Piccola Posta di Adriano Sofri

imagesLa notizia, una “breve”, era del 16 settembre, e diceva che l’esecuzione di Romell Broom, 53 anni, nel carcere di Lucasville, Ohio, era stata rinviata dopo il fallimento di 18 tentativi di praticargli l’iniezione letale. Ieri ho letto un impressionante articolo su Le Monde – mi piacerebbe che fosse tradotto da noi – che riassumeva e citava le quattro cartelle in cui lo stesso condannato ha raccontato a un notaio, due giorni dopo l’esecuzione mancata, il suo calvario. Per due ore un gruppo di infermieri ha invano cercato una vena sufficiente ad ammazzarlo, e intanto gli hanno bucato muscoli e ossa di mani gambe e braccia e piedi, mentre le guardie lo tenevano fermo, lo esortavano a rilassarsi, lo mettevano a sedere perché il sangue scorresse più facilmente. Lui ha resistito, poi ha gridato, poi ha pianto. In capo alle due ore il direttore è arrivato a comunicare che l’esecuzione era rinviata, e si è congratulato per la cooperazione prestata dal condannato. Broom ora aspetta il prossimo tentativo. Dice che aspettare di “essere di nuovo giustiziato è angoscioso”. Dice: “Torno continuamente al pensiero che dovrò subire la stessa tortura che mi è stata inflitta il 15 settembre”.

http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/261#

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