Cgil truffa anche la mamma del gip

Si allarga lo scandalo delle false firme carpite ai pensionati per iscriverli al sindacato. Il giudice Bersani si ritira perché diventato incompatibile 

Marco Livi per “Italia Oggi

Si sta allargando a macchia d’olio, e con risvolti cabarettistici, lo scandalo delle false firme che sono state carpite ai pensionati da funzionari della Cgil di Piacenza per poter impunemente (e a loro insaputa) succhiare, mese per mese, dalle loro pensioni i contributi sindacali. Inizialmente, la Cgil, di fronte alle precise accuse di un piccolo ma agguerrito gruppo di pensionate, molto delle quali con pensioni già da fame, aveva tentato di salvarsi in corner dicendo che, trattandosi di pochi moduli di iscrizione coatta, con cioè la firma falsificata, si era trattato di un errore materiale, facilmente scusabile e anche altrettanto facilmente rimediabile.

Quando i carabinieri, incaricati dalla procura di fare le indagini, cominciarono a scoprire che le firme falsificate, erano arrivate a cento non era più il caso di insistere nella versione dell’errore ma si è cominciato a vedere che era un metodo. A questo punto, la Cgil, per salvare la faccia, ha cominciato a far saltare le teste allo Spi che è il Sindacato dei pensionati della Cgil, nella speranza di circoscrivere lo scandalo. Che però non si è fermato.

Ad oggi, infatti, se le firme false accertate dei pensionati «iscritti alla Cgil a loro insaputa» (che a Piacenza dicono che sono gli «iscritti forzati») sono già 150, il materiale sospetto, sul quale i carabinieri stanno facendo ulteriori indagini (sono cosiddette «le posizioni nel mirino») sono già 800.

La Cgil nazionale, guidata dal segretario Guglielmo Epifani, impaurita che lo scandaloso malcostume locale possa essere accertato anche a livello nazionale, ha mandato un suo commissario a Piacenza per, si dice, far luce sullo scandalo. Non solo dalla Cgil di Roma è venuta anche la disposizione, d’ora innanzi, di parlare solo di Spi (sindacato pensionati italiani) e non di Cgil anche se lo Spi non è altro che un branca della Cgil. Ciò nonostante lo scandalo dei contributi sifonati a danno e all’insaputa dei pensionati, anziché circoscriversi, si sta allargando. Adesso infatti si è scoperto che è stata truffata anche la mamma del giudice per le indagini preliminari (gip) Giuseppe Bersani incaricato di sovrintendere alla indagini sulla truffa (nulla a che vedere con il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani; anche lui piacentino, peraltro). La madre del gip Bersani infatti risulta «a sua insaputa» iscritta ai pensionati della Cgil addirittura dal 1998. Ella stessa infatti ha dichiarato ai carabinieri che non è sua la firma apposta sul modulo di iscrizione. Da qui l’immediata dimissione dall’incarico per «incompatibilità, del Gip Bersani che è stato subito sostituito dal gip Gianandrea Bussi. Le indagini dei carabinieri restano coordinate dal sostituto procuratore della repubblica di Piacenza, Letizia Platè. L’ipotesi di reato che è in corso di accertamento è molto pesante e moralmente imbarazzante. Si tratta, infatti, di «falso e truffa». Stando a quanto sinora emerso, lo Spi (il sindacato dei pensionati della Cgil) avrebbe gonfiato artatamente il numero dei suoi iscritti attraverso un software interno che consentiva di succhiare, mese per mese, i contributi alla fonte (cioè sulle pensioni in corso di emissione) senza per questo emettere delle tessere. In quest’ultimo caso infatti i pensionati truffati avrebbero potuto accertarsi che erano stati truffati. Da questa constatazione è partito un altro filone di indagine sull’azienda che ha prodotto il software utilizzato dalla Cgil piacentina per truffare i pensionati.

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Una Risposta to “Cgil truffa anche la mamma del gip”

  1. Angelino Says:

    Come faccio a sapere se sono stato iscritto anch’io alla CGIL in modo “coatto”?
    Pensavo che il sindacato non servisse più a nulla e invece…
    Oltre a organizzare scioperi generali, senve anche ad alleggerire la pensione alla povera gente!

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