Destrezza versus distrazione: il conto salato dei tanti furti d’arte su commissione

Particolare del "Nudo disteso" di Amedeo Modigliani (1917-1918)

Nell’articolo: Ma molti di più di questi capolavori rubati restano nel buio di un mercato mondiale del traffico di opere d’arte e reperti archeologici, del valore molto vicino a quello della droga e delle armi. Per una volta l’Italia, rispetto alla Francia e all’Europa, fa bella figura perché, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Comando carabinieri Tutela Patrimonio culturale, istituito oltre 40 anni fa, operante sul territorio con nuclei di carabinieri appositamente addestrati, i furti di opere d’arte da noi sono in costante calo […..] l’immensa spoliazione dei siti archeologici che continua indisturbata soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Questi reperti e i quadri vanno a decorare case di ricchi malavitosi ma servono anche per operazioni di lavaggio di soldi sporchi che stanno assorbendo quantità immense di opere e oggetti di gran valore in continuo incremento

Paola Guidi per “Il Sole 24 Ore

Mai meno di 50 milioni di euro, sempre più spesso vicini ai 90-100 milioni di euro. Tanto vale ciascuno dei “colpi” milionari messi a segno a decine negli ultimi due anni nei musei europei, soprattutto francesi, russi, tedeschi e svizzeri, da bande internazionali specializzate in furti d’arte in gran parte olandesi, inglesi e francesi con le mafie italoamericana, cinese e giapponese a gestire dall’alto logistica e distribuzione.

I ladri spesso –come ha maliziosamente sottolineato venerdì 27 agosto l’Herald Tribune- trovano scarse protezioni, impianti d’allarme guasti, chiavi facilmente duplicabili e personale distratto.

In Francia a partire dalla fine di dicembre ne sono stati realizzati ben due tra il 30 e il 31 dicembre in Costa Azzurra e cinque nel resto del paese con bottini elevati dei quali due decisamente record. Il primo il 19 maggio al Museo d’arte moderna di Parigidove un solo ladro ha portato via 110 milioni di euro sotto forma di quadri di Picasso, Matisse, Modigliani, Braque e Leger.

Il secondo in Costa Azzurra dove sono state sottratte opere di Picasso dalla casa di una nipote per un valore di poco inferiore. O come altri avvenuti nei forzieri di gallerie svizzere (a Zurigo, 2008, Cézanne, Degas, Van Gogh, Manet, 120 milioni di euro di valore in un solo colpo), tedesche, polacche e austriache (50 milioni la mitica saliera d’oro di Cellini). E infine il celebre Urlo di Munch due volte sottratto a Oslo.
Valori più alti-I valori comunicati sono spesso inferiori a quelli reali perché per esempio il sindaco di Parigi ha candidamente dichiarato il conto finale dei quadri rubati al museo di arte moderna sfiora in realtà i 500 milioni di euro. E poi le opere prendono il volo così bene che salvo qualche esemplare non se ne sa più niente. Per venire alle cronache degli ultimi giorni, clamoroso il furto avvenuto di recente al Museo del Cairo di un Van Gogh (39 milioni di euro valore ufficiale), poiché l’opera è stata rubata per la seconda volta e sempre grazie a protezioni decisamente inadeguate: Tvcc e allarmi guasti da tempo immemorabile. Furto del quale sono stati accusati a torto e precipitosamente due italiani e che invece sembra essere stato organizzato da basisti “istituzionali” su ordini giunti dagli Usa. In Italia invece da alcuni anni calano nettamente i furti d’arte e aumentano i recuperi grazie all’opera dei 300 specialisti dei nuclei territoriali del Ccptc,Comando carabinieri tutela patrimonio culturale che tra l’altro fanno formazione costante ad altri copri di intelligence dell’arte in 12 paesi compresa l’Inghilterra.

Italia musei più sicuri-La crescente “vulnerabilità” penalizza raramente opere secondarie e quasi esclusivamente nomi come Picasso, Modigliani, Manet, Dégas, Munc, Modigliani, Van Gogh, il preferito da ladri e clienti dei ladri. Alcuni di questi capolavori tornano ai proprietari pubblici e privati grazie a detective specialisti (inglesi e americani) e grazie all’azione congiunta di forze dell’ordine dei paesi europei e in particolare dei superspecialisti italiani del Cctpc. Ma molti di più di questi capolavori rubati restano nel buio di un mercato mondiale del traffico di opere d’arte e reperti archeologici, del valore molto vicino a quello della droga e delle armi. Per una volta l’Italia, rispetto alla Francia e all’Europa, fa bella figura perché, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Comando carabinieri Tutela Patrimonio culturale, istituito oltre 40 anni fa, operante sul territorio con nuclei di carabinieri appositamente addestrati, i furti di opere d’arte da noi sono in costante calo.

“Nel 2009 sono infatti diminuiti del 14,5%, -confermano al Comando-grazie alla collaborazione con i direttori di musei, con gli esperti del Ministero per i beni e le attività culturali, il calo è particolarmente marcato per i musei, che quanto a protezioni sono sicuramente meno a rischio di altri di altri paesi. Ma la nostra stessa presenza e attività di controllo e recupero sul territorio con i nostri Nuclei costituisce un deterrente”. Merito anche della banca-dati Leonardo, la più avanzata oggi esistente per i capolavori trafugati, realizzata e gestita dal Cctpc. E soprattutto non accadono da noi casi clamorosi come quello del Museo d’Arte moderna di Parigi. L’ultimo di questa portata è avvenuto infatti –si sottolinea al Cctpc- nel lontano 1998 alla Galleria d’arte nazionale di Roma quando i due Van Gogh –in cima da allora alla Hit parade dell’arte- e il Cézanne rubati vennero ritrovati poco dopo..

I mercati dell’arte rubata- Anche Le Figaro, Le Monde e la Suddeutsche Zeitung, e non solo Herald Tribune, si sono chiesti in questi giorni cosa sta accadendo e cosa accadrà ai capolavori rubati, sottolineando come tutti mostrano di ignorare un dato: l’immensa spoliazione dei siti archeologici che continua indisturbata soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Questi reperti e i quadri vanno a decorare case di ricchi malavitosi ma servono anche per operazioni di lavaggio di soldi sporchi che stanno assorbendo quantità immense di opere e oggetti di gran valore in continuo incremento. L’enorme crescita delle transazioni finanziarie telematiche e la moltiplicazione dei paradisi fiscali sono all’origine dell’incremento mondiale dei traffici d’arte e archeologici. I furti alimentano il mercato “grigio”, quello dell’evasione e delle frodi fiscali e di operazioni illecite ai danni delle assicurazioni. Quanto ai collezionisti disonesti, aumentano di continuo, in Cina, in Medio Oriente, in Russia: sono assistiti da esperti di vaglio internazionale inviano letteralmente l’elenco puntuale delle opere che desiderano con gli impressionisti francesi e Van Gogh in cima alle liste. I musei pubblici e privati di tutto il mondo non sono sempre attenti a controllare il percorso dei quadri che vengono loro proposti. Anzi, comprano comunque.

Ma c’è anche un altro canale: dipendenti di musei e istituzioni realizzano colpi quasi perfetti per dispetto ai superiori, per dimostrare la vulnerabilità dei luoghi di conservazione, per manie di grandezza. I detectives delle assicurazioni raccomandano di non trascurare queste piste perché se il ladro si vede braccato può avvenire –ed è avvenuto- che distrugga o sottragga per sempre le opere sottratte.

Furti beni culturali in Italia (in quantità)
2008: 1031
2009: 882
Beni culturali recuperati (in quantità)
(esclusa archeologia)
2008: 11.942
2009: 19.043
Fonte: Cctpc

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