nel marsupio, che la prefettura gli ha infilato nell’ombra, per evitare il peggio. «Allora mi sono comprato l’auto blindata, e addio a Porsche e Ferrari». Ride. (more…)

Due padri della lingua italiana a raffronto

agosto 25, 2009

AN77XDDCAVQWYM0CAN2L1UOCAXGW03NCAN7R749CA805GANCA86CJYJCAMDVRMMCAC60H57CAAP8APFCAKIKXTGCA5A53B1CA21F10HCAO26GWDCAPWNK91CAXT9K8YCA0CEOA7CAS4QRICCAHHBT44Dante era un classico (già per Petrarca)

 

di Giuseppe Frasso

Il dossier porta una duplice intestazione – “Dante e Petrarca/Dante in Petrarca” – che corrisponde, in verità, a due momenti di uno stesso percorso, il primo mai interrotto, il secondo ripreso dopo un intervallo secolare, entrambi però inevitabilmente suggeriti ai lettori dalla presenza, entro lo spazio di poco più di cent’anni, di due – ma, in verità, di tre, perché anche Boccaccio ha parte nel confronto – tra le massime figure della storia letteraria italiana e europea. Marco Santagata (Dante in Petrarca, in Per moderne carte. La biblioteca volgare di Petrarca, Bologna, Il Mulino, 1990, pp. 79-91, prima in “Giornale storico della letteratura italiana”, CLVII, 1980, pp. 445-452) ha giustamente sottolineato come “per i contemporanei  fosse un confronto inevitabile:  gli stessi tentativi petrarcheschi di sfuggirgli lo mostrano più che mai compreso dell’ineludibilità del paragone. A Petrarca, impegnato nella ricerca di una nuova identità intellettuale, Dante poneva certamente problemi di “immagine”; del resto problemi analoghi sono stati a lungo proiettati dai letterati italiani sull’immagine dell’uno o dell’altro. Ancor oggi quel parallelo resta uno dei cardini della visione della storia poetica nazionale italiana, e ancor oggi conserva non poche implicazioni di ordine ideologico”. E, ancora, lo studioso ha ricordato che “parlare di “Dante in Petrarca”… significa fare i conti con la ben più imponente tradizione raccolta sotto l’etichetta “Dante e Petrarca”, una dicitura che fin dalle sue origini ha quasi sempre significato “Dante contro Petrarca”” (ibidem, p. 79). (more…)

Il cattovelocista

agosto 25, 2009

imagesIl ritratto di Dario Franceschini dal Foglio del 15 marzo 2009

La metafora che Walter Veltroni utilizzava spesso per descrivere il percorso politico del Partito democratico era quella di un giovane e generoso maratoneta a cui improvvisamente veniva chiesto di scendere in pista per gareggiare su distanze molto diverse, e molto più difficili, rispetto a quelle su cui si allenava da anni. Veltroni credeva che il Pd fosse un progetto che nel bene e nel male doveva essere valutato soltanto nel momento in cui il partito sarebbe stato messo nelle condizioni di correre l’unica gara per la quale non ci sarebbero state più scuse in grado di nascondere una sconfitta: il che naturalmente significava non prima delle prossime elezioni politiche. La bella metafora di Veltroni, però, non è servita a creare attorno al partito quella pazienza che l’ex sindaco considerava necessaria per non uccidere il progetto del Pd, e così non può certo sorprendere che la prima piccola rivoluzione della segreteria Franceschini sia stata proprio quella di togliere al Pd le scarpette da maratoneta e sostituirle una volta per tutte con quelle leggere e chiodate, fatte per correre come i centometristi quei novanta giorni che restano al nuovo segretario per tentare di far rinascere il partito, e perché no per provare persino a conquistarlo. E’ anche per questo che chi conosce bene il politico che per i prossimi tre mesi guiderà il più importante partito dell’opposizione un po’ sorride oggi quando rilegge quelle parole rilasciate in questi giorni dal segretario. “Lo ripeto: il mio lavoro finisce a ottobre”. (more…)

La Casa Bianca mette la Cia sotto inchiesta -Obama rischia la rivolta degli 007

agosto 25, 2009

imagesIl Dipartimento di Giustizia mette sotto accusa la Cia per le «tecniche illegali» adoperate nel trattamento di presunti terroristi e la Casa Bianca le toglie da subito la responsabilità di condurre gli interrogatori di chi ancora si trova nelle celle di Guantanamo. Le mosse dell’Amministrazione Obama ridimensionano il ruolo della Cia nella gestione dei detenuti e aprono la strada a processi nei confronti di alcuni agenti, che hanno avuto ruoli di responsabilità nel trattamento di detenuti come Khalih Sheik Mohammed, il pianificatore dell’11 settembre 2001, minacciato con la frase «uccideremo i tuoi figli» se negli Usa ci fossero stati nuovi attentati.
Il primo passo lo ha compiuto Eric Holder, ministro della Giustizia, capovolgendo la decisione dell’Amministrazione Bush di non dare seguito ai contenuti di un’indagine interna del 2004, che aveva appurato l’uso da parte della Cia di tecniche «non ortodosse» per ottenere informazioni dai sospetti terroristi. Holder ha fatto sapere di aver riscontrato «almeno una dozzina di casi» – secondo quanto riportato dal New York Times – nei quali gli agenti di Langley sarebbero stati responsabili di «gravi violazioni», applicando tecniche che la legge degli Stati Uniti equipara alle tortura. (more…)

Avrebbe potuto essere diverso

agosto 25, 2009

14390-220x220Il 9 aprile 1989 le truppe sovietiche dispersero i manifestanti a Tbilisi, uccidendo venti persone. Fu un evento che cambiò il dibattito politico in Georgia. Un’intervista a Marina Muskhelishvili

Marina Muskhelishvili è senior researcher presso il Centre for Social Studies (Centro per gli Studi Sociali, CSS) di Tbilisi, Georgia. È stata una dei fondatori del CSS, un’organizzazione indipendente non governativa dedita allo studio dei problemi relativi allo sviluppo della democrazia e alla trasformazione post-sovietica.

Il 9 aprile 1989 le truppe sovietiche dispersero i manifestanti anti-sovietici che protestavano davanti al Parlamento di Tbilisi. Venti persone furono uccise, centinaia ferite. Che cos’hanno rappresentato questi eventi per la Georgia?

Penso che sia stato l’evento più importante degli ultimi vent’anni per la Georgia, perché l’impegno profuso in queste proteste e il modo in cui andarono le cose influenzarono in un certo senso gli sviluppi successivi. Il dibattito politico si fece molto radicale ed estremizzato e dopo questi eventi sembrava impossibile avere un approccio pragmatico e razionale. Se non fosse stato per questi eventi, la storia recente della Georgia sarebbe stata meno violenta, meno rivoluzionaria, meno orientata al conflitto e alla guerra. Forse le cose si sarebbero sviluppate nella stessa direzione, ma con risultati meno dolorosi. Quello del 9 aprile fu un evento terribile. Fu, in un certo senso, uno spartiacque che separò il passato dal futuro e che non avrebbe mai permesso uno sviluppo evolutivo. (more…)

L’eterna solitudine dei magistrati

agosto 25, 2009

images«I l giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l’esperienza personale» (Platone, Repubblica).«Forse non è tanto un problema di esperienza e di conoscenza del male, quanto di solitudine», osserva Paola Biondolillo, 35 anni, milanese, in magistratura dal 2002. «Mi riferisco al peso della responsabilità di dover decidere ogni giorno sulla libertà di altre persone. È un peso che avverti molto, soprattutto all’inizio».
«Solitudine» con la quale si riesce a convivere meglio con il passare degli anni, maturando scelte sofferte e sbagli, magari. «Anche perché – spiega Luigi Domenico Cerqua, maceratese, 65 anni, alle spalle una carriera quarantennale dedicata alla giustizia penale – quotidianamente ci si deve poi confrontare con problemi meno metafisici». Dai fondi che scarseggiano alle carenze d’organico che affliggono tribunali e procure, surclassati da una domanda di diritto e legalità e da una conflittualità sociale che non accennano a placarsi. (more…)

L’ultimo articolo

agosto 25, 2009

A2G9CF1CAVFD70LCAR6ZKQBCA5MYAWKCACUK6AHCA61AQALCA0HY7DOCAEG5AOXCAI8BIAYCA0B9DZ0CAK3CN76CAQMZ93SCAO6R8DWCAHHD2KTCAJMB61FCABM2Z64CA07VHLFCAY3OER8CA5I9LUQIn questa stagione gli addii ai giornali vanno così forte che Travaglio addirittura ne fa due

Beh, non è un addio alle armi (piuttosto all’armeria), ma comunque una certa solennità è richiesta. Richiesta e, nel caso, replicata. Marco Travaglio – a maggior tormento dei lettori tutti dell’Unità – il suo lo ha dato due volte: prima del grande esodo estivo, e adesso a esodo estivo concluso. Un addio, come si conviene, da bollino rosso. A fine giugno, sotto il maestoso titolo “Commiato” salutava tutti, amici e parenti e lettori “dopo circa 2 mila articoli”: “Domani 30 giugno uscirà la mia ultima rubrica quotidiana su questo giornale…” – un bacio ai pupi e via verso il manufatto padellariano. Ma come si verifica sempre il controesodo, ecco il controaddio. Ieri, pagina 14 dell’Unità, rispunta Travaglio (“ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”). Titolo: “La vergogna di non vergognarsi” – così si capisce subito dove si va a parare – e un p.s. a fine pezzo: “Questa è la mia ultima rubrica su l’Unità… Ancora grazie di cuore a tutti i colleghi e i lettori” – e si ricomincia con baci e abbracci e un divertito clima da “arrivedorci, arrivedorci”, e c’è da vedere chi mette le pizzette e il prosecco per il secondo rinfresco. Forse la ragione del mistero del corso e ricorso (e chissà, Concita avrà tentato di trattenere il partente: Marco, ne me quitte pas…) sta in quella definizione di “rubrica quotidiana” nell’addio di inizio estate e di semplice “rubrica” in quello del dopo Ferragosto – ci fosse vagante ancora una più indefinita “rubr…”, potrebbe giungere un terzo saluto verso Ognissanti. (more…)

Lo scoop che uccide

agosto 25, 2009

imagesSe la realtà costruita dalla televisione diventa “più reale” di quella vera: il caso del giornalista che commissionava delitti per fare audience

MARIO VARGA LLOSA
Il filosofo francese Michel Foucault giunge alla deprimente conclusione che «l’uomo non esiste», che ogni essere umano è solo una lunga sequela di simulacri variopinti fatti, disfatti e rifatti dalle variabili circostanze della realtà in cui trascorre la propria vita. Ancora più audace, e magari anche più frivolo, Jean Baudrillard si spinge oltre e arriva alla conclusione che non esiste neppure ciò che crediamo realtà quando abbracciamo l’essere amato o intingiamo la penna nel calamaio, perché la vera realtà in cui vive il bipede contemporaneo non è il mondo che egli è convinto di calcare, ma le immagini che fingono di rifletterlo e altro non sono se non le versioni manipolate e interessate che ne danno i media audiovisivi al servizio dei potenti dello stesso mondo. (more…)

Paris Combo – Living Room

agosto 24, 2009

imageshttp://www.youtube.com/watch?v=8cULUIirBQA

“GIORNALI ITALIANI, INAFFIDABILI”

agosto 24, 2009

imagesL’ATTO DI ACCUSA DAL SETTIMANALE USA ‘TIME’: “LA STAMPA DEL BELPAESE È INFLUENZATA DA INDUSTRIALI E POLITICI, MOLTO ATTENTA AI POTENTI E POCO AI LETTORI” – “ONLINE HANNO LARGO SEGUITO IL BLOG DI GRILLO E DAGOSPIA”…

Elysa Razzino per Il Sole24 Ore.com

Se c’è qualcosa di sbagliato nella politica italiana, la colpa è anche della stampa del Belpaese: influenzata da industriali e politici, molto attenta ai potenti e poco ai lettori. L’atto di accusa arriva dal settimanale Usa Time, che lancia l’affondo: «Giornali italiani, fonti inaffidabili».In un Paese dove il primo ministro controlla le tv, solo una persona su dieci compra un quotidiano, contro una su cinque negli Stati Uniti e tre su cinque in Giappone, osserva Stephan Faris, citando i dati della World Association of Newspapers. «Agli italiani, a quanto pare, non interessa leggere le notizie». E se il problema non stesse nell’appetito degli italiani per le notizie, ma in «quello che c’è sul menu?». (more…)

L’equilibrio di due felicità

agosto 24, 2009

AFSOU1OCAN57RA1CAU0JK7ICANY26PJCAC2DFHMCA33G2WCCAHZBQC6CAB1Z7HYCAR8PVY1CARJC7V3CA87Y1RWCAVLB58QCAQHBAIFCAQTPRRYCASTDJA9CAYKXGNBCAGKJXHKCA0TKVMECANHR7LRPolitica e convivenza sociale in Dante

di Lorenzo Ornaghi

Nella lettera apostolica Altissimi Cantus del 7 dicembre 1965, con la quale – in occasione del settimo centenario dalla nascita del poeta fiorentino – si istituiva la Cattedra di Studi danteschi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Paolo VI volle soffermarsi sulla “dottrina politica” di Dante Alighieri. Papa Montini sottolineò con forza il significato e l’importanza che Dante aveva attribuito al perseguimento, da parte del genere umano, della felicità terrena, accanto – e in subordine – a quella celeste:  Chiesa e Impero, entrambe “al servizio della res publica christiana“, erano chiamate, pur nella loro indipendenza, ad “aiutarsi reciprocamente” per permettere la vita buona dell’intera civiltà umana. L’idea dantesca – egli proseguiva – di “una potestà sovranazionale, che faccia vigere un’unica legge a tutela della pace e della concordia dei popoli”, seppur concepita in termini medievali, manifestava non solo attualità, ma anche freschezza politica. (more…)

José Mourinho

agosto 24, 2009

images30 marzo 2009

Riavvolgi. Play. José fu chiamato dal padre: “Riscaldati”. S’era infortunato lo stopper titolare e Felix Mourinho guardò il figlio. Aveva 19 anni e non aveva mai esordito in campionato. Era pronto o forse no, scese negli spogliatoi per riscaldarsi. Non tornò, fermato da un messaggio arrivato dalla tribuna in panchina: “Se metti in campo tuo figlio, siete licenziati tutti e due”. José rimase a guardare la partita, mentre suo padre si agitava a bordo campo: persero sette a uno e cominciò l’era di José. Perché dicono i biografi più o meno ufficiali, che quel giorno del 1982 Mou decise che avrebbe allenato e non giocato, che avrebbe ordinato e non obbedito.Nessuno ricorda la data, neanche Luis Lourenco, che tiene schedati i movimenti e tutte le vite di José. “Non aveva neppure vent’anni e giocava nel Rio Ave”. Giocava no, l’ha detto anche lui. Era lì, ma se ne sarebbe andato presto. A casa, a Setúbal. Dove comincia José e dove un giorno finirà, perché lui non s’immagina straniero, ma indigeno, viaggiatore e non immigrato. Il Portogallo è la sua magia, un ideale vissuto e però molto costruito: è diventato grande fuori mantenendo una nostalgia poco dichiarata, eppure forte. Ha la forma di casa sua, in Beco de Arco Cruzeiro: una villa giallina, con le tegole e un’aia di ghiaia, i rampicanti lungo l’arco del cancello. Lì fuori c’è sempre la Ferrari che gli ha regalato qualche tempo fa Roman Abramovich. Mou non ha altra città che Setúbal: può vivere ovunque, ma non si sentirà mai cittadino in un altro posto. Quando era al Chelsea, lui e sua moglie Tami avevano deciso che comunque la loro casa sarebbe stata la villa in Portogallo. Perché si torna per un weekend senza calcio o per un’estate senza conferenze stampa. “Made in Portugal”, scrivevano i giornali inglesi allora. Polemici perché non s’era staccato, malfidati perché non aveva scelto di diventare culturalmente britannico. Mou è terrone nell’anima, s’ambienta e non s’adatta, come i siciliani che vivono ovunque e non si sentono che siciliani anche a New Orleans, come i pugliesi che non perdono l’accento neanche a Buenos Aires. (more…)

Muhanga, crocevia di eserciti e ribelli

agosto 24, 2009

imagesGli eserciti si alternano e si alleano nel tentativo di controllare il piccolo villaggio di montagna del Nord Kivu e le sue ricchezze

Muhanga è un piccolo villaggio di montagna, a 0° 25′ di latitudine, non lontano dall’Equatore, circondato dalla foresta, insomma simile a tanti altri che costellano il Nord Kivu. Ma a differenza di altri villaggi, e nonostante le difficoltà per raggiungerli, Muhanga e Bunyatenge sono da tempo al centro dell’interesse di tutti i gruppi armati (governativi e “ribelli”), sia per ragioni strategiche che per la grande ricchezza del loro sottosuolo.Deviando dalla grande strada Butembo-Goma, gli ultimi chilometri da Mbingi a Muhanga sono i più duri. Appena 43 km, poco più della distanza di una maratona; eppure una jeep impiega almeno quattro ore per giungere a Muhanga, praticamente il doppio di un atleta olimpionico. A volte però di ore ne occorrono quasi venti… Dopo alcuni mesi di stanziamento dei ribelli mayi-mayi, all’inizio di luglio l’esercito regolare, FARDC (forze armate della RDCongo), ha annunciato di voler riassumere il controllo dell’area Mbingi-Bunyatenge-Muhanga, nell’ambito dell’operazione Kimya II, condotta contro i gruppi FDLR (Forces Démocratiques de Libération du Rwanda), considerati pericolosi dal governo ruandese e una “presenza che turba la pace” dal Congo. L’arrivo a Muhanga di decine di soldati e mezzi militari non è stato affatto indolore, come ogni arrivo di un gruppo armato, ma questa volta aggravato dalla mescolanza – mixage – con gli elementi provenienti dal CNDP (Congrès National pour la Défense du Peuple), filo-ruandesi, spesso aggressivi nei confronti della popolazione e degli stessi “commilitoni” congolesi.
Già prima dell’arrivo della 112ª brigata FARDC, il villaggio si era svuotato, con la gente impaurita che su consiglio delle autorità del territorio di Lubero si era rifugiata sulla collina sovrastante. Così i soldati hanno avuto vita facile nell’entrare e rovistare nelle capanne del villaggio. Ma neanche il rientro delle famiglie nelle proprie case ha scongiurato il ripetersi di episodi simili, denunciati dalla gente di Muhanga, pur tra comprensibili timori e spesso in anonimato. (more…)

“Tutti i traffici oscuri di Carlo De Benedetti: vendeva segreti all’Urss”

agosto 24, 2009

imagesè partitA LA GRANDE VENDETTA BERLUSCONIANA: carletto, ORA paga sputtanopoli – EX MANAGER DELLA OLIVETTI: “ESPORTAVAMO A MOSCA STRUMENTI VIETATI DALLA NATO” – LA REPLICA DI FRANCO DEBENEDETTI: “LA COSA RIGUARDAVA ALCUNI DIPENDENTI. FANTASIE”

Pierangelo Maurizio per Il Giornale

 

E Cossiga disse: «Caro Carlo, se non eravamo noi a farti scudo…». Cossiga è Cossiga, presidente emerito della Repubblica. Carlo è l’ingegner Carlo De Benedetti, l’imprenditore «tessera n. 1 del Partito democratico» ed editore del Gruppo l’Espresso. A raccontare le imprese dell’Olivetti, quando il marchio storico delle macchine da scrivere e poi dei computer era per l’appunto dell’Ingegnere e di Franco Debenedetti (fratelli e però diversi anche nel «de» attaccato o staccato), è Roberto Mariotti.Cinquantasei anni, uno dei massimi dirigenti dell’Olivetti a Mosca quando c’era ancora l’Unione Sovietica, condannato a 6 anni per spionaggio internazionale. Li ha scontati tutti dal 2001 (una volta rientrato dalla Russia dopo una storia d’amore finita male e una latitanza in Russia durata 11 anni). (more…)

Tutte le mosse del Vaticano per fermare la guerra

agosto 24, 2009
imagesDa Castelgandolfo il 24 agosto 1939, con un radiomessaggio, Pio XII si rivolgeva ai governanti e ai popoli di tutto il mondo con un caldo, accorato, sofferto appello. «È con la forza della ragione, non con quella delle armi, che la giustizia si fa strada. E gli imperi non fondati sulla giustizia non sono benedetti da Dio. La politica emancipata dalla morale tradisce quegli stessi che così la vogliono… Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra». Nella sua voce – avrebbe scritto un settimanale cattolico, interpretando un comune sentimento – , si esprimeva «la voce della cristianità, anzi la voce stessa dell’umanità». Quella affermazione sintetica, sulla pace e sulla guerra, sarebbe diventata la cifra (quasi uno slogan) più volte ripresa in più occasioni di un pontificato difficile come era stato, nel corso della Grande Guerra, quella di «inutile strage» di Benedetto XV. Entrambe senza alcuna conseguenza positiva. Anzi sarebbero state accolte, per i due Papi, con disappunto, con protervia anche. (more…)

Caselli: «Io, artigiana della musica»

agosto 24, 2009
imagesSanremo 1966, Nessuno mi può giu­dicare, interprete Caterina Caselli, se­condo posto. Sanremo 2001, vince Luce di Elisa, discografica («artigiana, non industriale») Caterina Caselli Su­gar. Differenza? Non nel piazzamen­to, assicura la Signora. E nemmeno nel successo che la gente attribuì a entrambi i brani, aggiungiamo noi. «La differenza non c’è», specifica Ca­terina Caselli con un sorriso. «Canta­re mi entusiasmava e mi entusiasma allo stesso modo veder cantare arti­sti che stimo. È bello aiutarli. È bello essere qualcosa per qualcuno». Vi ca­pitasse mai di entrare nel regno at­tuale dell’ex-Casco d’oro, sappiate che non vi troverete pareti. Non per­ché non vi siano. Perché non si vedo­no, sommerse dai dischi d’oro e pla­tino ottenuti dalle scommesse vinte della Caselli che «aiuta»: i dischi di Bocelli, Avion Travel, Negramaro e – per l’appunto – Elisa. (more…)

Dall’Olanda all’Albania le mafie internazionali cercano nuovi business

agosto 23, 2009

imagesPrima notizia: Gianluca Racco, trent’anni, affiliato alla cosca di Siderno, inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia, è stato arrestato venerdì in Olanda, in un quartiere alla periferia di Amsterdam.Per Nicola Gratteri, procuratore aggiunto alla Dda di Reggio Calabria, si tratta di un’operazione importante, nata dai rapporti di forte collaborazione che dopo l’eccidio di Duisburg si sono instaurati tra la magistratura antimafia italiana e le autorità di polizia di tutta Europa.Operazione che rivela, dice Gratteri, «la dimensione sempre più internazionale assunta dalla ‘ndrangheta, con molti latitanti che vivono in Olanda, Germania, Spagna e da qualche tempo anche nel sud della Francia». (more…)

Alla Singularity University si formano i leader del futuro

agosto 23, 2009

A75VHRSCA5GEPIPCAMQTA8UCA9J2CFDCAGID9LHCAZXLVQYCALXHHTICAX9V0XBCA4R5Q82CAI9RRSFCA9CZOIKCAR3XL8MCAJLNF8PCALHFBQGCAU5TUWHCAK3E3EQCA1317RYCAEK9JG7CAX8TPPKUNA SIMULAZIONE di volo in una macchina da 100 milioni di dollari al mattino e seminari con il “padre” di Internet Vint Cerf o con il Nobel per la fisica George Smoot al pomeriggio, giochi in stile Pictionary per favorire “idea storming” e sofà per rigeneranti “worksleep” durante la “ricreazione”. Scorrono così le giornate dei 40 studenti ammessi al corso inaugurale della Singularity University, la scuola sponsorizzata – tra gli altri – da Nasa e Google che promette di “riunire, educare e ispirare una nuova generazione di leader” su come nei prossimi decenni la tecnologia aiuterà l’umanità a debellare povertà, carestia, malattie e cambiamenti climatici. Obiettivo ambizioso e ottimistico, come del resto il suo creatore: Ray Kurzweil. Mosso sin da bambino da un’ardente fiducia nell’immenso potenziale del futuro, a cinque anni voleva fare l’inventore e a 15 già progettava software per Ibm. Oggi che di anni ne ha 61 – “ma 40 biologicamente”, tiene a precisare – è uno dei più brillanti e controversi futurologi del mondo. (more…)

La costellazione Israele

agosto 23, 2009

imagesSono trascorsi circa vent’anni da quando David Grossman, poco più che trentenne, appariva sugli schermi televisivi italiani. La sua fisionomia delicata e imodi garbati contrastavano con quelli del soldato israeliano macho, armato e spavaldo, che puntualmente popolava la stampa e i mezzi di comunicazione. Leggendo il suo primo romanzo Vedi alla voce: amore (Mondadori 1988) si percepiva qualcosa di nuovo, di inusitato. La società israeliana veniva vagliata attraverso lo sguardo innocente di un fanciullo che si interroga sul passato taciuto dei genitori: la Sho’ah. Tra le pagine, affiorava dunque il dramma dei sopravvissuti all’Olocausto e la fragilità emotiva della «seconda generazione » di superstiti. L’accoglienza entusiasta del libro, che per settimane si aggiudicava la vetta dei best sellers sui più quotati quotidiani nazionali, suscitava un interesse inatteso verso la letteratura israeliana. Lo stesso anno, la simpatia del pubblico per Grossman si confermò con il saggio Il vento giallo (Mondadori 1988), in cui – con stile asciutto – l’autore israeliano forniva un resoconto sul percorso esistenziale della popolazione araba nei territori occupati, mettendo a nudo le loro tragiche vicende e facendo affiorare il dibattito politico presente in Israele, con le complesse posizioni di una società democratica di fronte a un dramma che rischiava di comprometterne l’esistenza. (more…)

ATLANTE LETTERARIO/5

agosto 23, 2009

ABO39NMCA3EEFHACAEGETFCCAQLZNBTCA51SMGPCAMKUTGTCAL7Y101CA92EO3KCA49RLX3CAF3CHPZCANMCZ5JCANINGSVCAIC6U1YCA1T1AWXCAWNN5J0CAE412MMCAOJGT62CACHSDAHCAX9CDHDSguardi DAL SUDAFRICA

 

Sudafrica, 11 giugno 2010: il fischio di un arbitro darà avvio alla diciannovesima edizione della competizione atletica più seguita ovunque, i mondiali di calcio, per la prima volta disputati nel continente africano. Un flusso massiccio di denaro per la ristrutturazione completa di cinque stadi già esistenti, per la costruzione ex novo di altri cinque e per la realizzazione di infrastrutture che garantiscano mobilità, accoglienza, sicurezza a tutti i partecipanti – atleti, dirigenti sportivi, manovalanze, spettatori – sono confluiti nelle casse del paese. Assieme al denaro, la promessa di Joseph Blatter, presidente della Fifa, di un ingente numero di biglietti gratuiti a disposizione dei sudafricani, la maggior parte dei quali non potrebbe pagarsi neanche un posto in curva, tanto per evitare l’imbarazzante immagine di un pubblico in prevalenza bianco e straniero in una nazione africana, in prevalenza nera. (more…)

GIORNALI IN FIAMME! IL COMMISSARIO D’AVANZONI SI AVVENTA CONTRO L’INFELTRITO

agosto 23, 2009

imagesGiuseppe D’Avanzo per La Repubblica

 

Si è insediato ieri alla direzione del Giornale della famiglia Berlusconi, Vittorio Feltri, un tipo che – a quanto dice di se stesso – «non ha la stoffa del cortigiano». Lo dimostra subito. Feltri scatena, fin dal primo editoriale, un violentissimo, sbalorditivo assalto a Silvio Berlusconi, suo editore e capo del governo.Per dimostrare che, nel lavoro che lo attende, non sarà né ugola obbediente né sgherro libellista, il neo-direttore sceglie un astuto espediente. Le canta a nuora perché suocera intenda. O, fuor di metafora, ad Agnelli (morto) perché Berlusconi (vivo) capisca e si prepari. Feltri si dice stupefatto per «quanto sta avvenendo sul fronte fiscale». Trasecola per quel che si dice abbia combinato in vita Gianni Agnelli che «avrebbe esportato o costituito capitali all´estero sui quali non sarebbero state pagate le tasse». (more…)

Quel “pio” gossip su Madre Teresa

agosto 23, 2009

imagesCapitò di tutto, a Madre Teresa. Lei però in quell’autunno del 1946 era certa: Gesù la chiama una seconda volta. Da suora di Loreto, dedita all’insegnamento, nel tepore del convento, al riparo dai monsoni del Bengala, doveva uscire nei bassifondi, trovare una nuova strada, che il Signore le aveva detto nel segreto di un viaggio in treno. Lei inviò domanda all’arcivescovo di Calcutta. Voleva obbedire. Chiedere, manifestare quella che sapeva essere la vocazione cui Gesù la chiamava, e però sottomettersi. Non aveva fatto i conti con le dicerie delle consorelle maligne. Ecco l’ultimo paragrafo del settimo capitolo di Madre Teresa. La notte della fede (Piemme, pagg. 224, euro 16).

Renato Farina

L’arcivescovo tergiversa. Passa il tempo. Lei riscrive. Alla fine, com’è noto, il Papa approverà, dopo che il vescovo si era dimenticato o non aveva voluto riferirlo a Pio XII. Eallora lei aveva insistito di nuovo. (more…)

Droga libera in Messico, negli Usa scatta l’allarme

agosto 23, 2009

imagesdal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
NEW YORK – Con una drastica svolta rispetto alla sua politica precedente, il Messico ha varato un’estesa depenalizzazione del consumo di droghe, e non solo leggere. Nessuno potrà più essere perseguito per il possesso di marijuana, eroina e cocaina, purché in modica quantità e per uso personale. La mossa segue il fallimento di anni di battaglia al narcotraffico basata sul pugno duro, e affidata a una polizia corrotta. Ma la riforma suscita allarme negli Stati Uniti, il principale mercato di sbocco per i narcos messicani. L’escalation della violenza dal Messico ha già cominciato a diffondersi negli Stati Usa confinanti. Ora Washington s’interroga sulle incognite di una liberalizzazione che può attirare i suoi concittadini verso un nuovo “turismo della droga”. (more…)

Almamegretta-nun te scurda

agosto 22, 2009

images

http://www.youtube.com/watch?v=8kNc-Ikbygo

La mafia pugliese, tra scheletri di una faida, droga e videopoker

agosto 22, 2009

imagesCi sono notizie che spariscono: che hai sentito al giornale radio, un po’ distrattamente mentre guidi tra casa e lavoro; o che si è letto navigando in internet sui siti dei giornali online; o visto passare velocemente nel mezzo di un telegiornale; e che poi non riesci più a rintracciare. E’ la maledizione dell’informazione effimera, di cui se si vuole si riesce a far perdere ogni traccia.Eppure che in Puglia, forse sul Gargano, sia stato trovato quello che nel notiziario veniva definito “un probabile cimitero della mafia pugliese”, è una notizia colta al volo ieri, in uno dei telegiornali tra l’una e le due del pomeriggio, ma scomparsa del tutto dal sistema mediatico. E il cronista, allenato a cogliere anche piccoli indizi e fonti secondarie, sa di non aver avuto le traveggole, si ricorda anche le immagini: di una ruspa che scavava e portava su da una fossa comune dei resti umani, o che sembravano tali.E invece niente. Gira e rigira in tutti i siti, cerca e ricerca sui blog dei tiggì, vai a sfogliare i giornali locali: niente; la notizia è sparita. (more…)

La mosca Tzè Tzè di Marco Travaglio

agosto 22, 2009

imagesSe non son servi non li vogliamo

 

Un mese fa, quando sono partito per 15 giorni di vacanza all’estero, mi sono detto: finalmente due settimane senza televisione italiana. Invece, appena arrivato, ho scoperto con raccapriccio che nel villaggio turistico arrivavano Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Italia1, TgLa7. Ogni tanto ci davo un’occhiata, per tenermi aggiornato sull’Italia: a parte la notizia che faceva caldo (ovviamente record, come ogni anno a memoria d’uomo) e la gente andava in vacanza – fenomeni inediti, soprattutto d’estate – e quella che Berlusconi garantiva una brillante uscita dalla crisi e una pronta entrata degli abruzzesi nelle case che sta costruendo con le sue mani, per non parlare dell’ennesimo colpo a vuoto del Superenalotto, non ho saputo altro. Mi è persino venuta un po’ di nostalgia per i giornali italiani, almeno finchè in paese non ne ho trovato uno, vecchio di tre giorni: poi è passata. Me lo sono portato in spiaggia, circondato dall’invidia di altri italiani in astinenza, e sfogliandolo ho appreso che in Italia faceva caldo, che gli italiani erano in vacanza e che presto l’Italia sarebbe uscita dalla crisi e gli abruzzesi sarebbero rientrati nelle case eccetera. Niente da fare, invece, per il Superenalotto. (more…)

Comix, intervista ad Art Spiegelman: «Lo stile non so cosa sia»

agosto 22, 2009

imagesSua moglie, Francoise Mouly, è l’art director del New Yorker, per cui lui, Art Spiegelman, ha disegnato copertine memorabili. Qualche hanno fa ha divorziato dal settimanale per divergenze sulla linea politica, ma è rimasto felicemente con Francoise. Spiegelman è uno dei padri della graphic novel, autore di Maus (vincitore del premio Pulitzer nel 1983) e de All’ombra delle torri, fatto a caldo dopo l’11 settembre 2001. Il prossimo 3 settembre verrà inaugurata una sua mostra presso la galeria Nuages, a Milano.

Guardando i suoi lavori è impossibile non notare la varietà degli stili usati. Sta ancora cercando una voce o ritiene che lo stile sia una gabbia?
Credo di aver compreso fin dall’inizio che non sarei diventato famoso per il mio stile. Non ho mai cercato di trovare, di avere uno stile, di costruirmi uno stile, per poi proteggerlo. I miei interessi sono molto vari e lo stile è solo la superficie del contenuto di un mio lavoro. Se devo parlare di “voce”, bè la mia voce è quella che è, non mi pongo il problema. Una volta ho sentito una citazione di Picasso: la differenza tra un cerchio perfetto e il modo in cui lo disegna un artista è lo stile di quell’artista. Forse è così.
Ma per restare sul punto, credo davvero che la superficie di un lavoro dica un sacco di cose, ti dia un sacco di suggerimenti sul contenuto narrativo di un lavoro. Nel mio libro Breakdowns c’è una seziona introduttiva fatta di tante sequenze, disegnate in modi diversi. Forse non ho uno stile perché come disegnatore, valgo molto meno di molti miei colleghi.
Ricordo che quando ero giovane, una delle prime volte che presi l’Lsd mi trovai a fissare il mio corpo e in particolare il mio gomito provando un profondo fastidio. Perché potevo piegarlo solo in una sola direzione? Mi sembrò un esempio di cattiva bio-ingegneria. La realtà è che so molto poco di anatomia, alcuni miei colleghi conoscono ogni muscolo e sanno disegnarlo. Io no. Ho imparato ad accettare questo limite. (more…)

ATLANTE LETTERARIO/4

agosto 22, 2009

imagesVISIONARI dal Giappone

 

A due mesi di distanza dall’uscita, l’ultimo romanzo di Murakami Haruki, 1Q84, continua a guidare le classifiche di vendita, e troneggia in tutte le librerie giapponesi. Diviso in due volumi (per un totale di 1055 pagine), con le sue due grandi Q verde e arancione in copertina produce un risultato inquietante, come di due occhi sgranati che ti seguono dappertutto. Big brother is watching you. Effetto non so quanto premeditato dall’ufficio marketing della casa editrice Shinchosha, ma sicuramente adatto a un libro che sin dal titolo allude al quasi omonimo romanzo di George Orwell. La differenza, rappresentata dalla sostituzione del numero 9 con la lettera Q, è solo grafica: in giapponese 9 e Q si leggono allo stesso modo, ma i personaggi che nel romanzo vivono nell’anno 1Q84 hanno oltrepassato i confini della realtà, e vedono cose che gli altri, sospinti dal flusso normale del tempo, non riescono nemmeno a scorgere da lontano. Tuttavia, la tensione che cresce nel corso dell’intreccio ci induce a pensare che la nuova realtà, con i suoi connotati da incubo, travolgerà la diga che separa i due mondi paralleli, trionfando su tutto. (more…)