DIO BONINO! – NON DITE AI CATTO-PD CHE NEL GIUGNO ’95, EMMA EQUIPARAVA IL VATICANO AI TALEBANI!

ASSEMBLEA DEI 1000: INTERVENTO DI EMMA BONINO
Intervento di Emma Bonino all’Assemblea dei mille – http://www.emmabonino.it/speeches/2760

Roma, Hotel Ergife – 19 giugno 2005

Care amiche, cari amici,
………
E’ uscito un librettino, credo di Eugenia Roccella e di un’altra di cui non ricordo il nome, che si chiama credo: “Contro il Cristianesimo” la cui tesi, alquanto bizzarra ma preoccupante, è che il vero dramma delle Nazioni Unite è che stanno promuovendo l’aborto, la contraccezione, nonché la salute riproduttiva e i diritti sessuali. Ohibò, insomma, l’Africa muore perché le Nazioni Unite promuovono la legalizzazione dell’aborto.

Ma qualcuno ha mai messo piede in Africa? Forse Eugenia ce la devo portare. In Africa, oltre che non sacralizzare gli embrioni per ragioni che sono evidenti, in realtà si muore di parto, si muore di Aids, il problema dell’Africa non è francamente l’aborto, il problema dell’Africa è che manca esattamente tutto il resto, manca persino la consapevolezza e la pratica di questi diritti, del rispetto delle persone eccetera.

E vi assicuro che quando si arriva a teorizzare, a scrivere, a documentare una tesi di questo tipo, io non la prenderei sotto gamba, perché questo è in fondo, anche la spia di come in generale e molti, abbiano perso la trebisonda, per cui il problema dell’Africa è che si fanno troppi aborti.

Dall’altra parte si perde altrettanto la Trebisonda quando, ma non è questo che voglio approfondire, non so per quale motivo o all’insegna del buonismo, esce questa cosa per cui salviamo l’Africa, rimettiamo i debiti. Francamente dove sia l’idea che rimettendo i debiti a un tale signor dittatore chiamato Museweni, per esempio, si sollevino i problemi dell’Uganda, qualcuno me lo deve spiegare perché lì mi sono persa.

Ma questo semplicemente per dire che c’è un contesto internazionale importante, da questo punto di vista, la presenza del Vaticano alle Nazioni Unite, la campagna attuale del Vaticano in Croazia, esattamente sullo stesso tema che abbiamo discusso in Italia, e vedete, io non credo affatto che sia lungimirante o persino prudente, tentare di governare le sfide del nostro tempo con l’accidia o l’ignavia politica o facendo leva sulle paure. Si vince nell’immediato sulle paure: no agli immigrati, chiudiamo le frontiere, no all’euro.

Peccato, forse aiuterà per le elezioni del 2006, peccato che non aiuterà nessuno e tanto meno il nostro Paese. E All’Islam militante o comunque venga chiamato, credo che invece
la contrapposizione della difesa strenua degli uomini e delle donne, della vita dei dissidenti politici, la promozione anche in quei Paesi, del nostro senso delle nostre conquiste di laicità che non è affatto la non religiosità, ma su questo non mi dilungo.

Ma vedete, io arrivo nel mio Paese, provenendo da altri più sfortunati, ma molto più vitali, con il senso vero della vita e della morte, del carcere o del non carcere, della tortura o della non tortura, del voto o del non voto, della ripresa economica o no, del vivere o non vivere, e vengo qua ed è tutta una sacralità di embrioni, feti, zigoti.

Le persone no, le persone non contano perché tutto è stato coinvolto in una sacralità per cui la Chiesa decide che la persona umana nasce nel momento del concepimento. Ma pure la Chiesa mi pare abbia cambiato idea varie e svariate volte, ci si augura che la ricambierà.

Quando eravamo molto più piccoli e si faceva la battaglia sull’aborto, all’epoca la Chiesa era ferma all’idea che si diventa persona umana quando entra l’anima, non quando entra lo spermatozoo, quando entra l’anima. L’anima entrava nei maschietti dopo 40 giorni e nelle femminucce più tardi, perché noi siamo sempre un po’ ritardate. Quella era la concezione.

Oggi no, oggi non è quando entra l’anima ma quando entra lo spermatozoo. Benissimo, domani non si sa, proprio per questo, con tutto il rispetto di chi ha queste credenze religiose, da lì a farle diventare la parte portante di una norma, di una normativa di un Paese, ci starei un pochino più prudente. Semplicemente perché storicamente non è esattamente la Chiesa che ha avuto ragione. O sbaglio?

Storicamente ne avesse azzeccata una. Io non voglio essere blasfema perché semplicemente credo di avere dei valori che non necessariamente sono quelli religiosi, eppure credo di averli, a me pare, che per come si comporta oggi e da come io la vedo, questa Chiesa sia portatrice di disvalori. E forse quello che non abbiamo potuto negli anni continuare a dire con più forza è che piaccia o non piaccia, anche noi siamo portatori di valori.

Noi siamo quelli che difendono la vita, dove per vita si intende la responsabilità penosa del vivere, dello scegliere, dello sbagliare, ma responsabile. Noi siamo quelli oggi, per esempio rispetto ai malati, che molto più di loro esercitiamo quello che mia madre mi diceva sempre, l’Abc dell’essere cattolici, è che è la compassione e la carità cristiana. Noi siamo quelli che non nutriamo illusioni ma non neghiamo le speranze e non c’è modo di vivere se uno non ha più speranza, malato o sano che sia, se è malato a maggior ragione.

Sicché io mi sento in minoranza certamente in questo Paese, pensavo che avremmo potuto vincere e credo di aver fatto due errori di valutazione, perché mai avrei pensato né che la Chiesa e le gerarchie si sarebbero così organizzate, ma di più, avendo tuttavia fiducia in questo Paese, mai avrei pensato ad una tale dismissione di responsabilità e di leadership dell’intera classe politica italiana.

Mai avrei sospettato, pensato che le istituzioni del mio Paese, dell’Italia, avrebbero praticato una tale dismissione di responsabilità e una tale pratica di trasformismo e di ignavia politica. E invece è successo, e la memoria è così corta che non è vero che questo tema è ormai incardinato e che andrà avanti da solo.

No, io sono convinta che questo tema già è stato archiviato, perché spinoso all’interno della classe politica, e se potessero ci metterebbero una pietra tombale e non l’aprirebbero mai più. Quindi, se vogliamo che viva, non solo questo tema nello specifico, ma che viva e riviva la forza della laicità, della separazione, dei poteri eccetera, noi ce la dobbiamo mettere tutta perché non è affatto vero che questo è un dibattito incardinato e che, comunque, la globalizzazione e non so che altro, no, no, questa è una tale pagina di vergogna della classe politica italiana, che faranno di tutto per archiviare e mettere nel dimenticatoio e rimarrà invece, come forza anche propositiva, solo se noi sputeremo sangue, ce la metteremo tutta, per tenere tutto quello che è successo, tutto quello che volevamo dire eccetera, all’attenzione dell’agenda politica italiana. E non sarà facile.

Vedete, tra qualche mese due gentili leader, come se niente fosse, si presenteranno agli italiani non per mandarli al mare ma, questa volta, per chiedergli di votare. E faranno di tutto per far dimenticare che uno si è astenuto, l’altro ha votato di nascosto, uno fa parte di una coalizione, è leader di una coalizione in cui tutti si sono astenuti o quasi, non a caso, infatti, Fini è crocefisso; dall’altra parte Rutelli si sente un genio perché pare abbia detto, in una riunione ristretta, vedete quanto bene ho fatto ad astenermi perché almeno così, il 75% degli astenuti non va in quota Berlusconi ma sta pure in parte, in quota nostra, mia.

E’ in gioco l’esercizio della libertà e della libertà di scelta, a partire appunto dalla libertà di ricerca scientifica, come dato voglio dire, come lo era l’aborto o come lo era il divorzio, ma quello che era in gioco già allora, era l’esercizio della libertà responsabile.

Io credo che se in queste condizioni 12 milioni di persone sono andate a votare, certo è una minoranza ma è una minoranza determinata e consistente nel nostro Paese. E tutto potremo fare meno che dismetterli in qualche modo e pensare che si gira pagina e che adesso, d’ora in poi, ci occupiamo, che ne so, di contratti a termine.

Io credo che abbiamo fatto esplodere, venir fuori, alla luce sotto gli occhi di tutti, la possanza di un apparato, di un apparato, vero e proprio. Vedete io non ho capito, a parte il fatto che non ho capito neppure perché vi siete eccitati tutti, Benedetto ha riproposto quello che si ripropone da sempre, legittimamente. Io non sono d’accordo su niente ma non capisco perché vi eccitate.

E’ un dibattito che c’è tra di noi da moltissimo tempo, che i congressi hanno risolto sinora in modo diverso, io ne sono molto contenta e se ci fosse un congresso che risolve nel senso politico, nella procedura politica che in qualche modo Benedetto prefigura, io credo che sarebbe del tutto legittimo ma non avrei più niente a che spartire con questo gruppo politico, peraltro di tutto rispetto.

Vedi, Benedetto, tu dici che c’entra Vatican e Taleban, non solo c’entra per le ragioni che ho detto, ma mi piacerebbe che almeno accettassi che la Chiesa non è solo o non è più o non lo so, i valori. No, la Chiesa è un apparato ben più forte di quelli conservatori e reazionari che noi denunciavamo nei sindacati. Avevamo da denunciarne, se vuoi, tutto il peso e la possanza dell’apparato conservatore quando non reazionario, rispetto ad uno sviluppo economico del nostro Paese.

Questo la Chiesa oggi rappresenta nel nostro Paese, un blocco sociale conservatore, quando non reazionario rispetto allo sviluppo democratico del nostro Paese. E con chi devo dialogare? E come tutti i blocchi sociali possenti hanno degli accoliti. C’è stato tutto un periodo in cui se i sindacati sospiravano tutti si arrendevano. Oggi sospira il Vaticano, quindi Pera, Casini eccetera eccetera, gli ufficiali di complemento tutti, di questo blocco sociale. Questo è, in fondo, quello che è successo…..

Grazie.

Dagospia

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Una Risposta to “DIO BONINO! – NON DITE AI CATTO-PD CHE NEL GIUGNO ’95, EMMA EQUIPARAVA IL VATICANO AI TALEBANI!”

  1. Dio Cane Says:

    ma perchè i cattolici non sono talebani ?

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