Archive for settembre 2009

L’intellettuale è finito. Ora c’è il mostro mite

settembre 30, 2009

images“Il grande silenzio”, un libro-intervista di Alberto Asor Rosa sulla crisi della cultura

Pasquale Voza
Stimolata lucidamente dalle domande dell’intervistatrice, Simonetta Fiori, l’autobiografia politico-intellettuale di Asor Rosa ( Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali , a cura di Simonetta Fiori, Laterza, pp. 181, euro 12) si snoda lungo un asse privilegiato, vale a dire la storia degli intellettuali e dei processi culturali dagli anni Cinquanta sino all’oggi: sino cioè al «grande silenzio» degli intellettuali, dovuto alla loro ormai irreversibile estinzione, paragonabile – osserva con “drammatica” ironia lo studioso – alla estinzione dei brontosauri. La ricostruzione di questo percorso e del ruolo in esso giocato dall’autore è complessa e ricca anche di tanti episodi e momenti particolari, che spesso valgono ad illuminare efficacemente il quadro d’insieme.
Si possono individuare alcuni nodi essenziali. Il primo è quello di fondo: il decadimento dell’intellettuale occidentale, o – come viene detto spesso – del maître à penser , di una figura contraddistinta dall’intreccio di tre componenti, «pensiero forte, pensiero critico, valori». Asor Rosa mostra di non condividere la lettura che Bauman dà di tale decadimento, visto dallo studioso di origine polacca come il passaggio dalla figura dell’intellettuale «legislatore» a quella dell’intellettuale «interprete», dagli anni del secondo dopoguerra sino agli anni Settanta e alla crisi dello Stato sociale: vale a dire, come il passaggio da chi, in chiave universalistica, si riconosceva nella funzione di elaboratore di idee di promozione e di direzione di un ordine sociale “progressivo”, a chi, abbandonate o dismesse le ambizioni universalistiche, mette le proprie competenze professionali al servizio della comunicazione tra soggetti sovrani e plurali, in un mix di specialismo corporativo e di cultura-spettacolo. Egli preferisce parlare, più propriamente (lungo un arco di riflessione che va da Max Weber a Bobbio), piuttosto che di intellettuale legislatore, di un intellettuale specialista, che «traduce le proprie competenze in un discorso di carattere generale, e usa queste ultime come strumento per cambiare le istituzioni, la politica, la società, talvolta l’antropologia circostante». (more…)

Intervista a Vittorio Feltri

settembre 30, 2009

imagesAndrea Marcenaro per “First”, in edicola domani

L’Italia di inizio anni Novanta si era spaccata in due su Indro Montanelli. Intorno alla metà di settembre di quest’anno, è sembrata rispaccarsi in due su Vittorio Feltri. Due direttori del Giornale. Entrambi di destra. Montanelli, diventato infine eroe della sinistra perché Silvio Berlusconi era entrato in politica e lui lo aveva combattuto senza quartiere. Feltri, odiato dalla sinistra, e non solo da essa, perché non ha concesso quartiere agli avversari di Berlusconi. Inconsueti i motivi dello scontro di oggi.

L’attacco di Feltri si era rivolto infatti contro Dino Boffo, direttore di Avvenire e creatura culturalmente affine a Camillo Ruini, vale a dire una delle personalità religiose più avversate dalla sinistra di sempre. Poi contro Gianfranco Fini, l’ex fascista per cui la sinistra europea solo pochi anni fa rifiutava la mano ai membri del governo italiano. E adesso invece la sinistra lo applaude. L’Italia è d’altronde uno strano Paese. E questa a Feltri è una strana intervista.

Direttore, dov’è la nobiltà, nel lavoro di giornalista?
«Di nobile c’è poco. Può essere divertente, perfino appassionante, di nobiltà non parlerei». (more…)

Quella fantasia che il computer non conosce

settembre 30, 2009

226q05b1Esce in Italia «Il mio vicino Totoro» di Hayao Miyazaki maestro del cinema d’animazione

di Claudia Di Giovanni

Quando si parla di Hayao Miyazaki, l’appellativo che spesso ricorre è “maestro”. Considerato dalla critica il maestro dell’animazione orientale, è allo stesso tempo disegnatore, animatore, sceneggiatore, montatore e regista, capace di seguire ogni passo del processo di realizzazione di un suo film, subito riconoscibile sia dal punto tematico che stilistico.
Miyazaki è un artista famosissimo in patria, ma anche all’estero ha conquistato il suo pubblico grazie a un lavoro particolare e pluripremiato, tra l’altro con l’Oscar nel 2003 per La città incantata, miglior film di animazione, e con il Leone d’oro alla carriera, ricevuto a Venezia nel 2005.
Personaggio riservato e poco amante dei riflettori, nasce a Tokyo il 5 gennaio 1941. Alternando la sua opera tra cinema e televisione, inizia la carriera negli anni Sessanta, come disegnatore, e prosegue poi come regista di alcuni episodi della prima serie animata di Lupin iii. Nel 1974 cura, tra l’altro, il progetto e l’organizzazione di scena di Heidi, altro successo dell’animazione anche in Italia, e lavora in numerose serie di cartoni animati, tra cui Conan – Ragazzo del futuro, nel quale si ritrovano alcuni temi che saranno poi sviluppati nei suoi film, in particolare quello ambientalistico.
Nel 1979 realizza il suo primo lungometraggio, Lupin iii – Il castello di Cagliostro, riprendendo i personaggi della serie televisiva cui aveva collaborato, con una cura minuziosa della musica, della fotografia, della regia, unita a una fantasia senza limiti. Gli elementi della fiaba tradizionale sono rielaborati nel mondo contemporaneo; e i personaggi, molto diversi tra loro, riescono a creare un perfetto equilibrio narrativo che si articola tra azione, romanticismo e commedia.
Nel 1982 viene pubblicato un suo manga – termine giapponese utilizzato per indicare i fumetti in generale – Nausicaa della valle vento, da cui nel 1984 è tratto il film omonimo. (more…)

E Pound il “folle” stese il suo medico sul lettino

settembre 30, 2009

imagesIl professor Romolo Rossi (che ebbe la fortuna di conoscere anche Sylvia Plath) ha scandagliato dal punto di vista clinico la mente di Ezra Pound. Rossi, allora giovane medico nello staff del professor Cornelio Fazio, ebbe un rapporto molto speciale con l’autore dei Cantos. Il suo racconto, commosso e avvincente, si apre nel ricordo del 10 marzo 1966.

 Quel giorno, all’ingresso della Clinica per le malattie nervose e mentali di Genova, si era presentato un personaggio misterioso che nascondeva la sua identità sotto pseudonimo: era appunto Ezra Pound, che aveva allora 80 anni. Il poeta era stato consigliato da Giuseppe Bacigalupo, medico curante e amico, che nel suo Ieri a Rapallo (appena ristampato per le Edizioni Campanotto) ha lasciato memorabili cammei della vita di Pound e del milieu culturale di Rapallo negli anni ’30. (more…)

Ferrara:niente bavagli, ma perchè solo Travagli?

settembre 30, 2009

imagesAssurdo ma vero: Silvio Berlusconi è un editore televisivo di sinistra, un padrone della tv che non riesce a impadronirsi del linguaggio della tv.

Sbaraccare i palinsesti e fare posto al capo del governo che adempie le sue promesse e taglia nastri non è il massimo dell’eleganza.
È una provocazione. Ma Berlusconi dell’eleganza se ne infischia, è un uomo pratico, bada al sodo, e delle provocazioni, specie delle sue, non ha alcuna paura.

La storia del terremoto e della grande impresa di umanità e solidarietà della ricostruzione lampo è in effetti una bella storia, che un Bruno Vespa abruzzese può raccontare con la necessaria simpatia umana, e il governo e il suo capo si sono dati parecchio da fare sotto la guida tecnica di Guido Bertolaso, il guru infallibile della Protezione civile. (more…)

Rushdie l’amore la vita

settembre 30, 2009

AU35P17CALHBYDBCAN00EQLCAPQ1ZE5CADKT7FVCAG2IGHMCAC0UD11CAETST2HCAV3DHAHCA0E325CCAE2GZSCCAUK25WCCAEJRJTECABYUT8KCAUHCLNCCAQOTE53CA65STFQCAFK7MT1CA00GS4VLe donne. La bellezza. Il gossip. E poi l’arte di scrivere, le due lingue e le diverse città e identità che l’accompagnano. Incontro con il grande scrittore de ‘I versi satanici’

Non ci sono molti scrittori al mondo noti come Salman Rushdie. Eppure incontrarlo genera il solito stupefacente: me lo figuravo diverso. Forse per via dell’esagerato panama bianco, forse per i jeans a zampa d’elefante esageratamente giovani, forse per la sua simpatia da professore in vacanza, forse per lo scenario di Capri dove da bravo scrittore in vacanza è venuto, qualche settimana fa, a tenere una piccola conferenza, prima di sbarcare a Venezia: a conferma dell’amore per l’Italia.

La fama planetaria e funesta, conseguita con una fatwa e non con un Nobel per la letteratura, ha condizionato vent’anni della sua vita, ma oggi Rushdie è sorridente: sguardo satrapico, lingua inglese da gentleman, impeccabile come la sua ironia anch’essa molto british, il grande cappello e un Blackberry che suona in continuazione. “È mio figlio”, dice. Altro bip. “È un’amica”.

Dal 1999, poco dopo che il governo iraniano dichiarò che non avrebbe più dato corso alla fatwa contro di lui, Rushdie è tornato alla vita pubblica. Ai gossip e ai party, tanto da dover essere difeso pubblicamente da Ian McEwan, suo caro amico da oltre 25 anni, che ha dichiarato al ‘New Yorker’ che “i gossip su mister Rushdie sono rischi del mestiere”. I gossip sono arrivati anche in Italia: due meravigliose fanciulle dalla pelle nera e dai tacchi vertiginosi. Appena separato dalla modella indiana Padma Lakshmi, più giovane di 24 anni, per sposare la quale aveva divorziato dalla sua terza moglie sborsando 7 milioni e mezzo di euro, Rushdie sembra uscito dal dolore di questo quarto divorzio. Sorride. “Ho scoperto che per essere una coppia bisogna anche diventare un po’ amici”, dice. E arriva un altro messaggino. Bip. Dopo essere stato accusato da John Updike di essere più una “‘cause célèbre’ e un martire della libertà che uno scrittore”, questi pettegolezzi non devono fargli molto effetto. “Sono single e disponibile”, scherza. Per cui parliamo di letteratura. (more…)

CINA TRA RITI E LEGGE

settembre 30, 2009

imagesChe la Cina stia diventando potenza di primissimo piano in corsa per l’accaparramento di risorse globali per un futuro che promette ben poco di buono non è in discussione. Basta girare l’Africa e l’America Latina per cogliere l’impressionante portata della sua presenza, ma soprattutto la rispettosa accoglienza in generale riservatale dalle popolazioni locali. I cinesi, infatti, non presentano il volto arrogante dell’Occidente. Non impongono riforme strutturali o l’introduzione di una retorica dei diritti e della democrazia. La Cina condivide col Sud del mondo una lunga storia di vittimizzazione da parte dell’Occidente e una tale condivisione crea legami profondi. Che l’Occidente abbia imparato a considerare la Cina come un proprio pari, dimostrando il dovuto rispetto per un così importante «condomino globale» è assai più dubbio. (more…)

IL TUO TELEFONO, LA MIA MORTE

settembre 30, 2009

imagesDOPO 24 SUICIDI LA SINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DI FRANCE TÉLÉCOM – La morte di JeanPaul, 51 anni, Tecnico trasferito a un call center che lunedì mattina si è gettato da un viadotto, ha suscitato una fortissima ondata emotiva IN FRANCIA – SMENTITA LA VOCE DI UN PALAZZO “A PROVA DI SUICIDI”…

Attilio Geroni per “Il Sole 24 Ore”

Dopo il suicidio numero 24 in un anno e mezzo, sale la pressione nei confronti del gruppo dirigente di France Télécom. L’opposizione di sinistra, socialisti e comunisti, e i sindacati, hanno chiesto ieri le dimissioni del presidente Didier Lombard e del suo braccio destro, LouisPierre Wenes, l’uomo incaricato di mettere in pratica i vari piani di ristrutturazione e soprattutto “il miglioramento della performance”. (more…)

PARLA LO STORICO PERTICI

settembre 30, 2009

concordato180Il Concordato secondo Cavour

La politica ecclesiastica dell’I­talia, dall’Unità ad oggi, a­vrebbe tradito il progetto di «Libera Chiesa in libero Stato» di Cavour e anche i Concordati con la Santa Sede, quello del 1929 e quello «nuovo» del 1984, su que­stioni essenziali, la famiglia, la scuola, il sostentamento del clero, avrebbero posto la Chiesa in posi­zione di «predominio» per la de­bolezza della nostra politica. Queste le considerazioni critiche, rivolte all’attualità, che alcuni re­censori (tra cui Sergio Romano) hanno ritenuto di poter ricavare dalla lettura del corposo e docu­mentato volume dello storico Ro­berto Pertici Chiesa e Stato in Ita­lia: Dalla Grande guerra al nuovo Concordato 1914-1984 (Il Mulino, pp. 892, euro 55). L’autore in realtà ribatte a quest’interpreta­zione, riduttiva rispetto al suo la­voro che non porta affatto a privi­legiare la linea della «separazio­ne » rispetto a quella della «conci­liazione »; la lezione stessa della nostra storia, partendo da Ca­vour, può aiutare a comprendere che non servono forzature o schematismi ideologici.

«Cavour – attacca il professor Pertici – pro­poneva una politica ecclesiastica completamente nuova nell’Euro­pa del suo tempo. Fino ad allora, infatti, le posizioni di privilegio tradizionalmente riconosciute al­la Chiesa si coniugavano con un attento controllo dello Stato nella vita e anche nelle vicende della Chiesa stessa. Partendo dall’espe­rienza americana, letta attraverso Tocqueville, Cavour metteva al centro della sua proposta politica il problema della libertà religiosa che egli connetteva col separati­smo. Il suo era un separatismo ‘a­mico della religione’, che non e­scludeva il ricorso a trattative (e tentativi ci furono) per arrivare a un accordo complessivo con la Santa Sede su ‘questione roma­na’ e politica ecclesiastica. Ma negli anni successivi emerse un separatismo meno benevolo (si potrebbe dire ostile), che finì col prevalere. Molti settori della sini­stra storica e anche di certa destra risorgimentale ritenevano infatti necessaria una politica che pun­tasse a ridimensionare la presen­za cattolica nella società italiana. D’altronde è difficile pensare che Pio IX, già dopo l’occupazione di parte del suo Stato e poi di Roma, si dimostrasse disponibile a una trattativa. La stessa legge delle «guarentigie» del 1871, che pure garantiva il pieno controllo del Vaticano e una indubbia libertà di governo, era ai suoi occhi un atto unilaterale; non aveva alcun ca­rattere pattizio e quindi non pote- va essere ac­cettata dalla Chiesa. Toccò atten­dere il 1929 perché la ‘questione romana’ fos­se definitiva­mente ac­cantonata con il Trattato e il Con­cordato ». (more…)

Conversazione in una Puglia “reaganiana”

settembre 30, 2009

25902_30216_lapresse_r_1727983_mediumNICOLA LAGIOIA. Un convincente romanzo di formazione e di perdizione, per ritrovare il senso dell’appartenenza a un Paese, l’Italia, attraversato da sogni catodici (tv commerciale) e spettacolari tragedie collettive (Heysel). Famiglie in lotta per un successo personale che spesso miete vittime tra i più piccoli, che un giorno si vendicheranno. Sui figli degli altri.

Riportando tutto a casa di Nicola Lagioia, da oggi in libreria per Einaudi, è un viaggio nella Bari degli anni ’80, quando l’italica periferia dell’impero americano viene invasa dell’edonismo reaganiano. Filtrata, con nostalgia ma senza malinconia, attraverso la Bari di oggi, quella dei sopravvissuti, tra cui il protagonista, la voce narrante. Festini, droga, ragazze, appalti, faccendieri… suona familliare? Il romanzo involontariamente irrompe nell’attualità, mostrandoci però la struttura profonda del nostro paese, non la superficie.

Antropologia, non gossip. Tanto per tagliare la testa al toro, non figura mai la parola Berlusconi, né i suoi derivati. Eppure, è proprio la storia di come lo siamo diventati tutti, guardando le televisioni del Biscione, sognando di essere come Agnelli, applicando con euforia da anni ’80 l’imperativo egotico del ’68 e degli anni ’70: la fantasia al potere e il diritto ad avere tutto e subito. Lagioia produce, in un paio di paragrafi, la migliore fenomenologia di Drive in e il suo impatto sulle menti italiane, dalle più sane alle minorate. La grande risata che continua a seppellirci, in forma di un presidente del Consiglio che racconta barzellette orribili e, a volte, incarna egli stesso una barzelletta. (more…)

La lezioni di Pasolini, a sinistra prendono lucciole per lanterne

settembre 30, 2009

imagesdi Marcello Veneziani

Ho visto l’altra notte in solitudine una lucciola. Era in un cespuglio ai piedi del parco naturale dell’Uccellina, c’erano i grilli e qualche estrema cicala friniva prima di morire con l’ultimo lascito d’estate. Mi sono avvicinato incredulo, convinto che si trattasse di un abbaglio, o di un filo della luce artificiale; una lucciola, in autunno… la nostalgia può dare microscopiche allucinazioni. E invece era lì, timida e dispersa. Non vedevo una lucciola da dieci anni, almeno. Le avevo viste da bambino e miracolavano le sere d’estate; ricordo come in un sogno una passeggiata serale ai primi di giugno, noi bambini avanti e i grandi dietro, e quelle infime stelle a nostra altezza che balenavano tra le siepi – vedetele ma non cercate di afferrarle perché si spengono, ci dicevano le mamme – e poi l’odore intenso di quei campi, l’incanto del cielo stellato e il canto dei grilli che riempiva il buio. Poi non le ho viste più per tanti anni, e mi ero convinto che Pasolini avesse ragione a denunciarne la scomparsa. E invece le rividi una notte in Abruzzo, e poi ancora nella campagna pugliese, nel profondo nord e a Talamone dove ce n’erano tante passeggiando la sera verso la rocca, prima che decidessero di sparare i riflettori, massacrando così le lucciole e l’incanto. Poi non le ho più viste ed ho nuovamente creduto che fossero scomparse. Ora ne ho ritrovata una, profuga sperduta e fuori stagione, ma non l’ho trovata per caso. (more…)

Vaticanismi

settembre 30, 2009

Ruini2Perché il Progetto culturale di Ruini è essenziale e non c’è alcun piano B della Cei

“Il Progetto culturale, tuttora vivo e attivo, non è portato avanti con la stessa convinzione”, anzi c’è “un’inspiegabile freddezza a livelli anche alti della gerarchia”. Così il giudizio tagliente e accorato, sul Foglio di ieri, del vaticanista Sandro Magister. Il lento cambio della guardia ai vertici della chiesa italiana, fattosi burrascoso dopo la drammatica vicenda Boffo, ha posto all’ordine del giorno, non solo ecclesiale, il tema di una presunta “crisi” – o addirittura del possibile abbandono – del Progetto culturale della chiesa italiana, varato nel 1994 proprio da Ruini. Abbandono smentito in realtà non solo dalle dichiarazioni ufficiali ma anche dai fatti (l’imminente convegno su Dio), ma che, se fosse vero, dovrebbe porre un’altra domanda: la chiesa italiana ha pronto un “piano B”, ovvero un “progetto” differente? L’impostazione del problema non convince appieno Luigi Accattoli, decano dei vaticanisti, che prova ad allargare la veduta: “Non bisogna confondere quello che è un cambio avvenuto nel governo della chiesa italiana con una presunta crisi del progetto culturale, che invece non c’è. (more…)

Se il Potere va in crisi: la lezione di Katrina

settembre 29, 2009

imagesTonino Bucci
Hobbes aveva torto marcio. L’autore del Leviatano – un classico del pensiero politico moderno – sarebbe stato il principale portatore d’acqua al mulino dell’assolutismo. Lui, col suo mito dell’uomo che per natura è un animale asociale in guerra contro tutti, avrebbe dato fondamento alla necessità di uno Stato “autoritario”, l’unico in grado di far uscire noi tutti dalla condizione originaria di sopraffazione. Dopo Hobbes il Potere si è pensato così, come una delega di autorità al sovrano senza cui gli individui regredirebbero a una violenza atavica e incontrollabile. Questa è, pressapoco, l’opinione di Rebecca Solnit, attivista e opinionista statunitense, vicina alle posizioni più liberal del comunitarismo americano. Quanto detto sarebbe anche il motivo per cui in certe situazioni catastrofiche, per esempio a ridosso di terremoti e uragani, le elite e gli Stati hanno una paura matta di perdere la propria autorità. Il nuovo libro di Rebecca Solnit, Un paradiso all’inferno (edito da Fandango libri, pp. 514, euro 20) è da principio alla fine un elogio alle comunità che quando sono colpite da disastri naturali si organizzano e attivano reti di solidarietà. In quei momenti il Potere torna agli individui. E proprio allora, nonostante che dopo un terremoto la situazione assomigli molto a uno stato di caos primordiale, gli individui metterebbero in mostra una naturale inclinazione ad aiutarsi l’un l’altro. Insomma, tutto il contrario dell’ homo homini lupus di Hobbes. Dal terremoto di San Francisco del 1906 all’11 settembre fino al caso sintomatico dell’uragano Katrina che nel 2005 ha sconvolto la città di New Orleans e al quale Solnit dedica un lungo capitolo. Katrina, scrive Solnit, è il «vero punto di svolta». «L’orientamento della nazione mutò radicalmente». Fu allora che l’America decise di liberarsi di Bush. E fu quello il momento in cui il Potere andò in tilt ed ebbe paura di un’intera comunità. Elite, giornali e istituzioni inventarono in quei giorni l’immagine (razzista) di città in preda a neri assassini, sciacalli e stupratori. Le vittime erano diventate nemici dello Stato. (more…)

Il j’accuse di Magister

settembre 29, 2009

BXVI_BERTONEAutorevole vaticanista dice che la realpolitik di Bertone non è in sintonia col Papa

Grande è la confusione, almeno in apparenza, nella chiesa italiana. Basta scorrere le cronache delle ultime settimane, e ricordare le circostanze delle dimissioni del direttore di Avvenire, Dino Boffo, per avere, più che l’impressione, la certezza di uno scontro “intraecclesiale” con pochi precedenti nella storia recente. Uno scontro del quale sfuggono ai più i contorni precisi, ma che senza dubbio esiste. Lo conferma al Foglio il vaticanista di lungo corso Sandro Magister. Con il suo sito in quattro lingue http://www.chiesa.espressonline.it, Magister rappresenta una delle voci più importanti dell’informazione religiosa, non solo italiana, riguardante la chiesa cattolica. “Più che di confusione parlerei di grande disordine. L’impressione complessiva è che ai livelli alti della chiesa confliggano visioni della realtà, in Italia e nel mondo, che non sono facilmente componibili. Anzi, spesso si scontrano, con un’ulteriore aggravante. Chi, all’interno della gerarchia della chiesa, si erge come critico deciso di soluzioni precedenti ritenute non più all’altezza o non più praticabili, non è portatore di una visione convincente, capace di delineare un nuovo corso ai vertici della chiesa stessa”. (more…)

MEDIASET A TUTTO SPOT

settembre 29, 2009

A25YB2LCAVQQ3M3CA6HIH89CAW22KM6CA0T21VHCAEH8X5ZCAZ5I0OYCAT3POAWCAW863M7CA2YNLUOCAXJ1Q78CAV2HXQVCAF63Q2ICASARLZVCAILVR2DCAJ13LRLCAYOPM8GCAS9KAZ9CAVOS6JYLA CRISI FA SOFFRIRE TUTTI NELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA, MA NON L’AZIENDA DEL PREMIER: DAL SERVIZIO PUBBLICO SI SPOSTANO SUI CANALI BERLUSCONIANI 120 MLN € IN SPOT – A FINE ANNO LA SIPRA, CONCESSIONARIA RAI, PERDERÀ IL 20% MENTRE PUBLITALIA SOLO IL 9%…

G.V. per “la Repubblica”

La crisi economica danneggia i consumi; la riduzione dei consumi danneggia la produzione industriale; e questa a sua volta danneggia gli investimenti pubblicitari che alimentano l´intero sistema dell´informazione, editoriale e televisivo. In un mercato generale in forte calo (-16,9% nel primo semestre dell´anno), tutte le concessionarie soffrono – quale più, quale meno – in rapporto ai vari mezzi che gestiscono nel proprio portafoglio.

 

Ma a soffrire di meno in assoluto, meno di tutti gli altri concorrenti, è proprio Publitalia, la concessionaria delle reti Mediaset, l´azienda che fa capo al presidente del Consiglio, con differenziali molto modesti rispetto alla media. E a farne più direttamente le spese è la Sipra, la concessionaria della Rai, che rischia così di interpretare la parte del parente povero. (more…)

C’È UN GUZZANTI CHE FA ANCORA RIDERE

settembre 29, 2009

imagesA ROMA MIGLIAIA IN FILA PER LO SHOW IRRESISTIBILE DI CORRADO – NELLE VESTI DI TREMONTI: “C’è gente che non ce la fa ad arrivare a fine mese? E va beh, mica è una gara – AVEVAMO DICHIARATO CHE VOLEVAMO TOGLIERE LE MIGNOTTE DALLA STRADA E RIAPRIRE LE CASE CHIUSE. ERRORE. NON LE CASE. UNA CASA. UNA”…

Simonetta Robiony per “La Stampa”

Roma chiama e Corrado Guzzanti risponde. Lo vogliono rivedere e rivedere ancora perchè Corrado è come una rock-star che non ci si stanca mai di ascoltare. A grande richiesta, perciò, l’altra sera Recital è tornato all’Auditorium di Renzo Piano nella immensa sala Santa Cecilia e il popolo della sinistra, se il nome ha ancora un senso, s’è comprato tutti i biglietti costringendolo ad allungare la tappa romana con tre serate al Gran Teatro: l’8, 9 e 10 ottobre.

 

Si arriva in massa. Per molti è un rito da compiere ogni volta che si può perchè Guzzanti è come il telegiornale, sempre uguale e sempre diverso: i personaggi sono quelli, ma fanno e dicono cose nuove, il testo si aggiorna, le notizie si susseguono e lui, zac, pronto, le infila dentro, in tre ore tra primo tempo e secondo più intervallo, con l’aiuto di Marco Marzocca e di sua sorella Caterina. (more…)

Obama e l’Iran, sogni e bombe

settembre 29, 2009

imagesdi Paul Wolfowitz*

Barack Obama ha dato prova di straordinaria flessibilità riguardo al dossier del nucleare iraniano. Ha sostenuto il «diritto a un programma di energia nucleare civile», si è detto pronto a incontri senza porre condizioni e ha prorogato le scadenze da lui stesso fissate per l’avvio di negoziati seri con Teheran. Ha mantenuto questa posizione a dispetto dei discorsi bellicosi dell’Iran e delle pressionidel Congresso per l’adozione di sanzioni.

Questo atteggiamento non ha prodotto tuttavia nessuna risposta positiva da parte di Teheran, ma ha dimostrato con chiarezza che l’ostacolo alla soluzione non era il rifiuto degli Usa di sedersi al tavolo delle trattative. Anche quando alla Casa Bianca c’era Bush gli Stati Uniti partecipavano regolarmente a colloqui multilaterali con l’Iran.Ma se con la precedente amministrazione poteva esserci qualche ambiguità sulla disponibilità a negoziare, con l’amministrazione Obama no. (more…)

All’ombra del muro

settembre 29, 2009

imagesIl processo di riunificazione europeo come scontro tra opposte utopie. La realtà conosciuta dopo l’ebbra notte del 9 novembre 1989, quando Est e Ovest si sono stretti la mano sotto le macerie del Muro. L’intervento della sociologa Melita Richter

Al Convegno internazionale di psicologia politica che si è svolto a Berlino nel giugno del 2002 (1), una relatrice statunitense di origine tedesca ha costruito la propria relazione attorno ai disegni dei bambini delle scuole elementari di Berlino ovest. I disegni di cui la studiosa disponeva erano stati eseguiti ai tempi della divisione della città, separata in due dal Muro. Il tema dei disegni era: Come immagino la vita a Berlino est. Le mani dei piccoli artisti hanno riportato ciò che nella loro fantasia doveva rappresentare l’universo del mondo della Repubblica democratica tedesca: le case grigie, le vie vuote, ogni tanto un militare in uniforme, i carri armati sugli incroci delle strade, ritratti di bambini e bambine con facce tristi e senza giocattoli, stelle a cinque punte che svettano dai tetti… L’analisi dell’esperta si è soffermata a lungo sui contenuti dei disegni; ne è venuto fuori un ampio testo sulla rappresentazione simbolica della società tedesca dell’est, sulla Berlino sconosciuta, murata. In nessun momento la studiosa si è chiesta quale sarebbe potuta essere l’immagine riflessa della società della Germania occidentale, o meglio, quale immagine della Berlino ovest si sarebbe potuta trovare nei disegni dei piccoli disegnatori Ossis. Nessun interesse a ricomporre le immagini di una città separata, di confrontare i due modelli simbolici, di individuare come gli stereotipi possono essere di casa da ambo le parti, come la mente dei bambini riflette non ciò che vede, ma ciò che il mondo dei grandi propone come verità… Una verità distorta, filtrata. (more…)

Eta: domande senza risposta

settembre 29, 2009

imagesNuovo comunicato dell’organizzazione armata basca: volontà e disposizione totale per un processo di soluzione democratico

L’analisi e il confronto interno sono terminati. La riflessione interna che Eta aveva annunciato mesi fa ha portato a un comunicato dell’organizzaqzione armata. I giornali spagnoli non hanno dubbi nel titolare. Eta va avanti con la lotta armata. El Pais: “Eta advierte que seguirà “con las armas en la mano”. In realtà, restiamo sul titolo on line di El Pais, la notizia si inizia a vedere nel sottotitolo del quotidiano spagnolo: ‘la banda annuncia che insisterà nella via armata, ma aggiunge l’offerta di un processo democratico’.
Cosa abbia deciso Eta è scritto nero su bianco nel comunicato, recapitato al quotidiano basco Gara. Ma sta soprattutto nelle domande che l’organizzazione armata rivolge direttamente ai suoi antagonisti.
Eta pubblica in una giornata speciale, il Gudari eguna, la giornata del soldato resistente basco. E per prima cosa sgombra il campo da qualsiasi illazione di tregua o cessate il fuoco o abbandono dell’attività. Quindi scrive che “proseguirà con le armi in pugno fino a quando i nemici di Euskal Herria scommetteranno solo su repressione e negazione dei diritti”. Detto questo, arriva il nocciolo del comunicato: una offerta, qualche cosa che ha bisogno di un rapporto biunivoco fra chi avanza una proposta e qualcun altro che deve, o dovrebbe, dire se accetta o meno o a che condizione. (more…)

L’Italia ha il mal di banca

settembre 29, 2009

A3K69ITCA82L92YCA7UPCN8CAWPZR64CA7NZXA7CAID4DQRCAJBQM16CAZCJ8C7CAS1N0XJCA0GQOTDCAA8EX7JCABJ7I3ECAX801DLCAV50RUDCAGOR6ZBCAGF0WD3CA22L6RWCA8LP8YDCARQAZYMA Milano, nel quartier generale dell’Unicredit in piazza Cordusio, gli ispettori della Banca d’Italia sono arrivati da alcune settimane. ‘Indagine complessiva’ è l’espressione utilizzata per indicare il lavoro che – con verifiche a campione anche nelle filiali – stanno svolgendo: passare al setaccio i prodotti offerti alla clientela, verificare i prestiti concessi e le operazioni finanziarie imbastite, scovare le eventuali falle. “Un’ispezione di routine”, spiegano fonti vicine al gruppo guidato da Alessandro Profumo. (more…)

Perchè Israele deve diventare uno Stato laico: un pensiero per lo Yom Kippur del 5770

settembre 29, 2009

ASR1RX9CAMNOAN7CAE5BCLACA0EQPENCAGGD24BCAHRWGGICAMCN9WKCAZX0XM5CAVWCSTSCAD5DYAUCAS6KG9ICA11HGGWCACMBWM5CAT7L45ZCA9LDJP3CAVTRRZDCACKDQ1BCA8U7EPICA2FI43ILa richiesta di secolarizzazione deve essere sostenuta da tutti gli israeliani religiosi, perché è nel loro interesse non meno di quanto lo sia in quello degli ebrei laici – sostiene il filosofo israeliano Carlo Strenger

A volte mi sembra che lo Stato di Israele sia condannato a rivivere gran parte della storia europea. Uno dei processi che Israele non ha portato a termine è la secolarizzazione, e noi siamo costretti a passare attraverso questo processo, che all’Europa ha richiesto secoli, in pochi decenni. Io sostengo che la completa secolarizzazione dello Stato sia nell’interesse degli ebrei religiosi non meno di quanto è desiderata dai non-credenti, ed invito gli ebrei religiosi a partecipare al processo di secolarizzazione.

La storia di Israele, come quella dell’Europa, è stata determinata in molti modi dalla tensione tra due concezioni di autorità: la verità rivelata e l’indagine critica. La concezione della verità rivelata, ha dominato gran parte della storia umana: verità e valori si basano su una fonte che si trova nel passato, e la cui validità è assoluta. Questa è la struttura di base delle religioni tradizionali, che derivano la loro autorità da una presunta rivelazione in un passato mitico. (more…)

Il tarlo DI BOURGEOIS

settembre 29, 2009

imagesUn secolo di vita e di arte, di pulsioni, di moti di fastidio alternati a grandi passioni e altrettanti odi passano nella produzione teorica e letteraria di una delle più grandi artiste viventi, Louise Borgeois, finalmente tradotta in italiano da Quodlibet con il titolo Distruzione del Padre Ricostruzione del padre, Scritti e interviste 1923 – 2000, (traduzione di Marcella Majnoni e Giuseppe Lucchesini, pp. 442, euro 32,00). La pubblicazione puntuale di questo libro suona come una manifestazione di ottimismo, tanto più significativa in quanto l’editoria artistica italiana pecca solitamente di pigrizia nelle traduzioni di testi anche fondamentali. Gli scritti si succedono in ordine cronologico e cominciano molto presto, nel 1923, quando Louise Bourgeois inizia a tenere un diario personale, dove segna i suoi pensieri, i suoi appuntamenti, i fatti quotidiani: una pratica che l’accompagnerà durante il corso della vita intera. (more…)

IO, CATERINA E LA MADONNA

settembre 29, 2009

imagesantonio socci davanti alla tragedia più grande della vita: sopravvivere alla propria figlia caduta in coma – “DA 14 GIORNI È IN STATO DI INCOSCIENZA MA UNA VEGGENTE DI MEDJUGORJE HA VISTO LA VERGINE PREGARE PER LEI” – IERI LA RAGAZZA HA RESPIRATO DA SOLA, MA LA VIA DELLA GUARIGIONE È ANCORA LUNGA…

Da “Il Giornale”

Antonio Socci racconta nel suo blog (www.antoniosocci.com) il suo dramma che però è anche una grande prova di fede. Una figlia bella. Come può essere bella solo una figlia. Una figlia sana. Caterina, 24 anni, con i capelli di seta nera e le labbra rosa, pareva l’incarnazione della voglia di vivere.

 

Poi, improvvisamente, senza motivo, Caterina da settimane è come se si fosse addormentata. «Aritmia fatale», spiegano i medici. Ma è evidente come dietro l’ineluttabilità di quell’aggettivo – «fatale» – ogni possibile spiegazione scientifica non possa che cedere il passo a qualcosa di più alto.

Caterina è la figlia di Antonio Socci, un giornalista, uno scrittore, che ha sempre posto al centro della sua esistenza umana e professionale il valore della Cristianesimo. In questi giorni di dolore Antonio non è solo nel suo dolore: gli stanno vicini parenti, amici, colleghi. Ma, soprattutto, tantissime persone che, pur non conoscendoli, sentono Antonio e la sua Caterina come parte di una stessa famiglia. Una famiglia che conosce quanto sia importante pregare insieme per la salvezza di una ragazza. E i miracoli, quando sono evocati con il cuore, diventano cose possibili. (more…)

Antonio Albanese, un comico alla Scala

settembre 29, 2009
imagesIn quanto un comico, si spera che il suo debutto non faccia ridere. Ma lui, Antonio Alba­nese ( nella foto), popolare volto televisivo, teatrale nonché cine­matografico, prende le cose mol­to sul serio. Tanto più che il luogo che lo attende è di quelli che fa­rebbero tremare le vene dei polsi a molti. Il 4 ottobre, domenica prossima, debutterà al Teatro alla Scala ( il tempio mondiale della musica) con la sua prima regia nella lirica. Il titolo scelto è Le con­venienze ed inconvenienze teatra- li, un’opera di Gaetano Donizetti di rara esecuzione ( scritta nel 1827, è la prima che risuona sotto le volte del Piermarini) che resterà in cartellone fino al 14 ottobre per andare poi in tournée in Dani­marca a fine mese. (more…)

Un tempio per Brigitte, l’ultima dea di Francia

settembre 29, 2009

ABREEIDCA73Z2GLCAML3T2GCA7Z6924CANSCI4GCAUT6EPLCAKJXZ72CASCWAVLCAPD4KTGCA8S6WT7CAUY3C5GCA9URWSMCAD13FYGCAYX89HDCAFQEQLYCAFBCTJ4CA32D1N8CA25ZSVKCAB52K6RParigi – «Non bisogna far piangere gli operai di Boulogne-Billancourt» diceva Jean-Paul Sartre per giustificare i suoi silenzi riguardo ai disastri del «socialismo reale»… Esistessero ancora, il filosofo e la classe operaia, avrebbero di che rallegrare il cuore e la mente di fronte alla mostra che nel locale museo intitolato agli Anni Trenta celebra il volto, il corpo e l’anima di Brigitte Bardot… Lungo un chilometro quadrato d’esposizione si allineano i cimeli che contribuirono a fare dell’attrice il simbolo stesso della Francia: il busto scolpito da Aslan come moderna Marianne, incarnazione della Repubblica, le foto di Robert Doisneau, Richard Avedon, Sam Levin che ne catturavano il fascino infantile e carnale, i multipli di Warhol, il ritratto di Van Dongen, gli abiti metallici di Paco Rabanne, le ballerine Repetto tagliate su misura per i suoi alluci ai tempi di Et Dieu… créa la femme, le affiches di Sénéquier, il caffè di Saint-Tropez, che grazie a lei si assicurò fama e ricchezza, i set che proprio negli stabilimenti cinematografici di questa cittadina della banlieu la videro diretta da grandi registi, René Clair per Le grandi manovre, Julien Duvivier per Femmina e La sposa troppo bella… E ancora: lettere, gioielli, automobili, abiti di scena, canzoni e colonne sonore per un omaggio che abbina il suo nome a un’epoca e lo fa all’insegna della spensieratezza (Brigitte Bardot, les années «insouciance», fino al 31 gennaio). Per l’occasione, Paris Match esce con un’edizione speciale tirata a un milione di copie, Beaux Arts Magazine con un omaggio da altre centomila, Henri-Jean Servat, il curatore della mostra, con un libro, Brigitte Bardot, La légende (Editions Hors Collection, 176 pagine, 35 euro) intriso di nobile nostalgia, mentre il regista Joan Sfarr è alle prese con un film in cui Laetitia Casta ha l’ingrato compito di impersonarla. «Brigitte Bardot sta al cinema francese come Dostoevskij al romanzo russo» ha sintetizzato il settimanale di moda Elle… (more…)

Langone contro quelli che vogliono dire “ateo” e scrivono “laico”

settembre 29, 2009

imagesHa il più bel seno del giornalismo italiano ma non conosce il significato della parola laico. Secondo lei è sinonimo di ateo. Scrive di qua, scrive di là, scrive sui maschili e sui femminili, sulle riviste e sui giornali, a volte perfino in prima pagina, senza sapere che laico è innanzitutto, trascrivo il De Mauro, “chi non appartiene al clero”. D’accordo, Tullio De Mauro è stato ministro in un governo Amato quindi viene spontaneo diffidare di lui e allora attingo direttamente dal testo base dell’istituzione entro la quale la parola è nata, il Catechismo della chiesa cattolica: “Col nome di laici si intendono tutti i fedeli a esclusione dei membri dell’ordine sacro”. Io sono laico: io porto la croce al collo, ho l’anello del rosario, vado a messa tutte le domeniche, spesso leggo l’Epistola dall’ambone, firmo l’otto per mille, non mangio carne il venerdì, il Mercoledì delle ceneri e il Venerdì santo digiuno a pane e acqua, ma non essendo un sacerdote sono laico. Non conto nulla, non faccio testo? Certo, meglio fare un altro esempio. San Francesco era laico: predicatore trascinante, stigmatizzato, fondatore dei frati minori, inventore del presepe, alter Christus, patrono d’Italia, ma non essendo sacerdote (non ha mai detto messa) era laico. (more…)

La sinistra europea disarmata

settembre 29, 2009
imagesMASSIMO D’ALEMA
La crisi attuale segna un profondo cambiamento d’epoca. Non si tratta soltanto di una crisi finanziaria, economica e ormai pesantemente sociale; si tratta di una crisi politica e culturale.

Si chiude un ciclo caratterizzato da una globalizzazione senza regole, dal dominio dell’ideologia ultraliberale. Tramonta l’illusione dogmatica dell’infallibilità del mercato. Al centro del dibattito pubblico tornano idee fondamentali che sono proprie della tradizione socialista.

Ma – ecco il paradosso – di fronte a questa grande svolta sembra proprio il socialismo in Europa a essere più in difficoltà. Non mancano speranze e segnali di novità, tuttavia gran parte del nostro continente è oggi governata da una leadership conservatrice e il declino della destra neoliberista sembra andare non a vantaggio dei progressisti ma, in molti paesi europei, a vantaggio di un’altra destra nazionalista, populista, talora apertamente reazionaria e razzista. Eppure, mentre in Europa accade questo, nel resto del mondo sono le grandi forze progressiste che guidano l’impegno per aprire una nuova prospettiva oltre la crisi e gettare le basi di una nuova stagione economica e politica. Sono i Democratici negli Stati Uniti d’America, così come sono progressisti di diversa natura i leader e i partiti alla guida dei grandi Paesi emergenti, dall’India al Brasile all’Africa del Sud. Persino il Giappone, dopo 54 anni di egemonia politica liberale e conservatrice, si è affidato a una forza democratica e progressista. Non solo, ma in massima parte questi partiti non appartengono alla tradizione e alla cultura socialista, anche se con l’Internazionale socialista collaborano o dialogano intensamente. Perché dunque proprio qui, nella vecchia Europa, sembra essere così difficile la sfida per i progressisti? (more…)

La lettera di Milena Gabanelli al Corriere della Sera

settembre 29, 2009

0KQ0CKOQ--140x180Luigi Ferrarella, sulle pagine di questo giornale, ha sollevato un problema che condivido e mi tocca da vicino: la pressione politica (che in Italia è particolarmente anomala) sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante, anche se ciclicamente emerge quando coinvolge personaggi noti. Per questo facciamo grandi battaglie di principio e ignoriamo gli aspetti «pratici». Premesso che chiunque si senta diffamato ha il diritto di querelare, che chi non fa bene il proprio mestiere deve pagare, parliamo ora di chi lavora con coscienza. Alla sottoscritta era stata manifestata l’intenzione di togliere la tutela legale.

La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio. (more…)

Briatore, l’uomo che è finito contro un muro

settembre 28, 2009

imagesLo scandalo della F1, ultimo capitolo di una saga in cui fanno capolino anche bombe e boss mafiosi.

Ora è fuori dalla Formula 1, Flavio Briatore, dopo essere stato accusato di aver pianificato l’incidente volontario di Nelson Piquet jr, che il 28 settembre 2008 a Singapore ha fatto vincere la Renault di Fernando Alonso e ha soffiato il titolo alla Ferrari. Ma il personaggio ci ha abituato a repentine cadute e a rapide resurrezioni. Briatore ha una storia piena di sorprese, che parte dall’autobomba che nel 1979 uccide il suo primo datore di lavoro, il finanziere di Cuneo Attilio Dutto, e arriva fino ai rapporti con Marcello Dell’Utri. Nel 2007 è stato interrogato a Palermo dal pubblico ministero Antonio Ingroia, nell’ambito di una indagine sul riciclaggio internazionale: «Ho conosciuto alcuni esponenti delle famiglie Gambino e Genovese, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta», ha ammesso Briatore. «Ricordo di averli conosciuti in occasione di un concerto tenuto da Iva Zanicchi e Riccardo Fogli a Brooklyn, erano loro che avevano organizzato questa manifestazione, ma con costoro non ho mai avuto rapporti di nessun tipo». Ecco i passaggi cruciali della sua vita da Formula 1, tratti dal libro “Campioni d’Italia” (G. ?Barbacetto, Tropea editore). (more…)

PAPI DUCE (PALAZZO VENEZIA COME PALAZZO GRAZIOLI! )

settembre 28, 2009

imagesDOSSIER DEL FOREIGN OFFICE SUI VIZIETTI INTIMI DI MUSSOLINI – LA PETACCHI “GLI PROVOCA UN ESAURIMENTO FISICO” – “STRESS FISICO” LEGATO A ECCESSI SESSUALI: “Le sue ultime due amanti lo hanno messo a durissima prova”…

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

Esercitazioni di proto-gossip ad uso e consumo delle cancellerie, nel caso specifico del governo di Sua Maestà britannica in un momento cruciale della storia europea. E quindi: «Da circa sei mesi Mussolini è pazzamente innamorato di una giovane donna italiana»… È il 28 dicembre 1938 quando l´ambasciatore inglese a Parigi, Sir Eric Phipps, rivela per lettera al Foreign Office l´esistenza di «Madame Pertinacci».

E anche se il cognome è sbagliato, e la notizia arriva a Londra in ritardo (la relazione con il Duce è iniziata nella seconda metà del 1936), si tratta effettivamente di Claretta Petacci: «Figlia di un medico del Vaticano e moglie di un ufficiale della Marina». Ma quella storpiatura che ammicca all´ostinazione amorosa è destinata a entrare nel lessico del carteggio, per cui da allora Claretta resterà per i diplomatici la «Pertinacious Lady», altrimenti indicata con la sigla «P. L.». (more…)

L’equazione di Heckman

settembre 28, 2009

224q04a1Lunedì 28 settembre, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il premio Nobel per l’economia James J. Heckman ha tenuto una lectio magistralis intitolata “Investing in our young people”. Il preside del Centro di Studi e ricerche sulla famiglia che ha promosso l’incontro, ne ha sintetizzato i contenuti

di Eugenia Scabini

Che la famiglia sia un luogo nevralgico, unico e insostituibile per favorire lo sviluppo del capitale umano e che una società che non si preoccupi e non si prenda cura dello sviluppo delle giovani generazioni e dei loro ambienti elettivi di vita vada incontro a gravi problemi, sono affermazioni sottoscritte da molti.
È più raro è che a sostenere questa tesi sia un noto economista. Si tratta di James J. Heckman, Nobel per l’economia nel 2000, docente all’università di Chicago ed esperto di economia dello sviluppo umano. Quale in breve la sua proposta?
Heckman parte da una concezione innovativa di capitale umano. Rinvenibile sin dalla nascita, si sviluppa lungo tutto l’arco della vita ed è prodotto primariamente dal contesto familiare e poi da quello scolastico e lavorativo.
Il nocciolo del capitale umano è costituito dalle abilità cognitive, socio-emotive e relazionali che consentono al soggetto umano di interagire in maniera sensata e appropriata con le persone che costruiscono il suo ambiente significativo e più in generale con la società. Queste abilità gli consentono di costruire la propria matura identità e di poter perciò dare il suo apporto alla vita della comunità.
Muovendo da queste considerazioni e valorizzando i risultati conseguiti in proposito dalla ricerca economica e psicologica, Heckman giunge alla formulazione di un modello teorico sintetizzato da una equazione. È la cosiddetta equazione di Heckman, che potrebbe essere così tradotta:  “Investimento nelle risorse educative delle famiglie più sostegno allo sviluppo delle competenze cognitive e socio-emotive dei bambini a partire dalle fasi precoci uguale guadagno a lungo termine perché consente di avere cittadini più capaci, più produttivi, di valore che creano sviluppo economico e sociale anche per le generazioni future”. (more…)

Fat Freddy’s Drop ‘Roady’

settembre 28, 2009

Sicilia, boss minaccia di morte un giornalista

settembre 28, 2009

5733_105352306397_105352061397_2251825_4742167_n“Episodio inquitante” così lo definiscono da Palermo gli organi di categoria. José Trovato, collaboratore del Giornale di Sicilia da Leonforte (Enna) è stato minacciato di morte da un mafioso della sua stessa città detenuto nel carcere di Caltanissetta, con una condanna (non definitiva) all’ergastolo per duplice omicidio. Il detenuto ha giurato di fargleila pagare, di fargli saltare la testa, per alcuni articoli di cronaca su un duplice omicidio per il quale e’ stato condannato al carcere a vita: l’assassinio a colpi di lupara di un pregiudicato che gli contendeva il primato nel clan mafioso e della findanzata che si trovava con lui. (more…)

Il discorso di Bibi Netanyahu all’Onu in italiano

settembre 28, 2009

imagesDiscorso  del Primo Ministro d’Israele, sig. Benjamin Netanyahu, alla 64a sessione dell’Assemblea Generale dell’ ONU.
New York, 24 settembre 2009

Signor Presidente, Signore e Signori, circa 62 anni fa le Nazioni Unite riconobbero il diritto degli Ebrei – popolo antico di 3500 anni – ad un proprio stato nella patria dei propri antenati.
Oggi sono qui come Primo Ministro di Israele, lo stato ebraico, e vi parlo a nome del mio paese e del mio popolo. Le Nazioni Unite furono fondate dopo la carneficina della seconda guerra mondiale e gli orrori dell’Olocausto. Avevano il compito di prevenire la possibilità del ricorrere di tali orrendi eventi. Nulla minaccia alla base quel compito essenziale più dell’attacco sistematico alla verità. (more…)

Ricevo e volentieri pubblico

settembre 28, 2009

imagesIl link della recensione che il quotidiano Libero ha riportato da ADNkronos, a proposito del mio ultimo romanzo ”Il menu” (Castelvecchi).

Sergio Sozi
 
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/188450

Star wars, ultimo episodio

settembre 28, 2009

14703-220x220La nuova presidenza Obama mette da parte il sistema di difesa missilistico voluto da Bush in Europa orientale e fortemente osteggiato da Mosca. In Romania, paese delineatosi in questi anni come uno dei partner più entusiasti di Washington, la decisione ha sollevato dubbi e timori

Alcuni stati dell’Europa dell’Est hanno mostrato delusione all’annuncio del presidente Barack Obama della rinuncia americana al piano di installare uno scudo antimissilistico sul territorio di Polonia e Repubblica Ceca. Con l’amministrazione Obama il piano di difesa missilistica “Star Wars”, voluto da George W. Bush – ufficialmente come strumento di protezione da possibili attacchi balistici iraniani – è stato accantonato, attirando la netta condanna dei repubblicani. Il governo della Federazione Russa si è sempre opposto al progetto, ritenendolo come una diretta minaccia alla propria sicurezza. (more…)

Un ulteriore passo avanti verso un nuovo asse Turco-Siriano

settembre 28, 2009

imagesLa recente visita del presidente siriano Bashar al-Assad in Turchia è stata caratterizzata da una calorosa accoglienza e dalla firma di importanti accordi fra i due paesi. Tutto ciò pone le basi per la nascita di un saldo asse turco-siriano in Medio Oriente – scrive lo storico palestinese Bashir Moussa Nafie

Istanbul ha accolto solennemente il presidente siriano Bashar al-Assad durante il mese di Ramadan. Sebbene Assad sia sempre stato un ospite benvenuto in Turchia da quando i rapporti turco-siriani hanno preso la piega della cooperazione e dell’amicizia nel 2004, è tuttavia parso evidente in occasione dell’iftar, il pasto della rottura del digiuno al quale egli è stato invitato, che la cerchia di coloro che hanno accolto con favore il presidente siriano si era ampliata, e che si è sviluppato un accordo unanime negli ambienti politici ed economici turchi sul fatto che il rapporto fra i due paesi sia realmente diventato un rapporto strategico. (more…)

Così Berlusconi prende tutto

settembre 28, 2009

imagesAlla fine, sarà tutta colpa di quella scena d’amore sulla spiaggia tra padre Ralph e la bella Rachel Ward, i protagonisti di Uccelli di Rovo. È il novembre 1983. Le disposizioni della Corte Costituzionale, vecchie di sette anni e ripetute quattro volte, perché il Parlamento dia regole certe restano parole al vento. Sono quattro i poli privati. Il primo è quello di Berlusconi. Ecco il destino degli altri. Rizzoli si fa fuori da sè nel 1981 quando saltano fuori le liste della P2. Rusconi, l’editore di Gente e Eva Express, possiede Italia 1 (18 emittenti locali, palinsesto ad alto gradimento, Candy Candy a Morky & Mindy) ma lascia nell’agosto 1982 quando la tv ha appena otto mesi di vita. Ai senatori che nell’88 indagano sull’emittenza televisiva lo stesso Rusconi dice d’essere uscito «pur avendo una posizione quasi preminente perché il nostro concorrente fruiva di un flusso di denaro illimitato». Berlusconi compra Italia 1 per 32 miliardi. Nel giugno 1983 si vota, Craxi ha ben chiaro il potere della tivù per la creazione del consenso, Canale 5 e Italia 1 insieme garantiscono un’alta copertura e appoggia, in tutto e per tutto, l’amico Silvio. Resta Rete 4 del gruppo Mondadori-Caracciolo-Perrone, magazzino con duemila ore di intrattenimento: La schiava Isaura, Dancing days, Dynasty. Il duello finale si combatte nell’autunno del 1983. Rete 4 punta sul più “impegnato”, si fa per dire, Venti di Guerra, 20 miliardi per assicurarsi la saga con Robert Mitchum e Ali Mc Graw. Canale 5 spende molto meno e punta sulla pruderie del sacerdote bello e impossibile che s’innamora. Vincono Padre Ralph e Canale 5: nell’agosto 1984 Berlusconi acquista frequenze, bande e magazzini di Rete 4 per 135 miliardi. (more…)

Intervista a Giovanni Lindo Ferretti

settembre 28, 2009
imagesQuella con Giovanni Lindo Ferretti è un’intervista che bisogna «guadagnarsi». In parte perché l’ex cantautore punk dei CCCP ha scelto di restare volontariamente in disparte, ora, e si concede pochissimo ai media. E poi perché Giovanni («chiamami così» mi chiede quando mi accoglie in casa sua, appena uscito dalla stalla dove accudisce i suoi cavalli) abita in un posto sperduto, sull’Appennino tosco-emiliano, a quasi 70 km di curve e tornanti da Reggio Emilia: Cerreto Alpi, 70 abitanti, un ristorante, una chiesa (senza parroco residente), due soli bimbi, tanti vecchi. Conoscere e parlare con l’ex leader dei CCCP significa ripercorrere un tratto della storia del costume e della cultura italiana del secondo dopoguerra: quello che va sotto il nome di ’68 e post-contestazione. (more…)

“Gogol’ bruciò le sue Anime sul rogo”

settembre 28, 2009

AZKAF7MCANH2P1ZCAULEY0TCAVK4Z78CA9H4236CAD919VJCA2A91P0CA2BV6WMCAI0SWC5CA04BS0BCAAHL91ECAQG2U5BCAQFZJYKCALIRNENCAIWN8ZHCAT9FTQZCAZ5GMG2CAO10BWZCA8MJC7N«O mia cara signorina, getate per la fenestra il vostro Pietroburgo, duro come il quercio d’alpine, e venite qua. L’aria è tanto dolce, più dolce del riso a la milanese che voi avete sovente mangiato in Roma, ed il cielo, o dio, che bel cielo! sapete voi stessa che nessuno può annoiarsi in Roma fuorché quelli che hanno l’anima fredda come gli abitanti di Pietroburgo e principalmente i suoi impiegati, innumerevoli come arena del mare. Le capre e gli scultori spasseggiano, signora, sulla Strada Felice, dove ho la mia stanza (n. 126, ultimo piano) Il Colosseo è molto adirato contro la vostra signoria. Per questa ragione non vado da lui perche mi domanda sempre: “dite mi un poco, mio caro uomicio (ma chiama sempre cosi), che fa adesso la mia donna signora Maria?” ».
Non sono brani, un po’ sgrammaticati e d’ingenuità fanciullesca, della lettera di un emigrante italiano tornato a casa. Qui è Nikolaj Vasil’evic Gogol’ che parla, rivolgendosi, il 2 marzo del 1838, alla sua discepola M.P. Balàbina. La missiva è interessante per tre motivi. Innanzi tutto è scritta in italiano, segno che lo scrittore voleva calarsi completamente nella realtà del Paese eletto quasi a sua seconda patria. Poi, denota un legame per la capitale che ha radici e motivazioni non soltanto estetiche, ma anche caratteriali e fors’anche etiche, spirituali. Infine, contiene un riferimento agli impiegati pietroburghesi, cioè a quella pletora di funzionarietti e funzionarielli inscatolati nella «Tabella dei Ranghi» fissata dallo zar Pietro il Grande nel 1722. Li troviamo disseminati ovunque, nell’opera del grande ucraino. E soprattutto nelle Anime morte. (more…)

Angela Merkel

settembre 28, 2009

AVOSHL7CA5ADD4KCA4T4L7KCAM7H869CALE3MCPCAPFACFLCA2JE4R3CAJSTY8DCAJ6ZA40CAS6JEV5CAZSMS9KCA5YUQ9OCAJKWVMWCASLT1QUCAF3MG9BCAJ4O5B7CAD7V241CASBS1RVCALEZ5RUDal Foglio del 28 novembre 2007

Il settimanale Spiegel deve alla cancelliera Angela Merkel alcune delle sue copertine più riuscite. Nella penultima il pittore Daniel Adel l’ha immaginata con sembianze e soprattutto con quel sorriso enigmatico da Monna Lisa. “Perché questa donna sorride?” recita il titolo. Adel per questa copertina ha ripescato la pubblicità del libro di Dan Brown “Il Codice da Vinci”, dove, sotto la riproduzione della vera Monna Lisa, c’era una domanda simile “Why is this man smiling?”. I lettori del giallo sanno il perché. Stava nel segreto che custodisce: quello del Santo Graal. Ma Merkel che ha da sorridere, visto che, come recita il sottotitolo della copertina dello Spiegel, “La grande coalizione si sta sgretolando”?. (more…)

Polanski, un genio inseguito dai drammi del passato

settembre 28, 2009

imagesDai nazisti a Manson: una vita tormentata

FULVIA CAPRARA
CORRISPONDENTE DA PARIGI
Chissà se gli zelanti poliziotti elvetici a cui sabato sera all’aeroporto di Zurigo è stato affidato l’arresto di Raymond Liebling, viaggiatore proveniente da Parigi con doppia nazionalità polacca e francese, sapevano di essere sul punto di scatenare un pandemonio giudiziario-cinematografico internazionale. Sull’ordine di arresto era infissa una motivazione davvero pesante: «ricercato per atti di natura sessuale con minori, segnatamente per un caso che risale al 1977, con una bambina di 13 anni, a Los Angeles». Trent’anni di latitanza: un bel record per un reato così sudicio, avranno pensato gli agenti. E hanno con doppio impegno proceduto all’arresto non appena il ricercato ha calcato l’implacabile suolo elvetico. Così da ieri Roman Polanski, regista maledetto e stimatissimo, è detenuto nel carcere dell’aeroporto. (more…)

Il giornale online degli studenti alla conquista di San Francisco

settembre 28, 2009

imagesdi Federico Rampini

NEW YORK – Che futuro c’è per gli aspiranti giornalisti, in una città dove la carta stampata sembra condannata a scomparire? A San Francisco una risposta la danno gli studenti: creando un giornale che nasce dall’università. Ma non il solito giornale-test da usare per l’apprendistato in attesa della “cosa vera”. E’ un vero organo d’informazione che vuole offrire un’alternativa ai grandi quotidiani. E nasce con ottime credenziali: l’appoggio di un network radiofonico locale, del New York Times, e di un noto imprenditore-mecenate. (more…)

«Lo scudo fiscale distrugge la credibilità dello Stato»

settembre 27, 2009
imagesTito Boeri, economista della Bocconi, risponde alla richiesta del “Fatto” al capo dello Stato di non firmare.

Questa è una legge incivile, ma credo che Napolitano abbia già fatto quello che poteva evitando gli venisse presentata in una forma anche peggiore di quella attuale», dice al “Fatto” il professor Tito Boeri, economista della Bocconi e animatore del sito lavoce.info.

C’era bisogno di fare uno scudo fiscale per portare in Italia i capitali degli evasori?

Con lo scudo un po’ di capitali rientreranno ma molti ne usciranno. Perché chi ha portato i soldi fuori e non ha pagato le tasse viene premiato e quindi continuerà a farlo. Approvare un condono significa preparare il terreno per i successivi, perché si riducono gli incentivi dei contribuenti ad avere un corretto rapporto con il fisco. E questo è ancora più grave perché in campagna elettorale Tremonti aveva promesso in televisione, davanti agli italiani, che non ci sarebbero più stati condoni dopo quelli varati nei precedenti governi Berlusconi. (more…)

Cristiani fuori della Chiesa. Polemica su Simone Weil

settembre 27, 2009

imagesConfronto tra Salvatore Natoli ed Enzo Bianchi al festival Torino Spiritualità

Marco Mazzola
Torino
Un dibattito di alto livello quello tenuto ieri al Teatro Carignano di Torino tra Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica all’Università Bicocca di Milano che ha rivalutato recentemente l’universo religioso pagano contro i rischi dei monoteismi, ed Enzo Bianchi, teologo, priore della Comunità monastica di Bose, fautore di un ritorno al cristianesimo delle origini. Spunto della conferenza, inserita nel programma di Torino Spiritualità 2009, dedicato quest’anno a “Dis-inganno, dietro ciò che appare ciò che è” è la Lettera ad un religioso di Simone Weil. Nata nel 1909 e morta giovanissima nel ’43, questa donna straordinaria di origine ebraica, intellettuale e filosofa francese, indirizzò un anno prima della sua scomparsa una missiva al padre domenicano Couturier nella quale manifestava tutte le sue inquietudini nei confronti di un credo religioso, il cristianesimo appunto, che pure aveva sposato. (more…)