‘I politici nel mio letto’

Roberta Cavalcante racconterà in un libro le sue memorie di trans: manager, attori e calciatori fra i suoi clienti

FLAVIA AMABILE
Quella sera tutto iniziò come ad una normale festa. Normale lo dice lei, Roberta Calvalcante che venti anni fa era ancora un uomo. Poi ha incontrato Moana Pozzi, ne è diventata il parrucchiere e l’estetista personale. Le cure ormonali hanno fatto il resto. Ora è una trans, e per una trans di un certo livello è «normale» essere invitate ad alcune feste. 

Quella era la sua prima volta in un certo giro. Appartamento in zona piazza di Spagna, grande scala in marmo, casa su due livelli, arredamento d’epoca, sontuoso. Apparteneva all’uomo che organizzava la festa? «Non so. Spesso si fanno prestare i luoghi dove avvengono le serate» racconta Roberta. Soprattutto se si tratta di persone che non amano che si sappia in giro con chi vanno a letto. 

Proprio come quella sera. E’ la fine degli anni Novanta e l’invito arriva da una persona al di sopra di ogni sospetto. E’ «un importante uomo politico per Roma». Questo racconta di lui Roberta, ed è inutile provare a farle dire altro. Lei era andata lì con un’amica. Una donna. «Perché una delle cose che funziona in questi incontri è la presenza di una donna e una trans». 

Gambe da amazzone, capelli biondo platino, un metro e ottantadue di altezza rivestiti da un fisico molto femminile: la cena diventa rapidamente qualcos’altro. Roberta ricorda un letto a baldacchino coperto da veli e altre due donne. «Erano due signore: una bionda con i capelli lunghi, l’altra con i capelli corti e neri. Due donne eleganti, ottime posizioni alle spalle, di quelle che incontri a fare shopping nei negozi di firme». 

Appare anche la coca, immancabile. «Non esisterebbe la serata senza stupefacenti. Uomini come questi che vanno con le trans ne hanno bisogno. Altrimenti non riuscirebbero a superare le loro inibizioni». Inutile chiederle se «l’importante uomo politico» sapesse che Roberta non era una donna. Non del tutto, perlomeno. «Non diciamolo nemmeno per scherzo. La loro fantasia è di essere dominati da una bella donna, e Roberta li accontenta in pieno. Da un anno non mi sottopongo più nemmeno a cure ormonali per evitare problemi. I miei clienti mi chiamano solo se funziono alla perfezione». 

E i clienti continuano a chiamarla. Quella sera del 1999 la tariffa fu di 3500 euro. Ora siamo intorno ai 5 mila. E i politici corrono. Una sera di due anni fa Roberta viene invitata ad andare ad una cena in Veneto con alcuni esponenti locali. Partiti di centro-destra. Insieme con lei, quattro donne. «Come al solito ero la ciliegina sulla torta», racconta. Da allora un parlamentare è un suo cliente fisso. «Ci vediamo a Roma o a Milano. Arriva con la scorta. Mi dice di non avere molto tempo, ma vuole che faccia di tutto, ogni volta qualcosa di più». 

«Sono il sogno sessuale proibito di tutti», dice di sè Roberta che ha superato da un po’ i trent’anni ma si mantiene in splendida forma fisica. Nel giro la conoscono, oltre ad essere stata la parrucchiera di Moana Pozzi è amica di Ilona Staller, per anni ha girato film porno, ha vinto un premio alla carriera come migliore trans. Poi ha detto basta. Adesso vive con le sue serate. 

E sta pensando di scrivere un libro. Il titolo c’è già: «A piedi nudi sui vetri». Ci sono anche i racconti già messi in ordine. «Sono i racconti di una come me che ha visto passare nel suo letto tanti, ma tanti potenti». Come l’imprenditore di una grossa industria. «Era il 20 dicembre di due anni fa. Nella sala congressi il giorno dopo c’era una grande riunione. Mi mette 5 mila euro in borsa e mi chiede di sedermi proprio al centro del tavolo della sala. Lo divertiva moltissimo sapere che ero proprio lì dove si sarebbero ritrovati dopo poche ore tutti gli importanti manager della sua azienda». 

E poi c’è il comico televisivo che lei vedeva di solito in tv, il giornalista sportivo, la squadra di calcio. L’idea del libro Roberta ce l’ha già da qualche anno, prima o poi lo scriverà davvero. E allora in più di uno tremeranno al pensiero di qualche dettaglio di troppo.

La Stampa

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Una Risposta to “‘I politici nel mio letto’”

  1. Locali Roma Says:

    quando ho scoperto che era un trans ci sono rimasto troppo male…. è troppo bella

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