Russia: i mille volti del terrorismo per l’attentato al treno

I neonazisti? Gli estremisti ceceni? Quelli ingusci? La mafia russa? Gli anarchici? L’Fsb? I servizi deviati? Chi avrà messo la bomba sotto il Nevsky Express? Cerchiamo di mettere un po’ di ordine

Il terrorismo in Russia non è certo una novità, tantomeno gli attacchi e gli attentati ai treni e nelle stazioni. Già nel 1996 sulla linea Astrakhan-Volvograd esplodono un paio di bombe. Nel 1997 i warlords del Caucaso iniziano a scegliere obiettivi di questo genere (Salman Raduyev rivedica le stragi a Pjatigorsk, due morti, e Armavir, tre morti). Nello stesso anno un’esplosione sul Mosca-San Pietroburgo provoca la morte di cinque persone. Nel 2001 il Rostov-Baku viene fatto deragliare, nel 2003 è la volta di Mineralny Vody, dove a distanza di un paio di mesi saltano in aria due treni (oltre cinquanta morti e duecento feriti).

Nello stesso anno a Jessentuki una bomba sulla linea ferroviaria provoca cinque morti. Nel 2004 e nel 2005 altri convogli vengono presi di mira in Ossezia del Nord, in Cecenia e in Dagestan. Nei pressi di Mosca un congegno a distanza fa uscire dai binari un treno in arrivo dalla Cecenia, causando una cinquantina di feriti. Nel 2007 il primo attentato al Nevsky Express che non provoca vittime, ma solo feriti.

Questo per rimanere solo alle ferrovie. Se ci aggiungiamo la metropolitana la scia del terrore si allunga. Citiamo solo il caso più grave, quello a Mosca del 2004 con una quarantina di morti. Se a tutto ciò sommiamo ancora gli attentati kamikaze e le grandi azioni terroristiche cominciate da Shamil Basayev con l’ospedale di Budennovsk nel 1995 (150 morti), dalle stragi in Ossezia del Nord, Daghestan e Mosca nel 1999 (oltre 300 morti) all’assedio del teatro Dubrovka nella capitale nel 2002 (130 morti), fino al massacro di Beslan nel 2004 (l’11 settembre russo, più di 330 morti, preceduto dai due aerei esplosi in agosto, 90 morti), allora si può comprendere come in Russia il problema terrorismo sia sempre stato all’ordine del giorno. Ieri come oggi. Aggiungendo che durante quest’estate solo in Inguscezia si sono contati quasi 200 morti per attacchi terroristici contro forze dell’ordine e obiettivi civili, l’attentato di sabato scorso non è altro che un’altra goccia nel mare magno di sangue.

L’elenco non è fine a sè stesso, aiuta a capire come nella Russia di Eltsin e in quella di Putin non sono solo giornalisti coraggiosi e avvocati scomodi a qualcuno a perdere la vita, ma è la gente normale a pagare il maggior prezzo. Le bombe sui treni, nella metropolitana, al mercato, ai concerti, sugli aerei, nei teatri, nelle palestre delle scuole colpiscono la popolazione russa, inerme, innocente, ortodossa e musulmana. Ed ecco che ritorniamo alla domanda iniziale. Chi avrà messo la bomba sotto il Nevsky Express? E soprattutto, perchè? Cui prodest?

Le teorie sono molteplici, alcune più probabili altre meno. Alla luce di un passato e di un presente che, pur lasciando spazio alla fantasia, delinea uno scenario generale abbastanza preciso.

La pista neonazista non sarebbe nuova ed è supportata dal fatto che già in passato gruppi estremisti hanno dimostrato di ricorrere al terrore. Attacchi contro singoli, ma anche in grande stile e bombe ai mercati. Presi di mira gli stranieri, dai cinesi ai centroasiatici. I neonazisti sono contro Putin e contro il regime, ben organizzati e pronti a gesti estremi. Sono tenuti d’occhio dai servizi, anche con infiltrati.

Nel caso del Nevsky Express si tratterebbe di un attacco che di distacca troppo dal loro modus operandi e l’assenza di una rivedicazione sembra indicare che questa pista non porta da nessuna parte.

Anarchici e simili. Sono pochi, alzano la voce, ma non sono così organizzati come i loro colleghi della destra radicale. Non si sono mai prodotti in attentati del genere. Manca l’obiettivo definito, il movente, la rivendicazione.

La mafia. Il fatto che ancora nessuno abbia rivendicato l’attentato può indicare che si tratti di un avvertimento trasversale. Di chi e per chi? Mafia, Fsb, servizi deviati? Non è un segreto che strutture criminali abbiano contatti nell’apparato amministrativo e qualcuno che bazzica dentro e appena fuori l’intelligence possa essere interessato a creare una strategia della tensione. Il fatto è che di tensione ce n’è già fin troppa. Chi sta nel limbo tende a rimanerci tranquillo, vuole fare i propri affari senza dare nell’occhio e se proprio deve colpire l’avversario lo fa in maniera precisa e pulita, senza sparare nel mucchio. Stato e criminalità organizzata non si sono mai fatti davvero la guerra, è improbabile che questo attentato sia il prodromo di una qualche resa dei conti che rischierebbe di portare a fondo tutti i contendenti.

La mancanza di una rivendicazione chiara non favorisce a prima vista nemmeno l’ipotesi dell’estremismo islamico. Dato che gli estremisti caucasici sono già impegnati dalle loro parti e si affrettano spesso a rivendicare ciò che a loro non è imputabile, tipo black out o incidenti a centrali idroelettriche. Resta comunque il fatto che più volte gruppi fondamentalisti hanno dichiarato di voler colpire in Russia, ampliando la strategia terroristica con azioni diversive e di sabotaggio al di fuori del Caucaso. La diaspora radicale è ormai arrivata tra Mosca e Pietroburgo e, come nel caso del 2007 (sono a processo a Novgorod per il primo deragliamento del Nevsky Express due ingusci), non pare improbabile che si tratti della stessa matrice.

Di sicuro, in ogni caso non v’è nulla. Due sono comunque le cose preoccupanti, al di là del fatto che l’attentato possa essere stato commesso da indipendentisti ceceni, neonazisti o mafiosi: 1) La Russia è sotto lo scacco di terroristi senza scrupoli, che hanno dimostrato ancora una volta quanto sia facile colpire in maniera indiscriminata 2) Il terrorismo islamico nel Caucaso è un problema immenso che il Cremlino non è riuscito a contrastare e che in Europa viene sistematicamente sottovalutato..

Stefano Grazioli

Limes

Tag: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: