Salinger: perché non ha più scritto?

di Alessandro Piperno

Insomma perché lo ha fatto? Cos’è che a un certo punto lo ha bloccato? Perché ha smesso di scrivere? O quanto meno di pubblicare? Perché un successo simile non è umanamente sostenibile o perché non è verosimilmente replicabile? Perché aveva il terrore di aver perso tutta quella freschezza, tanta giovanile baldanza, o perché non si sentiva artisticamente attrezzato alla maturità? Perché tutti dimenticassimo che era esistito o perché non sopportava l’idea che lo dimenticassimo? Perché abituato com’era a scrivere libri giusti aveva il terrore che fosse arrivata l’ora del libro sbagliato o perché una volta che hai scritto certi libri non ti interessa di scriverne altri? Perché non aveva più cose da dire o perché, avendone ancora un sacco, disperava di poterle esprimere compiutamente? Perché frattanto aveva perso ogni fiducia nella narrativa o perché l’aveva trasfigurata al punto da non sentirsi più all’altezza? Perché non voleva che gli rompessero le scatole o perché sognava che non smettessero di rompergliele?

Per seriosità o per un eccesso di frivolezza? Per orgoglio o per modestia? Per moralismo o per menefreghismo? Per snobismo o per disperazione? Per infantilismo o per maturità? Per misantropia o per un pervertito amore del prossimo? Perché disprezzava tutti (pubblico, editori, colleghi, giornalisti, premi, traduzioni, recensioni, groupie) o perché, amandoli troppo, preferiva abbandonarli prima di essere abbandonato? Per ragioni private che non conosceremo mai o per ragioni pubbliche che troveremmo squallide? Perché era la cosa più difficile da fare o perché era la cosa più semplice? Perché desiderava essere diverso da tutti gli altri o perché covava il sogno di poter tornare a essere uno qualunque? Perché era diventato pazzo o perché era tornato savio? Per dare alla sua vita una forma artistica o per fornire la sua arte d’un’esistenza tragica e incomprensibile? Perché aveva la nausea o perché scrivendo era riuscito a farsela passare? Lo ha fatto perché si accontentava di aver lambito l’energia esplosiva di Rimbaud, di Radiguet, di Cocteau o perché sapeva che non sarebbe mai stato Tolstoj, Proust, tanto meno Joyce? Lo ha fatto perché gli bastava essere Salinger o perché di Salinger ne aveva abbastanza? La morte ha questo di bello: lascia un sacco di domande inevase.

Il Corriere della Sera

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Una Risposta to “Salinger: perché non ha più scritto?”

  1. pino Says:

    Perche era un grande come tutti e come tale a scelto il suo modo di operare! In comandabile come quelli che le leggi le fanno non le applicano!

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