Parla la Mussolini: «Adesso gambizzano coi video»

Un video hard con due protagonisti d’eccezione: Alessandra Mussolini e il leader di Forza Nuova Roberto Fiore. Il Giornale pubblica l’indiscrezione citando il sito Indymedia. Ma sia Mussolini che Fiore attaccano il quotidiano della famiglia Berlusconi. «Meglio che mi sto zitta. Scavate, andate a fondo e fatemi sapere: i giornalisti siete voi», dice la deputata del Pdl conversando in serata col Riformista.

Stando a quanto si sussurrava in ambienti del Pdl, il video, una ripresa del circuito chiuso della sede di Forza Nuova, sarebbe transitato da un mese sulla scrivania del direttore di Chi, Alfonso Signorini. E poi, se il filmato è autentico, chi l’ha messo in giro?

Intervista ad Adriano Tilgher, all’epoca alleato di Mussolini e Fiore nel cartello “Alternativa sociale”: «Non credo al video anche se non ci metto la mano sul fuoco. Di certo qua si sente puzza di servizi».

Per tutta la giornata è stata combattuta nel decidere «se incazzarmi o mettermi a ridere». Ma alle 20 di ieri sera, quando risponde alla domande del Riformista, Alessandra Mussolini – presunta protagonista, stando a quel che ha scritto il Giornale, di un video hard insieme a Roberto Fiore – opta per una sana via di mezzo. «Adesso dovete dirmelo voi che cosa c’è dietro questa storia», incalza la parlamentare del Pdl. «Siete voi i giornalisti. Scavate, andate a fondo e fatemi sapere. Io, per ora, me ne sto tranquilla, mangio una cosa per cena e me ne vado dritta a dormire. Anche perché il mio avvocato m’ha appena comunicato che devo pagare 5000 euro di spese legali per quel film (Francesca, ndr) in cui mi danno della “puttana”, che uscirà lo stesso nelle sale».

Ce l’ha col Giornale, Mussolini. «Tra l’altro, mi dicono che Indymedia», il sito che per primo ha scritto l’indiscrezione sul video hard, «ha pure smentito». E racconta la sua mattinata partendo dalla rassegna stampa: «Quando ho sentito dell’articolo ho pensato: “Qui si tratta o di Repubblica o dell’Unità». Invece no, era proprio il quotidiano della famiglia del presidente del Consiglio. «A quel punto, ho chiesto a mio marito: “Mauro (Floriani, ndr), fammi ‘na gentilezza. Vai giù in edicola e prendi una copia del Giornale…”».
Ha chiesto spiegazioni a Berlusconi? «Ma lasciamo perdere, va. Ripeto, è meglio se sto zitta», reagisce la nipote del Duce e di Sophia Loren. S’è chiesta il “perché” di questo nuovo dossier? «Se sapessi rispondere a questa domanda, allora avrei risolto tutto l’enigma». Conclusione: «I miei figli sanno che faccio politica, capiscono che è un lavoro pericoloso. Siamo come negli anni Settanta. Prima gambizzavano. Ora fanno così: non lanciano pallottole, ma video hard».

Il video in questione, con tutti i condizionali del caso, sarebbe stato ripreso con le telecamere a circuito chiuso della sede di Forza Nuova. Sarebbe roba vecchia, dunque. Che risale all’epoca di cui «Alessandra» e «Roberto» erano i leader – insieme ad Adriano Tilgher – del cartello ultra-nero “Alternativa sociale”.
Da qui la sequenza di punti interrogativi. A cominciare dal primo: un video del genere esiste veramente? La risposta, sempre stando alle voci che rimbalzavano ieri l’altro anche nel Pdl, è affermativa. Non è tutto: il filmato in questione sarebbe transitato già da un mese sulla scrivania del direttore di Chi Alfonso Signorini (il Riformista ha cercato, invano, di mettersi in contatto col diretto interessato per sentire la sua versione).

Domanda numero due: se il video esiste davvero, chi l’ha messo in circolazione? La risposta, in questo caso, è più semplice. Qualcuno che stava talmente vicino a Forza Nuova da avere accesso alle riprese del circuito chiuso della sede. E il movimento politico guidato da Roberto Fiore – che apre la sua biografia ufficiale segnalando il suo essere «cattolico, sposato e padre di undici figli» – è stato alle prese, anche di recente, con iscritti e dirigenti che hanno abbandonato il partito sbattendo la porta contro il leader.

«I soli video che ritraggono i due politici assieme riguardano vecchie campagne elettorali», si legge in una nota di Forza Nuova. Iniziative elettorali in cui c’era anche Tilgher, intervistato qui a fianco, che dice di sentire «puzza di servizi». Ma la presenza del cartello Mussolini-Fiore, alle regionali del 2005, di fatto consentì a Marrazzo di avere la meglio su Storace. E quest’ultimo, oggi, dice: «Tra quei due e i trans di Marrazzo non so più che cosa pensare. Per adesso mi sono limitato a guardare l’articolo del Giornale e a sfogliare immediatamente la pagina». Per adesso. «E poi», aggiunge l’ex governatore, «non dimenticate che tutta ‘sta roba arriva sempre dal quotidiano di Berlusconi. Anche il caso delle veline, infatti, partì da lì».

Tommaso Labate

Il Riformista

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