Archive for dicembre 2010

Brasile: un volto nuovo in Medio Oriente

dicembre 30, 2010

Original Version: Brazil: a new face in the Middle East

Il tentativo del Brasile di acquisire un ruolo in Medio Oriente è un segnale delle sue ambizioni a livello politico ed economico globale – sostiene l’analista Nima Khorrami Assl

da “Medarabnews

di Nima Khorrami Assl, analista presso il Transnational Crisis Project, con sede a Londra; le sue aree di interesse includono il Medio Oriente, l’Islam politico, il Caucaso, e la sicurezza energetica

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Nonostante la crisi economica mondiale, la performance economica del Brasile è la più forte degli ultimi anni. L’inflazione è duramente combattuta, e le riserve internazionali ammontano a circa 240 miliardi di dollari. Ciò, a sua volta, ha dato spazio all’attività diplomatica brasiliana, che si spinge molto più lontano di quanto non accadeva passato.

Il partenariato con il Sudafrica e l’India attraverso il forum di dialogo dell’IBSA , una crescente presenza in Africa e in Medio Oriente, e la partnership strategica con la Cina e l’UE sono tutti esempi dell’ascesa del Brasile sulla scena internazionale. (more…)

Cina, India e America tra Bisanzio e Medio Evo

dicembre 30, 2010

Parag Khanna, da “Il Sole 24 Ore

Immaginate un mondo nel quale vi siano una Cina potente, in grado di dare un nuovo assetto all’Asia; un’India sempre più sicura di sé che espande i propri interessi dall’Africa all’Indonesia; un Islam che amplia la propria influenza; un’Europa afflitta da molteplici crisi di legittimità; città-stato sovrane proprietarie di grandi ricchezze che incoraggiano l’innovazione; e, ancora, eserciti privati di soldati mercenari, frotte di estremisti religiosi, istituzioni umanitarie che seguono regole tutte loro, facendo a gara per conquistare i cuori, le menti e i portafogli altrui. Tutto ciò vi parrà usuale, oggigiorno, eppure così fu anche poco meno di mille anni fa, all’apice del Medio Evo. (more…)

In guerra il miglior amico è un rullino

dicembre 30, 2010

Fausto Biloslavo per “Il Giornale

La calca di giornalisti e fotografi delle più grandi testate al mondo, che attendeva al varco Yasser Arafat, in ritirata da Beirut nel 1982 davanti ai carri armati israeliani, mi sembrava insormontabile. Armato di un paio di “vecchie” macchine fotografiche reflex, penzolanti al collo, pensai bene di aprire la portiera dell’ultima vettura di scorta. Dalla Mercedes scassata spuntò la canna di un fucile Kalashnikov. In inglese stentato riuscii solo a dire che ero un giornalista italiano e volevo fotografare il capo dei palestinesi. La guardia del corpo con il kalashnikov in pugno mi rispose con un rassicurante accento bolognese: «Ho studiato in Italia, salta su». Grazie al colpo di fortuna passai la canea dei giornalisti e tutti i posti di blocco. Unico fotografo presente mi tremavano le mani, mentre scattavo a raffica l’addio di Arafat da Beirut. Alla fine tirai fuori il rullino di diapositive che pensavo fosse il migliore e mi presentai all’hotel Cavalier a Beirut ovest. Per un pugno di dollari lo comprò Time. Rudi Frey, il capo dei fotografi del mitico settimanale americano, guardò i suoi e disse: «Questo giovane free lance vi ha fregato». Il rullino arrivò con un autista a Damasco, dove un pilota che volava in Occidente lo consegnò ai corrispondenti del Time. Alla fine sbarcò a New York in tempo per l’edizione del settimanale sulla guerra in Libano. (more…)

TROPPO PICCOLE PER ESSERE SALVATE (DI NUOVO)

dicembre 28, 2010

NONOSTANTE GLI AIUTI PUBBLICI, 100 BANCHE AMERICANE SONO SULL’ORLO DEL TRACOLLO – IL MERCATO IMMOBILIARE NON RIPARTE, I CLIENTI NON PAGANO I MUTUI, E GLI ISTITUTI SI TROVANO IN MANO CASE PIGNORATE CHE NON VALGONO NULLA – IL SALVATAGGIO DELLE MEGA BANCHE SI è RIPAGATO DA SOLO, QUELLO DELLE MICRO è COSTATO FINORA 6,9 MLD $, SOLDI A CUI I CONTRIBUENTI USA POSSONO Già DIRE BYE BYE…

Angelo Aquaro per “la Repubblica”, da “Dagospia”

La crisi starà anche finendo ma quasi cento banche che avevano ricevuto aiuti statali, in America, rischiano di fallire. Il motivo: il capitale che si erode sempre di più e la pila di prestiti non restituiti che aumenta, di pari passo con i continui allarmi notificati dalle autorità bancarie e amministrative.

I bailout, i salvataggi, sono stati una delle operazioni più discusse dell´amministrazione americana, iniziati sotto George W. Bush e rilanciati da Barack Obama. Adesso si scopre che molti di quei fondi Tarp, il programma per il salvataggio degli asset in difficoltà, sono andati perduti per sempre.

Non basta. Il numero delle banche in crisi che hanno ricevuto aiuti statali è cresciuto paurosamente proprio negli ultimi tempi. Nel 2009 erano 47. Nel giugno scorso 78. E ora il Wall Street Journal ne conta 98. In totale, il contribuente ha sborsato per loro 4,2 miliardi di dollari.  (more…)

STAND UP FOR YOUR (COPY) RIGHT

dicembre 28, 2010

LA LITIGIOSISSIMA FAMIGLIA MARLEY CELEBRA IL TRENTENNALE DELLA MORTE DEL RE DEL REGGAE PUBBLICANDO IL SUO MITICO, ULTIMO CONCERTO A PITTSBURGH (AVEVA POCHI MESI DI VITA E LO SAPEVA) – MA LA MOGLIE RITA NON POTEVA CERTO LASCIARSI SFUGGIRE L’OCCASIONE, E ALLORA ECCO A VOI IL “MARLEY COFFE JAMAICA BLUE MONTAIN”, E PERSINO IL BIBITONE ANTI-STRESS “MARLEY´S MELLOW MOOD” – MA IL VECCHIO BOB SI SAREBBE SEMPLICEMENTE FATTO UNA CANNA…

Angelo Aquaro per “la Repubblica“, da “Dagospia

Quando Bob Marley salì sul palco dello Stanley Theatre di Pittsburgh, Pennsylvania, aveva 35 anni e la certezza che quello che adesso, trent´anni dopo, diventerà finalmente un disco, sarebbe stato il suo ultimo concerto. Il medico aveva trovato il coraggio di dirglielo: aveva solo pochi mesi di vita ancora. E Bob aveva dovuto cancellare tante date di quel tour che l´aveva portato a esibirsi in mezzo mondo facendo vibrare di reggae centomila persone a San Siro. Ventisette giugno 1980. Sembrava passata una vita da allora: la sua. Consumata dal melanoma che se lo stava portando via per sempre. (more…)

Caccia grossa per acchiappare Fitzgerald

dicembre 28, 2010

A settant’anni dalla morte dell’autore di Tenera è la notte e de Il grande Gatsby il copyright sta per scadere. E’ battaglia tra editori per pubblicare in tutta fretta le sue opere. Magari con la traduzione dello scrittore giusto

Gian Paolo Serino per “Il Giornale

Non è senz’altro la guerra dei diritti televisivi ma la battaglia sul campo (di carta) dei diritti letterari dei grandi scrittori scomparsi da 70 anni è già cominciata. Dopo 70 anni, infatti, tutti gli scrittori diventano patrimonio dell’umanità e qualunque editore può pubblicare liberamente i loro romanzi, saggi e scritti (a meno che non appartengano a Fondazioni private). Ed è in virtù di questi giochi e conti editoriali che di anno in anno i riflettori si accendono sui classici moderni. Il 2011 sarà all’insegna di Francis Ford Fitzgerald, lo scrittore americano autore di romanzi di culto come Il Grande Gatsby, Belli e Dannati o L’Età del jazz. Nato a Saint Paul il 24 settembre 1896 e morto a Hollywood il 21 dicembre 1940, è stato senza dubbio l’esponente più «spericolato» della Lost Generation, quella «Generazione Perduta» di artisti che dopo aver combattuto la Prima Guerra Mondiale in Europa decisero di stabilirsi a Parigi: da Hemingway a Ezra Pound, da Sherwood Anderson a John Dos Passos, quasi poi tutti immortalati in Fiesta di Hemingway. E così, trascorsi i fatidici 70 anni dalla sua morte, tutte le opere di Fitzgerald, fino ad oggi proposto in Italia dal gruppo Mondadori tornano libere. (more…)

Usa, quei soldi donati dalle lobby per influenzare politici e leggi

dicembre 27, 2010

Un’inchiesta del Washington Post mostra come i gruppi di potere interessati a una norma spesso fanno donazioni a favore dei membri del Congresso che devono approvarla

Davide Ghilotti per “Il Fatto”

I politici americani finanziano le loro campagne elettorali con ingenti raccolte fondi. E le lobby se ne approfittano: usano le donazioni per “comprare” modifiche alle norme che non piacciono.Un’inchiesta del Washington Post mostra come, durante l’iter di approvazione delle leggi, i gruppi di potere donano spesso denaro ai politici. Per il quotidiano americano, questa pratica può di fatto alterare il normale corso legislativo, per favorire interessi specifici. (more…)

Dove l’Africa si divide tra Oriente e Occidente

dicembre 27, 2010

Benny Morris per “Il Corriere della Sera”

Dobbiamo tenere d’occhio il Sudan, che sarà il prossimo teatro di guerra nello scontro di civiltà tra l’Occidente e l’Oriente. Le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano vogliono la secessione e il 9 gennaio 2011 andranno al referendum. Dimentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro tra Gaza e Israele, dimentichiamo— per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. E concentriamoci sul Sudan. D imentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro di sicurezza tra Gaza e Israele, e dimentichiamo — per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. Teniamo d’occhio piuttosto il Sudan, perché rischia di trasformarsi nel prossimo teatro di guerra nell’attuale e perdurante scontro di civiltà. Da decenni le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano (due milioni e mezzo di chilometri quadrati) combattono per liberarsi dai dittatori arabi musulmani che li governano da Khartoum. Nei ripetuti episodi di guerra civile, che si susseguono da cinquant’anni a questa parte, hanno trovato la morte da uno a due milioni di persone, soprattutto nelle regioni meridionali, ogni qualvolta i mezzi corazzati e i caccia bombardieri piombano dal nord a devastare e annientare i loro villaggi. (more…)

Il risiko africano degli sceicchi

dicembre 27, 2010

Stefano Liberti per “Il Manifesto”

«Questo è il futuro. Riusciamo a produrre una tonnellata di erba medica con un metro cubo d’acqua». L’ingegner Mofareh Aljahbli quasi si commuove mentre mostra la camera idroborica in cui fa crescere i suoi prodotti: un container di metallo, dentro al quale sono impilate tante vaschette di plastica piene di semi. Grazie alla circolazione dell’acqua e all’ambiente umido, i semi germogliano a una velocità incredibile. «Il prodotto è pronto in una settimana. Abbiamo cominciato a gennaio e gli affari già vanno a gonfie vele».
Siamo a Kharj, cittadina polverosa a un’ora di macchina da Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. Un posto dove la pioggia è un evento eccezionale e l’acqua una merce rara. Eppure, nonostante la scarsità, il paesaggio intorno all’azienda di Aljahbli è una teoria di appezzamenti agricoli di piccole e medie dimensioni. Producono, come tante oasi verdi in mezzo al deserto, zucchine, melanzane, broccoli. Sono nate negli anni ’70, quando il governo del regno ha cominciato a sovvenzionare l’agricoltura locale per garantirsi la sicurezza alimentare e non dipendere troppo dagli aiuti esteri. (more…)

Donne, scrittori e libri: i segreti di Mr Bellow

dicembre 27, 2010

Pubblicato l’epistolario del premio Nobel 1976: oltre 700 lettere ad amici e nemici, familiari e colleghi che spiegano la sua opera. Datate tra il 1932 e il 2004 parlano delle sue opere, dei divorzi e degli “errori più comuni”

Aridea Fezzi Price per “Il Giornale

Molti scrittori sono deludenti corrispondenti e molte delle lettere che scrivono hanno solo un rapporto marginale con la loro opera. Non nel caso di Saul Bellow (1915-2005), il premio Nobel per la letteratura nel 1976, indimenticabile autore di Herzog, Le avventure di Augie March, Il mago della pioggia e molti altri capolavori, la cui narrativa scaturiva sempre dalle sue esperienze personali, un’«autobiografia superiore» l’ha definita Martin Amis. Nel 1992 lo scrittore dichiarava in una lettera a Stanley Elkin: «Preferisco pensare alle pagine di narrativa che scrivo come a lettere rivolte alla gente che amo, per la maggior parte degli sconosciuti». (more…)

La parabola del tycoon che sfidò Putin

dicembre 27, 2010

Ascesa e caduta di Khodorkovski

da “La Stampa

Mikhail Khodorkovski, 47 anni, ex patron del colosso petrolifero Yukos, un tempo tra gli oligarchi più brillanti e ricchi, è oggi il carcerato più celebre di Russia, per aver osato sfidare Vladimir Putin. Secondo le autorità russe Khodorkovsky è un criminale comune colpevole di aver rubato e rivenduto illecitamente enormi quantità di petrolio. Il premier Putin lo accusa di avere le mani sporche di sangue, paragonandolo a un mafioso del calibro di Al Capone e un truffatore quale l’ex finanziere americano Bernard Madoff.  (more…)

C’è un paesaggio dietro quel Raffaello

dicembre 27, 2010

L’intervento ai raggi X permette di riscrivere una importante pagina di storia dell’arte

Arturo Carlo Quintavalle per “Il Corriere della Sera”

Può un fondo scuro, quasi nero, che scontorna le figure di uno dei dipinti più famosi di Raffaello, la «Madonna del Granduca» a Palazzo Pitti a Firenze, cambiare la storia di un pittore e il nostro modo di guardare la sua ricerca? Ed è possibile che una diagnosi recente sulla tavola condotta dall’Opd (Opificio delle Pietre Dure) di Firenze possa dare sul tema una risposta definitiva, dopo che tre generazioni gli storici dell’arte si sono divisi sulle due tesi: fondo nero sempre esistito, fondo nero aggiunto in seguito? Ecco, la risposta sta in poche parole di Marco Ciatti: «Le parti dipinte che si riscontrano sul fondo nero sono ritocchi successivi ». È un’opinione? No, è una certezza perché la analisi alla Fluorescenza X, in pratica una radiazione che analizza la componente chimica del pigmento, dimostra che le parti dipinte sul fondo nero e il fondo nero stesso non sono originari, quindi sono posteriori rispetto alla Madonna col Bambino. (more…)

CAMDEN EYE BAR

dicembre 24, 2010

2, Kentish Town Road, London, NW1 9NX. Metro: Camden Town (Northen line). Tel: 0044(0)2072672622
Webwww.thecamdeneye.comEventi: Ppromozione di nuove band musicali, serate di poesia e mostre d’arte. Da non perdere il martedì sera, dedicato al disegno di nudo dal vivo. Altre foto qui

 

Il suo nome è Freud, Lucian Freud

dicembre 24, 2010

«Man with a Blue Scarf», il ritratto in sciarpa blu del celebre critico d'arte Martin Gayford

Ian Fleming lo prese come modello per 007. L’artista visto da vicino nel racconto del critico Martin Gayford, che ha posato per due quadri

Richard Newbury per “La Stampa

Come ci si sente, si chiede Martin Gayford, a posare da amico, oltreché rinomato critico d’arte internazionale, per due ritratti, un olio e un’acquaforte, fatti da un artista che ancora in vita – ha compiuto 88 anni l’8 dicembre – è diventato Old Master, Antico Maestro, e il cui nonno inventò quell’altra minuziosa indagine che mette a nudo l’essere umano, la psicoanalisi? Quando Martin Gayford si propose come modello a Lucian Freud, si conoscevano già perché qualche volta avevano pranzato insieme o erano andati a un concerto jazz.

«Le andrebbe di cominciare il prossimo giovedì sera?». «Ed è stato così – scrive Gayford in Man with a Blue Scarf: on sitting for a portrait by Lucian Freud, il suo libro appena uscito da Thames & Hudson, pp. 247, £ 18,98 – che attraversando lo specchio sono passato dallo scrivere di arte al diventarne un pezzo – anzi due pezzi, l’olio Man with a Blue Scarf e l’acquaforte Portrait Head -, un processo durato più di un anno e mezzo». (more…)

«Questo è l’attimo (possibile) in cui nacque l’Universo»

dicembre 24, 2010

Bosone di Higgs, il primo indizio dal superacceleratore Lhc

Giovanni Caprara per “Il Corriere della Sera

La «particella di Dio» ha già un volto. «Potrebbe essere proprio il bosone di Higgs che cerchiamo» dice Guido Tonelli a capo dell’esperimento Cms, uno dei quattro installati nell’anello del superacceleratore Lhc al Cern di Ginevra. «Il segnale che abbiamo raccolto ha tutte le caratteristiche teorizzate – aggiunge Tonelli -. Una coppia di bosoni Z decadono e ciascuno emette due muoni. L’evento è stato ricostruito nei dati raccolti fino al mese di ottobre. Per la ricerca del bosone di Higgs si cercano, appunto, eventi con quattro muoni di questo tipo che però devono presentarsi in un numero ben maggiore. Quelli identificati sono troppo pochi e quindi sono considerati un fondo di misura. Però ciò che abbiamo visto ad un livello di energia di 200 GeV ci dice che siamo sulla strada giusta. E questo è importante per arrivare a destinazione». (more…)

In queste cellule la medicina del futuro

dicembre 22, 2010

Shinya Yamanaka, da “Il Sole 24 Ore

La scoperta delle cellule staminali pluripotenti indotte, dette iPS, nasce dagli studi sulle staminali embrionali (ES), generate da ovuli fecondati, isolate e coltivate in vitro per alcune settimane, come ho fatto per oltre un decennio dopo che le staminali embrionali del topo erano state isolate per la prima volta nel 1981. Le staminali embrionali hanno due proprietà decisive: la proliferazione e la pluripotenza. Sono capaci di crescere vigorosamente e di differenziarsi in tutti i lignaggi cellulari del corpo adulto, una capacità detta pluripotenza, dai neuroni ai muscoli cardiaci. Molti geni si esprimono specificamente nelle staminali embrionali. A metà degli anni 90, da post-doc all’istituto Gladstone per le patologie cardiovascolari, a San Francisco, ho scoperto il gene NAT1 necessario alla pluripotenza. Nel 1998 James Thomson (Wisconsin) è riuscito a generare staminali embrionali umane, un successo che suggeriva la possibilità di trapianti cellulari per curare malattie finora inguaribili. (more…)

Il Sudan sull’orlo della secessione

dicembre 22, 2010

da “Medarabnews

Quasi sei anni fa, nel gennaio del 2005, un accordo tra il governo centrale di Khartoum e il Sud del paese pose formalmente fine a oltre vent’anni di guerra civile in Sudan – una guerra che aveva causato la morte di circa due milioni di persone, creando almeno quattro milioni di profughi.

L’accordo, noto con il nome di Comprehensive Peace Agreement (CPA), prevedeva la formazione di un governo di unità nazionale a Khartoum e di un governo autonomo nel Sud, oltre alla condivisione delle rendite petrolifere del paese. Al termine di un periodo di sei anni, il Sud avrebbe potuto scegliere se rimanere parte del Sudan o diventare uno Stato indipendente, attraverso un referendum fissato per il 9 gennaio 2011. (more…)

Via d’Amelio, di strage in mistero

dicembre 22, 2010

Proponiamo due estratti da “Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino. Dalla strage di Capaci a via d’Amelio” di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo (Aliberti editore). Nel libro i retroscena inediti dei giorni che hanno preceduto la strage di via d’Amelio del ‘92.

PREFAZIONE, da “Micromega

di Antonio Ingroia

Non è il primo libro dedicato a Paolo Borsellino e non sarà l’ultimo. Almeno lo spero. Perché la copiosa letteratura che si è formata spontaneamente intorno alla sua vicenda umana e professionale testimonia il crescere di interesse per la figura di questo eroe moderno della nostra democrazia. Un vero modello di vita da proporre ai nostri giovani, davvero alternativo rispetto ai modelli devianti spesso imposti dall’imperante semplicismo mediatico, tutti imperniati sulla furbizia, la prevaricazione, l’indifferentismo etico e l’egoismo morale. E non solo. Perché l’abbondanza della letteratura sulla morte di Paolo Borsellino attesta anche quanto sia urgente l’aspettativa di verità, inappagata la sete di giustizia, diffusa l’esigenza di chiarezza su una vicenda ancora troppo oscura, gravida di ombre, schiacciata dai buchi neri dei silenzi e dei depistaggi istituzionali. (more…)

Lévi-Strauss, perché i giapponesi lavorano al contrario

dicembre 22, 2010

Anche gli artigiani esprimono la cultura “centripeta” del Paese. Le considerazioni del grande antropologo in tre lezioni inedite

Marco Belpoliti per “La Stampa

Il Giappone era un paese che interessava molto a Claude Lévi-Strauss. Ci aveva compiuto vari viaggi, in particolare negli Anni Ottanta, andando anche a visitare il suo gemello, la Corea del Sud. Poi nell’aprile del 1986 la Fondazione Ishizaka lo invita a tenere tre lezioni intitolate:L’antropologie face aux problèmes du monde moderne. (L’antropologia di fronte ai problemi del mondo moderno). Rimaste a lungo inedite, salvo una traduzione parziale in giapponese, ora escono per la prima volta in una lingua occidentale, direttamente in italiano: Lezioni giapponesi (a cura di Lorenzo Scillitani, Rubettino, 14 euro, 150 pag.). Si tratta di un testo in cui, davanti a un pubblico di orientali, il grande antropologo, scomparso centenario un anno fa, affronta una serie di scottanti questioni del contemporaneo: l’identità, il razzismo, la fecondazione assistita, il lavoro, l’alimentazione. La sua preoccupazione essenziale è quella di mantenere aperto il dialogo tra le culture senza che tuttavia si perdano le differenze tra loro: la diversità nell’identità.  (more…)

Corrado Cagli, il magistero di uno sperimentatore controverso

dicembre 22, 2010

In mostra a Pordenone fino al 30 gennaio

Artuto Carlo Quintavalle per “Il Corriere della Sera”

Di Corrado Cagli (1910-1976) si possono raccontare due storie, una politica, avventurosa, anche drammatica, un’altra determinante per la storia della ricerca pittorica nel nostro Paese.

Comincio dalla prima. È il 2 novembre 1947: allo Studio Palma, importante galleria romana, si apre la personale dell’artista, da poco tornato dagli Stati Uniti e presentata da Antonello Trombadori, critico d’arte legato al Pci. Questi, nella presentazione, scrive: «Corrado Cagli fu sempre immune dalla retorica fascista»; «Cagli condusse una battaglia culturale, battendosi in questi anni con vigore fino a cadere in sospetto di antifascismo e ad essere messo al bando della cultura nazionale». Gli astrattisti di «Forma 1» fra cui Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo, Turcato appendono fuori dalla galleria dei cartelli con foto delle opere dipinte da Cagli per il regime; Mirko, Afro, Guttuso, tutti amici di Cagli, si scontrano con gli altri: finiranno in questura. Ma Cagli era stato fascista? Certo, Cagli era stato fascista, e una delle figure più importanti della pittura murale con Mario Sironi. Fra l’altro aveva dipinto La Battaglia del grano (1930), Il cavallo di MussoliniSpedizione punitiva (dei picchiatori fascisti) (1932), Imperatori (1937), e si era inventato per gli affreschi uno stile neoquattrocentesco, fra Paolo Uccello, Donatello, Pollaiolo, distante da quello post-romanico di Sironi. (more…)

L’esperimento che Jung fece su di sé

dicembre 21, 2010

Armando Massarenti per “Il Sole 24 Ore”

Il Libro rosso, o Liber Novus, di Carl Gustav Jung è l’evento editoriale dell’anno, così come lo era stata l’anno scorso, a livello internazionale, l’edizione inglese – anticipata su queste pagine il 18 ottobre 2009 – divenuta un best-seller a dispetto della mole e del prezzo. Non è solo un libro splendido, strano, commovente, unico – è scritto in caratteri miniati e corredato di illustrazioni immaginifiche alla William Blake – ma è anche un documento cruciale per la storia delle idee. Non è solo un dialogo serrato con la propria anima, i cui modelli sono il Faust di Goethe e lo Zarathustra di Nietzsche, un’autoanalisi svolta sull’orlo di un autentico naufragio esistenziale, ma è soprattutto il lavoro che segna il distacco da Freud.

Jung era entrato in contatto col padre della psicoanalisi nel 1906 per poi diventare presidente della Società psicoanalitica. Il rapporto tra i due è ampiamente mitologizzato e il Libro rosso chiarisce che la fonte primaria dell’opera junghiana non può essere rintracciata in Freud e nella psicoanalisi. Concetti come quello dei tipi psicologici (introverso e estroverso per esempio), il processo di individuazione e l’inconscio collettivo vengono elaborati qui per la prima volta e sono distanti dall’impronta freudiana. (more…)

Giappone, l’arma è mobile

dicembre 21, 2010

Il nuovo programma di difesa nazionale: dalla Guerra Fredda alla dottrina anticinese

Gabriele Battaglia per “Peacereporter

I media internazionali hanno dato grande risalto al nuovo programma di difesa nazionale giapponese. Si chiama “dynamic defense capability” e implica un cambiamento non solo contingente, ma anche dottrinale.
Dal vecchio modello basato sulla difesa della parte nord dell’arcipelago, con Hokkaido al centro, si passa infatti a una strategia incentrata sulla parte meridionale del Paese e sulle isole Nansei. (more…)

S. S. 18, la strada della ‘ndrangheta

dicembre 21, 2010

  Angelo Ferracuti per “Il Manifesto
 

L’ultima volta che sono stato in Calabria era d’estate, alloggiavo in una piccola pensione di Fuscaldo a pochi chilometri da Paola, modesta e accogliente, e mi spostavo sulla strada maestra che lambisce la costa per raggiungere le spiagge libere di Amantea, Falerna, Gizzeria Lido.
Conosco la strada di cui parla Mauro Minervino nel libro Statale 18 (Fandango), questo far west della via Emilia delle Calabrie popolata da «loschi cow boy», strada che l’autore attraversa ogni giorno per raggiungere Catanzaro, la città dei ponti impossibili, dove insegna all’Accademia di belle Arti.
Narratore di un pezzo d’Italia ustionato e bruttato dalla ‘ndrangheta, cantore di una regione vivisezionata in un libro ormai cult, La Calabria brucia (Ediesse, 2008), che gli ha fatto vincere il Premio per la Cultura Euromediterranea, in questo lavoro di rara efficacia e bravura compenetra lo sguardo profondo dell’antropologo, quello del viaggiatore disincantato, e ancora quello più caustico del cronista.
Ne viene fuori un viaggio ondivago in una delle strade più battute del sud, oggi specchio di un degrado non solo paesaggistico di una società border line. (more…)

I poteri speciali di Chávez e le falsificazioni di Popper

dicembre 21, 2010

Il presidente del Venezuela ha ottenuto dall’assemblea nazionale a fine mandato poteri legislativi speciali per 18 mesi. Torna la questione di sempre: dittatore o democratico?

Maurizio Stefanini per “Limes

“Giuro su questa Costituzione moribonda” fu la formula con cui il 2 febbraio del 1999 l’ex-tenente colonnello Hugo Rafael Chávez Frías si insediò per la prima volta alla presidenza del Venezuela.

Usando la stessa terminologia, un’assemblea nazionale moribonda (perchè a fine mandato) gli ha dato i pieni poteri per consentirgli di sperare di rimanere ancora a lungo al potere.

Riepiloghiamo gli eventi. Il 31 luglio 2009 l’assemblea approva una nuova legge elettorale tacciata di ridistribuire la rappresentanza a sfavore delle aree più ostili al presidente.

Il 26 settembre 2010 le elezioni parlamentari danno in effetti al Partito socialista unito di Venezuela (Psuv) 98 seggi (compreso uno all’alleato Partito comunista) con 5.451.422 voti, pari al 48,20%.

Alla Tavola dell’unità democratica (Mud), fronte delle opposizioni, 65 seggi con 5.334.309 voti, pari al 47,17%; a Patria per tutti (Ppt), che ha rotto con Chávez senza entrare nella Mud, 2 seggi con 354.677 voti, pari al 3,14%.

Nel 2005 l’opposizione aveva boicottato il voto e tutti i 167 seggi erano andati alla coalizione chavista, anche se poi una ventina di deputati se ne erano distaccati.

Il 5 dicembre scorso un turno di elezioni suppletive locali ha confermato la spaccatura verticale dell’elettorato: un governatore e sette sindaci al Psuv; un governatore e quattro sindaci (fra cui quello di Maracaibo, dove c’è almeno la metà dei votanti) all’alleanza tra Mud e Ppt. (more…)

Mark Twain idealista con ironia. Autobiografia dell’americano doc

dicembre 21, 2010

Best seller negli Usa il libro-confessione che l’autore volle tenere segreto per un secolo dopo la sua morte

Aridea Fezzi Price per “Il Giornale

Mark Twain, l’autore dei grandi classici della letteratura americana, trovò sempre difficile scrivere un’autobiografia. Nella sua prosa riteneva importante «la parola giusta, la chiarezza dell’esposizione, e qua e là un tocco di buona grammatica per dare colore», ma la struttura fu per lui sempre un problema. La trama del celebre Huckleberry Finn ad esempio si sfalda verso la fine e lo stesso Hemingway che esaltava il romanzo definiva la risoluzione della storia «una truffa». L’autobiografia fu un tormento che lo tenne occupato per molti anni, a diverse riprese, dal 1870 al 1905, sempre insoddisfatto del risultato. «Che poca cosa sono le azioni e le parole di un uomo, la sua vita vera è nella sua testa ed è nota soltanto a lui, a nessun altro», scrive aggiungendo che «le biografie sono solo gli indumenti e i bottoni di un uomo – la biografia dell’uomo in sé è impossibile scriverla». Dopo numerosi tentativi decise di usare come metodo di composizione la dettatura e «iniziare da un momento qualsiasi della propria vita, spaziando a volontà fra i ricordi, parlare solo delle cose che interessano in quel momento, lasciarle cadere non appena l’interesse sbiadisce, trasportare il discorso sulle cose nuove e più interessanti che nel frattempo si sono imposte alla mente». Doveva essere una combinazione di «Autobiografia e Diario», una forma in cui «passato e presente siano costantemente in tensione», convinto che questa mancanza di cronologia lineare avrebbe aperto la via a una nuova forma autobiografica, un’invenzione letteraria che per importanza si piccava di paragonare alla macchina a vapore, alla stampa, al telegrafo. (more…)

Merini-Rotella, una visione per due

dicembre 21, 2010

La poetessa e il pittore da poco scomparsi, insieme testimoni della Milano lacerata e immaginifica

Gianluigi Colin per “Il Corriere della Sera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta. (more…)

Madame Marine e l’incubo francese

dicembre 20, 2010

Ritratto di Marine Le Pen, figlia del leader del Fronte Nationale Jean-Marie Le Pen e astro nascente dell’estrema destra francese. Ecco perchè in Francia sta tornando l’incubo di un nuovo “21 Aprile”.

di Sergio Luzzatto, Il Sole 24 Ore, 19 dicembre 2010

Uno spettro si aggira per la Francia. Ha le forme insieme gradevoli e inquietanti di una donna di quarantadue anni, troppo mediatica (buca lo schermo) per limitarsi a esercitare l’avvocatura, troppo madre (ha tre figli) per sembrare finta come una top model, troppo figlia (ha un padre padrone) per fare futuro senza evocare un passato. Lo spettro si chiama Marine Le Pen, e noi tutti ne risentiremo parlare. (more…)

Bolla misteriosa in Borsa a Teheran

dicembre 20, 2010

Roberto Bongiorni per “Il Sole 24 Ore”

Le sanzioni contro l’Iran funzionano? A giudicare dall’ottimo andamento della Borsa di Teheran non si direbbe. All’apparenza è quasi un paradosso. Se c’è uno stato isolato, evitato dal gotha finanziario mondiale, considerato un paria da gran parte della comunità internazionale, questo è proprio l’Iran. Anno dopo anno, il nemico numero uno di Israele e Stati Uniti si avvicina alla capacità di arricchire l’uranio a una gradazione tale da fabbricare, in teoria, ordigni atomici. La possibilità di un attacco a sorpresa non è mai stata esclusa. Troppi rischi, insomma, per investire. Per quanto ricca di petrolio e gas, la Repubblica islamica non fa certo gola al business internazionale. Anzi, per non incorrere nelle severe sanzioni unilaterali degli Stati Uniti, quasi tutte le società straniere stanno abbandonando, o comunque riducendo, i loro affari in Iran. (more…)

Così inventai la cultura a fascicoli

dicembre 18, 2010

La prima impresa fu «Impariamo l’inglese»: dovevamo defascistizzare l’Italia

Dino Messina per “Il Corriere della Sera”

Erano i tre moschettieri della divulgazione: Giovanni, laureato in medicina, con il pallino per la scienza e la stoffa del leader; Dino, laureato in legge, due baffetti e una presenza fisica che ne facevano il sosia di Amedeo Nazzari, un senso estetico assoluto e una passione per l’arte; Rino, il più giovane, entrato nell’azienda soltanto alla metà degli anni Cinquanta, con il gusto per le pubbliche relazioni. Dino non c’è più dal 2001, Rino si è trasferito in Bolivia, è toccato al primogenito Giovanni, classe 1920, che abita a Lugano dai primi anni Ottanta con la moglie Iris, seguire passo passo il volume a cura di Carlo Carotti e Giacinto Andriani, La Fabbri dei fratelli Fabbri (Franco Angeli, pagine 488, € 40), il catalogo dello storico marchio editoriale che si arresta al 1974, quando tutte le azioni furono cedute all’Ifi del gruppo Fiat. Oggi la Fabbri è un marchio del gruppo editoriale Rcs ma il racconto di Giovanni, che ci riceve da gran signore nel bar del Principe di Savoia a Milano, restituisce il fascino di una stagione pionieristica, quando con tanto entusiasmo, molta preparazione e poco danaro un neolaureato venticinquenne decise di dare l’assalto al mondo editoriale. (more…)

Ashura

dicembre 17, 2010

In Afghanistan, a Kabul, un gruppo di musulmani sciiti festeggia il Giorno della Ashura colpendosi a vicenda sulla schiena con delle lame fino a sanguinare, da “ilpost

Feltri ritorna “Libero”

dicembre 17, 2010

Pronto il divorzio dal “Giornale” e Sallusti per comprarsi (con Belpietro) la sua creatura. Gli Angelucci entusiasti di ricomporre la strana coppia del giornalismo italiano

Luca Telese per “Il Fatto”

E dopo il big bang di Montecitorio, anche la carta stampata si prepara a un nuovo clamoroso terremoto. Dopo aver lanciato diversi segnali (pubblici e non) e dopo aver spiegato i motivi del suo dissenso dalla linea tenuta da il Giornale negli ultimi mesi, Vittorio Feltri ha consumato in queste ore il suo divorzio definitivo dalla coppia di guidaAlessandro SallustiDaniela Santanché (nel ruolo di amministratrice della concessionaria della pubblicità, Visibilia).

Una separazione consumata senza rancori, nel rispetto personale e reciproco, ma con molta determinazione. Però l’addio imminente di Feltri dal quotidiano di via Negri non è un forfait definitivo, e prepara un altro non meno clamoroso colpo di scena. Un ricongiungimento conMaurizio Belpietro e un approdo a Libero. Non per entrare nei ranghi dell’attuale assetto editoriale, però, ma per realizzare un vecchio sogno: quello di farsi editore di se stesso e rifondare l’attuale modello propietario del quotidiano. In un primo momento l’idea era quella di fondarne uno nuovo. Poi si è aperta un’altra possibilità. (more…)

Richard Holbrooke, 1941-2010

dicembre 17, 2010

L’inviato speciale di Obama in AfPak, già rappresentante permanente all’Onu e consigliere di vari segretari di Stato, è scomparso martedì. Una punta di diamante della diplomazia statunitense, il cui più grande successo è stato l’accordo di Dayton

Dario Fazzi per “Limes

Chi volesse, un giorno, approfondire la storia e la figura di Richard C. Holbrooke, dovrebbe essere animato da una profonda passione per la diplomazia e la politica estera statunitense, e godere di una discreta disponibilità finanziaria.

Dovrebbe spostarsi infatti tra il Montana, il Maryland, il Michigan, il Massachusetts e la Georgia, per poi proseguire fino al Texas, fare un salto a New York, magari alle Hawaii e trovare il tempo di fermarsi anche a Washington.

Nemmeno un simile viaggio nel ventre della nazione americana potrebbe garantire all’appassionato studioso l’assoluta certezza di aver concluso la ricerca delle proprie fonti.

Egli dovrebbe spingersi fino ai più lontani angoli della terra per comprendere l’azione diplomatica di un uomo che ha servito, dal 1962 in poi, tutte le amministrazioni democratiche degli Usa, è stato ambasciatore in Germania e presso l’Onu, inviato speciale in Vietnam, Pakistan e Afghanistan e consigliere di vari segretari di Stato per gli affari europei e asiatici. (more…)

Dürrenmatt, requiem per il poliziesco

dicembre 17, 2010

Vent’anni fa moriva il drammaturgo-romanziere che fece a pezzi le regole del genere giallo. Esce ora anche in Italia “Il pensionato”

Alessandra Iadicicco poer “La Stampa

Moriva vent’anni fa a Neuchâtel, in Svizzera, Friedrich Dürrenmatt per le conseguenze di un infarto. Se ne andava così, all’età di 69 anni uno scrittore di lingua tedesca tra i più grandi del secondo dopoguerra. Scrittore di drammi teatrali di chiara ispirazione goethiana, e di racconti brevi di spiazzante ironia kafkiana. Lessing e Brecht furono poi tra i suoi artisti di riferimento: presi a modello per la veemenza della denuncia morale e per l’impudenza nell’esibire il grottesco, il sordido, il macabro come una diffusa piaga sociale. Grandissimo autore di prosa capace di dense metafore tragiche, di rappresentazioni fittamente simboliche, di scabrose provocazioni drammatiche (È scritto, La visita della vecchia signora, Un angelo scende a Babilonia tra le opere che gli diedero la fama su palcoscenici europei e americani), in più di un’occasione non seppe egli stesso essere all’altezza dei suoi più grandiosi progetti narrativi. Il complice, il testo su Israele Zusammenhänge («Relazioni»), lo sterminato lavoro degliStoffe («Materiali»), il Romanzo di Königen non rimasero che storie embrionali, frammenti di narrazioni, schemi, appunti, scalette.  (more…)

Hezbollah. Nel cuore del Potere svelato da WikiLeaks

dicembre 16, 2010

Alberto Stabile per “La Repubblica”

Se c´è un luogo più lontano dall´idea di potenza che evoca la parola Hezbollah, questo è Dahyeh, la periferia Sud di Beirut dove i miliziani sciiti del Partito di Dio hanno la loro centrale politica e il loro quartier generale. Nei vecchi palazzi di metà ‘900, le mura annerite dallo smog e sbrecciate dalle schegge d´innumerevoli bombe, regna il sovraffollamento. Le strade sono in preda a un traffico caotico e senza respiro. A testimoniare lo stato penoso delle infrastrutture, un´inestricabile ragnatela di cavi elettrici corre fra una fila di edifici e l´altra. Eppure, su questa periferia degradata aleggia un mito di efficienza militare e di scaltrezza politica che, se era già noto dai tempi della guerra contro Israele del luglio-agosto 2006, oggi trova conferma nelle pagine inedite WikiLeaks, dove gli Hezbollah emergono dalle testimonianze dei loro avversari come la “minaccia” da estirpare, il nemico da annientare. (more…)

Il Vampiro del Kosovo

dicembre 16, 2010

Tommaso Di Francesco per “Il Manifesto

La bomba è esplosa. Come anticipato dal solomanifesto domenica scorsa («Un vampiro nell’urna»), Hashim Thaqi, ex premier kosovaro albanese vincitore delle elezioni di domenica in Kosovo, è responsabile di traffico illegale di organi e di sangue. Uno scandalo dai risvolti criminali e diplomatici, emerso solo in parte con la recente incriminazione della magistratura Eulex di medici della clinica di Pristina «Medicus» e di alti funzionari del ministero della sanità. (more…)

Da Baudelaire ai «fiori» dei poeti italiani

dicembre 16, 2010

Davide Rondoni per “Avvenire

La voce di Charles Baudelaire continuo a vederla come galleria del vento, come banco di prova per la poesia contemporanea. Lo è, senza volermi dilungare, in quanto banco di prova delle visioni o meglio della mancanza di visioni dell’epoca contemporanea. Aveva ragione in questo senso un lettore come Arthur Miller, quando ricordava l’estraneità voluta ed esibita di Baudelaire ad un tempo che sarebbe stato il mondo della borghesia, con la sua «morale da cassieri», «goloso, affamato di cose e infatuato di se stesso».  (more…)

La Treccani va sul web per non finire sott’olio

dicembre 16, 2010

L’Enciclopedia in crisi punta sulla rete. E intanto viene trasformata in una dissacrante reliquia mentre Ceronetti impaglia il melodramma

Alessandro Gnocchi per “Il Giornale

Oggi al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO) l’enciclopedia Treccani finisce sottolio per iniziativa di Benedetto Marcucci. I 54 volumi della maggiore impresa culturale italiana sono immersi in altrettanti barattoli come fossero funghi o carciofini da conservare. L’ironica reliquia assume un significato speciale in questi giorni in cui i lavoratori dell’Istituto sono in sciopero a causa di una intervista rilasciata da Giuliano Amato. Il presidente aveva infatti annunciato una nuova strategia per far fronte alla concorrenza di Wikipedia, l’enciclopedia on line gratuita che avrebbe causato una emorragia inarrestabile di ordini (50mila nel 2003, 26mila nel 2009, 15mila fino ad agosto 2010). D’altro canto i sindacati fanno notare che, pur essendo la questione di assoluto rilievo, manca un vero progetto editoriale, industriale e di riassetto dell’azienda. (more…)

Specchio dei tempi, padrone è il lettore

dicembre 16, 2010

La popolare rubrica della Stampa compie 55 anni. Ha espresso decennio dopo decennio lo stato d’animo di una città e dei suoi abitanti. In un libro una selezione delle loro lettere

Roberto Bellato per “La Stampa

Giulio De Benedetti – che diresse La Stampa per vent’anni, fino al dicembre del ‘68 – arrivava al giornale a mezzogiorno. Entrava di buon passo nel suo ufficio in via Roma, con le tende sempre tirate («La penombra, diceva, favorisce la concentrazione») e si sedeva alla scrivania illuminata solo da una lampada. Poi chiamava il capocronista, Ferruccio Borio, per informarsi su fatti e umori della città. (more…)

23 anni di Hamas

dicembre 15, 2010

Decine di migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta in occasione del ventitreesimo anniversario della fondazione di Hamas, a Gaza City. (SAID KHATIB/AFP/Getty Images), da “ilpost

Via libera al gasdotto transafgano

dicembre 15, 2010

Firmato l’accordo definitivo per la realizzazione della pipeline che porterà il gas turkmeno a India e Pakistan attraverso l’Afghanistan

Enrico Piovesana per “Peacereporter

Tre mesi dopo la firma dell’accordo quadro, avvenuta lo scorso 20 settembre, i presidenti di Turkmenistan, Afghanistan e Pakistan e il ministro del Petrolio indiano si sono nuovamente ritrovati nella capitale turkmena, Ashgabat, per dare il via libera al progetto del gasdotto ‘Tapi’.

Il presidente afgano Hamid Karzai, quello pachistano Asif Ali Zardari, il presidente turkmeno Gurbanguly Berdimuhammedov e il ministro indiano Murli Deora hanno stabilito che la pipeline, che dovrebbe essere operativa dal 2015, avrà una portata annua di 30 miliardi di metri cubi di gas naturale, che finirà per l’84 per cento nelle condutture di Pakistan e India (in parti uguali) e per il restante 16 per cento verrà captato dalla rete afgana. (more…)

Ricette per uscire dalla crisi

dicembre 15, 2010

Molti Paesi stanno varando misure di austerity che rallenteranno il ritmo della ripresa. Eppure rilanciare lo sviluppo contenendo il debito è possibile: ecco come

di Joseph Stiglitz, La Repubblica Affari & Finanza, 13 dicembre 2010, da “Micromega

Nel periodo immediatamente successivo alla Grande Recessione, i Paesi si sono ritrovati con deficit senza precedenti in tempi di pace e sempre più forti ansie per il loro indebitamento pubblico in costante aumento. In molti Paesi tutto ciò ha portato a varare nuove misure di austerity, provvedimenti che quasi di sicuro comporteranno una maggiore debolezza per le economie nazionali e globali.Questi provvedimenti porteranno anche ad un cospicuo rallentamento del ritmo della ripresa. Coloro che così facendo auspicano significative riduzioni del deficit rimarranno amaramente delusi, dal momento che la recessione economica ridurrà considerevolmente il gettito fiscale e aumenterà le richieste di sussidi di disoccupazione e altri benefit sociali. (more…)

Usa-Corea: l’accordo è realtà

dicembre 15, 2010

L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Corea del Sud. Le differenze rispetto a quello siglato con l’Ue. Il prezzo pagato dagli Usa per l’ingresso ufficiale di Seul nell’economia mondiale

Fabrizio Maronta per “Limes

Ci sono voluti tre anni e un negoziato sfiancante che, fino all’ultimo, sembrava sull’orlo del fallimento, a causa delle forti resistenze delle lobby industriali statunitensi, in primis quella automobilistica. Ma alla fine il sospirato accordo è arrivato.

 La scorsa settimana Stati Uniti e Corea del Sud hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa definitiva sui punti più controversi dell’accordo commerciale siglato nel 2007 e, a tutt’oggi, in attesa di ratifica da parte del Congresso statunitense. (more…)

Massimo Mila, caro Zio Pavese con la Pivano punisci te stesso

dicembre 15, 2010

Massimo Mila è morto a Trino iil 26 dicembre 1988, dove era nato nel 1910

Dagli archivi dell’Einaudi le lettere inedite (non solo) editoriali del musicologo

Mario Baduino per “La Stampa

TORINO
Nel giornale di segreteria dell’Einaudi c’è un appunto dal titolo «Vivo per miracolo», del 18 giugno 1946. «Mila – vi si legge – domenica è andato in montagna e ha fatto un salto di 25 metri rischiando di rompersi l’osso del collo, ma si è soltanto lussato un ginocchio. Ne avrà forse per una ventina di giorni». È già un ritratto del grande musicologo. Rischiare l’osso del collo era una delle sue attività preferite, anche intellettualmente. E lo dimostrò nel lavoro apparentemente secondario per quanto riguarda la sua biografia, e per certi aspetti persino segreto, che svolse nella casa editrice prima come dipendente, anzi quasi subito condirettore della sede torinese dal ’43 al ’46, e poi come consulente, dal ’50 sino alla morte. Ora l’Einaudi pubblica le sue Lettere editoriali, plaquette natalizia – come d’uso si tratta di un volume fuori commercio – a cura di Tommaso Munari, che ne ripercorre la lunga avventura editoriale. (more…)

Se la Scala chiude, che male c’è?

dicembre 15, 2010
GUIDO CERONETTI per “La Stampa
Questa forma di teatro, il melodramma, l’Opera lirica, ha concluso il suo arco a metà del secolo scorso; è destinata a perdersi, è ormai un puro evento d’obbligo, ma di scarso significato. La musica invece è eterna, il teatro è eterno (di eternità per noi misurabili, che non valgono in aeternum). Ma anche nella musica per carnefici di lager c’è un soffio di eternità che vince il male; anche negli allestimenti di disperazione del Gulag c’è il soffio di eternità del teatro. Questo solo conta.

Il cartellone della Scala è, sia pure bellissimo, già un animale impagliato. Anche gli altri cartelloni… Che bisogno c’è di una stagione d’Opera al Regio di Torino? Di quelle voraci cavallette musicali dell’Arena di Verona? Non chiamiamo «cultura» un evento turistico estivo, costosamente mondano, con pizza finale di mezzanotte! La Fenice ha voluto morire, gioiello dell’epoca rivoluzionaria; ma era dal suo nome destinata a risorgere: potrà vivere di concerti. Si potrebbe lasciar vivere il Regio di Parma, dare una mano al festival rossiniano di Pesaro: Verdi e Rossini bastano, sono glorie, ricordi, e un Figaro qua e uno là fanno circensi di allegria. (more…)

Il naufragio di una nazione in balia della modernità

dicembre 14, 2010

Un saggio rilegge il quadro di Géricault: sulla “Zattera della Medusa” c’è la Francia del passaggio dall’età napoleonica alla restaurazione

Stenio Solinas per “Il Giornale

Prima di essere un quadro La zattera della Medusa fu un naufragio e uno scandalo politico. Prima di essere riconosciuto come un capolavoro assoluto, il suo autore Théodore Géricault (1791-1824) era già morto: «Quest’anno i nostri giornalisti hanno raggiunto il vertice della stupidità. Un articolo liberale loderà il tocco patriottico in un lavoro, lo stesso quadro giudicato da un ultra non sarà altro che una composizione rivoluzionaria, io sono stato accusato di aver calunniato l’intero ministero della Marina…».
Nel ritratto postumo che di lui si conserva, ha il volto scavato e lo sguardo tormentato di un sopravvissuto della zattera stessa, un giovane vecchio di appena trent’anni. A dipingerlo ci aveva pensato Alexandre Corréard, che di quel relitto era stato uno dei superstiti e dello scandalo politico il principale testimone d’accusa. Scriverà anni dopo lo storico Jules Michelet che il vero soggetto del dipinto «era la Francia stessa, la nostra intera società» e aveva ragione, perché mai come a bordo della nave prima e poi in quel ristretto spazio costruito con i suoi rottami, si raccolse la Francia in miniatura dell’epoca, il coacervo e il contrasto dell’età rivoluzionaria e dell’Ancien régime, dell’età napoleonica, e della Restaurazione. (more…)