Il testo integrale del Piano P2 e l’elenco degli iscritti

da “L’Unità

Licio Gelli, P2, Piano di Rinascita Democratica, il documento
Il Piano di Rinascita Democratica della Loggia P2, fu sequestrato alla figlia di Licio Gelli
nell’estate del 1982. Era, giova ricordarlo, la forma con la quale reduci della Repubblica di Salò e spezzoni della classe dirigente conservatrice volevano instaurare un dittatura soft nel paese.
Ogni giorno che passa, dalla costituzione di un sistema bipartitico, al controllo dei media (anche attraverso l’abolizione dei contributi pubblici), alla divisione delle carriere dei magistrati, all’abolizione del valore legale del titolo di studio, diventa più attuale.
In coincidenza con l’inopinato ritorno in tivù del Gran Maestro Venerabile della Loggia Massonica P2, Licio Gelli, con il programma “Venerabile Italia” in onda lunedì su Odeon Tv, riproponiamo per i lettori di Giornalismo partecipativo l’intero documento.

PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DELLA LOGGIA P2
PREMESSA
1) L’aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od
intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema.
2) Il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la
Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati,
ai cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti –
anche alternativi – di attuazione ed infine nella elencazione di programmi a breve, medio e lungo
termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni
ritocchi alla Costituzione – successivi al restauro del libero gioco delle istituzioni fondamentali –
che, senza intaccarne l’armonico disegno originario, le consentano di funzionare per garantire alla
nazione ed ai suoi cittadini libertà e progresso civile in un contesto interno e internazionale ormai
molto diverso da quello del 1946.

OBIETTIVI
1) Nell’ordine vanno indicati:
a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC ed al PLI (con riserva di
verificare la Destra Nazionale);
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti
attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto
del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia per
i quotidiani; e, per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia
cristiana. La RAI-TV non va dimenticata;
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per
ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di
una libera associazione dei lavoratori;
d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualità degli uomini
da preporre ai singoli dicasteri;
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e
scrupolosa applicazione delle leggi;
f) il Parlamento, la cui efficienza è subordinata al successo dell’operazione sui partiti politici,
la stampa ed i sindacati.
2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della
manovra di tipo economico-finanziario.
La disponibiltà di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini
di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto
dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a
subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedrà in dettaglio in sede di elaborazione dei
procedimenti.
3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di
natura rotariana per l’etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli,
operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e
magistrati nonchè pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40
unità.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onestà e
rigore morale, tali cioè da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si
assumeranno l’onere dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e
straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e’ stabilire subito un collegamento valido con la
massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:
a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali può essere affidato il compito di promuovere la
rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica (Per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e
Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amadei; per la DC: Andreotti,
Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale
(eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la
necessaria credibilità esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti – con i
dovuti controlli – a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di
due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di
sinistra), e l’altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra
Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da
uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi
rappresentino l’anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il
mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà e
tendenzialmente disponibili per un’azione poltica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste
chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione è da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli strumenti finanziari non
può, in questa fase, essere previsto nominatim. Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3
elementi per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione
dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non più di 3 o 4 elementi che
conoscono l’ambiente.
Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici
come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrerà:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissovere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo
cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare
la fusione con gli autonomi in una libera confederazione, oppure, senza toccare gli autonomi,
acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederali allo scopo
di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti.

Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire
l’elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno
produttivo in luogo di quello illegittimamente assunto di interlocutore in vista di decisioni politiche
aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi
sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno
clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e
della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo è da prevedere un impiego di
strumenti finanziari di entità inferiori all’altra ipotesi.

4) Governo, Magistratura e Parlamento.
E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in
varia misura a seconda delle circostanze.
E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi
brevi sono – salvo che per la Magistratura – da escludere essendo i procedimenti subordinati allo
sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa ed ai sindacati, con la riserva di una più rapida
azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi
già previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura
indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni
moderate.
E’ sufficiente stabilire un raccordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta
a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento già operativo nell’interno del
corpo anche ai fini di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua
tradizionale funzione di elemento di equilibrio della società e non già di eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico
(o di una équipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee di “ripresa democratica”, è
chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di
attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale
all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi ed anche meno il tempo di
intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.

PROGRAMMI
Per programmi s’intende la scelta, in scala di priorità, delle numerose operazioni da compiere in
forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi;
necessari a ribaltare – in concomitanza con quelle descritte in materia di procedimenti – l’attuale
tendenza al disfacimento delle istituzioni e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui
organi non funzionano più secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza di “registrare” – come
nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascuna istituzione e di ogni organo relativo in modo che i
rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui
derivano confusione e indebolimento dello Stato.

A titolo di esempio, si considerino due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale del Parlamento ai sindacati e dal Governo ai
padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una
buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL ed una nuova struttura dei Ministeri
accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi
perduto;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica
di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non accompagnata però dalla predisposizione di
corpi docenti adeguati e preparati nonchè dalla programmazione dei fabbisogni in tema
d’occupazione.
Ne è conseguenza una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con gravi deficienze
invece nei settori tecnici – nonchè la tendenza ad individuare nel titolo di studio il diritto al posto di
lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all’equalitarismo assolto (contro la
Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i più meritevoli) e, con la
delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell’ideologia
dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo:
titolo di studio = posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme
al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; ed infine nel restaurare il principio
meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersecherà temi e notazioni già contenuti nel
recente Messaggio del Presidente della Repubblica – indubbiamente notevole – quale diagnosi della
situazione del Paese, tenendo, però, ad indicare terapie più che a formulare nuove analisi.

Detti programmi possono essere resi esecutivi – occorrendo – con normativa d’urgenza (decreti
legge).

a) Emergenza e breve termine. Il programma urgente comprende, al pari degli altri, provvedimenti
istituzionali (rivolti cioè a “registrare” le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche più urgenti investono:
– la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
– il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
– la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari);
– la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di
eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costitueione, nonchè di violazione delle
norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, si sequestro di persona e di violenza in
generale.
a2) Ordinamento del Governo
i – legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare
competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
ii – legge sulla programmazuone globale (Costit. art. 41) incentrata su un Ministero
dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. – PP.SS. –
Mediocredito – Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d’incontro delle forze
sociali sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d’incontro con il Parlamento e le
Regioni;
iii – riforma dell’amministrazione (Costit. articoli 28-97 e 98) fondata sulla teoria dell’atto
pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabiltà politica da quella
amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla
sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
iiii – definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla
Costituzione e individuazioni delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie di quelle
regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito delle leggi cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento:
i – ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione
economica al SR);
ii – modifica (già in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto
(Costit. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall’altro, in luogo della attuale
tendenza assemblearistica.
iii – adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma
governativo.
b) Provvedimenti economico-sociali:
b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di
elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30 effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i turni
necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attività pubbliche e private;
b3) eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno – Natale –
Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di
diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato, i turni di festività – anche per sorteggio
– in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attività dell’industria turistica, sia per evitare la
“sindrome estiva” che blocca le attività produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
i – revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione
1973-76;
ii – nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari della P.A. (onde evitare gli enormi
costi delle relative partite di giro);
iii – inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
iiii – abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali
riconosciute, allo scopo di sollecitare indirettamente la ricerca pura ed il relativo impiego di
intellettualità;
iV – alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti,
investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del
profitto;
iVI – reciprocità fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed
accertati;
b6) abolizione della nominatività dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e
sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in
sede di giro conti reciproci che si risolvono – nel gioco degli interessi – in passività inutili dello
stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali
dall’estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case – ospedali – scuole – trasporti) da
alimentare con:
i – sovrimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili – generi di lusso);
ii – proventi dagli inasprimenti ex b5)iii;
iii – finanziamenti e prestiti esteri su programmi di spesa;
iiii – stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
iV – diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a L.
7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000 miliardi.
Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la disponibilità dei
fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti
della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti
di consigliere di amministrazione e nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri
posti letto).
Per quanto concerne la realizzabilità del piano edilizio in presenza della caotica legislazione
esistente, sarà necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi urgenti straordinari con
termini brevissimi surrogabili dall’intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in
particolare all’edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello
svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per
rilanciare questo settore che è da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditività del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
i – turistico;
ii – trasporti marittimi;
iii – agricolo-specializzato (primizie-zootecnica);
iV – energetico convenzionale e futuribile (nucleare – geotermico – solare);
iV – industria chica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione;
in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed apportatori di
valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del
petrolio e di produzione siderurgica pesante.
c) Pregiudiziale è che ogni attività secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e gestore un
Governo deciso ad essere non già autoritario bensì soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le
leggi esistenti.
Così è evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti
ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la
Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza
fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facoltà di interrogatorio
d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento,
nonchè di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico,
di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.
d) Altro punto chiave è l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa
locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a
catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso ed
Europeo sulla formula viva del “Settimanale”.

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma di emergenza a breve termine come sopra
definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con
l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali è possibile fin d’ora formulare
ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi
grandi temi, è necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi rimedi.
a) Provvedimenti istituzionali
a1) Ordinamento giudiziario
i – unita’ del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione – articoli 107 e 112 ove il P.M. è
distinto dai Giudici);
ii – responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del P.M. (modifica
costituzionale);
iii – istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai
giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed
eliminando le attuali due fasi d’istruzione;
iiii – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il
Parlamento (modifica costituzionale);
iV – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle
promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere
requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
iVI – esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di
funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
i – modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla
Camera all’inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso l’elezione del
successore;
ii – modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualità di parlamentari;
iii – revisione della legge sulla contabilità dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato (per
modificarne la natura da competenza in cassa);
iiii – revisione della legge sulla finanza locale per stabilire – previo consolidamento del debito
attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni – che Regioni e Comuni possono spendere al di là
delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte
e detraibili) e cioè relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il
concetto di autonomia diviene di sola libertà di spesa basata sui debiti;
iV – riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i
compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari.
a3) Ordinamento del Parlamento
i – nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il
modello tedesco), riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2°
grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei
senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle
categorie relative (ex parlamentari – ex magistrati – ex funzionari e imprenditori pubblici – ex
militari ecc.);
ii – modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo
Ministro) ed al Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
iii – stabilire norme per effettuare in uno stesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali,
regionali e comunali (modifica costituzionale);
iiii – introdurre la categoria delle leggi organiche (come in Francia) riservata ai codici, alle
norme in materia di organizzazione dell’esecutivo, del pubblico impiego e degli ordinamenti
giudiziario e militare, da approvare in Aula e con maggioranza qualificata;
iV – stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
i – Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive od in
enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attittive (che trasformano la Corte in organo
legislativo di fatto);
ii – Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l’ineleggibilità ed
eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
iii – Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini
secondo criteri geoeconomici più che storici.
b) Provvedimenti economico sociali
b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione di
possedere un posto di lavoro od un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi
Comuni);
b2) nuova legislazione urbanistica favorendo le città satelliti e trasformando la scienza
urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignità del cittadino (sul modello
inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anni i bilanci nonchè le retribuzioni dei
giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di
sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo:
i – il divieto del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciita inabilità;
ii – il controllo rigido sulle pensioni di invalidità;
iii – l’eliminazione del fenomeno del cumulo di più pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati
limitando il diritto di sciopero nel senso di:
i – introdurre l’obbligo di preavviso dopo avere espedito il concordato;
ii – escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte;
pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
iii – limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di
lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprietà azionaria delle imprese e
sulla cogestione (modello tedesco)
b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle
acque, rimboschimento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica – borse di studio ai non abbienti – scuole di
Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.
c) Stampa – Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere
del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.
Note: Sequestrato a M. Grazia Gelli nel luglio del 1982.

Elenco iscritti

Tag: ,

Una Risposta to “Il testo integrale del Piano P2 e l’elenco degli iscritti”

  1. Piero Gamaitoni Says:

    FU SEQUESTRATO NELL’ESTATE DEL 1981, non nel 1982

    http://it.wikipedia.org/wiki/P2

    17 marzo 1981: perquisizione di Villa Wanda e della Giole a Castiglion Fibocchi
    22 maggio 1981: spiccato ordine di cattura per Licio Gelli
    9 dicembre 1981: creazione della commissione parlamentare d’indagine, presieduta da Tina Anselmi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: