Un libro accusa Goldman Sachs: «È crudele come una tigre della Manciuria e vuole uccidere la Cina»

Nell’articolo: Non manca neppure una serie di documenti legali e file ottenuti dai tribunali degli States. Essi comprendono, tra l’altro, una denuncia contro Goldman Sachs e il vice presidente Fabrice Tourre, accusato di frode dalla Sec (la Consob americana), insieme alla banca d’affari per aver venduto dei titoli garantiti da ipoteche senza avvisare gli acquirenti della forte leva finanziaria che gravava sugli stessi

Vito Lops per “Il Sole 24 Ore

«Ha il carattere crudele di una tigre della Manciuria, si insinua in tutto il mondo, come un cacciatore esperto, quando sente l’odore di sangue si avventa!». Ma non solo. «Come una volpe che mastica un osso, conosce le regole del gioco e sa quando colpire al collo». Non va per il sottile Li Delin, giornalista finanziario cinese, autore di vari best seller. Inchieste che da un anno a questa parte hanno nel mirino Goldman Sachs, la banca d’affari statunitense guidata da Lloyd Blankfein che non ha conosciuto vera crisi (anche grazie all’intervento del governo), avendo riportato utili sia nel 2008 e nel 2009, anche nel cuore temporale dell’ultima grande crisi finanziaria.

L’attacco alla super banca – che non ha incontrato ostacoli da parte del governo di Pechino, noto per la forte censura più volte esercitata nei confronti dei mezzi di comunicazione – arriva all’indomani delle proiezioni che vedono la Cina, da poco seconda economia mondiale davanti al Giappone, destinata a scalzare dal primo posto gli Stati Uniti.

Dopo aver pubblicato lo scorso novembreEliminate All Competitors–How Goldman Sachs Wins Over the World, Li Delin ha rincarato la dose con Goldman Sachs Conspiracy, uscito a giugno e oggi nella top ten dei libri più venduti in Cina secondo la classifica stilata da Sino.com. Ma l’attacco di Delin prosegue anche dalle pagine del suo blog, rigorosamente in cinese, dove campeggiano svariati post che accusano la big bank con sede a Manhattan, in West Street 200. Nella suo ultimo lavoro – che ha venduto già 100mila copie in meno di tre mesi e che in copertina sfoggia un vampiro – l’autore è chiaro sin dal primo capitolo: «Il suo (di Goldman Sachs, va da sé) obiettivo finale è uccidere la Cina. Ha il quoziente intellettivo di un cane israeliano Shar Pei e la natura crudele di una tigre della Manciuria».

Frasi pesanti per le quali Delin è stato accusato di antisemitismo, visto che Goldman è tradizionalmente accostata all’esistenza di una lobby ebraica negli Stati Uniti (ed ebreo è anche Blankfein). Accuse prontamente respinte: «I cinesi considerano il popolo ebraico elegante e ricco, dovremmo imparare da loro. Lo penso anche io, penso che siano veramente in gamba, forse gli uomini più intelligenti sulla terra».

Nelle 300 pagine di Goldman Sachs Conspiracy Goldman è giudicata responsabile dell’ultima grande crisi finanziaria, riverberata poi sull’economia mondiale. Delin accusa Goldman di avere messo lo zampino (o le unghie, se si considera la metafora della tigre) nella recente crisi del debito a Dubai e della Grecia e nella più grande crisi finanziaria e fiscale europea. «La vera battaglia è ancora più drammatica rispetto a quella contro il mio libro – scrive Delin -. Goldman Sachs è la mano dietro la crisi finanziaria, forse anche la sua causa».

Prove a sostegno dell’accusa sono i legami tra l’ex top manager di Goldman Sachs ed ex segretario al Tesoro Usa Henry Paulson, e funzionari di governo in America e in altri paesi. Non manca neppure una serie di documenti legali e file ottenuti dai tribunali degli States. Essi comprendono, tra l’altro, una denuncia contro Goldman Sachs e il vice presidente Fabrice Tourre, accusato di frode dalla Sec (la Consob americana), insieme alla banca d’affari per aver venduto di titoli garantiti da ipoteche senza avvisare gli acquirenti della forte leva finanziaria che gravava sugli stessi.

Delin ricorda, inoltre, che il mese scorso Goldman Sachs ha chiuso un contenzioso con la Sec patteggiando nella causa civile per frode intentata dalla Sec lo scorso 16 aprile. Goldman è stata accusata di avere venduto a clienti investitori prodotti collegati a mutui subprime, rilasciando informazioni inesatte e omettendo elementi chiave. Per chiudere il contenzioso Goldman ha accettato di pagare ben 550 milioni dollari, la cifra più elevata mai sborsata da una banca americana per chiudere un accordo extragiudiziale.

Tra le altre note dolenti l’autore ricorda i bonus elargiti ai vertici della banca, nonostante abbia accettato un pacchetto di10 miliardi dollari di prestiti dal governo durante la crisi finanziaria. A cui si aggiungono i 13 miliardi dollari ricevuti dalla big delle assicurazioni Aig dopo che il governo ha salvato la compagnia dal fallimento.

Dalla sede di Goldman Sachs a Pechino non è arrivato nessun commento al libro e, tantomeno, alle accuse. Proprio in Cina l’istituto è molto attivo. È stato infatti tra gli investitori istituzionali che hanno partecipato all’Ipo di Agricolutral Bank of China che ha raggiunto la cifra record di 22,1 miliardi di dollari. Tra le ultime operazioni – si ricorda nel libro – la banca d’affari ha ottenuto buoni profitti da un investimento di 4,9 milioni dollari nel 2007 acquistando una quota del 12,5% della società farmaceutica Shenzhen Hepalink, che in seguito ha raccolto circa 864 milioni dollari dall’Ipo.

Ma non è finita. C’è da aspettarsi che il faldone dei retroscena e delle accuse si allunghi dato che l’autore ha già annunciato che è in arrivo un terzo libro della sua saga (personale) contro la banca fondata a Manhattan nel 1869.

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