Bettino dannato per sempre?

di Giampaolo Pansa

Nelle prime settimane del 2010 si parlerà a lungo di Bettino Craxi, per il decennale della scomparsa. Si è già cominciato a farlo e in due modi opposti. Il primo considera il leader del Psi soltanto un ladro e un latitante. Il secondo sostiene che il giudizio su di lui deve essere più ampio, non limitato alla sola vicenda di Tangentopoli. Anche perché, insieme al Psi, altri partiti vissero sul sistema delle mazzette o del finanziamento illecito. A cominciare dall’avversario più tenace di Craxi: il Pci, poi diventato Pds.
È innegabile che lo tsunami di Mani Pulite iniziò in casa socialista, il 17 febbraio 1992. Il primo politico arrestato fu Mario Chiesa, 47 anni, ingegnere, presidente del Pio Albergo Trivulzio, l’ospizio per vecchi a Milano. Al momento di essere pizzicato in ufficio, Chiesa teneva nel cassetto una mazzetta appena incassata: 7 milioni di lire in contanti. Una seconda tangente più robusta, 37 milioni, riuscì a gettarla nel water presidenziale.

Per il grande pubblico, Chiesa era uno sconosciuto. Pochi sapevano che era uno dei padroni del Psi ambrosiano. Controllava intere sezioni del Garofano e possedeva un pacchettone di tessere. Craxi commise l’errore di definirlo soltanto “un mariuolo”. Poi fece subito un altro passo falso. Parlando a Milano il 27 febbraio, disse: «Di fronte a episodi di corruzione come questo, mi viene un gran sconforto. Il fatto è grave, ma non può deturpare l’immagine socialista. A volte i partiti si trovano in difficoltà proprio come certe famiglie quando scoprono che c’è un ragazzo poco di buono».

Ma il pool dei magistrati non si fermò. A Milano cadde il Muro di Bettino, come lo chiamai sull’Espresso. La Sacra Famiglia Craxiana andò a gambe all’aria. E l’inchiesta si allargò ad altri partiti. Alla metà del giugno 1992 i politici indagati o arrestati nell’inchiesta milanese erano già trentanove, così suddivisi: 16 socialisti, 14 democristiani, 7 del Pds, 2 repubblicani. Di questi trentanove, i parlamentari in qualche modo coinvolti risultavano nove: 4 democristiani, 3 socialisti, uno del Pds e uno del Pri.
Il team giudiziario di Mani Pulite seguitò a marciare come un rullo compressore. Alla fine dell’agosto 1992, i politici arrestati o indagati erano diventati sessantuno. Ripartiti così: 26 democristiani, 23 socialisti, 8 del Pds, 2 del Pri e 2 del Psdi. Anche il numero dei parlamentari inguaiati crebbe a quattordici: 7 della Dc, 5 socialisti, uno del Pds e uno del Pri.

Già questi numeri ci ricordano quanto stava emergendo nella sola Milano, in un anno terribile segnato dagli omicidi di Lima, di Falcone e di Borsellino. Tangentopoli era il luogo della corruzione interpartitica. Alla fine, gli unici partiti estranei al sistema del finanziamento illecito risultarono il Msi e i radicali. Non certo il Partitone Rosso, ovvero il Pci-Pds, allora guidato da Achille Occhetto.
In seguito, per anni e anni, i dirigenti di quel partito, e i giornali che li sostenevano, si affannarono a convincerci che le Botteghe Oscure e le loro strutture periferiche erano più bianche del bianco. Ma non era vero. Il Pci aveva sempre vissuto anche di fondi neri. Non alludo soltanto ai continui finanziamenti dall’Unione Sovietica. Parlo di vere e proprie mazzette, spesso molto consistenti.
È un fatto storico che Enrico Mattei, il presidente dell’Eni, finanziasse anche il Pci. Lo stesso fece il suo successore, Eugenio Cefis. Per concludere con l’Urss una trattativa sulla fornitura all’Eni di gas siberiano, nel dicembre 1969 Cefis si accordò su una tangente per il Pci di 12 milioni di dollari. Dopo un versamento al Bottegone di un milione e 200 mila dollari, il resto fu pagato dall’Eni in rate annuali. Su un conto cifrato in Svizzera.

Come vedremo, la faccenda dei conti elvetici del Bottegone emergerà di nuovo con Mani Pulite. Ma prima vennero a galla le tangenti incassate dal Pds per la Metropolitana milanese, mazzette da centinaia di milioni. Poi quelle pagate dalla Calcestruzzi del gruppo Ferruzzi per ottenere un appalto che riguardava l’Enel. Un miliardo e 250 milioni alla Dc e idem per il Psi. A quel punto anche il Pds pretese lo stesso bottino. E ricevette una prima rata di 621 milioni. Versata in Svizzera su un conto cifrato, con un nome in codice dal sapore domestico: “Gabbietta”.
Antonio Di Pietro chiese al capo della Calcestruzzi chi gli avesse indicato la banca e il conto cifrato. Lui rispose: Primo Greganti, già segretario amministrativo della federazione torinese del Pci e poi funzionario dell’amministrazione centrale del partito. Greganti, “il signor G”, venne arrestato, ma negò sempre: il conto Gabbietta era suo, non del Pds.

In seguito si scoprirono altri conti elvetici cifrati, maneggiati da dirigenti del Pci-Pds: il conto “Idea” e il conto “Sorgente”. Ma il Partitone Rosso fece orecchie da mercante. Nel febbraio 1993 Occhettò gridò: «Smentisco nel modo più categorico. Non abbiamo mai avuto conti in Svizzera!». Lo stesso sostenne Max D’Alema il 28 febbraio: «Niente conti in Svizzera. E non ci risulta in nessun modo che noi abbiamo chiesto o fatto chiedere tangenti ad alcuno o che ne abbiamo intascate». Poi D’Alema, per una volta fantasioso, parlò di provocazione e tirò in ballo i sempiterni servizi segreti nostrani.
Potrei continuare, ma il Bestiario ha uno spazio obbligato. Spero che le pochissime cose qui raccontate ci rammentino un vecchio detto: il più pulito ha la rogna. E ci aiutino a dare di Bettino Craxi un giudizio sereno. Non possiamo ritenerlo dannato per sempre.

Il Riformista

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7 Risposte to “Bettino dannato per sempre?”

  1. pino_pinot2001 Says:

    Immagino che qualche frate sordo, non abbia pagato nel giusto modo il giornalista Panza, dato che per molti anni è apparso di sinistra ( quando il vento tirava forte ) ora che il vento è scomparso, questo signore è diventato un revisionista incallito e feroce. Evidentemente conosce bene il mestiere del camaleonte

  2. anonimo Says:

    Che Craxi non è stato l’unico ladro in politica Italiana va bene.
    Se era una persona pulita si faceva giudicare dalla giustizia Italiana, e non scappare in Tunisia, protetto come un Re dentro una fortezza.
    Adesso l’ho facciamo Santo e con il benestare della Moratti Sindaco di Milano le dedichiamo una via.

  3. francesco Says:

    A questo punto a quei coglioni a cui, purtroppo appartengo, che non hanno mai rubato cosa resta da fare? Il sig. Pansa ci dica perchè scrive queste cose soltanto ora, quando era di sinistra non le sapeva? Soltanto un diluvio può salvare l’Italia , questi sciacalli che l’hanno e continuano a torturarla sono degni d’essere trattati con quell’arnese che ebbe tanto successo durante la Rivoluzione Francese…….

  4. alberto zazza Says:

    avevo quasi dimenticato.grazie

  5. maurizio Says:

    ho 65 anni e sono uno di quelli che andarono a tirare le monetine a Craxi davanti all’hotel Raphael; la vogliamo finire di essere cosi’ ipocriti una buona volta e dire che il motivo per cui Craxi e’ stato condannato e’ che un bel po’ di mliardi se li e’ messi in tasca personalmente e non dati al partito come invece hanno fatto esponenti degli altri partiti che, pur condannati, non hanno fatto un giorno di prigione.

  6. Massimo Says:

    E CHE COSA C’ENTRA TUTTO QUESTO SPROLOQUIO SULLE TANGENTI AL PCI??? HAI FATTO LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA!!! MOLTISSIMI PARTITI DELL’EPOCA FURONO COINVOLTI IN QUESTA ORRIDA VICENDA, MA IL LORO INDISCUSSO CAPOFILA E BURATTINAIO ERA PROPRIO IL TUO BETTINO!! CREDI FORSE CHE SENZA IL SUO ASSENSO SAREBBE POTUTA PARTIRE UN’OPERA, APPROVATO UN PROGETTO, ECC??(PARLO DELLA SCALA NAZIONALE OVVIAMENTE, PERCHE’ POI LOCALMENTE OGNUNO SI ORGANIZZAVA CON “MEZZI PROPRI”).POI NON CAPISCO COSA C’ENTRI CHE ANCHE IL PCI RUBAVA(RIPETO LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA) COL FATTO CHE BISOGNA PERCIO’ RIABILITARE CRAXI!!!!!!!!! LUI E’ STATO UN LADRO PUNTO!!!!(NON LO DICO PER CATTIVERIA, SOLO PERCHE’ E’ LA CANDIDA E PURA VERITA’!!!)

    DOBBIAMO V-E-R-G-O-G-N-A-R-C-I DI QUESTO SPORCO MARIUOLO CHE HA ROVINATO (LUI, NON MANI PULITE!!!) LA NOSTRA IMMAGINE E LA NOSTRA POLITICA.
    HAI MISCHIATO IN QUESTO ARTICOLO LE BANANE CON L’ARROSTO, HAI USATO LA STESSA GIUSTIFICAZIONE CHE USO’ CRAXI PER DISCOLPARSI IN PARLAMENTO: “SI ALZI CHI NON HA MAI RUBATO”= SICCOME ABBIAMO RUBATO TUTTI, FACCIAMO COME SE NON FOSSE ACCADUTO NULLA.

    SE QUALCUN ALTRO RUBAVA, NON SIGNIFICA CHE GIUSTIFICHI CRAXI, MA SONO E-N-T-R-A-M-B-I DA PUNIRE!!!!!!

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