Archive for ottobre 2009

Anni 70, eravamo illegali oggi vogliamo regole

ottobre 31, 2009

imagesA colloquio con lo storico Giovanni De Luna, autore di “Le ragioni di un decennio”

Vittorio Bonanni
E’ un libro scritto con il cuore, oltre che con la perizia dello storico, quello di Giovanni De Luna sugli anni ’70. Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta, memoria (Feltrinelli, pp. 253, euro 17,00), già presentato a Milano alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli con Miguel Gotor, David Bidussa, Linda Giuva, Silvia Ballestra, Uliano Lucas, Massimo Cirri, Alberto Rollo, Domenico Starnone, Riccardo Tozzi ed Oreste Pivetta – è stato realizzato grazie a due caratteristiche autobiografiche dell’autore. Quella legata all’essere ormai da tempo uno studioso autorevole, uno dei più ascoltati sugli eventi passati e presenti della nostra storia, e anche tra i più equilibrati, in grado di dire la sua senza nostalgie ma anche senza tentazioni revisionistiche. E l’essere stato poi – è questo l’altro aspetto – un militante di una delle organizzazioni più significative situate a sinistra del Pci, al cui interno si sono verificati un po’ tutti quei fenomeni – dalla centralità operaia al femminismo fino alla deriva armata – che hanno scosso la sinistra di allora, e cioè Lotta continua. (more…)

Dal corpo all’anima

ottobre 31, 2009

253q05a1di Carlo Carletti
L’origine della ricorrenza del 2 novembre dedicata alla commemorazione dei defunti si colloca alla fine del primo millennio nell’ambito del monachesimo benedettino cluniacense. È infatti nell’anno 998, che Odilone di Mercoeur, quinto abate di Cluny (circa 961 – 1049), dispone l’inserimento nel calendario liturgico cluniacense di una commemorazione per i defunti “di tutto il mondo e di tutti i tempi” da celebrarsi il secondo giorno del mese di novembre:  “Si decreta dal nostro padre Odilone, su richiesta e con il consenso di tutti i confratelli cluniacensi, che come in tutte le chiese di Dio di tutto il mondo si celebra la festa di Ognissanti nel primo giorno di Novembre, così presso di noi sia celebrata solennemente la commemorazione di tutti i defunti in questo modo:  nel giorno di Ognissanti, dopo il capitolo, il decano e il cellerario faranno una elemosina di pane e vino a tutti i poveri che si presenteranno, come nella cena del Signore; (…) nello stesso giorno dopo i vespri si suoneranno tutte le campane e si celebrerà l’officio dei morti; la messa mattutina (quella del 2 novembre) sarà officiata solennemente e con il suono delle campane; saranno celebrate messe in privato e pubblicamente per il riposo delle anime di tutti i fedeli e sarà offerto del cibo a dodici poveri (Statutum sancti Odilonis de defunctis, pl, 142, colonne 1037-1038). L’estensione all’intera Chiesa di questa commemorazione sembra potersi rintracciare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo, dove il giorno del 2 novembre è indicato come anniversarium omnium animarum (Ildefonso Schuster, Liber Sacramentorum, IV, Torino 1932, p. 85).
Nell’antichità – sia tra i pagani sia tra i cristiani – la commemorazione dei defunti seguiva coordinate temporali diverse, circoscritte all’ambito privato e per lo più domestico. Il calendario era mobile, perché corrispondente all’anniversario dei singoli defunti, che per i pagani era il giorno della nascita (dies natalis) per i cristiani quello della morte, anch’esso definito dies natalis, ma inteso – con “slittamento semantico” – come nascita alla vita eterna. La celebrazione a Roma dei parentalia, come evento pubblico celebrato tra il 13 e il 21 febbraio, non sostituisce la prassi secolare delle commemorazioni gentilizie e familiari (parentatio), ma sostanzialmente la integra, partecipandola all’intera comunità, in una serie di rituali e pratiche, che prevedevano la visita ai sepolcri – che venivano cosparsi di fiori (rosalia, violatio) – e soprattutto la consumazione di un pasto “comune”, riservato a parenti e amici del defunto, che si svolgeva il 22 febbraio (caristie). (more…)

La lettera del poeta chiuso in gabbia a scrivere i “Cantos”

ottobre 31, 2009

143940_3110_P36_CulCom_A03_F01Il 17 ottobre del 1945 Ezra Pound si trovava rinchiuso nel Disciplinary Training Center a Metato, vicino a Pisa. Un luogo che la figlia del grande poeta, Mary de Rachewiltz, descrive così: «Una specie di buco d’inferno, una vera “fossa dei serpenti”».

 Si trattava – come ha ricordato nei giorni scorsi Pierluigi Battista sul Corriere della Sera – di una «gabbia per gorilla», nella quale uno dei più grandi artisti del secolo passato viveva (anzi, sopravviveva) «bruciato dal sole, bagnato della pioggia».

 La visita.  Quel giorno del ’45 a visitare il Disciplinary Training Center arrivarono la piccola Mary e la compagna di Pound, la violinista Olga Rudge. Poco tempo dopo, Ezra indirizzò alla sua bambina una lettera lunga e bellissima, finora mai resa pubblica. (more…)

Da Amburgo al Waziristan, l’ 11/9 nella storia di un passaporto

ottobre 31, 2009

imagesUn passaporto tedesco numero “L8642163”, emesso ad Amburgo il 2 agosto 2001 e ritrovato ieri nelle montagne del Waziristan del sud, terra di rifugio e addestramento per i talebani e al Qaida. La scoperta viene dalle forze pachistane che stanno conducendo l’offensiva nella regione tribale pachistana. Una campagna lanciata a metà ottobre cui i fondamentalisti hanno risposto con una serie di attentati, più di 200 morti, in tutto il paese. Nella roccaforte dei talebani, rifugio dei membri di al Qaida, l’esercito di Islamabad ha trovato il passaporto del coinquilino di Mohammed Atta, il terrorista kamikaze che pilotò il primo aereo dell’American Airlines contro le torri del World Trade Center. L’uomo, Said Bahaji, sulla lista dei più ricercati dalle agenzie di sicurezza internazionali, era compagno di stanza di Atta in Germania e faceva parte della celebre “cellula di Amburgo”. (more…)

La destra che litiga sulle tasse

ottobre 31, 2009

imagesdi Roberta Carlini

Tartassati dalle tasse. Non solo in senso economico, ma anche politico. Per l’ennesima volta, la maggioranza di governo si trova ad essere attraversata da conflitti intestini e aperte contrapposizioni, che arrivano a mettere in discussione la titolarità del ministero dell’economia, sull’eterna questione: le tasse.

Dalla nascita della Lega Nord – partito della rivolta fiscale – al “meno tasse per tutti” di Forza Italia del 2001, a “le tasse sono bellissime” di Tommaso Padoa Schioppa, il tema della riduzione delle imposte resta al centro del dibattito politico: non solo nella campagna elettorale; non solo nella dialettica tra maggioranza e opposizione; ma anche (anzi, soprattutto) nella guerriglia all’interno dello schieramento di centrodestra, nella maggioranza che sostiene il governo di Silvio Berlusconi. (more…)

Guerre «private»: ecco i mercenari in prima linea

ottobre 31, 2009
IRAQ-US-UNREST-BLACKWATERInquadrare eserciti privati e servirsi di mercenari è usanza vecchia quanto la guerra. Le legioni romane abbondavano di militi alloctoni: “i mastini della guerra” del Giulio Cesare di Shakespeare, fino a quelli contemporanei di Frederick Forsyth. Nei secoli XIII e XIV, interi reggimenti appartenevano a questo o quel signore, che li reclutava, li equipaggiava e li comandava a suo piacimento, affittandone i servizi al miglior offerente, anche per breve tempo o per una singola campagna. L’esercito della East India Company superava per effettivi i “coloniali” della Regina: oltre 100mila uomini.

È un costume mai venuto meno, se solo si pensi ai conflitti dell’irredentismo post-coloniale. Nell’Indocina francese combatterono a peso d’oro i mercenari statunitensi della Cat. Era il 1953-54 e la parcella delle “tigri volanti” superava i 35 dollari l’ora. Nel Vietnam bombardato dal Pentagono, l’esternalizzazione dei servizi logistici – hi-tech in primis – fu talmente ampia che Business Week parlò di una «guerra a contratto». Si contava un “civile” ogni 5 militari (era il 1965). (more…)

Fidanzati, frenati, purificati

ottobre 31, 2009

Ritratto_della_famiglia_Stampa_di_SonicoTranschiacchiera pansessualista, inchiesta tra i bigotti sulla “buona vita”

Caro signor bigotto, puritano o tradizionalista, ci spieghi per favore come, secondo lei, si conduce una vita che scansi il peccato (per i religiosi) o il male che fa del male (per i non religiosi) o la confusione che squassa molte menti in questi giorni di gran sbigottimento politico e sessuale (quando non transessuale). Perché anche chi non vuole scansare alcunché e mai si scandalizza se l’è chiesto, almeno una volta nella vita, per necessità o per curiosità: chissà come vivono e come fanno gli altri. Chissà come funziona, chissà che regole adottano i “bravi e buoni” per non fare il male secondo la loro accezione di male. Lo sapremo da un giornalista cattolico e da un giovane cattolico che vogliono restare anonimi; dal professor Buttiglione, da Paola Binetti, da Francesco Agnoli e dal ginecologo cattolico Francesca Piol.

“Il male non è mai straordinario ed è sempre umano.
Divide il letto con noi e siede alla nostra tavola”. La massima di Wystan Hugh Auden fa bella mostra di sé sulla prima pagina del saggio “Psicologia del male” di Piero Bocchiaro (ed. Laterza), studio che prova come chiunque, in particolari circostanze, possa far del male a un altro essere umano. Far del male non per tutti è la stessa cosa che “fare il male”, primo problema. Male secondo chi?, dice poi, solitamente, il non bigotto a chi giudichi da fuori la sua condotta. Ed è il secondo problema. Ci sono insomma quelli per cui il male siede alla nostra tavola, ma non sempre si chiama male e non è neanche così male – eccoci qui, variamente relativisti, trasgressori, più o meno e comunque incoerentemente moralisti (vedi alcune reazioni da sinistra al caso Marrazzo). E poi ci sono quelli per cui è il bene a sedere alla nostra tavola – un bene “straordinariamente ordinario”, come dice un anonimo giornalista di chiara matrice cattolica, interpellato da questo giornale, per spiegare quella che chiama “la semplicità di quello che sembra complicato: essere felici facendo il bene”. Come fare questo bene è un mistero, forse, ma è comunque una domanda.
Qualcuno ci spieghi dunque perché avrebbe torto Oscar Wilde quando dice che il miglior modo di resistere a una tentazione è cedervi (e come si fa a non cedere). (more…)

Il calvario di Stefano

ottobre 31, 2009

AGEE5S0CA6CU9OZCAJ0FJLRCA79WJSQCAQGVZA4CAJBY9Y8CAHHD99ZCAHEYS8KCAN6MGC2CAAC2NAGCAEDPJMICA8R8D13CAH25XWICA7MWPRKCACJYY6TCA378JNYCA7JOFMECAR0DHDVCA8KMIJ9di Adriano Sofri

PRIMA di tutto riguardiamo le fotografie di Stefano Cucchi. Quelle di un giovane magro, un geometra, che ha avuto a che fare con la droga e sa che gli potrà succedere ancora, e intanto vive, sorride, lavora, abbraccia sua madre, scherza con sua sorella. I giornali in genere hanno preferito pubblicare queste. E quelle di un morto, scheletrito, tumefatto, infranto, il viso che eclissa quello del grido di Munch e delle mummie che lo ispirarono, il corpo di una settimana di Passione dell’ottobre 2009. La famiglia di Stefano ha deciso di diffondere quelle fotografie.

Nessuno è tenuto a guardarle. Ma nessuno è autorizzato a parlare di questa morte, senza guardarle.
Per una volta, sembra che tutti (quasi) ne provino orrore e sdegno, e vogliano la verità e la punizione. È consolante che sia così. Ma è difficile rassegnarsi alle frasi generiche, anche le più belle e sentite. C’è un andamento provato delle cose, e le parole devono almeno partire da lì. Certo, le parole possono osare l’inosabile. Possono, l’hanno fatto perfino questa volta, dire e ripetere che Stefano Cucchi “è caduto dalle scale”. (more…)

Intervista a Francesco Rutelli

ottobre 31, 2009

images«Vado via subito, con dolore. Casini interlocutore essenziale»

 Francesco Rutelli, 55 anni, volta di nuovo pagina.

Lascia il Partito democratico?

«Sì».

Eppure lei è stato uno dei fondatori di que­sto partito, nato da pochissimo tempo. La cre­atura è ancora piccola e lei va già via di casa?

«Il Pd non è mai nato. Nonostante la passio­ne e la disponibilità di tanti cittadini, non è il nuovo partito per cui abbiamo sciolto la Mar­gherita e i Ds. Non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non può essere il mio partito».

Si è pentito di aver sciolto la Margherita?

«Vede, abbiamo posto tre condizioni, sospen­dendo l’attività della Margherita: niente appro­do nel socialismo europeo; ma siamo finiti lì. Basta collateralismo, basta vecchie cinghie di trasmissione tra politica, corpi sociali, interessi economici; ma le file organizzate di pensionati Cgil, alle primarie, dimostrano che non ne sia­mo fuori. Pluralismo politico; ma anziché crea­re un pensiero originale, si oscilla tra babele cul­turale e voglia di mettere all’angolo chi dissen­te. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra». (more…)

Guy Debord, le sue profezie sulla dittatura della merce

ottobre 30, 2009

imagesAlberto Burgio
Definire Debord un classico della tradizione rivoluzionaria suona ancor oggi provocatorio. Il suo è un pensiero privo dell’imprimatur dell’accademia. Non ha l'”onore” di una pur fugace citazione nei manuali di storia della filosofia ad uso universitario. È fuori dai codici e dai canoni. Debord – «docteur en rien» – non si sarebbe meravigliato né dispiaciuto di questa indifferenza. Possiamo immaginare come commenterebbe la propria esclusione dal pantheon della filosofia ufficiale. Ribadirebbe il fine apologetico della cultura ufficiale, irriderebbe all’autonomia disciplinare della filosofia, cifra della sua irrazionale separatezza, scorgerebbe nella propria esclusione la conferma della portata sovversiva della sua critica […]. (more…)

Adesso uso lo scudo fiscale poi ricomincerò a evadere

ottobre 30, 2009

imagesUn impresario di pompe funebri e un banchiere raccontano come si nascondono i soldi oltre frontiera

Milano: “Andavo in Svizzera un paio di volte al mese, il sabato sera, con mia moglie e mio figlio. Quasi sempre in macchina, qualche volta in treno. Avevo i soldi in contanti in tasca. Facevo il versamento alla cassa continua, andavo a mangiare la pizza. E poi, via, a casa”. É il racconto di un titolare di impresa di pompe funebri. Lo incontriamo in un bar di piazza Cordusio, a Milano, a due passi da Piazza Affari. Con lui c’è un funzionario della filiale italiana di una banca svizzera, che ha sede a cento metri dal bar. Lì si è rivolto per far rientrare i soldi. Vuole usare lo scudo fiscale: “Ma ho paura di essere beccato. Ho letto, e mi hanno detto, che se la Svizzera aderisce in pieno alle nuove norme contro i paradisi fiscali, la possibilità che scoprano i miei soldi è del 100 per cento. Mi beccano di sicuro. E poi, le dico la verità, in Svizzera ci sono commissioni bancarie altissime. Sanno che sono soldi in nero e un po’ ne approfittano”. Quanto ha in Svizzera? “Un milione di euro. Mi hanno detto che che se mi trovano i soldi sul conto, sono io a dover dimostrare che sono soldi regolari. Insomma, ho io l’onere della prova. Adesso se me li trovano me li sequestrano tutti”. Interviene il funzionario di banca: “Lei, invece li porta da noi. Paga il 5 per cento, cioé 50 mila euro e il resto glielo investiamo con un rendimento sicuro, il 4 per cento. In poco più di un anno recupera l’imposta pagata per lo scudo”. Continua il funzionario: “Dicono che nelle banche svizzere girano uomini della Guardia di Finanza in borghese. Pare facciano anche le foto. Avrebbero messo delle web cam sui balconi per riprendere l’ingresso delle banche”. Interviene il titolare delle pompe funebri: “Io ho deciso. Il mio milione lo porto qua”. (more…)

BATTIATO TRAVAGLIATO

ottobre 30, 2009

imagesFRANCO INCAZZATO RACCONTA A TRAVAGLIO IL SUO ANTI-CAFONALESIMO “CONTRO TUTTA LA BANDA: I CLONI, I SERVI, I KILLER ALLA BORGIA COL VELENO NELL’ANELLO” – “MI VIEN VOGLIA DI IMPUGNARE LA CROCE E L’AGLIO”– “ABDICHEREI DAL GENERE UMANO” – E DA QUI NASCE L’OCCHIO INTERIORE DI “INNERES AUGE”…

Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano

Franco Battiato è molto diverso da come lo immagini. Allegro, scherzoso, spiritoso, talora persino un po’ cazzone. Forse perché, con la suaculturasterminataelasuapace interiore, se lo può permettere. Un uomo, però, armato di un’intransigenza assoluta, di un’insofferenza antropologica per le cose che non gli piacciono. E’ appena tornato da due concerti trionfali a Los Angeles e New York e ancora combatte il jet-lag nella sua casa di Milo (Catania).

Parliamo del suo ultimo pezzo-invettiva “Inneres Auge”, già anticipato sulla rete: uno dei due singoli inediti che impreziosiscono l’album antologico in uscita il 13 novembre (“Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti”). Una splendida invettiva che si avventa sugli scandali berlusconiani e sulla metà d’Italia che vi assiste indifferente e imbelle, con parole definitive: “Uno dice: che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? Non ci siamo capiti: e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti…”. (more…)

Beatrice il teologo

ottobre 30, 2009

252q04a2Filosofia e poesia nel quarto canto del “Paradiso”

di Inos Biffi

Dopo l’incanto di fronte alla figura di Piccarda e la dolcezza della lenta melodia dell'”Ave Maria”, Dante si ritrova la mente assillata da alcune incalzanti e ardue questioni:  tutto il quarto canto del Paradiso è impegnato alla loro esposizione e soluzione, rivelando nel poeta tutta la competenza e la sottigliezza del filosofo e del teologo. Nel Convito (ii, xii, 7) Dante ricorda di essere andato “là dove (la filosofia) si dimostrava veracemente, cioè ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti”, ossia presso i domenicani di Santa Maria Novella, o i francescani a Santa Croce, o gli agostiniani a Santo Spirito.
Si tratta, in questo canto iv del Paradiso, di versi prevalentemente didascalici, “astratti” e non poco ardui, inseriti quasi come un intermezzo dottrinale nel consueto svolgimento narrativo e lirico del poema; anche se l’ispirazione e l’immagine non si spengono e continuano ad animare le distinzioni proprie di una lezione “scolastica”.
Il poeta è assalito da due dubbi:  non li esprime, ma si possono chiaramente leggere sul suo volto – “‘l mio disir dipinto / m’era nel viso” (vv. 10-11) – e intuire dal suo silenzio. Egli non sa decidere quale manifestare per primo. E, per descrivere la propria condizione, in cui aveva la libertà imprigionata, e perciò non meritevole di rimprovero, ricorre a tre esempi. (more…)

Case No. IT 95 5 18 PT. Il processo Karadzic, seconda udienza

ottobre 30, 2009

imagesDopo la prima udienza, il processo entra nel vivo con la parola all’accusa

Once again Mr. Karadzic is not present. Ancora una volta Mr. Karadzic non è presente in aula. Con queste parole il presidente della Corte, O-Gon Kwon, ha espresso il suo disappunto per l’assenza dell’imputato anche nella seconda udienza di martedì, così come accaduto lunedì.

Martedì 27 ottobre, ore 14.15. I quattro giudici hanno fatto ingresso nella Courtroom I. Alla loro sinistra, di fronte, il procuratore Alan Tieger è già al suo posto. L’emisfero destro, destinato all’imputato e alla difesa, è deserto. Mentre il giudice affronta le questioni procedurali, le telecamere del circuito interno indugiano a più riprese sulla poltrona blu, vuota, dove Karadzic dovrebbe sedere. L’udienza di lunedì 26 è durata solo 15 minuti. Il tempo necessario di prendere atto e mettere a verbale l’assenza dell’imputato che ha scelto di difendersi da solo. 
Ma nella seconda udienza, la Corte è molto chiara: “L’autodifesa è un diritto concesso all’imputato, ma se ciò dovesse intralciare il regolare svolgimento del processo, questo diritto può essere revocato e si può procedere alla nomina di un avvocato d’ufficio”, dice O-Gon Kwon dallo scranno più alto dell’aula, prima di passare la parola al procuratore. Alan Tieger può così cominciare a illustrare l’impianto accusatorio, costituito da 11 diversi capi d’imputazione tra cui genocidio e crimini contro l’umanità. In quasi cinque ore Tieger, avvalendosi di video, stralci di intercettazioni telefoniche, verbali dell’Assemblea Nazionale della Repubblica Srpska, documenti interni dei comandi militari, ha ricostruito punto dopo punto il disegno criminoso, di quella che viene indicata agli atti come una vera e propria organizzazione criminale al cui vertice c’è una mente e un comandante supremo indiscusso: Radovan Karadzic. (more…)

Feltri: Bersani, un carro con la sola retromarcia

ottobre 30, 2009

imagesTutto si può dire della politica italiana tranne che sia una cosa seria.

L’ultima del Palazzo, anzi di Botteghe Oscure, è degna della migliore tradizione cabarettistica.

Il bolscevico Pier Luigi Bersani, non appena messo piede nella segreteria del Partito democratico, ha avuto un’idea che sarebbe stata giudicata spinta anche da quelli del Bagaglino: richiamare Romano Prodi in servizio permanente effettivo nel ruolo di candidato premier della sinistra.

La quale dimostra così di avere conservato gelosamente il deficit di fantasia tipico dei vecchi comitati centrali dell’orrendo Partito comunista all’epoca del Muro di Berlino. (more…)

L’Angelino custode

ottobre 30, 2009

imagesI rapporti con il figlio di Ciancimino, le accuse per i disegni che ostacolano la lotta alla mafia, la sua rete siciliana. Ecco chi è il ministro Alfano, fedelissimo di Berlusconi, che deve sistemare la questione giustizia

Quando il Cavaliere sentì pronunciare per la prima volta il nome di Angelino Alfano disse: “E chi è?”. Era il 1999. Silvio Berlusconi all’epoca non conosceva ancora le doti dell’enfant prodige della politica siciliana. E nove anni fa, presentandosi a Villa San Martino, insieme al suo “padrino” Gianfranco Miccichè per spiegare che in Regione volevano fare il ribaltone, portando Totò Cuffaro nel centrodestra, Berlusconi incontrò i due siciliani tra la sala da pranzo e il giardino. L’anno dopo, però, la scrivania di Alfano era nell’ufficio accanto a quello del leader a Palazzo Grazioli. La stessa stanza in cui aveva lavorato a lungo Gianni Letta. Angelino era diventato deputato, ma anche il capo della segreteria politica di Berlusconi. Un fedelissimo. E per questo è un uomo di governo che non può riservare sorprese al suo premier. L’uomo giusto – per Berlusconi – alla guida del ministero della Giustizia. Il Cavaliere sembra aver un debole per i siciliani. In uno degli incontri ad Arcore gli chiese, sorpreso: “Ma davvero lei è siciliano? La sento parlare in italiano…”. (more…)

Libano: aspre accuse all’Egitto

ottobre 30, 2009

imagesL’Egitto è stato ultimamente accusato da diversi esponenti dell’opposizione libanese di ostacolare la nascita di un governo di unità nazionale in Libano. Il Cairo ha diversi interessi in Libano, tuttavia è solo uno fra i molti attori sulla scena libanese – scrive la ricercatrice Omayma Abdel Latif

All’inizio di questo mese, il politico libanese Rifaat Ali Eid, segretario generale del Partito Democratico Arabo, un partito politico che rappresenta la minoranza alawita a Tripoli, ha accusato “alcuni elementi dell’intelligence egiziana” di complottare per fomentare la violenza settaria tra gli abitanti sunniti indigenti di Bab Al-Tebana e gli alawiti che vivono nella vicina ed altrettanto povera comunità di Jebel Mohsen.

La violenza di natura settaria tra i due quartieri risale ai giorni della Guerra Civile libanese. Le tensioni sono cresciute a partire dal 2005 in seguito all’assassinio dell’ex Primo Ministro Rafik Al-Hariri. Esse hanno avuto un andamento altalenante a seconda della situazione politica. Gruppi salafiti finanziati dell’Arabia Saudita sono stati di solito accusati di celarsi dietro le violenze che hanno colpito Tripoli a partire dal 2005. (more…)

Cremaschi: «È salutare discutere di gruppi dirigenti anche nella Cgil»

ottobre 30, 2009

28716_32366_lapresse_c_1859611_mediumIntervista. Parla il leader del “Movimento radicale 28 Aprile”. Dice che è unito alla componente riformista, alle posizioni di Nicoletta Rocchi e di Carlo Podda, da una comune valutazione sulle difficili condizioni della sua confederazione, che non prende posizioni nette

È probabile che il XVI congresso della Cgil torni alle mozioni contrapposte e che si dia vita a uno scontro vero, appassionato, e di chiarificazione rispetto alle scelte del primo sindacato italiano in una stagione di transizione. Una minoranza di componenti di estrazioni diverse ha diffuso un testo che dovrebbe diventare, salvo soprese, la base di un documento precongressuale. Il documento è firmato dal capo della funzione pubblica Podda, da quella della Fiom Rinaldini, da un componente di peso della segreteria Nicoletta Rocchi, riformista e già capo dei bancari. Parliamo del documento con il più radicale dei firmatari, Giorgio Cremaschi, leader del “Movimento 28 aprile”, componente molto a sinistra della Cgil. Dice: «Il documento nasce da una valutazione. Formalmente la Cgil ha detto no alla politica economica del governo e al sistema contrattuale, ma non sa costruire una linea alternativa né pratica nè strategica». (more…)

Generazione Sderot

ottobre 30, 2009

Immagine%206Il sud d’Israele viene bombardato ogni giorno dai qassam. Ma all’Onu c’è un rapporto che equipara vittime e terroristi

L’incubo di Sderot iniziò sugli schermi della rete televisiva americana Cbs. Il 24 gennaio 2002 la celebre rubrica “60 Minutes” trasmise l’intervista a un leader di Hamas, Moussa Abu Marzook, che minacciava di usare missili Qassam per colpire le città israeliane. Il nome, Qassam, deriva da un imam fondamentalista che negli anni Venti incitò ai pogrom contro gli ebrei. Nel giugno 2004 un razzo colpì una scuola materna e uccise un uomo e un bambino. Le prime di una lunga serie di vittime israeliane a Sderot. Dodicimila razzi palestinesi sono caduti sulle città di Sderot e Ashkelon. Ogni giorno, per nove anni. Dalla fine dell’operazione israeliana a Gaza sono caduti quasi trecento missili. Uno al giorno. A Sderot in auto si deve tenere sempre il finestrino abbassato, la cintura slacciata e la radio spenta. Altrimenti non si sente la sirena. “C’è un solo esempio nella storia in cui migliaia di razzi vennero sparati su una popolazione civile”, ha detto il premier israeliano Netanyahu alle Nazioni Unite. (more…)

L’Università privata di tutto: resta il business

ottobre 29, 2009

imagesIl Governo conferma la riforma e i tagli di Tremonti: 1000 milioni in meno in 5 anni. I manager guideranno gli atenei 

di Caterina Perniconi 

La fine di un’epoca. Con la riforma dell’Università approvata ieri dal Consiglio dei ministri, sostanzialmente si chiude il capitolo ‘Università pubblica’ in Italia. Il nostro paese non è più in grado di sostenere il sistema e garantirne l’eccellenza. Perciò apre ai privati, che presiederanno i Consigli d’amministrazione e, inevitabilmente, influiranno sull’autonomia degli atenei.

Deriva aziendalistica
Il progetto del ministro Gelmini prevede che il 40% dei membri dei Cda provengano dall’esterno (compreso, al bisogno, il presidente) e l’introduzione di un manager al posto del direttore amministrativo. Su questo aspetto si è mostrato contrario anche il capogruppo dei senatori del Pdl Gasparri: “Personalmente – ha detto – ritengo sbagliato far eleggere il presidente del Cda dai componenti piuttosto che dal rettore. L’Università ha una sua specificità   che va mantenuta”. I Consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del senato accademico e saranno composti dal rettore, da uno studente e da, massimo, altri nove componenti. Dunque sarà diminuita la rappresentanza e il pluralismo di opinioni, proprio nel momento in cui arrivano i privati. Del resto già l’anno scorso era stata inserita, nella legge per lo sviluppo economico, la trasformazione degli atenei in fondazioni. “Siamo molto preoccupati da questa deriva aziendalistica – spiega Claudio Riccio del Link studenti universitari – con l’alibi della situazione economica sono previsti ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte ed esterni negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall’approvazione (tempo previsto dalla riforma per essere recepita, ndr) tutte le università statali diventeranno di fatto private”.  (more…)

“Non temiamo la rivoluzione ma vogliamo la libertà”

ottobre 29, 2009

251q05a1Vita e azione politica di Alcide De Gasperi in un’ampia biografia

di Andrea Possieri

Tra i tantissimi manifesti della campagna elettorale del 1948 ne andrebbe ricordato almeno uno, probabilmente non fra i più conosciuti, che mostra un segaligno, quanto funereo, Alcide De Gasperi nel momento in cui viene colto di soprassalto da un fiero Giuseppe Garibaldi il quale, prendendo vita dal manifesto elettorale del Fronte popolare, redarguisce il presidente del Consiglio in carica dicendo:  “Bada De Gasperi che nessun austriaco me l’ha mai fatta!”. L’infanzia asburgica, la formazione all’Università di Vienna, l’incarico di deputato al Parlamento federale e alla Dieta di Innsbruck vennero sempre addebitati ad Alcide De Gasperi su un conto speciale che faceva dell’accusa di “austriacantismo” la voce più costosa. Infatti, se nel primo dopoguerra le polemiche sul passato asburgico furono opera di nazionalisti e fascisti, all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale fu il turno del Fronte popolare che rovesciò addosso a De Gasperi, strumentalmente e per bocca del nizzardo, simbolo delle virtù patriottico-popolaresche del Risorgimento, l’accusa di scarso patriottismo o di lealismo verso il nemico storico dell’Italia risorgimentale.  (more…)

Perché gli architetti di certe chiese moderne non hanno nulla di cattolico

ottobre 29, 2009

chiesa_santo_volto_torinoLangone contro l’incapacità di progettare come Dio comanda

Cambia il vento sulle pietre di Dio: fra pochi giorni, all’Università Europea di Roma, comincerà il master in “Architettura, arti sacre e liturgia” diretto da padre Uwe Michael Lang, una garanzia (il suo libro “Rivolti al Signore” è un inno alla messa teocentrica). Padre Lang mi aiuterà a rendere giustizia a Giuseppe, il mio amico Giuseppe Canali morto a nemmeno quarant’anni e a cui non è stato concesso un funerale in una chiesa nettamente cattolica. L’avevo visto una volta sola, avevamo cenato insieme a Ferragosto a casa di Bianca, amica comune. Mio punto d’onore a Ferragosto è non mescolarmi ai dromomaniaci, salvo cause di forza maggiore resto sempre in città. Il giorno dell’Assunta ci tengo ad andare a messa nel mio santuario abituale, farlo in altra chiesa di altra località mi sembrerebbe un piccolo tradimento, un cedimento alle smanie per la villeggiatura, e comunque non voglio abbandonare la Madonna della Steccata ai turisti, che il diavolo se li porti. (more…)

IL GRANDE VECCHIO Delle brigate rosse SE N’È ANDATO COME IL FU MATTIA PASCAL

ottobre 29, 2009

imagesin silenzio e in un giorno imprecisato del 2008, lontano dallo sguardo indiscreto del mondo – LA BIOGRAFIA AVVENTUROSA DI CORRADO SIMIONI: TRA BR E STUDI PIRANDELLIANI CREÒ IL SUPERCLAN SEGRETO CON MORETTI – LA SCUOLA “HYPERION” PER MOLTI IL PUNTO DI COLLEGAMENTO TRA TERRORISMO INTERNAZIONALE E SERVIZI…

Miguel Gotor per “Il Sole 24 Ore”

Se è vero che è morto, è uscito di scena come ci saremmo aspettati, imitando un personaggio pirandelliano, ad esempio Il fu Mattia Pascal: in silenzio e in un giorno imprecisato del 2008, nel cuore della campagna francese ove abitava da molti anni, lontano dallo sguardo indiscreto del mondo. Lo ha scoperto il giornalista Giovanni Fasanella che voleva entrare in contatto con lui per intervistarlo, ma al telefono una voce impastata di ferma cortesia gli ha risposto: «No, mi spiace, Corrado Simioni è deceduto». (more…)

Quando il «Times» canonizzò Newman

ottobre 29, 2009

250q05a3Il libro Una ragionevole fede raccoglie gli atti del convegno internazionale su John Henry Newman che si è svolto a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore il 26 e il 27 marzo 2009 (Milano, Vita e Pensiero, 2009, pagine 252, euro 20). Pubblichiamo quasi per intero la prefazione dei curatori

di Evandro Botto e Hermann Geissler

Quando Newman fu elevato alla dignità cardinalizia (1879), scelse come motto le parole cor ad cor loquitur, il cuore parla al cuore. Tale motto ci presenta la figura di Newman come uomo di dialogo. In questo contesto può essere opportuno ricordare tre caratteristiche che hanno contraddistinto l’impegno dialogico di Newman.
La prima caratteristica è la passione per la verità. Sin dalla sua “prima conversione” (1816) Newman cercò la luce della verità e seguì questa “luce benevola” con grande fedeltà. Promosse il Movimento di Oxford (1833) per riportare la Chiesa d’Inghilterra alla libertà e alla verità delle origini. Si convertì al cattolicesimo proprio perché trovò in esso la pienezza della verità (1845). Nel suo lavoro su Lo sviluppo della dottrina cristiana scrisse:  “Vi è una verità; vi è una sola verità; l’errore religioso è per sua natura immorale; i seguaci dell’errore, a meno che non ne siano consapevoli, sono colpevoli di esserne sostenitori; si deve temere l’errore; la ricerca della verità non deve essere appagamento di curiosità; l’acquisizione della verità non assomiglia in nulla all’eccitazione per una scoperta; il nostro spirito è sottomesso alla verità, non le è, quindi, superiore ed è tenuto non tanto a dissertare su di essa, ma a venerarla (…) Questo è il principio dogmatico, che è principio di forza”. Newman fu un appassionato ricercatore e veneratore della verità:  nell’impegno personale, nei rapporti con gli altri, nel confronto con le scienze, nella lotta contro la faziosità delle ideologie del suo tempo. In modo lungimirante presentì il sorgere e il diffondersi di teorie relativistiche, secondo le quali si danno soltanto opinioni diverse, non verità che richiedono un assenso incondizionato. Newman fu dominato dalla persuasione che la verità esiste, che solo dalla ricerca della verità fluisce il vero dialogo, che solo la verità ci fa autentici e liberi e ci apre la strada verso la realizzazione di noi stessi. (more…)

Sindacati o “caporalato del consenso”?

ottobre 29, 2009

imagesdi Pierfranco Pellizzetti, da “Il Fatto Quotidiano”, 28 ottobre 2009

Trade Unions come back? I sindacati sono ritornati?
Segni in cielo annunciano come nel mondo, insieme al riemergere dell’economia reale, stia passando ‘a nuttata pure per i lavoratori e le loro rappresentanze.
Considerati un reperto archeologico di una modernità giurassica nei lunghi decenni in cui la finanza globale aveva sottomesso la politica e fatto a brandelli il lavoro (anche grazie alla martellante propaganda di un Liberismo ideologico al seguito), oggi i sindacati riappaiono di prepotenza sulla scena: Angela Merkel rilancia l’economia sociale di mercato (irrisa dal socialismo-cachemire dei terzaviari alla Schröder) quale alternativa al “modello Wall Street”, selvaggiamente speculativo e responsabile della crisi che ha messo con la bocca per terra l’intera economia planetaria; in questi mesi le organizzazioni sindacali USA hanno visto riprendere ad aumentare i loro iscritti (circa mezzo milione di nuove entrate). Del resto il presidente Obama sta dimostrando nei fatti di cogestire la fuoriuscita della crisi dell’auto insieme alle rappresentanze dei lavoratori.
Dunque, qualcosa che assomiglia molto all’antica politica industriale, seppure declinata in questa nostra età postindustriale. (more…)

Il cattolicesimo politico in America

ottobre 29, 2009

imagesMezzo secolo fa, non era così ovvio che un cattolico potesse diventare presidente degli Stati Uniti. Kennedy ci riuscì abbracciando due capisaldi del liberalismo: la fiducia nella soggettività e l’autonomia dalle istituzioni ecclesiastiche. Da qui la sua adesione al principio della distinzione tra stato e chiesa

Un libro di recente pubblicazione,The Making of a Catholic President: Kennedy vs. Nixon 1960” (scritto da Shaun Casey per Oxford University Press), rivela che Kennedy prese coscienza della profondità del risentimento che una porzione importante della popolazione americana aveva nei confronti dei politici cattolici soltanto nel corso della sua campagna presidenziale. Il problema non era il loro status di politici, quanto quello di cattolici. Dal punto di vista protestante, ed allora gli Stati Uniti erano un paese decisamente bianco e protestante, essere cattolici politici significava rappresentare una sorta di lunga manus del Vaticano. Pastori come il metodista G. Bromley Oxnam, che Casey introduce come ‘la cosa più vicina ad un cardinale protestante americano del XX secolo’, mise in guardia contro il pericolo rappresentato da politici cattolici che funzionano da cinghia di trasmissione di una potenza straniera. (more…)

Piccola Posta di Adriano Sofri

ottobre 29, 2009

imagesCaro Foglio, scrivo a proposito dell’appello ai liberi e ai forti del quotidiano Repubblica, cui collaboro con molto piacere, senza che questo implichi una sua responsabilità nelle cose che penso e dico, né un mio titolo a rappresentarlo. Come succede in questa pagina, del resto. Nel mio piccolo, mi sento laico e, benché per niente uomo di mondo, libertario e all’occorrenza libertino, non esente da ironia e autoironia, e senz’altro non portato ad annusare lenzuola da chiunque frequentate. Sono anche uno spettatore ammirato della monogamia finché dura, e della fedeltà matrimoniale finché non diventi troppo infelice e rovesci l’amore nel suo contrario. (more…)

E il serpente ci insegnò a parlare

ottobre 29, 2009

darwin01gTra la Genesi Biblica, Milton e Darwin le radici evoluzionistiche del linguaggio

RICHARD NEWBURY
Nel momento in cui celebriamo i 200 anni della nascita di Charles Darwin e i 150 della prima pubblicazione dell’Origine delle specie, è bello vedere uscire dalla Harvard University Press una rigorosa ricerca che, intrecciando antropologia, neuroscienze, paleontologia e psicologia, mostra quanto siano stati saggi – per istinto o ispirazione – i creatori dei miti della Creazione che leggiamo nella Bibbia, nella Torah e nel Corano.

Quest’anno segna anche il quarto centenario della nascita di John Milton, il cui monumentale Paradiso perduto tratta della «prima disobbedienza dell’uomo» e cerca di «giustificare le vie di Dio all’uomo», oltre a piangere il Perduto Eden della Repubblica di Cromwell. (more…)

Intervista a Renato Brunetta

ottobre 29, 2009

 images«Ogni libro sull’arretra­tezza del nostro Sud dovrebbe essere l’ultimo. Questo, invece, è il mio se­condo, e ciò segnala un evidente falli­mento della politica». Il saggio che l’editore Donzelli manda in libreria da domani, 30 ottobre con il titolo Sud, un sogno possibile (207 pagine, 16 eu­ro) si apre con questo singolare mea culpa . Perché, pur essendo un econo­mista, e personalmente di certo non responsabile del disastro del Mezzo­giorno, l’autore del libro, cioè Renato Brunetta, ha responsabilità politiche in un partito che da quando lui è stato eletto al Parlamento europeo, nel 1999, ha governato l’Italia per oltre il 60% del tempo. (more…)

via gradoli 96

ottobre 29, 2009

imagesimagesIl turismo (sia quello d’elite, sia quello di massa) è, tra le altre cose, un modo di relazionarsi con la memoria e la conoscenza. Nei viaggiatori colti del Settecento l’immaginario turistico si nutriva di letture (arte, letteratura, filosofia) e l’osservazione era il compimento visivo, l’inveramento di un cammino di formazione intellettuale. In questo caso la memoria e la conoscenza costruivano schemi rappresentativi rigidi che al più chiedevano agli occhi di confermare quanto già appreso teoricamente. Era il bisogno di immagini, che accompagna gli uomini da sempre che oggi è appagato dagli strumenti multimediali. Oggi il desiderio di osservare viene nutrito da altre forme di conoscenza. Viaggiare nell’epoca di internet è un bisogno che si costruisce anche attraverso l’induzione pubblicitaria, lo scorrimento veloce delle immagini, la simultaneità della visione. Si parte per una meta con poche notizie e molte immagini. Si arriva in un luogo con sempre meno strumenti per codificare le immagini, per “culturalizzarle”. Ci si limita alla fruizione dell’esotico. E non è detto che questo comportamento sia di per sé negativo: avere minori bagagli culturali può rendere le persone più libere di apprendere senza sovrastrutture culturali. Senza volere in questa sede compiere una valutazione gerarchica delle forme di fuizione della conoscenza, si potrà comunque convenire sul fatto che queste agiscono diversamente sulla nostra memoria (e quindi sulla nostra capacità di ricordare i luoghi). (more…)

LAPIDE FAI DA TE

ottobre 28, 2009

37335_tnNEL LIBRO “MEGLIO QUI CHE IN RIUNIONE” 200 EPITAFFI SCRITTI DA ITALIANI CELEBRI – Travaglio: Brindate, brindate pure. Tanto ricomincio subito dall´altra parte” – MASSIMO FINI: “QUI GIACE UN COGLIONE” – “RENATO VALLANZASCA / HA VISSUTO / MALE / MA HA VISSUTO” – LA POETESSA GIULIA NICCOLAI: “CAMBIO L´ABITO E SONO SUBITO DA VOI”…

Stefano Bartezzaghi per “la Repubblica”

Se gli antichi dicevano, in varie salse e con crudeltà evidentemente arcaica: «Oggi a me, domani a te», che epitaffi possiamo inventare oggi per riassumere lo sgomento della morte senza smentire il disincanto contemporaneo? E quanto di questo disincanto è necessario per accettare di scriverselo, l´epitaffio, da sé? Nel libro di Rizzoli “Meglio qui che in riunione” di Eugenio Alberti Schatz e Marco Vaglieri sono più di duecento le frasi lapidarie fornite da altrettanti, divertiti, plausibilmente scaramantici, collaboratori.

Proprio tra le prime si legge la mondana rassicurazione della poetessa Giulia Niccolai: «Cambio l´abito e sono subito da voi». Che l´autrice di “Esoterico Biliardo” si sia immaginata con il classico lenzuolo, strisciando catene, o piuttosto coinvolta in una più pregnante reincarnazione, la sua promessa riassume in realtà tutto il libro. (more…)

Jon Spencer Blues Explosion – Calvin

ottobre 28, 2009

I silenzi e l’ignoranza: crisi culturale a sinistra

ottobre 28, 2009

foto-id=565020-x=198-y=149di Giampaolo Pansa

Negli anni successivi avevo continuato a leggere molto sulla guerra civile. E a riflettere su quanto era accaduto nella fase finale del secondo conflitto mondiale e nel primo dopoguerra. Avevo imparato tante cose su quell’epoca. A cominciare da una verità che oggi mi sembra la più ovvia, di una banalità elementare.

La verità era che non si poteva raccontare quella guerra, anzi nessuna guerra, lasciando parlare soltanto i vincitori. E senza ascoltare mai le voci dei vinti e le loro ragioni, giuste o sbagliate che fossero. Vedevo con chiarezza anche il traguardo che volevo raggiungere: descrivere quel conflitto tra italiani nel modo più schietto e imparziale. (more…)

Appuntamento a J Street

ottobre 28, 2009

imagesA Washington è scoppiata un’altra guerra, quella tra le lobby pro Israele. Un anno e mezzo fa è nato “J street”, un gruppo di pressione politica con l’obiettivo di rappresentare gli ebrei americani di sinistra e controbilanciare l’influenza dell’Aipac, l’American Israel Public Affairs Committee, sulla politica estera americana. L’Aipac è da anni la più potente tra le tante associazioni americane filo israeliane, certamente la più efficace nel convincere i politici di Washington, di destra e di sinistra, che il problema della sicurezza dello stato ebraico coincide perfettamente con gli interessi nazionali degli Stati Uniti. I critici dell’Aipac sostengono che l’organizzazione in realtà abbia a cuore gli interessi israeliani più che quelli americani e denunciano le proposte troppo muscolari, se non proprio guerrafondaie, suggerite al Congresso e alla Casa Bianca per difendere le ragioni di Israele. (more…)

Banche Usa : c’era una volta il senatore Glass

ottobre 28, 2009

Glass Returns From Elizabethan Research 1934Da lassù il senatore americano Carter Glass deve farsi quattro matte risate. Dopo essere stata abolita nel 1999 come obsoleta e antistorica, la separazione tra banche commerciali e banche di investimento da lui voluta nel 1933 (e meglio conosciuta come Glass-Steagall Act) oggi trova nuovi improbabili sostenitori. L’ha invocata Paul Volcker, l’82enne ex governatore della Federal Reserve, oggi consigliere economico di Barack Obama. L’ha invocata Mervin King, governatore della Banca d’Inghilterra, che dopo aver per anni sostenuto una regolamentazione leggera, ora si schiera a favore del più drastico degli interventi. L’ha invocata infine George Soros, il miliardario filantropo, con un’inclinazione per la politica. (more…)

Legge Alfano, la pietra tombale sulla giustizia

ottobre 28, 2009

ingroiaPer gentile concessione dell’editore pubblichiamo la prefazione di Marco Travaglio al volume “C’era una volta l’intercettazione. La giustizia e le bufale della politica” di Antonio Ingroia (Stampa Alternativa, 2009).

Se cercavate un trattato giuridico sulle intercettazioni telefoniche e ambientali e sulle norme che le regolano e le regoleranno, lardellato di commi e codicilli, avete sbagliato libro: affrettatevi a restituirlo al libraio e chiedete il rimborso. Se invece cercavate uno strumento divulgativo per capirci qualcosa nella giungla dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle bugie che inondano giornali e televisioni sull’ultima (ma solo in ordine di tempo) legge-vergogna del regime berlusconiano (ma, come purtroppo vedremo, non solo berlusconiano), avete fatto la scelta giusta. (more…)

IL CODICE VASARI

ottobre 28, 2009

APKF0JMCAAUDX03CAF2ON5XCAIDCLY2CA5R7JTICACJLUORCAB3B97OCA0O0UENCAL2UXG9CAY3ZKP3CAF08PQDCAHYAZURCAU10P35CAXFVJZSCAK1VGS9CALPFFT5CAWP0H26CAZD7FSPCAQ8HXIASEMBRA UN THRILLER ALLA DAN BROWN LA VICENDA DELLA VENDITA DELL’ARCHIVIO DEL GRANDE PITTORE E AUTORE DELLE VITE DEGLI ARTISTI – IN POCHE SETTIMANE MORTI SIA IL VENDITORE CHE L’OLIGARCA RUSSO PRONTO A SBORSARE 150 MLN – E DA MOSCA ARRIVA LA LAPIDE: “NON COMPRIAMO PIÙ”…

Fabrizio Dragosei e Marco Gasperetti per “il Corriere della Sera

E’ morto il 9 settembre in un incidente stradale l’acquirente russo dell’archivio Vasari, la raccolta dei documenti del grande storico dell’arte messi sul mercato dopo la morte del proprietario Giovanni Festari. E, alla luce degli eventi, c’è già chi parla di «maledizione». Sia come sia, l’affare da 150 milioni non si fa più. Lo ha detto al Corriere Vasilij Stepanov, il mediatore dell’affare, che descrive il defunto compratore come «un oligarca per il quale 150 milioni non sono nulla».

Vasilij Stepanov si innervosisce quando sente che un giornalista italiano vuole parlare con lui dell’archivio Vasari che sta per passare di mano – ma a questo punto forse sarebbe meglio dire stava – per l’astronomica cifra di 150 milioni di euro. È lui il presidente del consiglio di amministrazione della holding industriale Ross Group che doveva tirare fuori i quattrini. O meglio, ha precisato dopo essersi calmato, che aveva messo in piedi l’affare per conto di un suo carissimo amico, «un oligarca per il quale 150 milioni sono nulla». (more…)

Il Vaticano contro i Balilla

ottobre 28, 2009
images«Sarebbe in preparazione un progetto di legge che istituirebbe un Ente Nazionale per l’educazione civile e morale della gioventù. Si parla anche di assistenza religiosa che sarebbe fatta da speciali cappellani. 1) Quali garanzie potrà dare un tale ente statale per la formazione morale dei giovani? 2) Come mai un Consiglio dei Ministri preannunzia la nomina di futuri cappellani? Non spetterebbe questa, nel caso, alle autorità ecclesiastiche? E queste sono state interrogate se intendano o no procedere all’assegnazione dei cappellani in parola? È stato comunicato alle legittime autorità ecclesiastiche il testo del progetto di legge, unica base per stabilire se convenga o meno dare cappellani all’ente suddetto?… 3) E questi cappellani dovranno limitarsi alla sola assistenza religiosa? Non è inoltre loro compito esclusivo (e non di enti statali) anche la formazione morale? 4) Quali saranno le conseguenze di simili provvedimenti sulle organizzazioni giovanili cattoliche? Tutti questi dubbi lasciano in grave preoccupazione». (more…)

Criminale o umanista? La Francia litiga su Céline

ottobre 28, 2009

imagesCéline e l’antisemitismo: il classico terreno minato, in cui ciclicamente qualcuno si avventura suscitando reazioni decise. Il saggista ed editore francese Karl Orend (dirige Alyscamps Press), in un articolo pubblicato quest’estate sul Times Literary Supplement, si è lanciato in una appassionata difesa di Céline, estesa fino alla rivalutazione dei suoi pamphlet antisemiti. Ora, dopo una lettera critica pubblicata dal giornale inglese, arrivano le prime repliche. Il sito letterario dell’edizione internet del settimanale francese Le Nouvel Observateur anticipa un articolo del magazine mensile Books, in uscita domani, che fa a brandelli Orend. (more…)

C’è una logica nella crisi. Vale la pena rileggere Marx

ottobre 28, 2009

imagesAlberto Burgio
«Come sempre, con la prosperità si sviluppò molto rapidamente la speculazione. La speculazione di regola si presenta nei periodi in cui la sovrapproduzione è in pieno corso. Essa offre alla sovrapproduzione momentanei canali di sbocco, e proprio per questo accelera lo scoppio della crisi e ne aumenta la virulenza. La crisi stessa scoppia dapprima nel campo della speculazione e solo successivamente passa a quello della produzione. Non la sovrapproduzione, ma la sovraspeculazione, che a sua volta è solo un sintomo della sovrapproduzione, appare perciò agli occhi dell’osservatore superficiale come causa della crisi». (more…)

I SEGRETI DELLE PROCURE IN MANO A TELECOM

ottobre 27, 2009

imagesÈ normale che i signori magistrati affidino a trattativa privata, senza gara, per importo di 21milioni e rotti di euro, il servizio di assistenza ai loro sistemi informatici? – Ed è normale che questo contratto venga affidato in questo modo a Telecom Italia nel mentre è ancora pendente l’inchiesta DELLO SPIONE TAVAROLI? – L’AZIENDA: “INTERVENTI A DISTANZA IN POCHI CASI”…

Gian Marco Chiocci per “il Giornale”

È normale che i dati sensibili e protetti da segreto istruttorio delle procure e dei tribunali d’Italia possano essere visti e consultati da semplici operatori di call center? E normale che il registro generale su cui i magistrati iscrivono gli indagati possa essere «aperto» all’esterno degli ambienti giudiziari? È normale che questi operatori esterni che fungono da tecnici dell’assistenza anziché essere interni alle procure (come fino a oggi accadeva) siano invece distaccati altrove, lontani dai palazzi di giustizia, in anonimi centralini?

È normale che i signori magistrati affidino a trattativa privata, senza gara, per importo di 21milioni e rotti di euro, il servizio di assistenza ai loro sistemi informatici? Ed è normale che questo contratto venga affidato in questo modo a Telecom Italia nel mentre è ancora pendente l’inchiesta sui vertici dell’azienda telefonica che – secondo la procura di Milano – avrebbero commesso illeciti proprio nella gestione di dati sensibili con intrusioni nei computer di soggetti considerati «nemici» della stessa Telecom? (more…)

Kerouac l’eremita secondo Patti Smith e Tom Waits

ottobre 27, 2009

images«Se cerco di girarmi l’universo si gira con me e dall’altra parte dell’universo non va affatto meglio», scrive Kerouac in Big Sur (1962), il romanzo forse più dolorosamente autobiografico che abbia mai scritto. Dopo il successo di Sulla strada (1957) e delle opere successive, come I sotterranei, I Vagabondi del Dharma e il malinconico Tristessa, Jack si trova sull’orlo di una crisi, fisica e spirituale, che lo sta lentamente logorando. La notorietà e la vita sregolata minano mente e corpo.

 Se sei stato “l’inventore” della Beat Generation, prototipo di bohémien metropolitano dedito all’alcol, al vagabondaggio e privo di regole e freni in quello che consideri un flusso ininterrotto di emozioni ed esperienze chiamato vita (e confuso con l’arte stessa), non puoi che mantenere le aspettative di tutti, a costo di lasciarci la pelle. (more…)

Da bolla nasce bolla (se non si buca)

ottobre 27, 2009

imagesdi George Soros

La filosofia che mi ha aiutato sia a far soldi come direttore di hedge fund che a spenderli come filantropo attento alla politica non ha a che fare con i soldi, ma con il complesso rapporto fra pensiero e realtà. Il disastro del 2008 mi ha convinto che questa filosofia è molto utile per capire il funzionamento dei mercati finanziari.
La teoria del mercato efficiente afferma che i mercati finanziari tendono all’equilibrio e riflettono accuratamente tutte le informazioni disponibili sul futuro. Le deviazioni dall’equilibrio sono provocate da shock esogeni e avvengono in modo casuale. Il disastro del 2008 ha confutato questa ipotesi.
Io sostengo che i mercati finanziari offrono sempre un’immagine distorta della realtà. Non solo: il mispricing delle attività finanziarie può influenzare i cosiddetti fondamentali, che il prezzo di quelle attività teoricamente dovrebbe riflettere. È il principio della riflessività.
Invece di tendere all’equilibrio, i mercati finanziari tendono a sviluppare bolle. Le bolle non sono irrazionali: seguire la massa paga, almeno per un po’. Le autorità di regolamentazione, dunque, non possono fare affidamento sulla capacità del mercato di correggere i propri eccessi.
Il disastro del 2008 è stato provocato dall’esplosione di una superbolla che andava gonfiandosi dal 1980. Questa bolla era composta da bolle più piccole. Ogni volta che arrivava una crisi finanziaria, le autorità intervenivano, soccorrendo gli istituti in fallimento e applicando stimoli monetari e di bilancio, e così facendo la bolla si gonfiava sempre di più. (more…)

La riunione che non ti aspetti

ottobre 27, 2009

imagesIsraele rivela di aver incontrato l’ambasciatore iraniano al Cairo per discutere di nucleare. Non accadeva dal 1979

Se la metafora non fosse abusata si potrebbe davvero parlare di notizia bomba. Mentre il mondo tira un sospiro di sollievo dopo la bozza di accordo siglata ieri a Vienna tra l’Iran e l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (Aiea) sul programma nucleare di Teheran, il quotidiano israeliano Ha’aretz stupisce tutti: Israele e Iran si sono incontrati al Cairo e hanno parlato di nucleare.

Meirav Zafary-Odiz, direttrice dell’ufficio sul controllo degli armamenti della Commissione Israeliana per l’Energia Atomica, e Ali Ashgar Soltanieh, ambasciatore iraniano all’Aiea, si sono incontrati all’hotel Four Season’s del Cairo, più di una volta, tra il 29 e il 30 settembre. Il vertice, tenutosi sotto l’egida della Commissione Internazionale per la Non Proliferazione Nucleare e per il Disarmo (Icnnd) creata dal primo ministro australiano Kevin Rudd, sarebbe un evento storico. Israele e Iran, dai tempi della Rivoluzione Islamica del 1979, non intrattengono relazioni diplomatiche, per non parlare dei reciproci strali che i governi dei due paesi non perdono occasione di scambiarsi. A rendere noto il vertice è stato The Age, un quotidiano australiano, ripreso oggi da Ha’aretz. Secondo la fonte australiana, al vertice a porte chiuse e che impegnava i partecipanti al silenzio sarebbero stati presenti anche inviati di Lega Araba, Giordania, Egitto, Tunisia, Turchia, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, oltre a funzionari Usa e dell’Unione Europea. Il quotidiano australiano, nella sua ricostruzione, parla di tre sessioni di lavori: una per un Medio Oriente senza armi nucleari, una per la prevenzione della prolificazione atomica e l’ultima per implementare l’uso pacifico dell’energia atomica. (more…)

Non toccate Saviano

ottobre 27, 2009

imagesCosa è mai passato nella testa di Vittorio Pisani, 42 anni, capo della squadra mobile di Napoli, quando in un’intervista al Magazine del Corriere della sera ha deciso di dire che, fosse stato per lui, la scorta a Roberto Saviano mai e poi mai l’avrebbe concessa?
In questi tempi in cui o si è guelfi o automaticamente ghibellini, Pisani ha detto una cosa che pensava ma che, nella sua posizione, non doveva dire. (more…)