La rivoluzione pontificia

Per la successione del cardinale Poletto favorito il candidato di Benedetto XVI

È iniziato il dopo Boffo. Con il caso Torino

Nella corsa alla successione del cardinale di Torino, Severino Poletto, spunta a sorpresa il vescovo di Chieti, Bruno Forte, candidato direttamente dal Papa e capace di sbaragliare tutti i giochi del segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone. Dopo la scoperta della guerra intestina all’interno della Chiesa italiana e vaticana all’ombra del caso Boffo e alle spalle del pontefice, sembra che Benedetto XVI abbia deciso di non lasciare spazio ai giochi di potere dei suoi collaboratori e, in attesa di provvedimenti più incisivi in preparazione oltre Tevere, lancia un suo uomo per Torino.

Il capoluogo piemontese per la Chiesa è importante perché è una sede cardinalizia. E per la scelta del vescovo c’è bisogno della nomina papale. Ma se fino ad ora questa è stata soltanto la ratificazione delle scelte fatte in seno alla Cei e alla segreteria vaticana, trattandosi del primo intervento di Papa Ratzinger dopo la scoperta delle trame che si svolgevano alle sue spalle, ha deciso di lanciare un segnale forte. Da mesi in città, i vescovi piemontesi avevano scelto come da prassi, la terna da sottoporre a Bertone. E sarebbe stato lui a dover scegliere tra i tre. Ma l’indebolimento dovuto alle vicende romane mette a rischio la sua regia. Anche perché tutti e tre i nomi che circolano, e che sono stati scelti dai vescovi della regione, sono direttamente legati al segretario di stato.

Si tratta infatti dei vescovi di Alessandria e Ivrea, Giuseppe Versaldi e Arrigo Miglio e del nunzio apostolico in Italia, Giuseppe Bertello. Versaldi in particolare è stato a lungo il più stretto collaboratore di Bertone ed è stato il primo a difenderlo quando si sono diffusi i retroscena delle dimissioni del direttore di Avvenire, Dino Boffo. Ma anche gli altri due sono legati al segretario di stato, tanto che qualche settimana fa a Torino, pur di strappare la nomina dalle mani di Bertone, «il chicco di senape» un’associazione cattolica molto potente in città, ha proposto addirittura le primarie per la scelta del successore dell’attuale vescovo. Adesso il segnale forte arriva direttamente dal Papa. Sembra infatti che Joseph Ratzinger abbia intenzioni di scegliere un nome diverso dai tre e che ridimensionerebbe di molto la posizione del suo segretario. Quasi un preludio alla sostituzione.

Per la Chiesa, infatti, si tratterebbe di una rivoluzione nella procedura, ma anche un potente segnale per il rinnovamento dell’ambiente, visto che si tratta del vescovo di Chieti, Bruno Forte. Un teologo come lo stesso vescovo di Roma, giovane per questa carica visti i suoi 61 anni e adatto alla piazza torinese che vanta la Sacra Sindone, per la gestione nella sua diocesi, del volto santo di Manopello, l’immagine del volto di Cristo, che si ritiene compatibile proprio con la reliquia torinese.

Intanto i tempi per la scelta del successore di Poletto stringono e dopo una proroga di due anni, in attesa che si calmino le acque, si sta valutando anche la richiesta di una seconda proroga all’attuale vescovo.

Antonio Calitri

Italia Oggi

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