Piccola Posta di Adriano Sofri

Caro direttore, sarei tentato di ricordarti la dizione classica sul partito di lotta e di governo. Mi rallegro sempre della tua attenzione all’invenzione di una sinistra, perché bisogna contare su qualcosa cui riparare. Non occorre che ti dica che l’opposizione forcaiola mi sembra spregevole quanto la maggioranza forcaiola. Le differenze, dette sommariamente, sono queste. Tu pensi che un Pd responsabile debba accordarsi con un centro destra responsabile, vigente Berlusconi. Io non credo che lo debba né che lo possa fare. In subordine, un Pd responsabile può mirare soprattutto ad allearsi con l’Udc, oltre che con Rutelli, sia perché incombono sempre delle elezioni, sia per apparecchiare una qualche via d’uscita all’eventuale, non si sa mai, crollo del regime. Però può anche mirare a dare voce e prospettiva a una vasta parte di società, che ai miei occhi presbiti non sembra riducibile alla pipinara, che comprende persone che hanno ripudiato la politica e magari anche il voto per disgusto o sfiducia, persone che affidano applauso e voto a chi le spara più grosse perché pensano che gli altri non le sparino affatto, giovani animati da un certo furore e da un’agilità che li tiene fuori dal recinto dei partiti, un partito come i radicali italiani (non è una pazzia trascurare un alleato che con Emma Bonino prende più del 5 per cento a Milano?), socialisti e verdi di lunga lena eccetera. Non saprei fare dei conti esatti, ma ho l’impressione che da questa seconda parte possa esserci anche, benché con tempi decisamente più lunghi, un numero equivalente se non superiore di possibili suffragi. Dovremmo essere d’accordo del resto sul fatto che i tempi brevi e i tempi lunghi non sono in realtà una misura di tempo, ma un modo di usare il tempo. Anche a me, che penserei a un vero grande e aperto partito democratico, non sfugge che le due prospettive sono, allo stato dei fatti e delle mentalità, piuttosto contrastanti fra loro. La prima è più pigra e prudente, la seconda più coraggiosa e aleatoria. Non vorrei essere nei panni di Bersani, per il quale comunque faccio il tifo. Però capisci perché, se fossi nei suoi panni, andrei alla manifestazione contro il berlusconismo.

Il Foglio

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