Archive for marzo 2011

Ida, la fotografa delle avanguardie

marzo 22, 2011

Gustav Metzger, 1962 di Ida Kar © National Portrait Gallery, Londra

Sylvia Syms di Ida Kar, 1950s vintage bromide print © National Portrait Gallery, Londra

Una mostra alla National Portrait Gallery di Londra rende omaggio al talento della Kar, fotografa di origine armena e autrice di ritratti dei protagonisti europei della letteratura e dell’arte. Altre foto e articolo qui

Quino: «Disegno per capire gli umani. Mafalda mai più»

marzo 22, 2011

Silvia Santirosi per “l’Unità

Silenzi che raccontano più di mille parole, occhi dolci che esprimono l’infinita tristezza di essere costretti, dopo tanti anni, a guardare ancora lo stesso spettacolo. Parlando con Joaquín Salvador Lavado, in arte Quino, si tocca con mano quel riflesso del dolore di un paradiso impossibile di cui parlava Proust, è fare esperienza dell’essenza stessa del pudore. Non c’è esempio più concreto di come un’opera possa essere incarnazione del suo autore. Al Salone del libro di Parigi per che chiude oggi le sue porte, abbiamo incontrato il creatore di Mafalda, il disegnatore di tante illustrazioni che hanno descritto con spietata e delicata ironia il mondo contemporaneo. Che continua a persistere nella sua stupidità.

Perché disegnare? Per comprendere il mondo o per cambiarlo?

«Per capirlo. Penso che sia davvero difficile cambiare la natura umana. Siamo noi il vero problema. E disegno anche per liberarmi dalle mie frustrazioni, per essere più leggero».  (more…)

Il futuro europeo della Serbia

marzo 22, 2011

Un report della Commissione europea analizza la situazione del paese, a un passo dall’ingresso nell’Unione. Discriminazioni delle minoranze, traffici illegali e violazioni dei diritti umani. Riuscirà Belgrado ad adeguarsi agli standard di Bruxelles?

Eleonora Ambrosi per “Limes

Redatto il 9 novembre 2010 dalla Commissione europea, il “Serbia 2010 Progress Report” analizza l’attuale situazione del paese alla luce dei criteri economici, sociali e politici da soddisfare al fine di poter diventare un membro dell’Ue.

Un’attenta lettura del report si rivela di fondamentale importanza per capire le dinamiche che potrebbero influire sull’adesione della Serbia, che potrebbe avvenire a partire da questa primavera. 

I punti critici della relazione sono quelli che fanno riferimento alla situazione delle minoranze, al livello di discriminazione e ai traffici illegali.  (more…)

IL BOIA RACCONTA

marzo 22, 2011

“EICHMANN ERA IMPICCATO EPPURE BIASCICAVA ANCORA PAROLE! D’IMPROVVISO, L’ARIA DELLO STOMACO GLI USCÌ COL SANGUE. MI SOFFIÒ IN FACCIA. PENSAI: “OH NO, STA PER MANGIARMI!”. QUANDO LO PORTAMMO ALLA FORNACE, PER BRUCIARLO E COSPARGERE LE CENERI IN MARE, STAVO MALE” – IL PROCESSO AL NAZISTA FU LA CATARSI CHE TRASFORMÒ TANTI TRAUMI PRIVATI IN UN TRAUMA COLLETTIVO. L’OLOCAUSTO DIVENTÒ UN ELEMENTO FONDANTE DEL NUOVO STATO E DELL’IDENTITÀ ISRAELIANA…

Francesco Battistini per il Corriere della Sera, da “Dagospia

Come vi capivate, Shalom? «Con le mani. Linguaggio del corpo. Lui non parlava yemenita e io non sapevo il tedesco. Allora facevamo così – gesticola nell’aria -, perché non avevamo altro modo. Alla fine, lui capiva me e io capivo lui». (more…)

Ritorno su Mercurio

marzo 22, 2011

Davide Re per “Avvenire

Mercurio esce dall’oblio in cui era finito dal 1975, dopo la conclusione della missione Mariner 10. Da allora le notizie sul destino del pianeta erano state davvero scarse. Ma ora non sarà più così. La sonda statunitense Messenger, lanciata nel 2004 dal centro aerospaziale di Cape Canaveral in Florida, è ormai da due giorni in orbita al primo grande oggetto che ruota intorno al Sole. Sopra i cieli di Mercurio, la navicella ci rimarrà per un intero anno terrestre (tuttavia, la missione potrebbe essere allungata a tempo indeterminato, fino all’esaurimento dell’energia). Invierà dati e informazioni e riporterà questo pianeta di nuovo al centro dell’agenda scientifica internazionale, dalla quale appunto manca da oltre 35 anni.  (more…)

Le lattughe di Cernobil

marzo 22, 2011

Guido Ceronetti per “La Stampa

Fukushima adesso, che mai vedremo: lo spettro di Cernòbil ha i suoi appuntamenti ignoti.

Chi ha ricordi ricorda. Fummo rassicurati subito. Il prof. Colombo che dirigeva l’Ente nucleare, dichiarò subito che l’Italia, certo per i suoi meriti angelici, non sarebbe stata toccata dalla nube radioattiva. Così annunciavano le testate. Poi sì, sarebbe stata toccata, ma appena con deflorazione evangelica, qualche minima ricaduta in Veneto, guardarsi dai funghi sarebbe stato uno scrupolo sufficiente.

La fortunata penisola fu invece trattata con rudezza dalla celebre nube, che generò leucemie e tumori e provocò nella gente una violenta rivolta contro il piano perfettamente delirante del prof. Felice Ippolito, che avrebbe disseminato centrali nucleari come gustose noccioline un po’ dovunque. (L’atomo, in verità, non fu mai popolare in Italia). (more…)

Einaudi, la libertà è figlia del profitto

marzo 22, 2011

Luigi Einaudi (1874-1961)

Nella riflessione dell’economista liberale, le condizioni per il progresso materiale e morale dell’umanità

Il testo che qui anticipiamo è tratto dalla lectio magistralis che Giulio Giorello terrà oggi a Torino (ore 17,30, aula magna del Rettorato dell’Università), ricevendo il premio «A. Vitelli – Laico dell’anno» istituito dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni. Ordinario di Filosofia della scienza all’Università di Milano e editorialista del Corriere della Sera, Giorello è autore tra l’altro di Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo (Longanesi, 2010).

Giulio Giorello per “La Stampa

L’uomo libero «a nessuna cosa pensa meno che alla morte; e la sua sapienza è una meditazione non della morte, ma della vita». Così la Proposizione 67 nella parte IV dell’Ethica: questa è la caratterizzazione che dà Spinoza dello Homo liber. È persino ovvio come con queste parole il filosofo di Amsterdam rompesse con quella parte della tradizione cristiana, soprattutto cattolica, che vede nella sofferenza un merito per la libertà (nell’altro mondo) e che sceglie come proprio simbolo non tanto la croce, che pure è uno strumento di tortura, quanto il crocefisso, cioè un corpo umano raffigurato nel momento dello strazio maggiore, strazio che usualmente si nobilita con il nome di «passione». (more…)

L’insonne ansia d’inseguire il mistero divino

marzo 20, 2011

Emil Cioran

Gianfranco Ravasi per “Il Sole 24 Ore

«Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso». È forse questa la più lapidaria e folgorante carta d’identità di Emil Cioran, nato cent’anni fa, l’8 aprile 1911 a Rasinari, nella Transilvania rumena. Come è noto, questo inclassificabile scrittore-pensatore nel 1937, a 26 anni, migrò a Parigi, ove condusse il resto della sua vita fino alla morte avvenuta nel 1995. Straniero, quindi, per la sua patria d’origine, che aveva cancellato dalla sua anagrafe personale, abbandonandone anche la lingua. Straniero per la nazione che l’aveva ospitato, a causa del suo costante isolazionismo: «Sopprimevo dal mio vocabolario una parola dopo l’altra. Finito il massacro, una sola rimase come superstite: Solitudine. Mi risvegliai appagato». (more…)

Gil: «L’Italia è cultura. Che errore quei tagli»

marzo 20, 2011

Massimo Gatto per “Avvenire

Il clima intimista è quello di un concerto in salotto, ma la cornice no. Per Gilberto Gil depositare stasera la sua musica tra i velluti del Teatro Donizetti, sotto l’egida di Bergamo Jazz, significa infatti riannodare i fili di quella festa tropicalista che in 45 anni d’attività l’ha portato ad incidere 52 album e a vincere 7 Grammy, gli Oscar della musica. Quella al Donizetti è infatti la prima tappa di un cammino che porta il cantante-chitarrista di Bahia pure a Roma, domani, a Gorizia il 22, a Rovereto il 24 e a Bologna il 10 aprile, in compagnia del figlio Bem Gilberto alle percussioni e del richiestissimo Jaques Morelenbaum al violoncello

Se permette, partiamo dalla politica. Quale pensa sia stata la vittoria più importante incassata nei suoi panni di ministro della cultura del governo Lula?
Essere riuscito a far innalzare il budget per le attività culturali. Un aumento di fondi a tutto beneficio dei musei, delle biblioteche, dei programmi di sviluppo che in ogni angolo del Brasile avevano un gran bisogno di essere sostenuti. E poi credo di essere riuscito ad intavolare con la società un dialogo culturale al passo coi tempi, aperto al nuovo e non solo basato su aspetti tradizionali come in passato.  (more…)

Malaparte, il ritorno dell’Arcitaliano

marzo 20, 2011

Curzio Malaparte in un'illustrazione di Paolo Galletto

Dalla Francia al nostro Paese, lo scrittore della Pelle viene rivalutato dopo anni di ostracismo per le sue scelte politiche e esistenziali

Enzo Bettiza per “La Stampa

L’improvvisa resurrezione editoriale che in Italia, e in particolare in Francia, sta riportando alla luce dopo anni d’oscuramento e di oblio le opere, il ricordo, il mito proteiforme di Curzio Malaparte è senza dubbio uno dei fenomeni letterari più interessanti e insoliti del momento. Uno spregiudicato lavoro di recupero dello scrittore dimenticato di Kaputt e della Pelle l’aveva già compiuto, per primo, Giordano Bruno Guerri con una magistrale biografia revisionistica – L’Arcitaliano – pubblicata da Bompiani nel 1981. Seguirono altri tentativi similbiografici di minore impatto, intercalati dai soliti iati di silenzio, come se, tanto da sinistra quanto da destra, non si osasse ancora tirare il Malaparte intero fuori dal purgatorio degli scrittori impuri e infetti. Insomma persona non grata. (more…)

Qui l’arte è per portafogli illimitati

marzo 19, 2011

La statua a 1,2 milioni di euro, 18 Renoir per 50 milioni. In trattativa riservata la cassaforte che piace a J. Elkan

Francesca Pini per “Il Corriere della Sera

Vertice mondiale per l’arte antica e moderna alla fiera Tefaf di Maastricht, dove, da sempre, si riunisce il gotha degli antiquari e dei galleristi. Oltre ai direttori di musei internazionali che “surfano” tra gli stand per reperire il pezzo pregiato che entri a far parte delle raccolte permanenti, qui accorrono collezionisti dal portafoglio quasi illimitato. Affollatissima inaugurazione, che ha visto tra gli invitati anche John Elkann, presidente della Fiat, accompagnato dalla moglie, in uno scenario di bellezza e varietà artistiche che qui ostenta, fino al 27 marzo, capolavori ma anche oggetti curiosi, sempre di grande pregio. «Sono stato dall’antiquario Cesati e ho particolarmente apprezzato una cassaforte che metterei volentieri nel mio ufficio», dice Elkann. In effetti Cesaticonferma che per quel forziere (si tratta di un esemplare del 1769, di provenienza lombardo veneta) è in corso una trattativa riservata. Elkann non manca neppure di visitare lo stand del galleristaBernheimer Colnaghi, con sedi a Londra e New York, che qui a Maastricht ha portato due dipinti settecenteschi del veneziano Giovanni Antonio Pellegrini. (more…)

Obama vittima del suo ottimismo: intervista a Dan Schueftan

marzo 18, 2011

Il vicedirettore del Centro per gli studi sulla Sicurezza nazionale dell’Università di Haifa spiega come potrebbero evolversi i rapporti fra Israele, Egitto e Occidente dopo le rivoluzioni mediorientali. Il potere dei Fratelli musulmani. Il futuro della Striscia di Gaza

Cesare Pavoncello per “Limes

LIMES Israele sembrava adattarsi allo status quo in Medio Oriente. Ma ora non c’è più status quo. L’Egitto può tornare a minacciare Israele?

SCHUEFTAN La situazione in Medio Oriente non è incoraggiante. Come spesso accade la scelta non è fra bene e male, bensì fra male e peggio. Sin dall’inizio della sua storia moderna, questa regione ha visto nascere e vegetare regimi che avevano poco o niente in comune fra loro sia in quanto a storia che in una proiezione futura. L’unico denominatore comune a tutti i regimi di questa regione è sempre stato – e temo che continuerà a essere anche nel prossimo futuro – l’ostilità nei confronti di Israele. Purtroppo, la visione proposta da Shimon Peres – un Medio Oriente con una struttura simile a quella del Benelux – non è cosa che riguardi questa nostra èra. Temo che gli avvenimenti in corso possano anzi peggiorare il panorama regionale.
Israele non potrà non prendere in considerazione che la realtà precedente, basata sulla tranquillità sul fronte egiziano, è cambiata. La premessa della pace con l’Egitto aveva consentito a Israele di mantenere un esercito in cui la quantità era secondaria rispetto alla qualità. Certo, ci vorrano almeno dieci-quindici anni perché gli egiziani dispongano di una forza militare che possa dare pensiero a Israele e che si distacchi dalla dipendenza dagli americani. Nel frattempo, fin quando le tendenze non saranno chiare, Israele dovrà inserire fra gli scenari possibili quello che prima era stato messo nella categoria dell’impossibile. (more…)

POTERI MARCI GLOBALI

marzo 18, 2011

GOLDMAN SACHS (DOPO LE ORGIE DI DERIVATI E GRASSE COMMISSIONI) CERCA LA VERGINITA’ PERDUTA CON NUOVE REGOLE PER LA “TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI” – IN GRECIA ANCORA BESTEMMIANO PER I CONSIGLI DELLA SOCIETA’ DI BLANKFEIN CHE, IN CAMBIO DI SUPER PARCELLE, CREO’ DERIVATI PER TAROCCARE I CONTI GRECI AGLI OCCHI DELL’EUROPA – ALLA GOLDMAN È STATO IMPEDITO, PER IRREGOLARITA’, DI VENDERE LE AZIONI FACEBOOK E S’E’ BECCATA PURE UNA MAXI-MULTA DA 550 MLN DI EURO…

Antonio Carlucci per “l’Espresso“, da “Dagospia

Che notte, la notte di martedì 16 novembre 2010. L’epilogo di una giornata che non scorderanno mai più. Cominciata con una telefonata di buon mattino da parte di Lloyd Blankfein, il grande capo di Goldman Sachs, che annunciava la lieta novella: da quel giorno 110 dipendenti diventavano partner della più grande banca di affari del mondo. Più di una promozione, più di una medaglia sul campo, più dello stipendio da 600 mila dollari l’anno e il diritto a partecipare alla distribuzione dei guadagni della società sotto forma di bonus. (more…)

Leopardi, che scostumati gli italiani

marzo 18, 2011

Nelle Operette morali sottolinea l’assenza di un’etica civile. Così un testo scritto nel 1824 sembra descrivere i vizi d’oggi

Ernesto Ferrero per “La Stampa

Quando Pietro Vieusseux, da Firenze, gli propone di collaborare ad Antologia, Giacomo Leopardi si schermisce cortesemente. Vive fuori dal mondo, è un vero ignorante in fatto di filosofia sociale, fa discorsi impopolari. Dice che gli uomini non gli interessano punto. Li guarda «superficialissimamente» dalle lontananze di una solitudine che sta a metà tra l’abitudine e il vizio. In realtà nulla lo appassiona più degli uomini, questi esseri così deludenti e difettivi, questi supponenti pidocchi del creato. Da lontano l’eremita ci vede benissimo: ha la pazienza maniacale dell’antropologo e la capacità di sintesi di uno storico della «lunga durata».  (more…)

«Fotografami qui, sarà uno scandalo». Pasolini tre giorni prima di morire

marzo 18, 2011

La scrittura, le case, l’intimità: settantotto scatti a Sabaudia e Chia, che il poeta non fece in tempo a vedere

Lorenzo Viganò per “Il Corriere della Sera

Seduto a un grande fratino di fronte alla finestra. Mentre batte sui tasti della Lettera 22. Intento a rileggere e correggere con una Bic i fogli dattiloscritti. Ma anche di fianco alla sua Alfa 2000 sul ponte di una Sabaudia spettrale, con il vento che gli scombina i capelli o mentre cammina tra strade deserte e architetture fasciste. E poi ancora al lavoro, inginocchiato per terra a disegnare, e infine nudo, completamente nudo, in una camera da letto austera, con le pareti di pietra e la coperta a uncinetto, disteso a leggere un libro prima di addormentarsi. Lui, solamente lui, circondato dal silenzio e dalla solitudine. È un Pier Paolo Pasolini intimo e privato quello ritratto dal fotografo Dino Pedriali nell’ottobre del 1975. Spiato con discrezione nei momenti della sua vita quotidiana in situazioni che, nelle intenzioni dello scrittore, avrebbero dovuto rientrare nel progetto Petrolio, il suo ultimo romanzo (incompiuto) uscito postumo, nel 1992. Immagini in bianco e nero che dopo essere state custodite gelosamente per 35 anni, intraviste appena in una mostra allestita a Roma dopo la morte dello scrittore, e in parte stampate per quell’occasione in un libro (ormai introvabile), vengono ora pubblicate integralmente nel volume Pier Paolo Pasolini. Fotografie di Dino Pedriali (Johan & Levi editore, pp. 120, € 38), in uscita il 17 marzo. Settantotto immagini, scattate in un due sessioni di due giorni ciascuna tra la casa di Sabaudia e quella di Chia, nel viterbese, di cui fanno parte per la prima volta tutti quei nudi (anche notturni, scattati tra il 28 e il 29 ottobre) che nessuno aveva mai visto; nessuno, nemmeno lo stesso Pasolini che morì poche ore prima che Pedriali glieli mostrasse. Un libro che non è solo una raccolta di fotografie, dunque, ma una sorta di documento, di racconto, reso ancora più intenso, e tragico, dalla storia che lo accompagna. (more…)

L’uomo dell’LSD

marzo 17, 2011

La vita di Owsley Stanley, leggendario distributore di droghe nella California degli anni Sessanta. Era convinto che le sostanze psichedeliche servissero a rinnovare la nostra connessione con il pianeta

da “ilpost

Il Wall Street Journal racconta l’avventurosa storia di Owsley Stanley, leggendario produttore e distributore di LSD nella California degli anni Sessanta, morto nei giorni scorsi.

Stanley è noto per avere distribuito, spesso gratuitamente, migliaia – alcuni sostengono milioni – di dosi di LSD durante i concerti. Era convinto di dare un grande contributo alla società introducendo una nuova forma di consapevolezza. (more…)

Moro, un testimone racconta: “Controllavamo il covo Br di via Montalcini”

marzo 17, 2011

da “Il Fatto

Via Montalcini, uno dei misteri italiani. Sul covo delle Br del quartiere Portuense di Roma, che secondo la ricostruzione ufficiale è stata la prigione di Moro per tutti i 55 giorni del drammatico sequestro, ora emergono nuovi elementi. Alla vigilia della commemorazione per il 33esimo anniversario del rapimento dl presidente della Dc Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta in via Fani sul sito www.cadoinpiedi.it viene pubblicato un articolo dove viene riportata la testimonianza di una persona che nel 1978 era un militare di leva.

L’uomo racconta alla giornalista e scrittrice Stefania Limiti, autrice de “L’anello della Repubblica” (edito da Chiarelettere) che durante il rapimento venne scelto per far parte di un gruppo di dieci uomini chiamati per tenere sotto osservazione via Montalcini. Era il 23 aprile del 1978. L’uomo, già ascoltato dalla Procura di Roma, racconta: “Ci dissero di tenere sotto osservazione l’appartamento dove era sequestrato l’onorevole Aldo Moro. Il nostro compito principale – continua – era controllare tutti i movimenti provenienti da quell’appartamento. Avevamo una postazione di controllo: sulla strada era situato un lampione per l’illuminazione stradale che fu smontato pezzo per pezzo da falsi tecnici dell’Enel, portato in una caserma dei Carabinieri dove fu installata una micro telecamera all’interno della lampadina: serviva per vedere gli spostamenti all’interno dell’appartamento”. (more…)

I writers al museo. Virtuale

marzo 17, 2011

Bansky Betlemme 2008

Robof Terracina via Pontina 2010

Si chiama ‘Lascia il segno‘ il primo vero e proprio museo dedicato agli artisti di strada. Ed è curato, alimentato e gestito da due signore esperte d’arte. Che girano l’Italia per fotografare i muri delle città. Altre foto e articolo qui

«Voglio baciarla. Ho deciso»

marzo 17, 2011

I sentimenti dello scrittore nella mostra che Milano dedica alla grande americanista. I biglietti e le lettere. «Ero geloso come un gorilla»

Ida Bozzi per “Il Corriere della Sera

Del legame che unì Cesare Pavese e Fernanda Pivano, il giovane scrittore già animatore dell’appena nata casa editrice Einaudi e la studentessa che chiedeva «Ma che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese?», divenuti pilastri della cultura del Novecento, si sa quasi tutto. Eppure altro di nuovo emerge – utile a capire anche la temperie di impegno che animava il mondo culturale di allora – appena si legga un nuovo inedito, quale è la lettera di Cesare Pavese che pubblichiamo in queste pagine e che sarà tra i materiali della mostra «Fernanda Pivano. Viaggi, cose, persone», a Milano dal 6 aprile. (more…)

Come l’Italia fa scappare la musica: un film racconta l’esodo del Rototom

marzo 15, 2011

di Lorenzo Galeazzi e Federico Mello per “Il Fatto“, video

In un Paese pieno di problemi come l’Italia, l’esodo in Spagna di un festival musicale non ha fatto molto scalpore. Certo, il Rototom Sunsplah, Festival Reggae più importante d’Europa – dal 1994 andava in scena Friuli – non è la Fiat che (forse) va a Detroid, né l’Olivetti che dilapida un patrimonio industriale nazionale. Ma il suo trasferimento in Spagna, adesso raccontato in un documentario che verrà presentato oggi a Roma, rappresenta bene l’incapacità della nostra politica di valorizzare la cultura giovanile e le eccellenze del territorio. (more…)

Come si rigenera lo spirito scientifico

marzo 15, 2011

Elena Cattaneo e Gilberto Corbellini per “Il Sole 24 Ore

La ricerca sulle cellule staminali è un’occasione per parlare di scienza ai giovani. Un soggetto di grande interesse da cui prende vita un incontro preparato da docenti di quattro Università in collaborazione con professori delle scuole superiori e con esperti di comunicazione. Si tratta di un evento per ricordare l’impegno civile – anche se non sempre adeguatamente apprezzato e valorizzato – degli scienziati, attraverso il loro lavoro ordinario. Insieme ovviamente a ingegneri, medici, insegnanti e tanti altri la cui attività consiste nell’utilizzare o insegnare i metodi della scienza e le possibilità delle tecnologie per migliorare le condizioni umane. Un incontro per suggerire di intraprendere anche da noi la strada del «capire per decidere consapevolmente», verso quale futuro andare. Un’opzione che forse non è stata sempre praticata nell’Italia degli ultimi 150 anni. La ricorrenza celebrativa assegna, all’iniziativa, la funzione di ricordare a tutti che «i progressi della Scienza e della Società», attraverso l’educazione a un senso civico laicamente connotato, sono fattori di unificazione. Per cui il sentimento stesso dell’unità del paese, potrebbe riprendere forza propulsiva da una intensificazione del dialogo tra scienza e società. (more…)

Carlo Bo e il gatto nella valigia

marzo 15, 2011

Il ricordo di un maestro

Maria Luisa Spaziani per “Il Corriere della Sera

Camminavo di prima sera sotto i portici di piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione, quando vedo che mi supera quasi affannosamente un distinto signore di grande taglia che stringeva nella mano destra una valigia. Una cosa mi attirò subito l’attenzione: dalla valigia fuorusciva una coda di pelo bianco, come se un gatto ci fosse rimasto impigliato. Istintivamente corsi dietro a quel signore e lo presi risolutamente per la manica. Mi guardò con l’implicito rimprovero di chi dice «non vede che ho fretta» e io mi accorsi che si trattava di Carlo Bo. Ero stata a sentirlo a Palazzo Madama per non so quale centenario, e il titolo del grande convegno organizzato all’università riguardava i grandi crediti che Torino aveva nei confronti della letteratura e del costume del Piemonte. Si era parlato dell’Alfieri, di Nietzsche, di Gozzano, di Graf e di illustri nomi semidimenticati come Umberto Cosmo, Luigi Ambrosini e Dino Mantovani. Si era parlato dei grandi editori, da Streglio, al quale si devono il primo Gozzano, il primo Pirandello e la schiera dei primi crepuscolari storici, a Gobetti e, naturalmente, a Einaudi. E per gli ultimi tempi si faceva il nome di Pavese e del giovane Calvino. (more…)

Se è il caos ad essere ordinato

marzo 14, 2011

Umberto Bottazzini per “Il Sole 24 Ore

Sotto la veste di quello che oggi si chiama con apparente ossimoro caos deterministico, la categoria della complessità si è affacciata nella scienza alla fine dell’Ottocento, in maniera tanto inaspettata quanto imbarazzante. Studiando le orbite di tre corpi soggetti alle sole forze di attrazione gravitazionale descritte dalle equazioni di Newton – come è per esempio il caso del Sole, la Terra e la Luna – nel 1890 Henri Poincaré si rese conto, con sorpresa e sgomento, che le soluzioni formavano un groviglio inestricabile di curve: «Si rimarrà impressionati dalla complessità di questa figura, che nemmeno tento di disegnare», affermava allora Poincaré. L’esistenza di sistemi dinamici con traiettorie instabili, che rendono impossibile la previsione degli eventi futuri, era già stata intravista fin dal 1873 da Clerk Maxwell in un saggio su determinismo e libero arbitrio. «Una causa minima, che ci sfugge, determina un effetto considerevole, del quale non possiamo non accorgerci: diciamo allora che questo effetto è dovuto al caso», dirà Poincaré. (more…)

Viaggio nella “Zona” grigia dove persino il male non ha più alcun colore

marzo 14, 2011

Il romanzo di Énard conduce nel cuore della guerra moderna con stile inimitabile: 500 pagine, una sola avvincente frase

Stenio Solinas per “Il Giornale

Che cos’è la Zona? Un luogo geografico, un luogo della mente, oppure l’uno e l’altro, il territorio delle divinità irate e crudeli che dall’antichità al mondo moderno non è mai cambiato, ma è divenuto irriconoscibile, la terra desolata dove Polemos, il dio della guerra, celebra se stesso?
Sul treno che da Milano lo conduce a Roma, Francis Servain Mirkovic, alias Ivan Deroy, si pone questa domanda: è giovane, è un «funzionario della Difesa» francese, nome ambiguo per una professione che in virtù dell’interesse nazionale mette la sordina ai diritti civili, è in fuga dal proprio mestiere e dalla propria vita. Porta con sé una valigetta, dove è documentato il male. Foto, liste di nomi, riepilogo di operazioni, depistaggi, esecuzioni, la Zona grigia delle ombre e delle manipolazioni, la faccia nascosta della politica e in fondo dell’esistenza, lì dove non esiste il dubbio e viene esaltato il pragmatismo: ogni problema ha sempre la sua soluzione, ciascuno ha il suo diavolo da abbattere e più si è radicali nella risposta meno la domanda si ripresenterà a tormentarci.
Francis è uno che si è ritrovato sprofondato nella fascinazione della violenza, la sua, quella degli altri, ci si è dissolto dentro. Ne vorrebbe uscire, ma non sa come, e fatica anche ad afferrarne il perché. Se tutto fosse dovuto a una tara ideologica, tutto sarebbe più semplice: da ragazzo Francis è stato fascista, e forse lo è ancora, il culto delle uniformi, una certa mistica del coraggio e della morte, del sangue e del suolo, qualche nome di scrittore maledetto più orecchiato che letto, Brasillach, Pound… Ma suo padre, che ha fatto la Resistenza, nella guerra di Algeria si è ritrovato a torturare i partigiani algerini che lottavano per la loro libertà e la loro indipendenza… E poi, erano fascisti i comunisti dei gulag, l’esercito rosso che costella di stupri e di stragi la sua avanzata verso Berlino? Fascisti i guerriglieri palestinesi in Libano, ma anche i falangisti libanesi che a Sabra e Chatila passarono a fil di spada donne e bambini, e gli israeliani che li lasciarono fare? Fascisti i serbi ortodossi e fascisti i croati cattolici, fascisti i musulmani iracheni e fascisti i marines americani di Abu Grahib? (more…)

Sembra Cartier-Bresson ma è una governante

marzo 14, 2011

Uno degli scatti di Vivian Maier

Un imprenditore compra per pochi dollari a un’asta una scatola di negativi. Gli scatti della sconosciuta Maier si rivelano capolavori

Viviana Bucarelli per “La Stampa”

Un paio d’anni fa John Maloof, giovane imprenditore e agente immobiliare di Chicago con la passione per la storia e per gli oggetti del passato, a un’asta si ritrova di fronte a una scatola di negativi. Fa un’offerta di 400 dollari nella speranza di trovare delle fotografie di Chicago per il libro su cui stava lavorando insieme a Daniel Pogorzelski, su Portage Park, il suo quartiere a Nord della città. Si aggiudica i negativi, provenienti da una cassetta di deposito abbandonata, di cui non erano stati effettuati i pagamenti. Non trova in realtà nessuna foto che possa essergli utile per la pubblicazione, ma quello che gli appare davanti agli occhi è un vero e proprio tesoro che lo lascia senza fiato. Una scoperta prestigiosa per il mondo dell’arte, l’opera di una fotografa eccellente, Vivian Maier, ma del tutto sconosciuta. Almeno fino a quel momento. (more…)

Henry James, un americano a Londra

marzo 11, 2011

Ecco l’ “Autobiografia degli anni di mezzo” dell’autore newyorkese con la prefazione di Virginia Woolf. Un giovanotto di talento e belle speranze a colloquio con mostri sacri come Carlyle, Spencer e George Eliot

da “il Giornale

I fatti principali di quella Londra lontana, come tutti i testimoni dell’epoca sono concordi nell’affermare, stridevano per la loro piccolezza in contrasto con le dimensioni della città, e la scarsità di distrazioni e divertimenti disponibili spingeva i più mondani ad allargare la propria cerchia di conoscenze, formando una società molto accessibile e per certi aspetti estremamente invidiabile. Quali che fossero le ragioni dell’ammissione nei salotti mondani londinesi – sia che si potessero vantare risultati tangibili o semplicemente abilità degne di rispetto – si aveva poi il privilegio d’incontrarvi alcune tra le più illustri figure dell’epoca. (more…)

Todorov: la nostra identità una e centomila

marzo 11, 2011

L’incontro con l’altro non deve fare paura: tutti i gruppi umani sono in sé pluriculturali

TZVETAN TODOROV da “La Stampa

Per affrontare il tema della pluralità delle culture nell’ambito di una società, mi vedo obbligato a precisare anzitutto il senso della parola «cultura». Lo impiegherò nell’accezione che, da oltre un secolo, le hanno dato gli etnologi. In tale senso ampio, descrittivo e non valutativo, ogni gruppo umano ha una cultura: è il nome dato all’insieme delle caratteristiche della sua vita sociale, ai modi di vivere e di pensare collettivi, alle forme e agli stili di organizzazione del tempo e dello spazio, e questo include la lingua, la religione, le strutture familiari, i modi di costruzione delle case, gli utensili, i modi di mangiare e di vestirsi. I membri del gruppo, inoltre, qualunque siano le sue dimensioni, interiorizzano tali caratteristiche sotto forma di rappresentazioni mentali. La cultura esiste dunque a due livelli strettamente correlati: quello delle pratiche comuni al gruppo e quello dell’immagine che esse lasciano nello spirito dei membri della comunità.  (more…)

I primi 80 anni di Murdoch, “Ora scelgo i presidenti Usa”

marzo 11, 2011

Da quando era un piccolo editore, i suoi sogni si sono avverati in pieno. E negli Stati Uniti la sua influenza sulla politica repubblicana è straripante

Federico Rampini per “la Repubblica

“Information does not want to be free”. E’ il Verbo di Rupert Murdoch, che oggi compie 80 anni. Quella frase pronunciata pochi giorni fa per lanciare la sua nuova creatura, The Daily, cattura l’ambivalenza del più potente magnate mondiale dei mass media. L’informazione non vuole essere “free”, nel senso di gratuita? O “libera”? A un età in cui la maggioranza si gode la pensione, Murdoch non è solo all’apice della sua espansione (con il controllo totale di Sky), e appassionato di nuovi progetti come il “giornale fatto solo per l’iPad”. E’ anche capace più che mai di eccitare passioni bipolari: odio estremo, ammirazione sconfinata.
L’America si scopre ossessionata da quest’uomo, gli rimprovera un potere politico perverso; e gli riconosce una fede tenace nel futuro dell’informazione. Ricorre un altro anniversario: 35 anni fa Murdoch sbarcò qui a New York, provinciale australiano. Nel 1976 New York sprofondava sottoterra. Omicidi a Central Park, crimini dilaganti, disoccupazione da Grande Depressione. Murdoch intuì come pochi altri una metropoli pronta a rinascere. Un terzo di secolo dopo, Business Week calcola che “in ogni istante della giornata, almeno una famiglia americana su 4 sta guardando le sue tv o i suoi film, leggendo i suoi giornali o libri della sua casa editrice”. Su The New York Magazine Jonathan Mahler si arrende: “Questa è diventata la sua città, noi siamo solo residenti”. (more…)

I neopirati informatici: Liberatori del sapere o usurpatori di diritti

marzo 11, 2011

Una canzone del ’700 diceva che se i fratelli della costa fossero stati cacciati dai mari sarebbero tornati volando. Quasi una profezia al tempo degli hacker e di WikiLeaks

Giulio Giorello per “Il Corriere della Sera

Febbraio 2007, ovvero… i turbamenti del piccolo Holden: sentendo un trascinante brano di Prince, Holden Lenz, età 18 mesi, si è messo a ballare. La madre Stephanie, trovando la scena irresistibile, l’ha registrata in formato digitale e ha caricato il video su YouTube. Quattro mesi dopo l’Universal Music Group, che controlla una parte dei diritti d’autore del cantante, ha minacciato la signora Lenz di pesanti sanzioni economiche e giuridiche, ottenendo infine che YouTube rimuovesse il video incriminato. Sapevamo che, al tempo della pirateria classica, non mancavano donne energiche almeno quanto i colleghi maschi; ma arruolare una madre di famiglia tra le «sorelle della costa» oggi pare decisamente eccessivo! Questo, almeno, è il parere del giurista Lawrence Lessig, che apre con i dolori di Stephanie e Holden Lenz la sua ultima fatica,Remix. Il futuro del copyright (e delle nuove generazioni). Non senza ricordare che da decenni negli Stati Uniti «i tribunali civili federali sono stati usati per fare la guerra alla pirateria» senza esclusione di colpi. (more…)

PIETÀ PER MICHELANGELO TACCAGNO

marzo 10, 2011

ALLA MORTE, IN CASA DI BUONARROTI TROVARONO TRENTA CHILI D’ORO – SI DICE CHE AVESSE GUADAGNATO L’EQUIVALENTE DI METÀ DEL CAPITALE DI AGOSTINO CHIGI, IL PIÙ RICCO BANCHIERE DEL MONDO – MA AVEVA IL BRACCINO CORTISSIMO E VIVEVA COME UN BARBONE – ANDAVA A LETTO CON GLI STIVALI INDOSSANDOLI COSÌ A LUNGO CHE QUANDO FINALMENTE LI TOGLIEVA, TIRAVA VIA ANCHE LA PELLE… – –

Francesca Bonazzoli per “Il Corriere della Sera“, da “Dagospia

Era un venerdì quando, il 18 febbraio 1564, Michelangelo moriva nella sua casa romana di Macel de’ Corvi. Negli ultimi anni della sua lunga vita aveva disegnato per gli amici un gran numero di Crocifissi e Pietà, ovvero soggetti di devozione del corpo santo di Cristo cui era stato iniziato da Vittoria Colonna, la marchesa che riuniva intorno a sé una cerchia di cattolici che si battevano per la riforma morale della Chiesa. (more…)

Dante e i dannati «senza nome»

marzo 10, 2011

Roberto l. Zanini per “Avvenire”

Ricordate Vanni Fucci, il personaggio che si incontra nell’ottavo girone, a chiusura del XXIV e in apertura del XXV canto dell’Inferno di Dante? Prima di lui, nella Commedia, non c’è anima dannata che osi dire «io sono», aggiungendo poi il proprio nome di battesimo. Una vera e propria eccezione. Vita bestial mi piacque e non umana, / sì come a mul ch’i fui; son Vanni Fucci / bestia, e Pistoia mi fu degna tana, afferma Fucci non appena si imbatte nel Poeta. Poco dopo, all’inizio del canto seguente, si esibisce in un’oscena bestemmia.

Due manifestazioni che fanno esclamare a Dante: «Non vidi spirto in Dio tanto superbo». Perché un giudizio così netto nei confronti di un dannato non peggiore di altri? La risposta sarebbe nella duplice offesa a Dio, in quanto Dante considera che pronunciare all’inferno il proprio nome di battesimo in prima persona equivalga a bestemmiare.  (more…)

Quando l’amore è troppo intelligente

marzo 10, 2011

Dalla corrispondenza, durata quindici anni, fra la Ocampo e Drieu La Rochelle emergono due mondi, due culture, due caratteri. Così il sentimento che li legò fu qualcosa di più e di meno di una vera passione

Stenio Solinas per “il Giornale

L’anno in cui si incontrarono, il 1928, Victoria Ocampo era una bella e ricca argentina non ancora quarantenne, sposata, ma di fatto separata e con un unico grande amore alle spalle, e Pierre Drieu La Rochelle un brillante trentacinquenne senza lavoro fisso, al secondo e già fallito matrimonio, con molte avventure sentimentali dietro di lui. Che cosa spingesse l’una nelle braccia dell’altro e viceversa non è facile dire: negli scrittori Victoria cercava gli uomini, anche se pur sempre come intesa di anime, più che di corpi; quanto a Drieu, la sua attrazione era figlia della prevenzione, il fascino esercitato da una donna intelligente, ovvero ai suoi occhi un controsenso, se non un elemento contro natura.
Come che sia, furono amanti, restarono amici, si scrissero, viaggiarono insieme, polemizzarono anche duramente, ma senza che questo incidesse sulla stima e l’affetto reciproci. La Ocampo fu l’unica donna alla quale La Rochelle lasciò scritte, in busta chiusa, le ragioni del suo suicidio, e nel lungo tempo che lei gli sopravvisse quel ricordo sentimentale e intellettuale non venne mai meno, il restare comunque fedele a chi era stato sconfitto dalla politica e dalla storia. Adesso la casa editrice Archinto pubblica, a cura di Julien Hervier, Amarti non è stato un errore (pagg. 218, euro 17, traduzione di Enrico Badellino), la corrispondenza fra loro intercorsa dal ’29 al ’44, e da essa viene una luce particolare a illuminare le due figure e un’epoca, quella fra le due guerre, così drammatica. (more…)

Rossi Doria, in Italia il riformismo è un’utopia

marzo 10, 2011

Rossi Doria negli Anni 50 con l’economista Michele De Benedictis all’epoca suo assistente

Fu tra i fondatori del Partito d’Azione. Una biografia spiega l’attualità del suo pensiero

Marcello Sorgi per “La Stampa

Manlio Rossi Doria (1905-1988) è stata una singolare figura di intellettuale, economista e politico. Prima comunista poi tra i fondatori del Partito d’Azione non ha mai smesso il suo impegno meridionalista Simone Misiani ne ha curato la biografia per Rubettino Oltre a colmare un vuoto inspiegabile, a distanza di molti anni dalla scomparsa, la biografia di Manlio Rossi Doria (Simone Misiani, Manlio Rossi Doria un riformatore del Novecento, pagg. 722, euro 30, Rubbettino Editore), intellettuale, meridionalista, tra i fondatori del Partito d’Azione, tenta di dare una spiegazione alla difficoltà, per non dire l’impossibilità, del riformismo e dei riformisti in Italia. Prendendo a modello non solo un uomo, ma un’intera generazione di uomini e donne rilevanti, che trovandosi ad attraversare in qualità di antifascisti clandestini, e poi di protagonisti della politica, il passaggio tra la fine del fascismo e della guerra e la nascita della Repubblica, tentarono inutilmente di radicare nella nuova Italia un processo riformatore, rivelatosi, purtroppo, alla lunga e al di là della serietà delle loro intenzioni, impraticabile. (more…)

La coscienza a colori

marzo 8, 2011

Martin Monti per “Il Sole 24 Ore

Nel 1873, Camillo Golgi diede colore al cervello umano per la prima volta. Un colore scuro, nerastro, che gli permise di vedere, nel loro intero, gli atomi del nostro cervello: i neuroni. È grazie ai neuroni che possiamo vedere il mondo che ci circonda, correre, ricordare, sognare e pensare al futuro. Ma come si studia il cervello? Come si fa a capire come miliardi di neuroni possano trasformare vibrazioni dell’aria nella nostra canzone preferita, o come onde elettromagnetiche diventino la luce e i colori di un film? Cosa succede la sera quando ci addormentiamo, come fa il nostro cervello a produrre i sogni? E come fa a farci sentire felici, innamorati o tristi? (more…)

Basta con Fritz e la droga. Ho disegnato la Genesi come un film di Hollywood

marzo 8, 2011

Luca Raffaelli per “La Repubblica”

La Bibbia disegnata dal più irriverente autore di fumetti. Potrebbe sembrare una provocazione, oppure il segno di una inattesa conversione. E invece non è né l´una, né l´altro. Il libro della Genesi illustrato da R. Crumb (Mondadori, 224 pgg., E. 19) è l´opera che non ti aspetti: una versione a fumetti che riporta fedelmente il testo originale (nella traduzione e cura di Giannantonio Borgonovo). E senza nessuna trasgressione. Certo, Crumb (67enne di Philadelphia) non è Doré (anche se il confronto artistico regge) e nei suoi disegni si può intravedere una sorridente laicità. Padre del fumetto underground, Crumb in Italia è noto soprattutto per aver creato Fritz il gatto, personaggio che ha vissuto in pieno i tempi della liberazione sessuale e che un cartone animato, agli inizi degli anni Settanta, fece diventare popolare come il “pornogatto”. Un artista fuori del sistema come Crumb non poteva appoggiare un´operazione (commerciale) come quella: così in una storia fece uccidere Fritz da una sua amante. Finiti i tempi alternativi, l´arte di Crumb ha continuato a galoppare, affrontando i temi più diversi (dalla religione alla storia d´America, dalla musica al sesso) in maniera appassionata e anticonformista. (more…)

Avevo una zia indigena con una piuma in testa

marzo 8, 2011

Ricordi familiari, l’infanzia romana e soprattutto Cuba: «Con grande amore», l’ultimo scritto di Alba de Céspedes

Alba de Céspedes, da “Il Corriere della Sera

Quando ero bambina, Cuba era una canzone di gesta che mio padre mi raccontava, un paese di leggenda e, innanzi tutto, un segreto tra lui e me. L’ho conosciuta molto più tardi. Sono nata a Roma dove mio padre nel 1908 era stato nominato ministro plenipotenziario della giovane Repubblica: lì, alla fine di quello stesso anno, egli aveva incontrato mia madre e nel 1911 ero nata io. Il loro è stato un grande amore; un amore tanto straordinario che fece scalpore attorno e tutti ne parlavano come di un romanzo. Io ero sempre guardata con curiosità perché ero figlia di quell’amore famoso e perché ero cubana. Di Cuba, allora, gli europei sapevano ben poco: molti ne ignoravano persino l’esistenza. Adesso se ne parla sovente; ma al tempo della mia infanzia, su Cuba si scriveva soltanto qualche cronaca di viaggio intitolata La Perla dei Caraibi oppure La Regina delle Antille, titoli che somigliavano a quelli dei libri di Emilio Salgàri. Questa somiglianza, tuttavia, conferiva alla mia patria un fascino misterioso e irresistibile che, in parte, circondava anche me (…). (more…)

Nel cuore nero dell’Oas Vita, stragi e sconfitta dei terroristi d’Algeria

marzo 7, 2011

Uno studio con documenti d’archivio sull’esercito clandestino che voleva mantenere la presenza coloniale francese in Nord Africa

Francesco Perfetti per “Il Giornale

Il 16 marzo 1961 sui muri di Algeri comparvero alcuni manifesti recanti lo slogan: L’Algérie française. Erano siglati con un acronimo – OAS – mai visto prima d’allora e che stava per «Organisation de l’armée secrète». L’atto di nascita di questo organismo risaliva a poco tempo prima. Furono due protagonisti della settimana delle barricate di Algeri del gennaio 1960, Pierre Lagaillarde e Jean-Jacques Susini, rifugiatisi a Madrid all’indomani della fallita rivolta, a decidere la creazione di una struttura clandestina armata per impedire col terrorismo la fine della presenza coloniale francese in Algeria. I due non provenivano dal nulla. Lagaillarde, ufficiale dei paracadutisti, aitante, con la barba rossastra, paragonato a un moderno d’Artagnan, era stato tra gli artefici, nel maggio 1958, del ritorno al potere del generale De Gaulle. Susini, di origine corsa ma nato in Algeria, non rassomigliava nel fisico a Lagaillarde, smunto com’era con radi capelli biondi e occhi fiammeggianti in un volto cereo: non aveva potuto prendere parte agli eventi del maggio 1958, ma si era distinto guidando gli studenti filo-francesi nella settimana delle barricate. (more…)

Stipe, fra crisi e rinascite, “Felice di essere ancora vivo”

marzo 7, 2011

Intervista al leader dei R.E.M., che pubblicano domani il nuovo album “Collapse into now”. La musica e le altre forme di espressione, le crisi e le rinascite in trent’anni di attività. “Penso a Kurt Cobain, non tutti ce la fanno”. E i timori per il futuro: “Non ho paura di morire né di invecchiare. Ma penso a quel che stiamo facendo all’ambiente, e al matricidio contro la Terra”

Giuseppe Videtti per “La Repubblica

Con quella montatura e lo sguardo vitreo potrebbe essere l’attore ideale per un remake di Un giorno di ordinaria follia. Ma appena ha finito di scrutare il suo interlocutore e appoggia sul tavolo gli occhiali, Michael Stipe diventa la persona più dolce e affabile del mondo. Il leader dei R.E.M., che pubblicano domani il nuovo album Collapse into now (ad alcuni brani hanno collaborato Eddie Vedder, Patti Smith, Lenny Kaye, Peaches e Joel Gibb degli Hidden Cameras), non fa nulla per nascondere i suoi 51 anni appena compiuti. Barba incolta e bianca, sopracciglia cespugliose, viso segnato da qualche ruga di troppo per uno della sua età. “Bello, mi piace”, dice sfogliando il libretto del nuovo cd che ha avuto tra le mani per la prima volta ieri mattina a Milano. “Le foto che Anton Corbijn ha scattato a Nashville sono straordinarie”.

Questa volta, per volere di Stipe, i R.E.M. hanno fatto le cose in grande: ognuno dei dodici brani sarà accompagnato da un corto girato da registi e attori famosi. Quello di Überlin, ad esempio, è diretto da Sam Taylor-Wood e interpretato da Aaron Johnson (regista e attore di Nowhere Boy, il film su John Lennon). Ha in mano un quotidiano inglese che (non a torto) strilla in copertina: “Il miglior disco dei R.E.M. degli ultimi vent’anni”. Sorride sarcastico. “Per la verità ogni volta che entriamo in studio lo facciamo con l’intenzione di incidere il nostro capolavoro. Ma questa volta, sono sincero, non ci aspettavamo che sarebbe venuto così bene”.

Ci sono molte altre idee questa volta intorno al solito album, progetti fotografici e persino cinematografici.
“Tutto è arrivato strada facendo, non siamo partiti con l’idea di mettere così tanta carne al fuoco. Sono uno che segue il suo istinto giorno per giorno. E cerco di ignorare l’altro “io”; non vorrei sembrare schizofrenico, ma nel momento in cui creo cerco di non ascoltare la parte più vigile di Michael, quella che pretende di sapere esattamente cosa farà domani, quella più ancorata alla realtà, per privilegiare la voce del bambino, quella che per la maggior parte del tempo resta inascoltata e disattesa”. (more…)

All’asta il Renoir della gelosia

marzo 7, 2011

La «Femme cueillant des Fleurs» di Renoir raffigura Camille, modella e prima moglie di Monet

Dieci milioni per il dipinto che raffigura Camille, la prima moglie di Monet, «cancellata» da Alice, la seconda

Francesco Tortora per “Il Corriere della Sera

Raffigura una delle più importanti muse dell’arte impressionista, condannata all’oblio dalla gelosa rivale in amore. Nelle prossime settimane sarà battuto all’asta per oltre 10 milioni di euro alla Tefaf di Maastricht, la più importante fiera d’arte al mondo, il dipinto Femme cueillant des Fleurs (Donna che raccoglie fiori) di Pierre Auguste Renoir. L’opera, realizzata nel 1874 e messa in vendita dallo Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown (Usa) immortala Camille Doncieux, prima moglie del pittore Claude Monet, ritratta mentre stringe in mano un mazzo di fiori in una campagna alle porte di Parigi. Camille, che sarebbe morta di cancro qualche anno dopo a soli 32 anni, fu sostituita nel cuore di Monet da un’altra donna, Alice Hoschedé. Quest’ultima, accecata dalla gelosia, nel corso dei successivi anni, distrusse ogni memoria e immagine fotografica della rivale scomparsa e fece di tutto affinché suo marito e il mondo artistico la dimenticassero. (more…)

Il signore degli ogm

marzo 6, 2011

Gilberto Corbellini per “Il Sole 24 Ore

Una cosa che Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, nato nel 1925 e morto nella notte tra domenica e lunedì scorsi, non riusciva a spiegarsi, era come mai riescano ad avere tanto ascolto le menzogne della lobby politico-economica anti-ogm. Si chiedeva, per esempio, perché un eccellente documento che illustra le prove della sicurezza e utilità degli ogm, redatto nel 2004 sotto la sua personale direzione e che ha raccolto il consenso delle più importanti accademie scientifiche italiane, fosse passato nel pressoché totale silenzio mediatico (http://www.siga.unina.it/circolari/Consensus_ITA.pdf). (more…)

La Dolce Vita addosso

marzo 6, 2011

Renzo Arbore

Alfred Hitchcock

Piazza Nicosia

I mitici scatti di Rino Barillari diventano protagonisti di un progetto ambizioso e benefico: una linea di t-shirt che porta il nome del primo ‘paparazzo’: Barillari’s story. L’idea della collezione è venuta a Francesco Esposito, giovane amico del fotoreporter. Parte dei proventi ricavati dalle vendite delle magliette, sarà devoluto ad una Onlus brasiliana che raccoglie fondi per costruire un ospedale a Salvador de Bahia. Ecco alcune delle sue immagini più celebri. Altre foto e intervista qui

Il cristianesimo semplice del pakistano Bhatti

marzo 6, 2011

Enzo Bianchi per “La Stampa

Di fronte a eventi tragicamente ordinari – come un omicidio politico in un Paese ad alta tensione terroristica – le reazioni possono essere fondamentalmente di due tipi: o si lascia che l’emozione di un momento scivoli via in un’amara assuefazione oppure si accetta che la vicenda scombini tanti luoghi comuni del nostro pensare e interpretare le situazioni attorno a noi e nel mondo più vasto.

Un elemento che molti considerano assodato per un Paese di antica cristianità come il nostro è, per esempio, il fatto che il cristianesimo, nella sua declinazione cattolica, abbia una dimensione “popolare”, sia in un certo senso quasi connaturale all’Italia. Una compenetrazione che un tempo si misurava sul numero dei «praticanti» e la percentuale di battesimi e di matrimoni in chiesa e che ora trova parametri più aggiornati nel numero degli «avvalentisi» dell’insegnamento della religione cattolica, dei firmatari dell’otto per mille a favore della chiesa cattolica oppure nella disponibilità a seguire gli insegnamenti del magistero sulle tematiche eticamente più sensibili. (more…)

AAA cercasi la forza e l’onore delle donne. La tripla provocazione di Carmen Consoli

marzo 6, 2011

Nel video del nuovo singolo la ‘cantantessa’ indossa le vesti succinte di quattro donne. Un colpo ironico per rappresentare la realtà mediatica che ci circonda ma che “non dovrebbe rappresentarci”. Scritto dopo lo scandalo ‘papi’ ma ispirato a un fatto di cronaca diverso: “Il senso poi si è esteso automaticamente”

Katia Riccardi per “La Repubblica

La cantantessa zitta non ci sa stare. Non ci vuole stare, non ci può stare. Silenziosa, in mostra, in attesa, in vendita. Carmen Consoli quando sta scomoda diventa irrequieta. Lo fa da sempre e da sempre cambia pelle, si muove tra le note, cambia chitarre e arrangiamenti, graffia, scrive testi per se stessa poi produce dischi di pastori siciliani in estinzione. Come quello di Alfio Antico, uno dei tamburellisti che ha rivoluzionato la tecnica della ‘tammorra’ e che lei presenterà il 31 marzo a Roma. Carmen Consoli è femmina ribelle, fastidiosa e irruenta. Ma sorride spesso, lo fa con decisione.  (more…)

«J.R. passa il testimone a Ruby»

marzo 5, 2011

Roberto D’Agostino. «Una Pretty woman al suo massimo splendore. È la sorca assassina, una Marlene Dietrich da bunga bunga con un fascino luciferino». Il decennio in cui le donne e il pensiero tornarono «rotondi»

Francesco Persili per “Il Riformista

Trenta anni dopo, un flash riassume la parabola (non solo) mediatica berlusconiana. Nella stessa foto ci sono Larry Hagman, il cattivo J.R. di Dallas sotto braccio a Kharima el Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori. Non crede ai suoi occhi Roberto D’Agostino, già dee-jay mattatore al Titan e giornalista all’Espresso, che nell’antica arboristeria di Quelli della Notte ha inventato l’edonismo reaganiano e, con la complicità del fotocronista Umberto Pizzi da Zagarolo, ha fatto di Dagospia lo studio 54 della Seconda Repubblica. Guarda le foto del ballo delle debuttanti all’Opera di Vienna e ammette che sì, con questa foto si è chiuso un cerchio: «J.R passa il testimone a Ruby». La realtà si mescola alla fiction e tutto si tiene nel nome del Biscione.

Il gran ballo organizzato da Lugner cosa è, la secessione viennese del Cafonal?
Il ballo delle debuttanti è il Cafonal dei cafonal, si potrebbe dire: dalla Sarcher alla Sorcher torte. Ruby e J.R., con questo imprenditore viennese porcone di 78 anni. Una spremuta di starlette, tutto pieno di doppi-sensi. Come Dallas, che altro è, se non un invito a darla. (more…)

Quelle scarne vite corrose dall’acido delle avanguardie

marzo 5, 2011

Beatrice Buscaroli per “Il Giornale

Dicono che disegnasse sempre, quando non fumava, e che tracciasse anche dei solchi nella povere, se non aveva la matita. Oppure disegnava sulle pareti del minuscolo studio; come Boldini o come Modigliani usava tutta la carta che trovava sotto mano, gli inviti, i menu, le cartoline, le buste, a pranzo, a cena, a teatro. Alberto Giacometti sentiva la scultura da uomo antico, anche se la trasformò in una delle più risolte e insieme incomprensibili risoluzioni del contemporaneo. Per fare questo tornò all’origine, all’essenza, a quella funzione primaria e necessariamente dolorosa dell’arte che è la rappresentazione. Disegna per conoscere, per riconoscere il suo mondo. E intanto ritrae. Svuota la sua scultura di tutto quel che sembra che i grandi secoli le abbiano donato per addolcire l’immagine dell’uomo e del suo stare nel mondo. La scultura di Alberto Giacometti attraversa il Novecento porgendo la soluzione e il suo contrario. Il corpo è essiccato, il volto è macerato, i solchi sui fogli si addensano come gabbie e come varchi: l’uomo è libero e prigioniero nello stesso tempo. (more…)