Archive for ottobre 2009

Ora non si può nemmeno fare l’amore in pace con un trans

ottobre 26, 2009

imagesGiuliano Ferrara per “il Foglio”

Spiegatemi una cosa, parlando del caso Marrazzo. Non mi ci raccapezzo. Mi sono letteralmente perduto nei suoi dintorni. Forse è perché sono preso da intensa pietà per Giuseppe D’Avanzo, una prosa politica e civile costretta per l’eternità a inseguire lo scandalo privato in materia sessuale, un grande dell’informazione criminale indotto dal destino cinico e baro a occuparsi ormai soltanto di storie d’alcova, distribuendo torti e ragioni, e richieste di dimissioni per le diverse forme, come dice lui, di sexual addiction. Forse è per questo che non afferro il busillis. Ma insomma, spiegatemi. (more…)

L’antagonismo tra Iran ed Arabia Saudita raggiunge il punto di ebollizione

ottobre 26, 2009

imagesL’attentato che domenica 18 ottobre ha ucciso diversi alti ufficiali della Guardia Rivoluzionaria iraniana nella regione sud-orientale del Sistan_Baluchistan è stato rivendicato da Jundallah, un gruppo sunnita attivo nella regione. Teheran ha spesso accusato il Pakistan, l’Arabia Saudita, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna di fornire sostegno a questo gruppo. Quest’ultimo episodio si inserisce nel contesto di un progressivo inasprimento dei rapporti fra Arabia Saudita e Iran – scrive l’ex ambasciatore indiano M. K. Bhadrakumar

Il buon senso suggerisce che l’attacco terroristico del movimento Jundallah nel sud-est dell’Iran, domenica 18 ottobre, potrebbe aver avuto l’appoggio degli Stati Uniti o della Gran Bretagna. Ma oggi Jundallah costituisce un’attrazione “fatale” per un discreto numero di potenze straniere che sono interessate a disorientare le politiche dell’Iran.

Sia Washington che Londra si sono affrettate con una rapidità inusuale, non solo a declinare ogni coinvolgimento nell’attacco che ha ucciso sette alti ufficiali del corpo della Guardia Rivoluzionaria iraniana, nonché altre 42 persone, ma a condannare l’accaduto con toni molto decisi.

Domenica 18, un portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ian Kelly, è stato incaricato di effettuare una categorica smentita . “Noi condanniamo questo atto di terrorismo e ci rammarichiamo per la perdita di vite innocenti. Le voci di un presunto coinvolgimento americano sono completamente false”, ha detto. (more…)

Saviano: La camorra alla conquista dei partiti in Campania

ottobre 26, 2009

imagesdi Roberto Saviano, da Repubblica, 24 ottobre 2009

Quando un’organizzazione può decidere del destino di un partito controllandone le tessere, quando può pesare sulla presidenza di una Regione, quando può infiltrarsi con assoluta dimestichezza e altrettanta noncuranza in opposizione e maggioranza, quando può decidere le sorti di quasi sei milioni di cittadini, non ci troviamo di fronte a un’emergenza, a un’anomalia, a un “caso Campania”. Ma al cospetto di una presa di potere già avvenuta della quale ora riusciamo semplicemente a mettere insieme alcuni segni e sintomi palesi. (more…)

I filosofi greci? Sono maestri di politica

ottobre 26, 2009

imagesdi Alain de Benoist

Ogni epoca di transizione comporta il riappropriarsi di fonti antiche, specie greche. E così il disagio post-moderno, nato dal crollo dei punti di riferimento. Nietzsche diceva: «Ai greci non si torna». E aggiungeva che non sapremmo nemmeno imparare da loro, tanto la loro maniera ci è ormai estranea. Invece è proprio quest’«estraneità» che fa pensare, dando una formidabile lezione d’inattualità. A cogliere l’inattualità della filosofia greca è stato Giorgio Colli in Filosofi sovrumani (Adelphi, 2009). (more…)

«Mio padre Ezra indagò sull’eccidio di Katyn»

ottobre 25, 2009

142669_2510_P32_CulCom_A04_F01Abbiamo incontrato Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound, nel suo castello di Brunnemburg in Tirolo. L’ombra del grande poeta sembra aleggiare in ogni pietra e in ogni angolo del castello millenario, che vide la stesura degli ultimi Cantos. Qui si custodiscono i suoi cimeli (dall’elegante cappotto ai mobili fabbricati da lui stesso) e una biblioteca straordinaria, divenuta tappa obbligata per studiosi di tutto il mondo. Mary ha dedicato la vita allo studio e alla traduzione delle opere del padre, una missione di cui fu investita dallo stesso Pound durante la Seconda guerra mondiale, quando era una ragazza appena quattordicenne.

 Come colloca la figura di Ezra Pound nella letteratura del ‘900?

 «I Cantos di Pound sono la Divina Commedia degli Stati Uniti d’America, anche se forse gli americani non l’hanno compreso. Pound voleva ripartire da Dante e quando scriveva era pieno di speranza per le sorti americane. Fin dal 1910-1911, con il testo Patria mia, auspicò un Rinascimento per l’America. Sentiva che l’America aveva bisogno dei Classici, questa era la sua ossessione: “The thought of what America would be like / If the Classics had a wide circulation / Troubles my sleep…”. Pound voleva consegnare all’America un poema nazionale, come Omero per la Grecia, Confucio per la Cina, Dante per l’Italia, ma la “questione Pound” negli Stati Uniti non è ancora risolta. Il famoso processo a suo carico non è mai stato celebrato e a lui non è mai stata restituita la personalità giuridica. Il suo nome continua a essere pietra di scandalo. La stessa critica universitaria è divisa in due: c’è chi lo considera un autore grandissimo e chi non accetta che neppure sia nominato. Continuano a perdurare i vecchi cliches secondo cui fu addirittura antisemita se non fascista. Ho avuto la fortuna di leggere i Cantos con un rabbino e mi ha confermato di non aver trovato nulla di antisemita nell’opera». (more…)

Cassazione CREATIVA

ottobre 25, 2009

imagesLo Stato è terrorista si può dire, la raccomandazione si può fare ma senza millantarla, gli atti osceni vanno bene ma solo se l’ascensore è in movimento. Una rassegna delle più stravaganti sentenze della Suprema corte. Con una domanda: se fossero rispettate alla lettera, in che paese vivremmo?

Dire «lo Stato è terrorista» non è reato. Lo sentenzia la Cassazione. Se è per questo la Suprema Corte ha detto tante cose negli anni, interpretando leggi e sfornando decisioni che, se rispettate alla lettera, paralizzerebbero o rivoluzionerebbero il paese. Oggi la cronaca riporta alla ribalta l’amata e mai dimenticata pratica della raccomandazione (o “segnalazione”, secondo un’estensiva e paracula interpretazione semantica). La Cassazione fu tassativa: la raccomandazione non è reato, millantarla sì. Nel mirino ci sono i venditori di fumo, non chi “ruba” un posto a chi ne ha diritto. Quindi se fosse confermato quanto letto sui Mastella e soci, e cioè che il 90% delle segnalazioni è andato in porto, andrebbero fatti cavalieri del lavoro, semmai già non lo fossero. Punibile è la vanteria, chi promette aiuti che in realtà non ha o non può avere. La Corte decise sulla vicenda di un funzionario di tribunale che aveva promesso di muovere conoscenze «altolocate» per un ricorso. In cambio «aveva ottenuto in vantaggio del pesce fresco, ad uso esclusivamente familiare, e ciò ancora prima della sua presunta millanteria».
Il sesso intriga e occupa molto i giudici supremi. A volte le seriose aule sembrano la redazione di “Playman”. Una minima carrellata: non è stupro se i jeans sono stretti ma è reato abbracciare la segretaria, le attenuanti concesse a un violentatore perché la ragazza non era vergine ed «era sessualmente più esperta di quanto ci si potesse aspettare da una ragazza di 14 anni». (more…)

Perm-36, Siberia Il gulag dimenticato

ottobre 25, 2009

siberia01gChiuso nel 1987, oggi è l’unico museo russo sulla repressione politica. Gli ex detenuti: “Un’epoca rimossa, per i giovani contano solo i soldi”

PIOTR SMOLAR
PERM (Siberia)
A Perm-36 non bisogna andarci d’estate. Non bisogna lasciarsi stordire dal sole che picchia sulla strada sconnessa che attraversa la città di Perm, ai piedi degli Urali. Non bisogna lasciarsi fuorviare dalle nuvole di polline né dalla bellezza dei laghi dove la gente pesca e si bagna. Non bisogna venirci d’estate, si è troppo distesi. Meglio venirci d’inverno. Con -30°. Niente più vegetazione, niente più laghi. Ghiaccio, neve, grigiore. Allora si è nelle condizione giuste per entrare nel campo di lavori forzati Perm-36, immaginare come hanno vissuto qui, dietro queste palizzate sbiadite, centinaia di prigionieri politici condannati dal regime sovietico alla fame, al freddo, alla solitudine, alla sofferenza. E questo fino al 30 dicembre 1987, data della chiusura ufficiale del gulag. Sì, 1987. Le ultime metastasi dell’«Arcipelago», come lo chiamò Solženicyn, non sono state distrutte dalla sera alla mattina dopo l’arrivo al potere di Mikail Gorbaciov, nel 1985. (more…)

Edward Hopper, il pittore della solitudine rassegnata

ottobre 24, 2009

imagesRoberto Gramiccia
Se pensate a interni di edifici urbani, appartamenti entro i quali si ritagliano scorci di vita della middle class americana; se pensate a facciate rosse di negozi anonimi e a semideserte tavole calde dai lunghi banconi; se pensate ai ponti meno conosciuti e a immagini di vita ordinaria che abitano la superficie quadrangolare delle finestre di un treno in corsa ecco che vi troverete ad avere a che fare con le atmosfere di capolavori come Cape Code sunset (1934), Second Story Sunlight (1960), A woman in the sun (1961). Queste opere hanno un’unica firma, quella di Edward Hopper, e sono tutte esposte nella grande mostra a lui dedicata che si è inaugurata il 14 ottobre (visitabile fino al 31 gennaio) presso Palazzo Reale a Milano. (more…)

I futuristi troppo visionari per accettare un Duce da Strapaese

ottobre 24, 2009

imagesDai Taccuini di Filippo Tommaso Marinetti, dicembre 1918, su Benito Mussolini: «Sento il reazionario che nasce in questo violento temperamento agitato pieno di autoritarismi napoleonici e di nascente disprezzo aristocratico per le masse. Viene dal popolo e non lo ama più. Tende all’aristocrazia del pensiero e della volontà eroica. Non è gran cervello. Non ha visto la necessità della guerra. Fu antimilitarista demagogo senza patria. Ora dalla necessaria conflagrazione contro gl’imperi autocratici sta traendo un bisogno e una volontà di disciplina a ogni costo d’ordine reazionario e di militarismo scopo a se stesso. Non vede chiaro. È trascinato dal suo temperamento di lotta eroica e dall’ideale napoleonico e aspira credo anche alla ricchezza». (more…)

Il discorso d’apertura di Luigi Ciotti agli Stati Generali dell’antimafia 2009

ottobre 24, 2009

imagesTre anni fa, concludendo la prima edizione di Contromafie, firmammo tutti insieme un “Manifesto” e prendemmo tre impegni: a) affermare nella nostra vita quotidiana i valori della pace, della solidarietà, della legalità democratica e della convivenza civile, contro ogni forma di violenza, d’illegalità, di violazione della dignità umana; b) promuovere e partecipare a tutte le iniziative, i progetti, le attività necessarie per “liberare” l’Italia dalle mafie; c) far vivere la memoria delle vittime delle mafie come testimonianza di un’Italia giusta, consapevole, coraggiosa e responsabile.  (more…)

LA STRANA CLASS ACTION DI BRUNETTA

ottobre 24, 2009

imagesSi parla da anni dell’introduzione dell’azione collettiva anche in Italia, rinviandola sempre. L’ultima volta a luglio 2009. Ora però il governo, nell’ambito della riforma Brunetta ha decretato la nascita della class action verso la pubblica amministrazione. Il progetto è stato subito criticato aspramente. In realtà potrebbe rivelarsi utile per affermare il principio secondo cui esistono economie processuali nell’aggregazione delle cause comuni che potrebbero rendere meno costosa e più efficace la macchina della giustizia.

Da tempo stiamo attendendo la class action a tutela dei consumatori.
L’introduzione in Italia di questo strumento processuale nato negli Stati Uniti e che consiste nell’esercizio di un’azione collettiva nell’interesse di un gruppo di danneggiati si è rivelata particolarmente difficoltosa. Già nel 2007 si erano succedute sette proposte di legge. L’ultimo rinvio è stato quello del 1°luglio di quest’anno quando avrebbe dovuto essere approvato l’articolo 140 bis del Codice del consumo.
Proprio in questi giorni, però, il Consiglio dei ministri all’interno della “riforma Brunetta” ha decretato – si tratta infatti di un decreto legislativo – la nascita della class action verso la pubblica  amministrazione.
Secondo il testo di legge, dal 1°gennaio 2010 “al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori possono agire in giudizio (…) nei confronti delle amministrazioni pubbliche (…)”  (art. 1). (more…)

La verità degli archivi e la memoria di Israele

ottobre 24, 2009

imagesCome può la memoria di un individuo, o un insieme di memorie individuali, essere messa alla pari con documentazioni contemporanee, reperibili solitamente negli archivi, ai fini della ricostruzione di un fatto o di un processo storico?
Vorrei partire da un mio ricordo, augurandomi che sia attendibile. In una conferenza di una decina di anni fa al Queens College di New York parlai della guerra del 1948, della forza relativa delle parti belligeranti. Dissi che vinsero i più forti, gli israeliani. Durante la prima parte della guerra, la guerra civile, furono più forti le milizie sioniste di quelle arabo-palestinesi, e tali rimasero da luglio o ottobre in poi anche rispetto agli eserciti arabi impegnati contro di loro nella seconda metà della guerra. (more…)

Lo scandalo DELLA VERITÀ

ottobre 24, 2009

imagesLA CRITICA ERRANTE DI UN PENSIERO RIBELLE

Il coraggio della verità è il titolo del corso tenuto da Michel Foucault al Collège de France dal febbraio al marzo del 1984. Pochi mesi dopo, nel mese di giugno, il filosofo sarebbe morto. La morte aleggia sulle ultime parole pubbliche pronunciate da Foucault e non solo perché all’inizio del corso egli ammette di essere seriamente malato o si moltiplicano i riferimenti agli ultimi giorni di Socrate. Piuttosto, le lezioni si concludono all’insegna della finitudine, come consapevolezza di un senso terreno e irripetibile da dare all’esistenza tra gli uomini. Continuazione esplicita di Il governo di sé e degli altri, uscito in Francia nel 2008 e in Italia da pochi giorni presso Feltrinelli, Il coraggio della verità (di cui l’editore milanese ha annunciato la pubblicazione in italiano) corona una meditazione sobria e analitica ma non di meno radicale su ciò che Hannah Arendt avrebbe definito l’esistenza politica. (more…)

Roma caput trans. Batte pure Milano

ottobre 24, 2009

28205_32017_Veronica_1838737_mediumTranstour. A Roma c’è l’offerta più ricca d’Italia: siti specializzati, inserzioni online e sui quotidiani, forum di incontristi. Un mercato da migliaia di euro al giorno. Anche per strada, nonostante la repressione del governo Berlusconi.

Roma caput trans. Una città sul viado del tramonto. Il mercato più ricco della prostituzione transessuale è qui. Cliccare per credere. Puntotrans è uno dei siti più visitati. Uno dei pochissimi a coprire tutte le regioni italiane. Roma batte Milano ben 129 a 83 trans.

Per la capitale quattro pagine che offrono un catalogo online di corpi e specialità annesse. In questo caso contano soprattutto le misure. «Ciao sono Veronica. Una stupenda Trans cubana di 24 anni. Completissima con 22 motivi tutti da provare, con tanta voglia di essere soddisfatta e di soddisfarti. Ti aspetto… Solo per distinti, esclusi anonimi». «Anonimi» è riferito al telefono. Il numero deve essere visibile. Veronica è una delle più richieste, dicono. Anche dai vip. Non a caso il suo sito personale è veronicavip.com. Poi, Camilla Holmes: «Trans nera brasiliana veramente molto dotada esageradissima 24X18 belo grande grosso e funcionante senza fregatura non ti pentirai foto reale a 100% ti garantisco un bon divertimento». (more…)

Godiamoci il sesso in nome di Dio

ottobre 24, 2009

A3BVBFFCAOL0BLVCAG5WX75CAA3JL72CAYV0E57CAS5NAYUCA1PRLC3CA6E6LA0CACWENSFCAWH61J3CAHA65ROCAJENKY8CACP8IFWCASKI98HCAKQGQUZCA1HT5ZRCALD3U3ACARMYE34CAO8C2RIdi Marcello Veneziani

In nome di Dio godetevi il sesso. Non è un dio strano e godereccio e non è un paradosso o una metafora per dire altro. Parliamo del nostro Dio e parliamo del nostro sesso. È il Dio che conosciamo da millenni, venuto dall’ebraismo, incarnato in suo figlio Gesù e adorato nella Chiesa cattolica. Dobbiamo liberarci dal dualismo falso e sciagurato tra il corpo e lo spirito, riabilitare la carne e sottrarre il sesso alla sua mortificazione quotidiana di chi lo smercia ma in fondo lo detesta. Chi l’ha detto che l’immortalità dell’anima e la fede in Dio padre onnipotente siano incompatibili con il piacere del corpo e l’amore carnale? Oggi il sesso è un peccato per la religione, un reato per la politica e una manna per la società: è il vero oppio dei popoli per spegnere fede e politica. Dobbiamo caldeggiare una grande rivoluzione culturale che passi attraverso i nostri corpi, la nostra sensibilità unita alla nostra sensualità: tra Dio e il sesso, tra Cristo e la carne, non c’è incompatibilità ma alleanza. Nella Roma papalina circolava un motto popolare: il peccato de fregna Dio non lo segna… (more…)

Piccola Posta di Adriano Sofri

ottobre 24, 2009

imagesCaro direttore, moltissimi anni fa andammo insieme a Trieste per un affollato dibattito su una vicenda che mi riguardava. Eravamo ospiti del Circolo intitolato a Ercole Miani. Non so che ricordo ne hai: io uno bello, perché era Trieste, eravamo noi, e la gente che incontrammo era in gamba. Uno degli animatori del Circolo era Maurizio Fogar, e lo è ancora. L’ho risentito in questi giorni, e per questo te ne scrivo. Il Circolo Miani ha quasi trent’anni di vita, e resta un centro vivace di discussione e iniziativa civile. Ora è con l’acqua alla gola perché Regione provincia e comune sembrano decisi a non rinnovargli il finanziamento destinato alle associazioni culturali –poche decine di migliaia di euro, credo- di cui vive, oltre alle contribuzioni volontarie. Siccome l’attività del Circolo non è affatto meno ampia di quanto sia stata in passato, anzi, i suoi aderenti pensano che le autorità competenti abbiano voglia di chiudere il Miani perché disturba il quieto vivere cittadino. (more…)

Se non rompi le regole non ti danno retta

ottobre 23, 2009

246q05a1«Il male minore» di Eyal Weizman

di Oddone Camerana

Oggi la trasgressione sembra essere transitata in chi rispetta le leggi. Ignorato, quest’ultimo, trascurato e reso invisibile dalla sua rettitudine, è un soggetto che non conta. Il suo stato di conformismo lo esclude dall’essere rappresentato. Nella società che ci ha preceduto e che non è certo scomparsa, ma è coperta da una nebbiolina di anonimato e disinteresse – società della disciplina fondata sul tormento della colpa – trasgredire creava dei problemi per lo meno di coscienza. In questa prospettiva il divieto di drogarsi veniva riconosciuto in quanto vincolo e qualcuno ricorderà anche come, con un certo sprezzo per le debolezze umane, si affermava che le droghe capaci di creare distensione allora in voga fossero riservate a chi “se le poteva permettere”. Così dicendo ci si riferiva sia alla disponibilità economica necessaria per acquistarle, sia, darwinianamente parlando, all’energia fisica e psicologica richiesta per non soccombere. Possibilità e dote che scremavano gli utilizzatori, rigettando i più deboli tra i vinti e fuori della cerchia dei privilegiati. (more…)

Quando il giovane Borges voleva fare la rivoluzione

ottobre 23, 2009

142113_2310_P36_CulCom_A020_F01«Civis romanus sum»; «Le mie notti sono piene di Virgilio»; «Virgilio mi ha spalancato le porte non dell’Inferno, ma dell’universo»; «Il latino è l’idioma del marmo»; «Sono emozionato di trovarmi in Italia, che amo soprattutto attraverso la chiara ombra di Dante»; «Classico è ciò che dura per sempre». Quando nel 1977 venne nel nostro Paese, Jorge Luis Borges – elegantissimo nel suo completo chiaro, l’affabilità di un vecchio gentiluomo – non si sottraeva mai al piacere della conversazione. E tornava e ritornava sull’eredità della tradizione classica: niente c’era per lui di così vitale. Ma il ’900, gli facevamo notare, era stato tutto un esplosivo fiorire di avanguardie: quelle testimonianze non erano state importanti? E lui stesso, in Argentina, non era stato un appassionato militante dell’ultraismo, il movimento letterario nato in Spagna negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale? (more…)

Dishuman Rights

ottobre 23, 2009

imagesHuman Rights Watch è nata in un piccolo appartamento a Mosca, dove quarant’anni fa si riunivano i dissidenti sovietici guidati da Nathan Sharansky e dallo scienziato Andrei Sakharov. Dall’America si era unito a loro l’attivista liberal Robert Bernstein, che allora era responsabile della casa editrice Random House. Sarà lui, sull’onda della battaglia per i ribelli russi, a fondare Human Rights Watch, il Nobel per la Pace di cui Bernstein è stato presidente per vent’anni. Oggi è il loro principale accusatore. Sul New York Times, Bernstein ha denunciato il ripudio da parte della stessa organizzazione dei valori per cui venne fondata. L’accusa è durissima: Human Rights Watch lavora per fare di Israele “uno stato paria”. Proprio uno dei membri di Human Rights Watch, il giudice Richard Goldstone, ha appena redatto il rapporto dell’Onu che accusa Israele di “crimini di guerra”. Bernstein afferma che, mentre il medio oriente è popolato da regimi autoritari “con un curriculum sui diritti umani spaventoso”, Human Rights Watch ha scritto di gran lunga molte più condanne contro Israele per violazioni del diritto internazionale che contro qualunque altro paese della regione. (more…)

Il pentimento del Maestro

ottobre 23, 2009

imagesOggi è un anno esatto da quando Alan Greenspan, l’ex presidente della Federal Reserve, fu trascinato davanti a una commissione della Camera di Washington e lì ammise che sì, la totale fiducia nei mercati «non funzionava», come gli fu detto nell’interrogatorio. «Esattamente, precisamente», ammise Greenspan. Che ora entra a piedi uniti nel dibattito sulle nuove regole finanziarie e sul futuro delle grandi banche facendo una conversione a 180 gradi, a U, e allineandosi sulle posizioni del suo predecessore alla Fed, Paul Volcker, convinto che la banca troppo grossa per essere lasciata fallire sia anche troppo grossa da salvare e lasciare intatta (too big to fail is too big to save and too big to exist). (more…)

A lezione da Lula

ottobre 23, 2009

imagesdi Gianni Minà

In un’Italia dove è stato salutato come una conquista l’essersi aggiudicati la casereccia Expò di Milano nel 2015, una vittoria padana che ha il sapore del «vorrei ma non posso», ha sorpreso più che altrove la notizia che il Brasile, la nazione del Carnevale, dei calciatori costretti ad emigrare in occidente, dei bambini di strada e di un presidente ex tornitore della Volkswagen, si sia aggiudicata l’organizzazione dei mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016, battendo la candidatura della Chicago di Obama.
Questo annuncio ha fatto sensazione anche in parte di quella che fu la sinistra italiana, dimentica, evidentemente, che il Brasile è anche la patria, fra tanti, di Jorge Amado, di Oscar Niemeyer, architetto ormai centenario ma ancora lucido e creativo, e di poeti del samba e dell’impegno civile come sono stati Vinicius de Moraes, Tom Jobim o sono ancora Chico Buarque, Caetano Veloso e Gilberto Gil. A questa sinistra smemorata è sfuggito anche che il Brasile è il paese più grande e solido di un continente che, dai Forum di Porto Alegre in poi, sta guidando insieme al Venezuela di Chavez un’orgogliosa rinascita sociale, puntando sulla riappropriazione delle risorse nazionali ma anche su diritti civili e umani attualmente in discussione invece nella vecchia Europa. Certo, lo scenario è sempre quello del capitalismo, ma cercando di imporre dei limiti alla finanza predatrice, a quell’ideologia neoliberale che in certi momenti, in occidente, è diventata una fede. (more…)

QUELLA GRANDISSIMA STRONZATA DEI PREMI LETTERARI

ottobre 23, 2009

imagesTHOMAS BERNHARD, IL MITOLOGICO SCRITTORE AUSTRIACO, SCOMPARSO 20 ANNI FA, RACCONTA LA SUA TRAGICOMICA ESPERIENZA: “IL VINCITORE PER QUESTA EDIZIONE È LA SIGNORA BERNHARD!” – “LA PRIMA COSA CHE MI VIENE IN MENTE È L´ASSEGNO CHE MI DANNO” – “MI DISSI: RESISTI, PRENDI I SOLDI E SPARISCI”…

Da “la Repubblica”

Di Thomas Bernhard, il grande scrittore austriaco scomparso vent´anni fa, anticipiamo alcune pagine tratte da “I miei premi” (esce oggi da Adelphi, traduzione di Elisabetta dell´Anna Ciancia, pagg. 133, euro 11)

 

Per tutto il viaggio la mia debolezza mi fece appisolare di continuo contro il finestrino dello scompartimento, il Danubio, il gotico, gli imperatori tedeschi, pensavo nel dormiveglia, ma non appena mi riscuotevo il mio primo pensiero andava regolarmente agli ottomila marchi. Il signor Rudolf de Le Roi, il portavoce del Settore Cultura dell´Associazione Federale dell´Industria Tedesca che mi aveva procurato la Borsa, non lo conoscevo. Probabilmente sa della mia malattia, pensai, e proprio a causa della malattia mi ha fatto avere la Borsa. (more…)

Il santo protettore

ottobre 23, 2009

imagesClemente, la spintarella che si fa sistema

MATTIA FELTRI
A Ceppaloni, quando c’è da festeggiare una ricorrenza, tutto il paese scende in piazza in un tripudio di regimental.

Equando va male la indossano cugini di secondo grado. Elencano l’albero genealogico con geometrica precisione e salta sempre fuori che zia de mammà era cognata de zia de Mastella. Il legame di sangue è soltanto un cappottino su un bel vestito: Clemente, l’ex sindaco, l’ex ministro, è comunque il figlio del popolo, quello che ce l’ha fatta. Lo precede, in questi bagordi a cielo aperto, di frittelle e panini alla salsiccia, la moglie Sandra che arriva raggiante e saluta tutti, e chiama tutti per nome, e tutti bacia di qui e di là, non le sfugge una guancia, e nell’estasi le capita di baciare persino i cronisti. (more…)

MARINA DA SBARCO

ottobre 22, 2009

imagesPAPI SILVIO È A FAVORE DEL POSTO FISSO, MA LA SUA FIGLIOLETTA TAGLIA ALLA GRANDE IN MONDADORI – “PANORAMA” DIMEZZATO: 82 GIORNALISTI E 181 DI PERSONALE – REDAZIONI MULTIUSO A GÒ GÒ – MA “CHI” RIMANE CON LA REDAZIONE INTONSA? INDOVINA “CHI”…

Natalia Lombardi per “L’Unità”

L’altra faccia della fiorente immagine esposta da Marina Berlusconi sullo stato di salute della Mondadori è un pesante piano di ristrutturazione che l’azienda metterà in atto. Con la richiesta dello stato di crisi. Calcolati 82 giornalisti in esubero fra tutte le testate del gruppo (dei quali oltre la trentina a Panorama), 181 fra il personale poligrafico, e un 35 per cento dei dirigenti.

 

In due anni, dal primo novembre 2009, Mondadori ricorrerà a pensionamenti e prepensionamenti, con incentivi per chi si dimette subito, e cassa integrazione fino all’uscita per chi non va fuori volontariamente. Saranno inoltre accorpate le redazioni di molte testate. Tutto ciò avviene nonostante il quadro roseo dipinto da Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, nell’intervista al Corriere della Sera: aziende in cui lavorano «ventimila persone», aziende «quotate, che creano ricchezza». (more…)

Il Corsaro Nero portava la kippà

ottobre 22, 2009

245q05a1Storie di pirati ebrei tra il Mar dei Caraibi e il Mare del Nord

È appena uscito il primo numero di “Pagine ebraiche”, mensile dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. Pubblichiamo uno degli articoli dedicato al volume Jewish Pirates of Caribbean (New York, Doubleday, 2008, pagine 352) del giornalista e storico americano Edward Kritzler.

di Anna Foa

È strano come gli ebrei, pur appartenendo a una religione piuttosto restia ad accettare proseliti, siano affascinati dalla prospettiva di scoprire dappertutto ebrei, o mezzi ebrei, o remoti discendenti di ebrei. A sollecitare l’entusiasmo nostalgico del mondo ebraico sono soprattutto le vicende dei marrani, cioè degli ebrei convertiti perseguitati dall’Inquisizione nella penisola iberica e nelle Americhe. Questa vera e propria epopea romanzesca, di vite duplici, di identità celate e disvelate e di persecuzioni non smette di affascinarci, e leggiamo con entusiasmo i libri che sostengono la presunta appartenenza marrana di questo o di quello. Qualche anno fa, ad esempio, andava molto di moda sostenere che Cristoforo Colombo era di origine ebraica, anche in seguito all’uscita di un libro, storicamente assai debole ma emotivamente convincente, nientemeno che di Simon Wiesenthal. (more…)

Processo Storico

ottobre 22, 2009

imagesDopo la latitanza e l’ostruzionismo, prima udienza contro Radovan Karadzic, il boia di Srebrenica

Lunedì 26 ottobre, dopo una lunga attesa, ricomincia il processo che vede imputato Radovan Karadzic, l’ex leader dei serbi di Bosnia della Repubblica Srpska durante il conflitto degli anni Novanta.
Formalizzata l’accusa. Il 20 ottobre scorso è stato depositato l’atto formale di accusa davanti al Tribunale Penale Internazionale per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia (Tpi), organismo istituito dalla risoluzione n° 827 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 maggio 1993 e che ha sede nella cittadina olandese dell’Aja. La corte ha giurisdizione per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante il conflitto che nella prima metà degli anni Novanta ha insanguinato la ex-Jugoslavia. Karadzic, a maggio del 1992, venne eletto membro della presidenza tripartita della Repubblica Srpska, entità auto proclamata dei serbi di Bosnia, assieme a Momcilo Krajisnik e a Bilijana Plavsic.
Karadzic, 64enne psichiatra e poeta, è sempre stato ritenuto il leader più influente. Anche per questo i giudici del Tribunale lo accusano di essere l’ideatore e il mandante di un piano di espulsione definitiva dei musulmani e dei croati che vivevano nelle zone della Bosnia-Erzegovina occupate dai serbi di Bosnia durante la guerra 1992-1995.
Il documento analizza in dettaglio i due genocidi imputati a Karadzic, durante i primi mesi di guerra e per il massacro di 8mila persone nell’enclave musulmana di Srebrenica nel luglio del 1995, pochi mesi prima della fine della guerra. (more…)

L’indisponibile

ottobre 22, 2009

imagesIl cardinale Bagnasco, presidente della Cei, pretende che nella scuola pubblica venga insegnata solo la religione cattolica

di Eugenio Scalfari

Domenica 18 ottobre il cardinale Angelo Bagnasco ha rilasciato un’intervista al ‘Corriere della Sera‘. Ampia. Mite. Ecumenica (nel senso che apre le braccia a tutti). Zuccherosa (nel senso che a tutti vuol bene). Del resto la Chiesa cattolica ha sempre voluto apparire così; anche se non lo è stata quasi mai. Ha sempre desiderato effondere odori di giglio. Di camomilla. Di valeriana, di tisane alla verbena. I grandi Papi no: parlavano come parlano i sovrani e sa Dio se lo erano, signori dello spirito e dei corpi, inalberando lo stemma delle chiavi che aprono le porte del Cielo e quelle della terra.

Era questo il tono del loro linguaggio. Incenerivano gli avversari, scomunicavano i nemici, capitanavano crociate, combattevano guerre e non soltanto di religione ma di potere. Così furono i Papi che la storia ricorda, da Gregorio Magno a Ildebrando di Soana (Gregorio VII), da Bonifacio VIII a tre Innocenzi (I, II e III) e poi il papa Borgia, il papa della Rovere, i due papi Medici, il papa della famiglia Borghese, il papa Farnese, il papa Barberini e via via lungo i secoli e attraverso gli scismi, le eresie, le guerre di religione, i roghi dell’Inquisizione. (more…)

Perchè non far entrare l’India nell’organizzazione della Conferenza Islamica?

ottobre 22, 2009

imagesL’India, pur comprendendo al suo interno la seconda comunità musulmana più popolosa del mondo, non fa parte dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC). La ragione è dovuta essenzialmente ai dissidi fra India e Pakistan legati alla questione del Kashmir. Tuttavia, forse è il momento di trovare all’interno dell’OIC un consenso per conferire all’India quantomeno uno status di osservatore nell’organizzazione – sostiene Abdulaziz Sager

Mentre l’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC) entra nel quarto decennio della sua esistenza, si avverte l’esigenza di riflettere sul perdurante isolamento dell’India, paese che vanta la più grande popolazione musulmana al mondo dopo l’Indonesia.

Con i suoi 57 paesi in quattro continenti, che rappresentano 1,5 miliardi di persone e un PIL complessivo di circa 7.000 miliardi di dollari, l’OIC è il secondo raggruppamento inter-governativo dopo le Nazioni Unite.

Il raggruppamento si definisce come “la voce collettiva del mondo musulmano”, e mira a “salvaguardare e tutelare gli interessi del mondo musulmano promuovendo la pace internazionale e l’armonia tra i popoli”.

Alla vigilia della sua storica visita in India nel 2006, il re dell’Arabia Saudita Abdullah bin Abdul Aziz dichiarò che “l’India dovrebbe avere uno status di osservatore presso l’OIC”, e che sarebbe “utile” che il Pakistan proponesse la candidatura dell’India. (more…)

PAGINE cinesi

ottobre 22, 2009

imagesUNA GALASSIA DI MONDI PARALLELI E INCOMUNICANTI

Un antico apologo buddhista racconta di un re che interpellò alcuni ciechi sulle sembianze di un elefante; i ciechi toccarono allora il pachiderma e ciascuno diede al re la sua risposta: ci fu chi disse che l’elefante assomiglia a una giara, chi lo paragonò a un pestello, chi a una pala, chi ancora lo descrisse come una lunga carota. Infatti, ognuno aveva toccato solo una parte del corpo dell’animale, il ventre, la proboscide, l’orecchio o una zanna. Di fronte alla Cina e alla sua letteratura ci troviamo spesso anche noi nella condizione di quei ciechi, poiché ne cogliamo, necessariamente, solo l’aspetto o gli aspetti con i quali siamo venuti a contatto o che i media ci trasmettono, guidati in genere dalla pressione degli eventi e dalle tendenze globali del momento.
La rapidità dello sviluppo economico-sociale del paese (le cui origini risalgono all’avvio delle riforme di Deng Xiaoping, nel 1978) ha comportato rivolgimenti e stravolgimenti non effimeri anche nel sistema letterario, che da circuito chiuso e per lo più autoreferenziale, si è gradualmente trasformato in una macchina di produzione culturale complessa e articolata, dove riecheggiano elementi dell’antica tradizione, ma si riflettono soprattutto il «grande balzo in avanti» tecnologico e l’aggressivo affermarsi della società dei consumi nella Cina del XXI secolo. (more…)

Trattativa Stato-mafia

ottobre 22, 2009

imagesProcuratore Grasso, mi spieghi un attimo un paio di cose

da Benny Calasanzio Borsellino, da bennycalasanzio.blogspot.com

Dunque della trattativa sapevano cani e porci. Da «Ninu Ballerinu», il dio del pane con la milza a Palermo, al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Noi invece eravamo presi quotidianamente per il culo. Guardati con ironia dall’alto dei palazzi di Palermo e di Roma.

Morto Falcone, l’ex comandante del Ros Mario Mori, l’allora capitano Giuseppe De Donno, Nicola Mancino e gli altri galantuomini che trattavano con la mafia, mentre la gente al funerale del loro giudice piangeva la morte del proprio futuro, loro ridevano sotto i baffi, loro mediavano, loro contattavano, loro corteggiavano. Loro trattavano e tramavano, e se la vita del rompipalle Paolo Borsellino valeva la trattativa, beh, qualche sacrificio bisognava farlo.

Salvatore, il fratello, già da qualche anno e quando ancora non lo pensava nessuno, diceva che Paolo Borsellino era stato ucciso per essersi messo di traverso alla trattativa. La chiamava sporca ed indegna trattativa, cui il fratello si era sicuramente opposto con sdegno. Il dolore di un fratello pensavano molti. Gente a lui vicina e meno vicina, pare che avesse messo in giro addirittura la voce che fosse quasi pazzo, accecato dalla rabbia e dal dolore. Poi per fortuna arriva uno molto più credibile di lui, come il figlio di un mafioso. (more…)

Serbia: tifo e politica tra violenze e turbofolk

ottobre 22, 2009

funerali%20arkan%20150Le tribù dei tifosi violenti sono in agitazione. Gli incidenti prima del gay pride. Nei Balcani i campi di calcio sono campi di guerra, tra politica, malavita e corruzione. Il ruolo degli hooligans nella dissoluzione della Jugoslavia.

“Il calcio, considerato obiettivamente, è una delle più strane costanti di comportamento umano della società moderna.  Spinto da questa considerazione ho deciso di fare le mie indagini.  E mi è stato subito chiaro che ogni centro di attività calcistica, ogni football club, è organizzato come una piccola tribù, completa di territorio tribale, anziani della tribù, stregoni, eroi: entrando nei loro domini mi sono sentito come un esploratore del passato intento a esaminare  per la prima volta una vera cultura primitiva…”
La tribù del calcio (Desdmond Morris, 1981)
 
Se il calcio è in qualche modo lo specchio della società, nei Balcani c’è sicuramente qualche problema. Due episodi si sono verificati tra settembre e ottobre in Serbia e in Bosnia Erzegovina, due tifosi sono morti uccisi dai fans, due giovanissimi, il francese Brice Taton (28) e il sarajevese Vedran Pulić (24), cessano di vivere e diventano due icone, due foto in primo piano esposte nei rispettivi stadi, nei blog e forum in internet, sulle magliette, con sotto la scritta R.I.P.

Come è potuto succedere? Cosa significa? Si dice sempre che il primo atto della guerra tra Serbia e Croazia avvenne durante una partita mai giocata tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa di Belgrado, ormai simboli di un’identità nazionale più che calcistica. Il calcio del capitano della Dinamo Zvonimir Boban, ad un poliziotto (che rappresentava il potere, quindi i serbi) in difesa dei tifosi croati, fu il primo atto eroico della guerra che seguirà. Secondo Simon Kuper nel calcio “Lo spazio resta allo stesso tempo spazio pubblico e luogo di dissenso. I simboli e le bandiere del calcio sono la maschera sotto la quale si celano talvolta identità segrete e incontrollabili”. Nei Balcani questo vale ancora di più. (more…)

Piccola Posta di Adriano Sofri

ottobre 22, 2009

imagesOgni anno di nuovo questa trepidazione per la sorte di Radio radicale. Argomenti politici non ne userò, per non fare danno. Ma se mi tolgono Radio radicale non mi restano che le benzodiazepine fra le tre di notte e le sette e trenta di mattina. Siamo in tanti ridotti così, noi del posto fisso, malati in un letto o detenuti a domicilio. Se non si vuole rendere giustizia a un eccellente servizio pubblico, si voti almeno un emendamento umanitario.

http://www.ilfoglio.it/piccolaposta/269#

E adesso Primo Levi parla anche all’Islam

ottobre 22, 2009
imagesMAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
New York si prepara a celebrare domenica i 90 anni di Primo Levi (1919-1987) nel segno della traduzione in arabo e in persiano di Se questo è un uomo. La novità è visibile sin dal cartellone che annuncia gli eventi del «Primo Levi Center», perché include una grande scritta in arabo proprio per evocare il libro-simbolo del ricordo della Shoah. (more…)

MILANO FA CRACK!

ottobre 21, 2009

images“ASSO PIGLIATUTTO” GROSSI IN MANETTE, MATTONE ZUNINO NEI GUAI E LA MOGLIE DEL DEPUTATO PDL DIETRO LE SBARRE – ORA TUTTO LA MILANO CHE CONTA TREMA: NEL ’92 IL CAPRONE ESPIATORIO FURONO I SOCIALISTI E I DEMOCRISTI, QUESTA VOLTA A CHI TOCCA? ALLE BANCHE? IMPOSSIBILE…

Da “il Fatto Quotidiano

 

1- CHOC LOTTIZZAZIONI, TREMA LA MILANO BENE…
Di Peter Gomez

Era amico di tutti quelli che nel nord contano qualcosa. Frequentava il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Faceva coppia fissa con il potentissimo deputato pavese Giancarlo Abelli, la cui moglie, Rosanna Gariboldi, adesso è in carcere accusata di riciclaggio. Con Mario Resca, uno dei manager più apprezzati dal ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, c’era poi un rapporto speciale. (more…)

A colloquio con Melania Mazzucco

ottobre 21, 2009

244q04a1E sulla sua scrittura dice:  “Vorrei che i miei libri fossero una sorta di filologia della vita quotidiana”

di Giulia Galeotti

Mi sveglio un po’ emozionata. Non è così scontato avere la possibilità di fare una lunga chiacchierata con una delle scrittrici che più ami, la creatrice di Vita, Norma e Marietta. Ma mi ritrovo anche con un’ombra di preoccupazione; temo soprattutto il suono della sua voce. È una cosa che mi porto dietro sin da piccola:  ricordo bene lo shock che provai ascoltando per la prima volta le voci di Lalla Romano e Oriana Fallaci. Tanto le loro pagine mi avevano affascinata ed accarezzata, quanto il suono delle loro voci mi sembrò stridulo, sgraziato, fuori posto. Ma con Melania G. Mazzucco, andrà diversamente (e scoprirò che anche lei, come lettrice e scrittrice, condivide i miei timori). Così, un po’ in anticipo, suono al citofono. Melania apre il portone:  è alta, magra, i capelli raccolti.

Iniziamo dal suo rapporto con la pittura, cui tra l’altro ha dedicato due romanzi (un affresco era al centro de La camera di Balthus, mentre Tintoretto è protagonista de La lunga attesa dell’angelo).

Mi interessa molto tutto ciò che fa parte della nostra storia culturale visiva, anche perché come italiana mi sento legata, forse ancor più che alla nostra grande letteratura, a una tradizione fatta soprattutto di immagini sia pittoriche che cinematografiche. Mi sembra paradossale che noi italiani, pur avendo “questa” storia culturale, diamo invece pochissima importanza alla storia delle immagini. Ormai non siamo più nemmeno in grado di leggerle:  se andiamo in una chiesa con dei ragazzi, non abbiamo più gli strumenti per interpretarle. Invece come italiana voglio riappropriarmi di questa storia cui sento di appartenere. Inoltre, mi piace molto il modo con cui il pittore (ovviamente non il pittore del xx e xxi secolo, perché poi la pittura è diventata un’altra cosa) si confrontava con i suoi temi. Mi affascina perché spesso i pittori si interrogano sul modo in cui comunicare:  paradossalmente, anche questo è vicino al modo in cui lo scrittore si confronta con la sua materia. Ad esempio, a tutti i pittori hanno chiesto di raccontare l’ultima cena, però “Le ultime cene” di Tintoretto hanno qualcosa d’inconfondibile, e sono anche molto diverse tra loro:  quelle che dipinse a 20 anni sono diversissime da quelle che realizzò a 60. (more…)

«Sartre ha rovinato un’epoca» La riscossa del grande vecchio

ottobre 21, 2009

141543_2110_P36_ComCul_A02_F01La fama non sempre arride ai romanzieri. È più facile che baci gli agitprop. È capitato a Michel Déon, una delle figure significative della letteratura francese che lo scorso agosto ha superato la soglia dei novant’anni. E ora in Francia lo si celebra con un “Cahier de l’Herne” (pp. 276, euro 39), la mitica rivista fondata da Dominique de Roux nel 1966, e con la pubblicazione di parte delle sue memorie inedite in Journal 1947-1983 (Editions de l’Herne, pp. 144, euro 11,90). Ma quella di Déon è una carriera che dura da oltre 60 anni: il primo romanzo Adieux à Sheila risale al 1944 e arriva, attraverso saggi, racconti di viaggio, sceneggiature, alle Lettres de château, pubblicate ora da Gallimard. Un curriculum coronato dal 1978 con il seggio all’Académie française. (more…)

Ricerca in Italia, 50 milioni di euro per finanziare progetti già vecchi

ottobre 21, 2009

imagesIn Italia i tempi della politica sono troppo lenti Una ricercatrice spiega perché i soldi in ritardo sono inutili.
di Caterina Perniconi

Alejandra Navarro Garcia è un ingegnere agrario di 31 anni e vive a Bari con una borsa di studio post dottorato finanziata da una fondazione spagnola. É arrivata in Italia due anni fa e il suo contratto scade a gennaio 2010. Ci ha scritto una e-mail all’indirizzo ricercatori@ilfattoquotidiano.it per segnalarci la sua storia, dopo gli articoli dedicati alle difficoltà dei giovani ricercatori che provano a lavorare in Italia.

“Mi sono trovata bene nel vostro Paese – racconta Alejandra – fino a quando non ho avuto a che fare con la burocrazia e ho avuto una brutta sorpresa. Ovvero fino a quando, l’anno scorso (il 19 dicembre 2008) il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) ha emesso il bando “Futuro in ricerca” rivolto ai giovani ricercatori di età inferiore ai 38 anni. “Ho capito subito che era una cosa interessante per me – dice Alejandra – perché mi permetteva di restare in Italia, continuare a lavorare con un gruppo già avviato, ma soprattutto mi rendeva totalmente responsabile del mio progetto, libera di scegliere autonomamente idee, persone e tecnologie, come succede di solito all’estero”. (more…)

Intervista a Lady Mastella prima del polverone

ottobre 21, 2009

imagesBufera giudiziaria all’ombra del Vesuvio: a quanto si apprende, 25 ordinanze di custodia cautelare, 63 indagati, 18 divieti di dimora e 6 misure interdittive costituiscono i provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Napoli eseguiti oggi dai carabinieri di Caserta e dalla Guardia di Finanza di Napoli. Nell’inchiesta su appalti e assunzioni all’Arpac (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) – come riportano siti (qui, qui, qui e qui) e agenzie di stampafigura indagata anche Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell’ex Guardasigili e leader dell’Udeur Clemente Mastella, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in Campania, dove svolge la sua attività istituzionale.
Con questa lettera Lady Mastella ha manifestato ai cittadini campani il proprio sconforto, prima di partire per Roma: “Sono quasi svenuta, mi è crollato il mondo addosso. E non sono riuscita a capire di cosa mi accusano“; di seguito l’intervista che la presidente Lonardo ha rilasciato a Panorama (nr. 43), la scorsa settimana. (more…)

Genealogie SOVIETICHE

ottobre 21, 2009

imagesSTORIE DI VITA QUOTIDIANA NELLA RUSSIA DI STALIN

Il’ja Ehrenburg non aveva ancora terminato di scrivere il romanzo La tempestosa vita di Lazik Reutschwanets quando, conscio dell’inasprirsi della censura sovietica, scriveva nel settembre 1927 a Zamjatin: «Adesso sto finendo il mio Reutschwanets che uscirà probabilmente… solo in traduzione. C’est la vie». Certo, dopo i primi rifiuti, lo scrittore, memore dei tagli che aveva subito due anni prima l’altro suo romanzo Nel vicolo Protocnyj, decise di pubblicare La tempestosa vita di Lazik Reutschwanets a Parigi (uscì poco dopo anche a Berlino), a proprie spese (tra gli emigrati Michail Osorgin apprezzò il romanzo definendolo «acuto e cattivissimo»).
Fece comunque un ulteriore tentativo, rivolgendosi a Nikolaj Bucharin, ora uno dei dirigenti bolscevichi più in vista e in gioventù suo compagno più anziano al Primo Ginnasio maschile di Mosca (si erano conosciuti dopo aver partecipato alle rivolte studentesche scoppiate in occasione della rivoluzione del 1905). Gli scrisse da Parigi in data 22 febbraio 1928: «Ricordo che il mio Jurenito fu pubblicato solo grazie al Vostro parere e perciò vi scrivo a proposito del mio Lazik». Ma Bucharin non poté fare nulla, anzi. Evidentemente Ehrenburg non era al corrente degli attacchi mossi da Stalin a Bucharin, dopo che questi nel ’26 aveva appoggiato proprio Stalin contro le deviazioni di sinistra, attacchi che costringevano ora Bucharin su posizioni più intransigenti verso la letteratura. (more…)

Erri De Luca: vi racconto il mio Ieshu

ottobre 21, 2009
imagesSarà per l’aria che lassù si respira, per quel limpido impasto di luce e di cielo che affonda radici in radiose, non misurate lontananze, e in cui la vista, smarrita, a tratti acuisce nel pallido sforzo di intravederne i confini. Sarà per quella fraterna alleanza alle cime, alle vette, ai pinnacoli, sillabati unghia a unghia per grazia di chiodi e piccozza, che ancora una volta la prosa di Erri De Luca, scrittore-scalatore educato da strade in salita a risparmiare sui fiati, fa solchi e allunga ponti là dove più pensavamo aver accumulato il nostro piccolo fardello di sapienza quotidiana. Penultime notizie circa Ieshu/Gesù (Edizioni Messaggero Padova, pagine 96, euro 5) offre a chi lo attraversa il versante opposto d’orizzonte, dilagando con lo sguardo innamorato sopra estesi panorami di parole, rese eterne però dal fitto intrico d’echi e quiete risonanze, o, forse più semplicemente, dal dono azzurro delle nuvole.

Nel libro, dai alcune tornite definizioni dell’amore. Scrivi: «Chi dà tutto in amore non si ritrova sul lastrico, ma più fornito di prima». E all’inizio: «L’amore è questa incomprensibile energia per la quale più se ne spende, più se ne riproduce nelle fibre. Al contrario, chi lo risparmia lo spreca, se lo ritrova inutile e marcito». Tu hai fiducia nell’amore? E che idea ti sei fatto, attraverso lo studio della Bibbia, dell’amore divino?
«Personalmente ho fatto un uso improprio del verbo “amare”. Ma quando ho trovato queste notizie nella scrittura sacra, ho capito che cos’era quel verbo, e come mai con la forza di quel verbo il monoteismo era riuscito a soppiantare le altre religioni precedenti. E a farlo dentro il Mediterraneo, cioè nel mare più politeista e più abbondante di divinità di tutta la storia dell’umanità. Quel mare veniva rigirato da questa notizia monoteista che si fondava sull’amore. Era una forza di impianto, perché si impiantava su un terreno di idoli che mai avevano chiesto niente di simile ai propri praticanti di culto, ma nello stesso tempo possedeva anche una forza di espianto, capace di sbaragliare, di estirpare dal suolo e dal cuore degli uomini gli idoli precedenti. Tutto ciò è avvenuto grazie a quella energia superiore fornita dal verbo “amare”. Ecco, io le notizie sul verbo “amare” le ho imparate nella scrittura sacra». (more…)

Occhetto e la Bolognina: «Non m’hanno perdonato la solitudine della svolta»

ottobre 21, 2009

27905_31778_achilleocc_1822132_mediumIntervista. L’ex segretario comunista ripercorre i giorni convulsi del cambio di nome: «Di fronte al crollo del Muro avevo due strade davanti a me: o aprivo la solita e lunghissima discussione sul che fare oppure dovevo agire»

«Io ero convinto di perdere», dice Achille Occhetto al Riformista vent’anni dopo. Convinto, cioè, che la svolta annunciata alla Bolognina il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del Muro di Berlino, sarebbe stata bocciata nella conta interna al Partito comunista italiano. La conta, lunga e faticosa, alla fine premiò Occhetto. Ma forse quella convinzione non era così sbagliata se è vero che lo strappo di quel 12 novembre, quando l’allora segretario del Pci spiegò a una platea di ex partigiani la necessità che il partito cambiasse pelle e nome, non ha comunque prodotto l’esito sperato: la nascita di un compiuto e moderno partito della sinistra italiana.

Occhetto, davvero era così pessimista? Già prima della caduta del Muro nel Pci si era affrontato il tema del cambiamento di nome. E lei sapeva bene che una parte del gruppo dirigente comunista era convinta della necessità di svoltare.
All’ultimo congresso prima della Bolognina avevo detto: «Non cambieremo mai nome sotto richiesta esterna, salvo che non ci siano eventi eccezionali per cui bisognerà farlo. Più eccezionale della caduta del Muro… Ma nulla era scontato perché io non feci il solito giochino delle scatole cinesi, cioè mettere d’accordo gradino dopo gradino tutte le varie cerchie e poi, ad accordo chiuso, comunicare le novità al popolo bue. (more…)

Il giovane oratore che snobbava Mussolini

ottobre 20, 2009

243q04b1di Sebastiano Corsanego
Canonico di San Pietro

Quod non est in actis non est in mundo:  “Ciò che non risulta nei documenti non esiste nel mondo”. Parecchi anni fa un amico di mio padre – Camillo Corsanego (1891-1963) – rammentava il noto aforisma, mentre parlavamo delle difficoltà a reperire documenti importanti sui rapporti tra l’Azione cattolica e il fascismo e, in particolare, riguardo al collegamento fra il concordato della Santa Sede con l’Italia e la fine della presidenza di Corsanego alla Gioventù cattolica italiana, il 6 novembre 1928.
A Camillo Corsanego, l’ultimo dei presidenti “eletti” della Gioventù cattolica italiana, successe Angelo Jervolino, nominato direttamente dal Papa.
Conserviamo la lettera del cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato, del 3 novembre 1928 (n. 74505) nella quale si legge:  “Alla fine del terzo biennio da che la S. V. Ill.ma occupa la carica di Presidente Generale della Gioventù Cattolica Italiana, il Santo Padre riandando con la mente e col cuore l’attività che Ella ha consacrato alla diletta Società Le esprime per mio mezzo il Suo gradimento e la Sua riconoscenza paterna per tutto il bene che Ella ha operato. Non solo Ella ha contribuito all’incremento della Società stessa colla persuasiva parola, ma anche con l’esempio della vita, colla nobiltà dei sacrifici, e si è acquistato indubbiamente grandi benemerenze di fronte a Dio ed alla Chiesa. (more…)

Dalla Serenissima a Milano Il Rinascimento delle “escort”

ottobre 20, 2009

141373_1010_P34_CulCom_A04_F01Le puttane sono sempre puttane. Ma oggi fruiscono del leggiadro appellativo di “escort”; nell’Italia rinascimentale, invece, venivano chiamate meretrici, cortigiane, «femmine del mondo». Uomini di Chiesa e moralisti, ovviamente, le guardavano schifati ed anche impauriti: il «puttaneggiare», infatti, era un vizio che attirava la collera divina, non solo sul peccatore, ma su tutta la società all’intorno. Ad esempio, con le epidemie di peste: un «orribile flagello» che si abbatteva sui lussuriosi. In particolare, sui Veneziani che tolleravano diecimila «case da meretrici».

 Le istituzioni della Serenissima avevano infatti un atteggiamento pragmatico. All’ombra di San Marco, la prostituzione non era mai stata illegale. Non era dunque vietata, bensì controllata. E un lungo proclama emanato dai Provveditori della Sanità, la commissione creata dal Consiglio dei Dieci per sovrintendere alla salute pubblica, se la prendeva soprattutto con protettori e mezzani che «desviavano povere orfane e alcune pute de necessità astrette a mendicar il viver suo», inducendole «con molte blanditie» al commercio del corpo. (more…)

Noi cinesi i capitalisti, voi europei sussidiati nuovi comunisti

ottobre 20, 2009

imagesZhong Changfu ci aspetta al bar del «Jean Georges», lussuoso ristorante francese alla moda. Oltre le finestre si gode lo spettacolo serale dei grattacieli illuminati di Pudong, il quartiere ultramoderno che sta sull’altra sponda del fiume Huangpu. È la cornice giusta per parlare di ricchezza. Zhong, 45 anni, a fianco la moglie che mentre parla lo guarda compiaciuta, possiede quattro fabbriche di componenti per computer che lavorano quasi esclusivamente per brand americani. Master ad Harvard, qui a Shanghai anima anche il club degli ex allievi che ogni tanto si ritrovano a rammentare com’erano, ma soprattutto a parlare di come saranno. Avevamo incontrato Zhong la sera prima con altri imprenditori cinesi dove, complice la fresca pubblicazione della Hurun List, imitazione asiatica dell’esclusiva classifica “by Forbes”, quello della ricchezza è un tema che appassiona gli uomini d’affari e li rende – quest’anno più che mai – orgogliosi dei risultati raggiunti. A dispetto della crisi planetaria, i miliardari in dollari sono infatti aumentati da 101 a 130.
Molti sono neofiti , altri habitué. Il magro profilo dei mercati non riduce i patrimoni ma ne esalta la mobilità: per ogni capitalista che piange ce n’è uno che ride. (more…)

Intervista a Francesco Rutelli

ottobre 20, 2009

imagesFrancesco Rutelli in partenza: pronto a un nuovo partito (anche con Fini)

“Un’occasione perduta. Finora, completamente perduta. Provate a chiedere in giro di cosa si sta parlando in questo congresso del Pd. La risposta sarà sempre la stessa: è una lotta di potere interno. Vedo uno scollamento clamoroso tra questo partito e il Paese”. Francesco Rutelli ha le valigie pronte. La casa del Pd, che contribuì a fondare portandovi in dote la sua Margherita, gli piace sempre meno.

A Panorama consegna una dura requisitoria contro ciò che ormai gli appare l’irrimediabile involuzione di un sogno; e, insieme, una prima anticipazione dei suoi progetti, del suo “Kadima” all’italiana. La correttezza gli impone di attendere fino al 25 ottobre, data delle primarie, per tirare il suo dado. Ma si capisce che solo un miracolo potrebbe ormai evitare un esito già determinato. (more…)